Amalfi e la sua costiera:
il paradiso comincia qui

Avevo visitato per la prima volta l’antica repubblica marinara
e il mare dei gioielli che la circondano vent’anni fa, in occasione
dell’inserimento da parte dell’UNESCO nella lista dei tesori
dell’umanità. Una dozzina di borghi di straordinaria bellezza, luoghi così
suggestivi che avevano “rapito”, oltre ai turisti “lenti”, anche tanti
vip e fatto scrivere a un poeta toscano: “Per gli amalfitani che andranno
in Paradiso quello del Giudizio sarà un giorno come un altro”
.
In chiusura: i 16 borghi ideali della Campania, i 23 storici marinari e
i 6 aderenti all’utile Passaborgo nel progetto Mibact “Borghi-Viaggio italiano”

DAL DIARIO DI VIAGGIO DI UN CRONISTA VIAGGIATORE (6)

testo di Salvatore Giannella / Oggi (28.1.1998)*, condensato e aggiornato

Amalfi (Salerno)

costiera-amalfitana-guida-turisticaDa quanto tempo sia lì, scolpita su di un bassorilievo e adagiata sulla facciata della chiesa di Santa Maria a Positano, nessuno lo sa. Sconosciuto l’autore, ignota l’epoca. Ma la “volpe pescatrice” da sempre, nella fantasia popolare del posto, rappresenta il simbolo della Costiera amalfitana, a metà strada tra mare e monti. Quasi a cementare l’intenso rapporto, conservato inalterato nei secoli, tra le due anime di questi luoghi del Mediterraneo tra i più belli al mondo.

È proprio la storia di questa immaginaria figura zoologica è stata tra gli argomenti che hanno finalmente convinto i rappresentanti dell’UNESCO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per la cultura e l’educazione, a inserire la “divina Costiera” tra i luoghi del patrimonio mondiale dell’umanità da proteggere e da valorizzare.

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La spettacolare facciata del Duomo di Amalfi. Secondo una leggenda, san Francesco d’Assisi si recò nel 1218 in questo edificio di stile romanico barocco, per venerare le reliquie dell’apostolo ivi custodite e rimase in città per due anni. (Foto di Vittorio Giannella)

È una storia breve ma evocativa dello spirito del luogo. Eccola. Un giorno una volpe affamata si fece coraggio e scese dai suoi familiari monti per procurarsi del pesce per i suoi cuccioli. Dopo essersi sfamata con i suoi figli, la volpe tornò nella sua tana di montagna. E da allora, quando la selvaggina scarseggiava, lei non esitava a scendere a valle, raggiungere il mare e procurarsi il cibo per sé e i suoi figli.

La metafora è evidente: la volpe pescatrice è come l’antico popolo amalfitano, un popolo di mare che ha dato vita alla famosa Repubblica marinara solcando i mari in lungo e in largo, vincendo battaglie memorabili e redigendo le Tavole amalfitane, il codice di diritto marittimo.

Un popolo padrone dei mari che, in realtà, ha origine tra i monti di Scala, piccolo centro tra Atrani e Ravello. All’inizio, la potente molla che spinse gli amalfitani dai monti al mare, come per la volpe pescatrice, fu la fame; poi subentrarono gli affari e, insieme, lo spirito di conoscenza e di avventura…

E oggi, alla vigilia del Duemila quale direzione dovrebbe prendere la volpe pescatrice? È netta la risposta uno studioso di fama, Domenico De Masi, docente di Sociologia del lavoro all’Università La Sapienza di Roma, più noto come “profeta del tempo libero”, che per tre anni è stato assessore all’Estetica di un altro comune gemma della Costiera, Ravello:

La volpe indica la strada del turismo consapevole, stando lontani da quella che porta al turismo di massa mordi e fuggi, distruttivo di economia e di identità.
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L’interno del Duomo di Amalfi. La chiesa è dedicata a S. Andrea del quale si commemora un miracolo. Era il 27 giugno del 1544 quando a mare apparvero navi pirate. Gli amalfitani, impauriti, si raccolsero in preghiera nella cattedrale, invocando la protezione del loro patrono: S. Andrea Apostolo. A un tratto ecco che il mare divenne tempestoso così da costringere le navi pirate ad andar via. Si gridò al miracolo e per la grazia ottenuta, gli amalfitani consacrarono il 27 giugno giorno festivo a ricordo di quell’avvenimento. (Foto Manuela Cuoghi)

