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Rachel Carson, la pioniera dell’ambientalismo scientifico che allertò il mondo sulla primavera silenziosa

“Primavera silenziosa”, l’ultimo libro di Rachel Carson, esce negli Stati Uniti nel settembre 1962. Sarà definito uno dei pochi libri che hanno cambiato la storia della Terra. Rachel, che era già affermata scrittrice, con “Primavera Silenziosa” si rivela una ambientalista appassionata e militante. Il racconto comincia come una favola, come la storia di un regno felice sul quale si allunga l’ombra di una orribile maledizione. In realtà “Primavera Silenziosa” documenta il disastro ambientale dovuto all’uso sconsiderato degli antiparassitari, in particolare del DDT. Non solo. Spiega le ragioni dell’Ecologia, dove anche le creature più umili hanno un ruolo importante negli equilibri naturali e nella sopravvivenza della nostra specie. Il libro avrà un successo straordinario, ma Rachel si troverà a combattere contro poteri forti e contro le industrie chimiche che vivono sul petrolio. Negli Stati Uniti sono gli anni di John Fitzgerald Kennedy e di Martin Luther King, dei primi accordi contro la proliferazione degli esperimenti nucleari e della messa al bando del Talidomide, che faceva nascere centinaia di bambini senza braccia e senza gambe.

Un anno fa l’addio a Raffaella Carrà: “Felicità è aver avuto una nonna come Andreina mia maestra in una Romagna che era piena di note e di libertà”

Un anno fa ci lasciava Raffaella Carrà e io mi associo a quanti, sui giornali come “Oggi” e in Rai (con un servizio sul Tg3 in cui hanno mostrato una foto storica di lei con nonna Andreina) hanno ricordato quella talentuosa regina della musica e dello spettacolo. Per l’occasione mi è riaffiorato il ricordo dell’amica che mi aveva invitato negli studi televisivi (dicendomi una cosa molto importante: “Io credo che la tv debba offrire modelli positivi che facciano venire voglia di essere copiati”) e ripropongo il dialogo che ebbi con lei, confluito a febbraio 2017 nella rubrica su “Sette”, lo storico magazine del “Corriere della Sera”, e poi nel libro “In viaggio con i maestri” (Minerva, 2018).

Vie d’Italia: è il museo degli errori. Il nuovo atlante delle papere stradali dalle Alpi ai nuraghi

Il nostro autorevole e pignolo “cacciatore di errori urbani”, Roberto Angelino, invita i lettori a sorridere tra curiosità e aneddoti e i sindaci italiani a mettere mano alle correzioni delle targhe, com’è accaduto nel caso più noto di Roma (Largo Azelio Ciampi) con dietrofront del presidente Mattarella (foto). Qui la prima puntata del suo singolare Giro d’Italia all’insegna di “Basta con l’approssimazione”

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Il mio eroe

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Un anno senza Raoul Casadei, che fece ballare l’Italia al ritmo della Romagna e mi svelò a sorpresa il suo idolo nel cuore: Enrico Berlinguer

Un anno fa, causa Covid, si fermava il cuore generoso di Raoul Casadei, 83 anni, il “re del liscio” che ha fatto ballare l’Italia e ha esportato il genere musicale (e con esso, i valori della propria terra romagnola: la famiglia, l’amore, l’amicizia). Un anno senza il re del liscio vissuto dalla moglie Pina, dal figlio e successore Mirko (50 anni ad agosto, è in arrivo in libreria il suo volume “Il figlio del re”) e dalla famiglia tutta nel Recinto a Villamarina di Cesenatico. Mi piace intercettare l’anniversario di questa icona musicale italiana (ma anche simbolo della Romagna del “regionalismo estroverso”) con un video e un ricordo: il primo, "Romagna capitale", è nato da un’idea del vulcanico Tiziano Corbelli di Santarcangelo di Romagna, regia di Davide Legni. Il ricordo mi si presenta sotto forma di una cena avuta con Raoul nel corso di una serata festosa a Rimini, in coincidenza con l’interessante congresso nazionale di otorinolaringoiatria organizzato a Rimini prima dell’emergenza sanitaria dal primario del Morgagni-Pierantoni di Forlì, Claudio Vicini. E affido ai lettori le sorprendenti parole che Raoul mi consegnò in un’intervista del settembre 2016 per la rubrica che ho curato per cinque anni su "Sette", lo storico magazine del "Corriere della Sera".

