Arpino mette in campo
Cicerone e i Grandi Spiriti

A metà strada tra Roma e Napoli,
questo borgo antichissimo della Ciociaria
gioca la carta della rivitalizzazione
della sua ricca memoria storica,
testimoniata da mura ciclopiche
e dai suoi tanti cittadini illustri.
In chiusura, i link ai 38 borghi ideali
del Lazio, agli 11 borghi storici marinari
e alle 5 località di paesaggi d’autore
che hanno aderito al progetto
al progetto del MiBACT Borghi-Viaggio italiano

DAL DIARIO DI VIAGGIO DI UN CRONISTA VIAGGIATORE (14)

testo di Salvatore Giannella

arpino-frosinoneUna mattina avvolta dalla polvere di sole mi lascio alle spalle il Corso Tulliano in Arpino, borgo tra i più antichi della Ciociaria laziale, e le quattro finestre della casa natale di Pasquale Rotondi (il soprintendente che, durante la seconda guerra mondiale, aveva dato ricovero e salvezza nel Montefeltro alle principali opere d’arte italiane, dalla Tempesta del Giorgione di Venezia ai dipinti di Piero della Francesca, del Tintoretto, di Tiziano e di tanti altri grandi geni dell’arte italiana) e mi addentro nel campo santo alla ricerca della tomba di quello storico dell’arte e della sua sposa, Zea. La trovo all’ombra di un albero, fiancheggiata da una panchina che invita alla sosta. Da lì lo sguardo spazia sulla città in basso e, ancor più giù, sulla piana del fiume Liri, mentre in alto scorgo le tracce poderose del passato di Arpino, un passato che si perde nella notte dei tempi: massicce mura costituite da grossi lastroni incastrati l’uno nell’altro che per la loro imponenza vengono chiamate “ciclopiche”, e che la tradizione attribuisce ai leggendari Pelasgi, misterioso popolo preellenico della Grecia. Un paesaggio stupefacente: nell’Acropoli si può ammirare, poco scalfito dal tempo, un arco a sesto acuto, unico in Italia, risalente al settimo secolo avanti Cristo. Qui, mi spiegano, la popolazione trovava rifugio contro le invasioni barbariche.

L’evocazione di un passato che vanta millenni di storia (caratteristica di gran parte dell’Italia) e di tanti protagonisti qui nati di statura “ciclopica” mi ha fatto affiorare alla mente il ricordo di una serata teatrale a Madrid. Andava in scena Notte di guerra al museo del Prado di Rafael Alberti. Nel meraviglioso museo madrileno, i Grandi Spiriti raffigurati nelle opere – nella finzione di quel grande scrittore spagnolo – si animano durante un drammatico episodio della Guerra civile, vissuto realmente dall’autore, incaricato di salvare i quadri più preziosi durante l’assedio della capitale spagnola da parte delle truppe golpiste di Franco e di farli arrivare in Francia prima e nel palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra poi. E i Grandi Spiriti della piccola Arpino si sono materializzati, uno dopo l’altro, nella mia immaginazione.

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Arpino, Frosinone: panoramica.

cicerone-arpino-frosinoneQui nacque, nel 106 avanti Cristo, Cicerone, chiamato così, pare, da un piccolo fibroma a tipo di cece che ebbe sul naso. Marco Tullio Cicerone, oltre a essere stato scrittore, politico e straordinario oratore e “avvocato” in Roma, fu anche grande organizzatore di cultura. E a lui è dedicata un’iniziativa, unica in Europa, ideata dal preside del liceo classico Ugo Quadrini che distingue Arpino: il “certamen” latino, o gara, varato nel 1980, (www.certamenciceronianum.it) che a maggio, quest’anno dal 10 al 13, vede convenire da ogni parte del vecchio continente professori e alunni nel segno della traduzione e del commento di un brano ciceroniano in lingua latina “che anche oggi potrebbe affratellare, se usata, gli uomini dell’Europa” (il poeta Giuseppe Bonaviri, su Italia Oggi: è legata al nome suo e di Massimo Struffi, il creatore della Fondazione Mastroianni, l’iniziativa di una singolare antologia di poesie, Libro di pietra, incise su lastre di pietra e installate in vari punti caratteristici nel paese e negli immediati dintorni).

Nel ventaglio degli arpinati personaggi illustri dell’antichità rientrano il condottiero romano Caio Mario, che vide la luce nei pressi dell’abbazia cistercense di Casamari, nome che deriverebbe, appunto, da Casa Marii, risalente al Duecento (una vera e propria città in miniatura, ancora oggi luogo di pellegrinaggio e di spiritualità). Di Caio Mario ricordiamo la lunga disputa (con conseguenti guerre civili) avuti a partire dal 100 a. C. con il suo rivale Silla e le grandi vittorie che ebbe sulle popolazioni germaniche dei Cimbri e Teutoni. E anche un generale e consigliere di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa, al quale si deve la costruzione del Pantheon.

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Arpino, Piazza del Municipio: il Decumano Romano.

