E da Cassinetta di Lugagnano
si levò un urlo: “Terra! Terra!”

Dieci anni fa, primi in Italia, gli amministratori del piccolo borgo
sul Naviglio Grande, nel Parco del Ticino, investirono sul territorio
fertile, approvando un piano regolatore a crescita zero di consumo di suolo.
Una ricetta che si è rivelata vincente e che è stata adottata da un centinaio
di altri comuni in tutt’Italia.
In chiusura i 29 borghi ideali e le 5 località di paesaggi d’autore della Lombardia
che hanno aderito al progetto del MiBACT Borghi-Viaggio italiano

DAL DIARIO DI VIAGGIO DI UN CRONISTA VIAGGIATORE (18)

testo di Salvatore Giannella

Ci fu un tempo, dieci anni fa, in cui da Cassinetta di Lugagnano, borgo elegante e signorile nel Parco del Ticino a pochi chilometri da Milano, partì un segnale all’Italia tutta: zero consumo di suolo previsto nel Piano regolatore. Era come se il sindaco (allora era Domenico Finiguerra, nato a Milano da genitori lucani, poco più che trentenne, una laurea in Scienze politiche e un lavoro come funzionario comunale prima di essere eletto sindaco per un decennio) avesse depositato idealmente la fertile terra in banca e ora i 1.800 abitanti raccolgono gli interessi. Ritrovo Finiguerra nella vicina Abbiategrasso dove continua il suo impegno politico (qui è all’opposizione):

Fu una scelta pionieristica perché le casse povere dei comuni si reggevano, e si reggono, grazie alla moneta sonante degli oneri di urbanizzazione, il che dà via libera alle grandi operazioni immobiliari che si mangiano il territorio: noi a Cassinetta dicemmo basta a questo meccanismo perverso che ha portato all’impoverimento di molti comuni. E ci stiamo impegnando per presentare un disegno di legge popolare affinché sia legittimato lo stop al consumo del territorio.

Un consumo forsennato che è sintetizzato dal titolo di un suo recente libro: “8 mq al secondo. Salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento” edito da EMI).

L’ultimo rapporto dell’Ispra del 2017 mette in evidenza come il consumo di suolo in Italia proceda a una velocità insostenibile. Siamo arrivati a 23.000 kmq di territorio cementificato, pari al 7,6 % del territorio italiano (un’area pari a quella di Liguria, Campania e Molise messi insieme). Negli anni ’50 questo dato era del 2,7%. In 60 anni la superficie cementificata si è triplicata. Nel 2017, una petizione per fermare il consumo di suolo rivolta al Parlamento europeo e portata avanti da 200 associazioni in tutta Europa, ha raccolto 212 mila firme. In Italia le Associazioni che si erano impegnate (Legambiente, Coldiretti, Acli, Fai, Lipu, Wwf, Slow Food) hanno raccolto 82 mila firme. La petizione, pur non raggiungendo il milione di firme necessario a impegnare il Parlamento europeo in un atto legislativo, rappresenta una importante iniziativa che non può essere ignorata.

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Cassinetta di Lugagnano, come la maggior parte degli antichi borghi dell’area posti sul Naviglio Grande, è diviso in due aree distinte dal corso d’acqua: l’una, contraddistinta oggi da poche case e ville che si staglia sulla via che conduce alla vicina città di Corbetta, mentre l’altra su cui si è sviluppato nel corso dei secoli il paese vero e proprio che protende verso Abbiategrasso. Le due aree sono collegate ancora oggi tramite uno storico ponte in granito costruito nel Seicento, durante la dominazione spagnola del Ducato di Milano, che ancora oggi rappresenta il principale punto di attraversamento del Naviglio.