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Uno scorcio del Chiostro del Paradiso nel duomo di Amalfi. Fatto costruire nel 1268 dall’arcivescovo Filippo Augustariccio, rappresentò a lungo il cimitero della nobiltà amalfitana. Con il termine “paradiso” si indicava nel Medioevo un luogo di sepoltura collegato a una chiesa importante e circondato da un portico.(Foto Manuela Cuoghi)

La riflessione di De Masi riguarda Amalfi, Ravello, i borghi ideali della Costiera amalfitana ma interessa e coinvolge anche gran parte delle tante, piccole belle Italie. In sostanza, il nuovo tempo liberato dalla fatica ha creato una nuova “cultura del viaggio”. La tendenza verso un turismo consapevole porterebbe le persone, più che a consumare, a ricercare esperienze. Emerge così un modello di turismo “dolce”, contraddistinto da alcune caratteristiche: è individuale o di famiglie o di piccoli gruppi più che di grandi masse; il turista “dolce” ha molto tempo a disposizione, si serve di mezzi di trasporto adeguati (anche lenti), è indipendente, antepone le esperienze alle attrazioni, non teme l’attivismo, si prepara sul luogo da visitare, vuole conoscere lingua e cultura dell’altro, porta regali ma anche ricordi e nuove conoscenze, fotografa ma anche disegna, coinvolge nell’esplorazione tutti i sensi, ama il silenzio.

Un modo nuovo di vivere viaggiando che però ha un cuore antico: il Grand Tour che vide l’Italia i suoi luoghi di villeggiatura animarsi di scrittori e artisti, di curiosi e scienziati, di aristocratici per sangue e per denaro, di vagabondi di ogni età provenienti da ogni angolo d’Europa. Sul modello dello scrittore tedesco Hermann Allmers e dell’amico Ernst Haeckel (in seguito diventato famoso naturalista e filosofo darwiniano) che nel luglio del 1859 attraversarono tutta la Costiera amalfitana. Percorsero, forniti di album da disegno e vascolo in cui riporre le piante raccolte, la Valle dei Mulini, salirono sulle ripide scalinate campestri a Pontone, a Scala e a Ravello, pernottarono al celebre Albergo dei Cappuccini (a quel tempo una casa con delle torrette alla Marina di Amalfi), si entusiasmarono per il panorama del golfo e alla fine tornarono con una piccola barca a remi a Sorrento.

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Positano vista da Furore, ai piedi del monte Faito. Sui monti che costeggiano la Costiera si snoda il Sentiero degli Dei, percorso escursionistico di media difficoltà e di grandi suggestioni.
(Foto di Vittorio Giannella)

Quando Allmers, alcuni mesi più tardi, rientrò in Germania, portò con sé come frutto del suo soggiorno in costiera il suo album di schizzi con abbozzi di diversi tratti di costa, alcuni fogli con i disegni eseguiti a Ravello e nella Valle dei Mulini e una piccola fotografia a diorama rappresentante Atrani vista da Amalfi. Oggi questa fotografia è in un minuscolo museo alle porte di Amburgo, distante più di 2.500 chilometri da Atrani, testimone della fama della Costiera, testimone di un “turismo dolce” che persino una razionale ricercatrice scientifica come la premio Nobel Rita Levi Montalcini suggerì come medicina per la rinascita del Sud.

Per quelli che già si sono rimessi in viaggio o per chi avesse voglia di magiche atmosfere di paesi incastonati tra l’azzurro del mare e quello del cielo, ecco una piccola guida essenziale è un’indicazione: le migliori scoperte le farete quasi per caso.