Quando i Grandi erano piccoli

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Rachel Carson, la pioniera dell’ambientalismo scientifico che allertò il mondo sulla primavera silenziosa

"Primavera silenziosa", l’ultimo libro di Rachel Carson, esce negli Stati Uniti nel settembre 1962. Sarà definito uno dei pochi libri che hanno cambiato la storia della Terra. Rachel, che era già affermata scrittrice, con "Primavera Silenziosa" si rivela una ambientalista appassionata e militante. Il racconto comincia come una favola, come la storia di un regno felice sul quale si allunga l’ombra di una orribile maledizione. In realtà "Primavera Silenziosa" documenta il disastro ambientale dovuto all’uso sconsiderato degli antiparassitari, in particolare del DDT. Non solo. Spiega le ragioni dell’Ecologia, dove anche le creature più umili hanno un ruolo importante negli equilibri naturali e nella sopravvivenza della nostra specie. Il libro avrà un successo straordinario, ma Rachel si troverà a combattere contro poteri forti e contro le industrie chimiche che vivono sul petrolio. Negli Stati Uniti sono gli anni di John Fitzgerald Kennedy e di Martin Luther King, dei primi accordi contro la proliferazione degli esperimenti nucleari e della messa al bando del Talidomide, che faceva nascere centinaia di bambini senza braccia e senza gambe.

Le parole e gli occhi

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Faccia a faccia con Salgado, il fotografo che porta in mostra l’Amazzonia a Roma

Dopo Forlì, Milano, Roma, Londra, Rio de Janeiro e Toronto (dove le sue mostre hanno illuminato con 250 immagini di “Genesi”, il patrimonio unico e prezioso del nostro mondo, in bianco e nero) il celebre fotoreporter brasiliano Sebastiao Salgado sbarca nuovamente a Roma, questa volta al Maxxi, unica tappa italiana, con la sua Amazzonia. Dopo aver esordito nel 1973 con il primo di una lunghissima serie di reportage (dedicato alla siccità nel Sahel) e lasciato l’agenzia Magnum di Parigi (città dove risiede da anni), Salgado con la moglie Lèila Wanick (foto anteprima) ha creato "Amazonas Images" che nel corso degli anni gli ha consentito di progettare e realizzare lunghi racconti che sono diventati pietre miliari nella storia della fotografia.

Una buona, nuova vita agli edifici e a chi li abita sono la chiave della transizione ecologica europea

La sigla è astrusa (EPDB, acronimo per Energy Performance of Building Directive) ma il significato di questa importante direttiva dell’Unione Europea sul rendimento energetico nelle abitazioni è chiaro: gli edifici sono la chiave della transizione ecologica del continente, una tessera fondamentale del mosaico in costruzione per raggiungere gli obiettivi del New Green Deal entro il 2030. Parliamo di questo, con un occhio al parco edifici della nostra Italia (“obsoleto e dal disperato bisogno di rinnovamento”, lo definisce l’Enea nell’ultimo rapporto annuale sull’efficienza energetica) con un pioniere nel campo dell’architettura sostenibile: Alessandro Bisagni, 37 anni, una moglie americana, due figlie gemelle, creatore di un’azienda in Hong Kong con 53 dipendenti.

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M come Mandragora: per la casa editrice di Imola tutt’intorno è Romagna, terra e mare che fanno mantenere accesa nel tempo la fiamma viva della passione

Era il 1989 quando Peppino Pelliconi e suo figlio Massimo fondarono a Imola la loro casa editrice, affidandole il nome di una pianta molto apprezzata nell’antichità per le sue proprietà magiche: La Mandragora. Peppino era giornalista per passione e scriveva per alcuni quotidiani locali, i suoi interessi spaziavano dalla storia ai dialetti della Romagna, mentre Massimo che aveva condotto studi totalmente diversi e lavorava come professionista nel mondo dell’agricoltura, cambiò completamente rotta e insieme al padre pose le fondamenta di quella che diventerà in seguito la sua occupazione principale: l’editoria.

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Caro Salvatore, in questo tempo così gravoso ho scritto una lettera alla mia anima… firmato Brunello Cucinelli

“Oggi, come un anno fa, al ritorno delle rondini, il mio sguardo, in questa mia amata Solomeo, si alza verso i loro volteggi e il loro garrire; adesso il cuore è ancora addolorato come in quel tempo, gravoso, della pandemia, che allora metteva paura, e oggi mi pare in declino.
Ma oggi, ancora una volta, gli uomini si sono levati contro gli uomini, e mi sembra impossibile che questo avvenga oltraggiando la nostra umanità. Penso che qualcosa nel mondo stia cercando di sopraffare i valori della fratellanza e della solidarietà, però sono convinto che questo tempo del dolore non avrà durata lunga, perché tutti sapremo come tornare verso la luce, guidati dagli uomini savi che governano il mondo.
A loro mi rivolgo, come semplice uomo e come fratello, con lo spirito di Francesco d’Assisi, mio padre ispiratore, genio dei rapporti umani e del dialogo; verso di loro elevo il voto del mio animo, come la voce di tanti altri nel mondo, affinché la discordia ceda il posto alla concordia.”

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Salvatore Giannella

Storie e idee, modelli e valori nel blog, volontario e gratuito, di giornalismo partecipativo ideato e curato da Salvatore Giannella: da L’Europeo a Genius, da Airone a Oggi all’intelligenza collettiva nello spazio infinito del web

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