Né, per quanto rapida, la corsa storica può trascurare Vittoria Colonna, marchesa di Pescara in quanto moglie di Fernando Francesco d’Avalos feudatario di Arpino (Marino, 1490 circa – Roma, 1547), poetessa e letterata che qui a vissuto, amica personale di Michelangelo; il pittore Giuseppe Cesari (1568-1640) detto il Cavaliere d’Arpino che, oltre ad affrescare la splendida sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio a Roma, ebbe numerosi allievi tra i quali campeggia Caravaggio; e ancora lo scultore Domenico Mastroianni, capostipite di una grande famiglia di artisti, dal figlio Alberto (scultore e caricaturista) al nipote Umberto (scultore di fama mondiale), ai pronipoti Ruggero (apprezzatissimo montatore cinematografico) a Marcello Mastroianni, grande e indimenticabile attore del quale ho avuto la fortuna di una conoscenza diretta in casa di Tonino Guerra, e infine il citato Pasquale Rotondi, il salvatore dell’arte italiana, “un intellettuale che amava servire la cultura piuttosto che servirsene” (come ebbe a definirlo efficacemente Giulio Carlo Argan) che riuscì a preservare dalla barbarie della guerra l’anima stessa del nostro Paese e la più grande concentrazione di opere d’arte mai messa insieme nella storia dell’umanità. A questo Schindler dell’arte (destinatario di due miei libri e di un docu-film da me sceneggiato per Rai Educational (www.lastoriasiamonoi.rai.it) è dedicata la stimolante mostra che sarà inaugurata il prossimo 12 maggio, in coincidenza con il 110mo anniversario della nascita: “Salvare la memoria (La Bellezza, l’Arte, la Storia)”, curata da Sandrina Bandera ed Elena Menotti, con un nutrito e qualificatissimo comitato scientifico: presenta cinquecento fotografie originali, documenti, filmati, testimonianze dirette, pannelli didascalici, di forte impatto visivo e insieme didattico, con il fine di preservare la memoria di un patrimonio d’arte e di storia appartenente a tutta l’umanità. (Info: www.arpinoturismo.it, mail del Comune: info@comune.arpino.fr.it e della Pro Loco info@prolocoarpino.it, tel. del presidente Luciano Rea: 329.7770903).

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Arpino: la Torre di Cicerone.

Salvare la memoria, il Certamen ciceroniano, i Grandi Spiriti… La lezione che ci arriva da questo borgo è quella in cui sono maestri i francesi che, in Provenza, ricostruiscono, con suggestivi sentieri, i passi dei poeti e degli artisti (da Chagall a Matisse), che qui trovarono le migliori stagioni di creatività; o a Digione invitano i viaggiatori a seguire Il percorso delle civette: un itinerario in 22 tappe che accompagna alla scoperta degli edifici chiave dell’identità della città che ha appunto una civetta come simbolo.

Sarebbe bello se anche nell’Italia dei borghi (e non solo) nascessero i Sentieri della storia che, partendo dalla Pro loco o dall’Ufficio turistico, guidassero i visitatori alla scoperta di questi luoghi storici diventando una carta in più per il rilancio turistico italiano. Se lo augurava anche Domenico De Masi, nel Manifesto di Ravello:

…le classi di studenti adottino un monumento e lo innaffino della loro attenzione. E il punto dove è nato un personaggio storico, o è avvenuto un incontro ricordato nei libri, diventi il centro del borgo.

Sono anche queste, insieme alle grandi evocate da Alberto Angela, le piccole, sorprendenti meraviglie d’Italia.

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Fotogallery

Il borgo di Cicerone in dieci immagini

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Arpino, acropoli: l’arco a sesto acuto. Sullo sfondo, la Torre di Cicerone.

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Arpino, Frosinone: panoramica.

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Arpino, Piazza del Municipio: il Decumano Romano.

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Panorama di Arpino dall’acropoli di Civitavecchia; sullo sfondo, la Civita Falconara.

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Arpino: la Torre di Cicerone.

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Arpino: il Museo della lana.

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Arpino: il Museo della liuteria.

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Arpino: la Fondazione Mastroianni.

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Arpino: lapide alla Porta Napoli, rivolta al viandante che entra nella Città.

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Arpino, Frosinone: panoramica.

UNA MINIGUIDA

Il mosaico dei cento turismi

in natura e di cultura

ad Arpino e nei dintorni

Turismi in natura

  • 06b agriturismoAgriturismo
  • 01b fotografia naturalisticaBotanica, itinerari botanici, fotografia naturalistica
  • 04b campi scuolaEntomologia, campi scuola, vacanze per imparare, biblioteche
  • 07b escursioni biciclettaEscursioni in bicicletta, mountain bike, piste ciclabili
  • 02b-itinerari-micologiciMicologia (specialisti), itinerari micologici
  • 11b-miniereMiniere e archeologia mineraria, geologia, paleontologia, itinerari nei mondi di pietra (per turisti e per specialisti)
  • 05b picnic scoutismo vacanze scolastiche familiariPicnic, scoutismo, vacanze scolastiche e famigliari
  • 12b-speleologiaSpeleologia (specialisti), itinerari speleologici guidati
  • 09b trekkingTrekking a piedi, sentieri natura, passeggiate nel verde
  • 08b turismo equestreTurismo equestre