Per raggiungere la Costiera amalfitana bisogna prendere la Statale 163, una strada tutta curve che conduce ai vari borghi, dove il panorama formato da anfratti, insenature, ripidi strapiombi, cambia e regala visioni uniche. Il primo paese che si incontra è Positano. L’unico al mondo che invece di svilupparsi in orizzontale si estende in verticale. Dall’alto della montagna fin giù al mare, le case addossate le une alle altre, a volta sono collegate da una strada ma soprattutto da tante scale. Piccole, grandi, larghe, strette. Uno spettacolo unico che colpì la fantasia di John Steinbeck che, arrivato a Positano nel 1953, scrisse per una rivista americana:

Io credo che le fondamenta delle case di Positano siano orizzontali. Il piccolo golfo sinuoso dall’acqua incredibilmente azzurra e verde bagna lievemente una spiaggia di piccoli ciottoli. C’è una sola stradina stretta che non scende fino all’acqua. Tutto il resto è a gradini, talvolta ripidi come quelli di una scala pioli. Per andare a far visita a un amico non si cammina, ci si arrampica o si ruzzola.

E questo basta per scoraggiare, come dice Steinbeck, “i turisti da vetrina”.

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Salvatore Giannella davanti alla Pasticceria Pansa, nel centro storico di Amalfi. Torte personalizzate, torroncini e sfogliatelle artigianali serviti in un locale del 1830 con decori d’epoca. (Foto Manuela Cuoghi)

Dopo Positano, attraversando il Capo Sottile, incontrerete Praiano. La sua spiaggia è una delle più suggestive della costa. Ci si arriva percorrendo una stradina quasi scavata nella roccia. E il paese si dipana dall’alto del Monte Sant’Angelo a Tre Pizzi, fino alla spiaggia. Lì sono arrivato, una mattina di maggio 2016, per ammirare e ricostruire per Touring, il magazine del Touring Club Italiano, un modello turistico virtuoso (e dal basso). Da imitare (testo e immagini a questo link).

Tappa successiva, Conca dei Marini. Un delizioso paese diviso, come quasi tutti, in due parti, quello basso e quello alto, dove si trova il vecchio centro storico e dove sorgeva, tra terrazze coltivate a uliveti e agrumeti, il convento di Santa Rosa. Un convento di monache “signore” formato da suore provenienti da famiglie nobili e dedite perlopiù all’alta gastronomia e ai ricami. Proprio dal convento di Santa Rosa nacque una disputa con Napoli. Alcune suore napoletane avevano messo a punto un dolce, la sfogliatella, di cui tutti parlavano bene. Loro vollero prepararne una ancora più buona, ripiena di crema e farcita da amarene: era nata la famosa Santa Rosa (io ero capitato lì il 5 agosto e ne feci una scorpacciata senza pagare perché, per la ricorrenza, i dolci erano distribuiti gratuitamente: oggi non più). Tra i tanti vip affezionati a Conca dei Marini c’è Luciano De Crescenzo. Per lo scrittore non ci sono dubbi:

Sono convinto che Ravello, in alto, e Conca in basso siano dei luoghi unici. Il segreto? Manca l’autostrada. È lei che porta orde di turisti che aggrediscono i centri italiani.
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Praiano vanta una lunga tradizione turistica che risale al periodo della Repubblica marinara di Amalfi, quando i dogi lo elessero a residenza estiva.

Proseguendo sulla 163 si arriva ad Amalfi con il suo Duomo che vale l’arrampicata dei tanti scalini e con il suo centro storico. Un luogo unico, fermo nel tempo, dove suoni, colori e il profumo dei limoni che pervade l’aria e s’intreccia con quello morbido della salsedine, vi riporteranno indietro nella storia quando la città era uno dei punti vitali per gli scambi commerciali tra popoli diversi. Antica Repubblica Marinara insieme a Genova, Pisa e Venezia, ogni anno Amalfi ricorda questo illustre passato con la storica Regata, manifestazione sportiva di rievocazione storica che vede galeoni ricostruiti su modelli del XII secolo sfidarsi evocando le antiche potenze marinare; la gara è preceduta da un corteo storico in costume che riporta le atmosfere ai secoli passati. La magia di Amalfi merita una sosta prolungata: nel riquadro in basso su VSD (Venerdì Sabato Domenica) indichiamo sette itinerari storici per vivere al meglio la sosta nella capitale della Costiera. Da non perdee quello che porta dalla piazza del Duomo nella Valle dei Mulini che merita una passeggiata a piedi, in un paesaggio di archeologia industriale con i ruderi delle cartiere che un tempo (e in due casi ancora oggi) producevano la nota carta di Amalfi.