I cittadini di Cassinetta all’epoca furono messi di fronte a una scelta precisa: finanziare la spesa corrente e gli investimenti con gli oneri di urbanizzazione, investendo, quindi in nuove lottizzazioni, oppure intervenire sulla fiscalità locale, permettendo così anche l’accensione di mutui per investimenti? La scelta dei cittadini fu quella di non alterare il patrimonio ambientale del borgo lasciando spazio a nuove edificazioni, e di accettare invece anche un aumento delle imposte comunali. In questo modo, la redazione stessa del piano si liberò di un fardello pesante, quello del “fare cassa” con il territorio. Il piano regolatore, redatto da Antonello Boatti e approvato nel giugno 2006, puntò decisamente sulla valorizzazione intesa come tutela del territorio e del paesaggio agricolo ricco di rogge e fontanili, manutenzione e restauro della più importante attrattiva del borgo (il suo patrimonio architettonico, cioè le bellissime ville nobiliari legate ai nomi delle grandi famiglie milanesi, rimaste splendide come lo erano secoli fa), la minimizzazione del consumo di suolo e la compatibilità degli interventi con le risorse disponibili: sono gli elementi strategici del Pgt di Cassinetta, in funzione dei quali vengono definiti ancora oggi tutti i singoli interventi.

Oggi Cassinetta si gode i redditi derivanti da quella felice intuizione. Mi dice Michele Bona, nuovo sindaco del borgo:

La scelta del Pgt a crescita zero, fatta nel 2006 e confermata dalle amministrazioni successive compresa la mia, è stata premiata a suo tempo dall’Associazione Comuni Virtuosi, della quale facciamo parte con orgoglio, con il premio per la migliore Gestione del territorio. Questa scelta, importante dal punto di vista dell’impatto economico (vuol dire rinunciare a oneri di urbanizzazione che servono per realizzare nuovi progetti e servizi per i cittadini) è stata copiata da un centinaio (su 8.100) di altri comuni, diffondendo così una buona pratica che ha messo in prima fila la salvaguardia del nostro territorio e delle bellezze architettoniche e naturali che abbiamo, a vantaggio di un incremento del turismo ‘dolce’, delle aziende agricole che su questo territorio lavorano, dei nostri ragazzi ai quali lasciamo un territorio intonso, così come in nostri padri ce l’hanno consegnato, dimostrando che attraverso soluzioni alternative di entrate (i matrimoni per la Terra, ad esempio) è possibile comunque realizzare progetti, senza cementificare ulteriormente il nostro già depredato territorio lombardo. Anche per questa scelta, siamo dal 2014 uno dei Borghi più Belli d’Italia.
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Il ponte del Seicento che unisce le tue metà del paese, Cassinetta e Lugagnano.

Chi arriva oggi in questo borgo sul Naviglio Grande, la vena d’acqua che attraversa il paese dividendolo in due parti (le due metà sono unite da uno storico ponte risalente al Seicento) trova l’anello di 200 chilometri di piste ciclabili lungo il quale si snoda il Parco cicloturistico dei Navigli. Basta spostarsi di qualche chilometro da Milano, e il rumore dell’acqua che scorre tra i campi coltivati del Parco del Ticino e del confinante Parco agricolo Sud accompagna il ritmo della bicicletta, mentre le trattorie lungo la strada invitano a una sosta golosa. Oltre alla bici, la barca: il Naviglio Grande è un canale navigabile che nasce prendendo acqua dal Ticino nei pressi di Lonate Pozzolo e finisce dopo 50 km nella darsena di Porta Ticinese a Milano. Nato come canale sia irriguo sia navigabile, come gli altri quattro Navigli lombardi (Bereguardo, Martesana, Paderno e Pavese) anche il Naviglio Grande ha accumulato nei secoli un grande tesoro rappresentato da nobili residenze estive, mulini, paesaggi rurali e naturali.

In questo scenario si incontra L’Aia, una delle migliori aziende agrituristiche lombarde, che già presentammo, con Roberto Angelino, in Milano 50, la guida ai luoghi imperdibili della metropoli lombarda e provincia (poi diventata un libro: Milano 50. La nuovissima guida 2015/2016 ai 350 locali imperdibili della città. Edizioni BookTime, Milano 2015, € 16,00). L’azienda è un complesso di edifici del ’500 e ’700 un tempo proprietà della famiglia meneghina Negri (il senatore Gaetano Negri fu il terzo sindaco di Milano, dal 1884 all’89, e anche primo cittadino di Cassinetta), i cui eredi nel 1966, pur mantenendo la proprietà della villa a fianco della cascina, cedettero i terreni, 10 ettari, e i fabbricati dell’azienda agricola alla famiglia già affittuaria dal 1927. L’attuale B&B ha quattro stanze, ognuna col nome di una stagione). L’Aia è il simbolo di una realtà in crescita in Lombardia e in tutt’Italia: nel 1995 le aziende agricole della regione che accoglievano turisti erano circa 300, ma nel 2011 erano già diventate 1.360 (20.413 in tutta la penisola) con un trend in costante aumento sia in Lombardia (1.415 nel 2012, 1.521 nel 2013 e 1.566 nel 2014) sia in provincia di Milano: 93 nel 2011, 97 nel 2012, 108 nel 2013 e 111 nel 2014, quando ne sono state censite ufficialmente 21.744 in tutt’Italia.