Turismi di cultura

  • 20b-itinerari-archeologici Archeologia (specialisti), itinerari archeologici (turisti)
  • 25b concerti musica teatroConcerti, musica, teatro, feste, balletto, danze, festival, eventi di costume, folklore
  • 21b itinerari gastronomiciItinerari gastronomici
  • 19b musei e beni storiciMusei e beni storici, architettura, monumenti, castelli
  • 26b strade romanticheStrade romantiche
  • 22b turismo religiosoTurismo religioso (luoghi sacri, convegni, monasteri, cattedrali)

Arpino VSD

(Venerdì Sabato Domenica)

 

 

Sette cose da fare in un weekend ideale nel borgo laziale. Consigli d’autore (in questo caso, tratti da una recente trasmissione di TV2000, i consigli del sindaco del borgo ciociaro, Renato Rea) per una sosta arricchente, per sentirsi parte di un luogo, per scoprire le luci della notte e il chiarore dell’alba. Fermarsi un po’, prima di ripartire.


Mangiare e dormire bene

ad Arpino e nei dintorni

 

 

Altre coordinate utili:

14. Continua.

2017-anno-dei-borghi-viaggio-italianoLe tappe di questa “geografia della memoria”, che toccherà tanti altre eccellenze della piccola Italia, regione dopo regione dalle Alpi al Gennargentu, hanno riguardato:

  1. Montefalco (Perugia) e i borghi ideali dell’Umbria;
  2. Valsinni (Matera), sulle tracce della poetessa Isabella Morra con i borghi ideali della Basilicata;
  3. Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), borgo recuperato e reso modello di attrattività turistica, commerciale e culturale;
  4. Volpedo (Alessandria), il borgo del pittore del Quarto Stato, Pellizza;
  5. Varese Ligure (La Spezia), comune pioniere sulla strada dell’eco-sostenibilità, con i borghi ideali della Liguria;
  6. Amalfi e la Costiera Amalfitana, con i borghi ideali della Campania;
  7. Orroli, il borgo nel cuore della Sardegna dove abbondano gli ultracentenari;
  8. Da Rimini a Pennabilli sulle tracce di Fellini e di Tonino Guerra: paesaggio con poeta;
  9. Nel Montefeltro marchigiano sulle orme di Pasquale Rotondi, salvatore dell’arte italiana;
  10. La Puglia Imperiale che stupì Federico II;
  11. Scicli, a tavola con il commissario Montalbano e Andrea Camilleri;
  12. A Barga e nella Valle del bello e del buono di Giovanni Pascoli
  13. A Tropea i profumi del mare e della terra creano un gioiello della tavola: la cipolla rossa;
  14. Arpino, in Ciociaria, mette in campo Cicerone e i Grandi Spiriti;
  15. A Mel e nelle Dolomiti Bellunesi, rifugio del cronista Dino Buzzati.
  16. Nel futuro di Riccia ci sono le pantere grigie: qui sarà bello vivere (specie nella terza età).
  17. A Sappada, il borgo che accende la fantasia dei bambini.
  18. Da Cassinetta di Lugagnano si levò un urlo: “Terra! Terra!”

L’illustrazione di apertura, e qui a destra, è di Ro Marcenaro.

BUONO A SAPERSI / UNO SGUARDO ALL'INIZIATIVA DEL MIBACT

I 38 borghi ideali del Lazio,

gli 11 borghi storici marinari,

le 5 località di paesaggi d’autore

nel progetto “Borghi – Viaggio italiano”

Borghi-Viaggio-Italiano

Un link, un tour

Sul progetto “Borghi – Viaggio italiano”, una delle principali iniziative che caratterizzano l’Anno dei Borghi italiani proclamato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), vedere www.viaggio-italiano.it.

Capofila delle 18 Regioni coinvolte è la Regione Emilia-Romagna – viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna – Centralino: 051.5271. Direzione generale economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa: viaggioitaliano@regione.emilia-romagna.it (Responsabile: Laura Schiff).

I borghi ideali del Lazio

Con Arpino i 38 borghi laziali inclusi nel progetto “Borghi – Viaggio italiano” li trovate, corredati da una scheda essenziale e utile, cliccando su queste righe.

Gli 11 borghi storici marinari

Gli 11 borghi storici marinari sono invece visibili a questo link.

Paesaggi d’autore

Link alle 5 località dei paesaggi d’autore, oltre ad Arpino, FR, patria di Cicerone: Anagni, FR, collegato a Bonifacio VIII; Itri, LT, l’eroe popolare Fra’ Diavolo; Nepi, VT, Lucrezia Borgia; Greccio, RI, San Francesco, che in questo borgo laziale per la prima volta nella storia della cristianità fece allestire la rappresentazione della Natività, in una grotta e con persone e animali.

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).

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