Ravello, rifugio di artisti e di poeti, con le sue ville gioiello: villa Ruffolo e villa Cimbrone, da dove si ammira tutto il golfo fin giù a Paestum. “Certamente un luogo tra più belli al mondo”, per Gore Vidal, grande scrittore e sceneggiatore statunitense che qui, fino alla sua morte (2012, a 86 anni) aiutato gli organizzatori della imperdibile rassegna estiva di musica. Un luogo che ha incantato Jacqueline Kennedy e, più tardi, Hillary Clinton.

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Paolo Sandulli (Avellino, 1949) con alcune delle sue “spugnose” creazioni originali, ripreso da Manuela Cuoghi nel luogo dove opera: la Torre Asciola, sulla costa di Praiano.

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Salvatore Giannella a colloquio con lo stesso Paolo Sandulli.

Le ultime tappe del nostro viaggio sono Atrani, quasi attaccata ad Amalfi, grazioso presepe con le case vicine l’una all’altra, un intrico di stradine, piazzali, cortili che si intrecciano tra loro e confinano con terrazze coltivate ad agrumeti, uliveti e vitigni; Furore, incanto della natura, con il suo “fiordo”, uno degli elementi più suggestivo che segnano la struttura del paesaggio costiero; Minori, con le sue chiese, i siti archeologici e le torri costruite sul mare per difendere il paese dagli attacchi dei pirati (ma da non mancare una sosta al bistrot “Sal de Riso Costa d’Amalfi” sul lungomare di via Roma: qui il maestro pasticcere pluricampione del mondo tiene anche da gennaio a maggio corsi di pasticceria. Oltre al salato, offre un’ampia scelta delle sue 60 creazioni); Maiori con Erchie, il minuscolo borgo suggestivo e poetico, incastonato in una vallata isolata, dove la natura è l’unica protagonista, e si apre su una baia che ne rappresenta l’essenza.

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Minori oggi è un’ambita méta turistica per i prodotti pasticceri, delizie che attirano ogni anno numerosi turisti alla ricerca dei sapori della costiera. Per questo motivo è conosciuta come Città del Gusto.
(Foto di Vittorio Giannella)

E ancora: ai piedi del Monte Falerio, Cetara, paese di antichissime tradizioni marinare che si insinua verso l’interno tra distese di vigneti e agrumeti per poi toccare, finalmente, il mare. Da qui per secoli sono partiti i pescatori per dedicarsi alla pesca delle acciughe, poi conservate sotto sale e rivendute nei grandi mercati italiani. Infine, Vietri sul Mare, il cui cuore è Albori, minuscola frazione di immenso fascino. Borgo dai ritmi lenti di una volta, protetto dalle montagne ma di anima marinara, come raccontano le sue case dai colori vivaci per essere avvistate da lontano dalle navi che tornavano dopo lunghe traversate. La lunga traversata sulla 163 per ora finisce qui: come avrete capito, la strada della Costiera che da Amalfi prende il nome, porta a luoghi così suggestivi che un secolo fa fecero scrivere a un poeta e scrittore pisano, Renato Fucini:

Il giorno del giudizio, per gli amalfitani chiameranno in Paradiso, sarà un giorno come un altro.

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A PROPOSITO/ Dalla Costiera un decalogo utile all’Italia

I dieci comandamenti della bellezza

Educazione, cultura, spirito di iniziativa e sacrifici: queste sono le regole del sociologo Domenico De Masi, primo assessore all’Estetica a Ravello, per aumentare la bellezza del vostro paese

  1. Eliminate quello che c’è di brutto nel vostro centro;
  2. educate ragazzi ad amare i punti belli della loro città;
  3. ogni classe di studenti deve adottare un monumento e innaffiarlo di studiosa attenzione;
  4. il punto in cui è nato un poeta o un posto dove è avvenuto un incontro storico importante deve diventare un centro del paese;
  5. evitate che arrivino troppi turisti;
  6. fate incontrare gli “spiriti” del posto affinché costruiscano qualcosa di grande per la vostra terra;
  7. rispettate i visitatori affinché i visitatori rispettino il luogo;
  8. fate capire ai commercianti che parte del loro guadagno deve essere restituito alla città. Tutto servirà per abbellire e rendere più funzionale il vostro luogo;
  9. esaltate anche gli altri punti di un centro: cultura contadina, arti minori, borghi di pescatori, e così via;
  10. ottenete dagli amministratori pubblici una promessa: se non raggiungono l’obiettivo, dovranno dimettersi.

6. Continua. Orrolli e
i nonni d’Europa. Matusalemme abita qui

2017-anno-dei-borghi-viaggio-italiano* Testo adattato dal mio articolo pubblicato il 28 gennaio 1998 su Oggi, il settimanale delle famiglie italiane. Mi fece da guida Carmen Davolo, allora collaboratrice di Oggi e attualmente comunicatrice presso la Dieffe Comunicazione (contatto: info@dfcomunicazione.it; tel. 081.8088975). Le tappe di questa “geografia della memoria”, che toccherà tante altre eccellenze della piccola Italia, regione dopo regione dalle Alpi al Gennargentu, hanno riguardato

  1. Montefalco (Perugia) e i borghi ideali dell’Umbria (link);
  2. Valsinni (Matera), sulle tracce della poetessa Isabella Morra con i borghi ideali della Basilicata (link);
  3. Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), borgo recuperato e reso modello di attrattività turistica, commerciale e culturale;
  4. Volpedo (Alessandria), il borgo del pittore del Quarto Stato, Pellizza (link);
  5. Varese Ligure (La Spezia), comune pioniere sulla strada dell’eco-sostenibilità, con i borghi ideali della Liguria (link);
  6. Amalfi e la Costiera Amalfitana, con i borghi ideali della Campania (link).
  7. Orroli, il borgo nel cuore della Sardegna dove abbondano gli ultracentenari (link).
  8. Da Rimini a Pennabilli sulle tracce di Fellini e di Tonino Guerra: paesaggio con poeta.

L’illustrazione di apertura, e qui a destra, è di Ro Marcenaro. Si ringrazia, per il portfolio, Alessandra Amati e la direzione dell’albergo Santa Caterina di Amalfi.


Fotogallery

Le spiagge segrete di Amalfi

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UNA MINIGUIDA

Il mosaico dei cento turismi

in natura e di cultura

ad Amalfi e sulla sua Costiera

Turismi in natura

  • 06b agriturismoAgriturismo
  • 03b birdwatchingBirdwatching
  • 01b fotografia naturalisticaBotanica, itinerari botanici, fotografia naturalistica
  • 04b campi scuolaEntomologia, campi scuola, vacanze per imparare, biblioteche
  • 07b escursioni biciclettaEscursioni in bicicletta, mountain bike, piste ciclabili
  • 11b-miniereMiniere e archeologia mineraria, geologia, paleontologia, itinerari nei mondi di pietra (per turisti e per specialisti)
  • Osservazioni e fotografie subacquee
  • 15b pesca sportivaPesca sportiva
  • 05b picnic scoutismo vacanze scolastiche familiariPicnic, scoutismo, vacanze scolastiche e famigliari
  • 13b-sport-dacquaSport d’acqua (escursioni in barca, vela, windsurf)
  • Sport dell’aria (deltaplano, parapendio, aquilonismo)
  • 09b trekkingTrekking a piedi, sentieri natura, passeggiate nel verde
  • 08b turismo equestreTurismo equestre

Turismi di cultura

  • 20b-itinerari-archeologici Archeologia (specialisti), itinerari archeologici (turisti)
  • 24b artigianatoArtigianato e collezioni
  • 25b concerti musica teatroConcerti, musica, teatro, feste, balletto, danze, festival, eventi di costume, folklore
  • 21b itinerari gastronomiciItinerari gastronomici
  • 19b musei e beni storiciMusei e beni storici, architettura, monumenti, castelli
  • 26b strade romanticheStrade romantiche
  • 22b turismo religiosoTurismo religioso (luoghi sacri, convegni, monasteri, cattedrali)

Mangiare e dormire bene

ad Amalfi e nella Costiera Amalfitana

 

 

Altre coordinate utili:

  • Associazione Albergatori di Amalfi

    tel. 089 871849; fax 089 94931159 www.aaamalfi.com

  • Link utili per i siti istituzionali, turistici e regionali e anche le audioguide su APP store di Amalfi e altri borghi citati inseriti nella lista dei borghi ideali del Mibact: www.viaggio-italiano.it

Amalfi VSD

(Venerdì Sabato Domenica)

 

Sette itinerari storici da fare in un weekend ideale nel borgo che dà il nome alla Costiera. Consigli d’autore (in questo caso del direttore dell’Azienda di soggiorno e turismo, Gaetano Frate, anche sindaco del borgo storico di mare e leggende Conca dei Marini) per una sosta arricchente, per sentirsi parte di un luogo, per scoprire le luci della notte e il chiarore dell’alba. Fermarsi un po’, prima di ripartire per gli altri cento gioielli della Costiera.

 

 

  1. Ammirate monumenti e tesori d’arte del centro storico (percorso rosso, tempo di percorrenza: tre ore);
  2. Puntate via mare, in barca anche a noleggio, sulla Grotta dello Smeraldo e su altri suggestivi anfratti e spiaggette della Costiera (percorso blu, tempo di percorrenza: due ore);
  3. Percorrete con calma l’aula del Duomo con al centro le teche ove è custodito parte del tesoro della cattedrale: il delicato ricamo della Mitra Angioina del 1297, fatta di gemme, oro, smalti e un “pavè” di 19.000 perline; il fine cesello del Calice in argento dorato con smalti, perle e gemme del sec. XIV; una portantina cinese del sec. XVIII, proveniente da Macao; un magnifico collare dell’ordine del Toson d’Oro; pezzi rari di argenteria di scuola napoletana; e la magnifica Falca derivante da una galea veneziana del XV sec., impiegata dai Saraceni per assaltare la città ma finita con molte altre a picco, sconquassata dalla terribile tempesta che Sant’Andrea, al quale si erano votati gli Amalfitani, scatenò in difesa dei suoi protetti (percorso giallo, tempo di percorrenza: 30 minuti);
  4. Visitate il Museo della Carta, situato in una cartiera risalente alla metà del XIII secolo. Il museo fu istituito nel 1969 per iniziativa del cavalier Nicola Milano, discendente di una delle più antiche famiglie di maestri cartari della Costiera Amalfitana. Al pianterreno si possono ammirare gli antichi attrezzi di produzione della carta a mano. Ben evidenti i magli in legno che trituravano gli stracci raccolti nelle capienti pile in pietra; la macchina olandese installata nella cartiera il 18 novembre 1745; la pressa; la macchina continua “in tondo” o “a tamburo” per la lavorazione a “mano – macchina” (percorso verde, tempo di percorrenza: 6 ore);
  5. Tornate sui passi dei grandi viaggiatori romantici, sulla Via maestra dei villaggi che porta alle suggestive frazioni di Amalfi. Per la sua importanza storica, ma soprattutto per l’inimitabile connubio di architetture rurali, costruzioni sacre e magnifici scorci panoramici (percorso azzurro, tempo di percorrenza: 8 ore);
  6. Discendete le emozionanti ma interminabili scalinate (circa 2.000 gradini) da Scala, raggiunta con i mezzi pubblici, ad Amalfi (percorso grigio, tempo di percorrenza: 8 ore);
  7. Impressionatevi per il colpo d’occhio dal loggiato della chiesetta di Sant’Antonio di Padova verso il versante orientale di Amalfi: la cascata del Rione Vagliendola sulle mille barche in rada, il parco dei Cappuccini, e appena oltre, le frazioni, poco più che grappoli di case, arroccate a campanili moreschi sospesi nel verde delle vigne e dei terrazzi di limoni che scendono fino a lambire il mare (percorso rosa, tempo di percorrenza: 3 ore).

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BUONO A SAPERSI / UNO SGUARDO ALL'INIZIATIVA DEL MIBACT

I 16 Comuni ideali della Campania,

e i 6 che aderiscono all’utile Passaborgo

nel progetto “Borghi – Viaggio italiano”

Borghi-Viaggio-Italiano

Un link, un tour

Sul progetto “Borghi – Viaggio italiano”, una delle principali iniziative che caratterizzano l’Anno dei Borghi italiani proclamato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), vedere www.viaggio-italiano.it.

Capofila delle 18 Regioni coinvolte è la Regione Emilia-Romagna – viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna – Centralino: 051.5271. Direzione generale economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa: viaggioitaliano@regione.emilia-romagna.it (Responsabile: Laura Schiff).

Gli altri 16 borghi ideali della Campania

Altre eccellenze, oltre ad Amalfi, dei 16 borghi della Campania inclusi nel progetto “Borghi – Viaggio italiano” le trovate, arricchite da una scheda essenziale e utile, cliccando su queste righe.

23 sono i borghi liguri inclusi nella sezione Borghi marinari:

  • in provincia di Salerno, oltre ad Amalfi: Acciaroli di Pollica; Agropoli; Albori di Vietri sul Mare; Atrani; Cetara; Conca dei Marini; Minori; Erchie di Maiori; Furore; Positano; San Marco di Castellabate; Scario di San Giovanni a Piro.
  • In provincia di Napoli: Borgo Marinari di Napoli; Borgo Vicereale di Pozzuoli; Capri; Corricella di Procida; Forio; a Ischia: Lacco Ameno e Serrara Fontana; Marina della Lobra; Massa Lubrense, Miseno di Bacoli, Marina Grande di Sorrento (a proposito, su Giannella Channel avevamo segnalato questa pratica virtuosa.

Più info sui borghi citati su viaggio-italiano.it

L’utile passaporto digitale: il Passaborgo

Sei i Borghi che aderiscono a Passaborgo, il passaporto del turista: durante il viaggio i turisti possono completare un “passaporto” digitale collezionando le visite in diverse località e beneficiando di convenzioni con operatori locali e associazioni. Sono:

  • Atrani (Salerno): l’essenza di questo paese incantato la si coglie passeggiando per le sue stradine, guardando la bellezza del mare e, la sera, lasciandosi emozionare dallo spettacolo – che si ripete invariato da secoli – delle lampare che dalla spiaggia prendono il largo e che diventano piccole luci lontane, come lucciole che riposano sulle onde, sotto i raggi della luna.
  • Cerreto Sannita (Benevento): Da sempre qui si tramanda la tradizione della ceramica e ancora oggi i colori, le forme e i decori di questi manufatti artistici sono piccoli e preziosi tesori da ammirare. Palazzo Sant’Antonio, ex convento francescano, ospita il Museo Civico e della Ceramica. Arte, colori e materia, quindi, ma anche natura e storia: alle porte del borgo c’è il Parco del Matese, cuore verde del territorio.
  • Corricella (Napoli): è il borgo marinaro più antico di Procida, un gioiello di colori e atmosfere uniche che si raggiunge solo via mare o percorrendo diverse gradinate che disegnano itinerari di indubbio fascino. Luogo romantico ed emozionante, il borgo si dispone ad anfiteatro sul mare e offre uno spettacolo di grande bellezza, tra i colori vivaci delle case, le barche ferme in attesa di prendere il largo, le reti stese ad asciugare.
  • Montesarchio (Benevento): ci sono giorni in cui la nebbia copre la collina e l’unica cosa che emerge, misteriosa e lontana, è la sua cima, con il castello e la torre di avvistamento che sembrano austere sentinelle. Questa è la magia di Montesarchio, piccolo borgo dalla storia antica.
  • Nusco (Avellino): un intreccio di pietra e paesaggio, storia e cielo. Il suo centro, che dolcemente digrada da una collina, è stato protagonista di uno splendido lavoro di restauro e ristrutturazione che ha riportato in vita l’antica pietra e ne ha ricreato la bellezza. Cuore del borgo è il suo campanile: alto ben 33 metri, imponente, regale. Da vedere è anche la cattedrale, dedicata a Santo Amato, primo vescovo della cittadina e ora suo patrono.
  • Monteverde (Avellino): qui l’aria è tersa, pulita, la campagna accogliente e dai tratti incontaminati. Solo in un ambiente così “puro” nidifica la rarissima cicogna nera, che ha scelto proprio questo borgo come suo habitat.

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).

Author: admin

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