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Villa Negri (Cassinetta di Lugagnano). Attualmente denominata I Platani, fa parte delle famose case da nobili
edificate lungo il Naviglio Grande dai proprietari terrieri milanesi del 500.

Questa crescita costante degli agriturismi sta a confermare una realtà dell’Italia che cambia: quella dell’addio alla città sempre più complicata e della riscoperta del piacere della campagna. I primi segnali erano già stati colti, negli anni Novanta, dalle antenne più sensibili puntate sulla società italiana: il Censis e l’Istat. In quegli anni, che mi vedevano alla direzione di Airone (il più diffuso mensile di natura e civiltà, dove apparve la prima rubrica fissa sull’ospitalità rurale compilata da quel grande scienziato agrario che è il modenese Antonio Saltini), c’era stato un segnale storicamente interessante: più del 50% degli italiani ormai viveva in campagna. L’esodo formidabile era stato registrato nel decennio precedente, degli anni Ottanta, quando un milione e 200 mila persone, più attente agli aspetti qualitativi più che a quelli competitivi del vivere) erano state accolte nelle sedi rurali (Su questi e altri aspetti del fenomeno agrituristico vedere Milano al verde, i 50 migliori agriturismi di Milano e provincia 2016-2017, di Roberto Angelino, con mia prefazione, BookTime, euro 14).

Dal quadro statistico emerge un’altra particolarità: un’impennata delle aziende agrituristiche gestite da donne. Di questa “marea rosa” può essere considerata simbolo Anna Baroni, curatrice dell’Aia con il marito Massimiliano Radice e il figlio Enea. La signora Anna mi indica le varie iniziative che hanno portato in cima alla graduatoria dell’ospitalità rurale la loro azienda agrituristica, che ospita anche antichi fontanili e una fattoria didattica con lezioni e percorsi alla scoperta della natura e dei suoi protagonisti nella zona:

Sono appassionata di botanica e ho dato vita a un grande orto di piante officinali e a un frutteto con antiche varietà come nespoli e azzeruoli. Abbiamo coltivato per cinque anni sperimentalmente 11 varietà di frumenti antichi, quelli coltivati negli anni 20-30 del secolo scorso, selezionati dall’agronomo Nazareno Strampelli perché più produttivi e più resistenti a malattie fungine come la ruggine del grano. Si è scoperto poi che la semina in miscuglio, oltre a mantenere la biodiversità, dà una maggiore capacità di adattamento alle condizioni ambientali. La farina ottenuta macinata integralmente a pietra è adatta alla panificazione con pasta madre, contiene poco glutine e un buon contenuto proteico. Di recente è stato fatto il convegno Dai grani della tradizione contadina una risorsa per il futuro in cui si è parlato di questa nostra sperimentazione.

Cassinetta e L’Aia: due piccoli mondi che ti raccontano come, nonostante la parte montuosa dove il rendimento dei campi è scarsissimo, la produzione agricola della Lombardia è tra le più alte d’Italia, grazie all’abbondanza delle acque d’irrigazione, all’adozione di tecniche moderne, all’impiego di macchine e di fertilizzanti e, in buona parte, all’esistenza di grandi aziende razionalmente organizzate.

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Fotogallery

L’Aia, una tessera di Cassinetta

che ci ricongiunge alla terra

Uno sguardo all’azienda agrituristica

gestita da Anna con il marito

Massimiliano Radice e il figlio Enea

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UNA MINIGUIDA

Il mosaico dei cento turismi

in natura e di cultura

a Cassinetta e nei dintorni

Turismi in natura

  • 06b agriturismoAgriturismo
  • 01b fotografia naturalisticaBotanica, itinerari botanici, fotografia naturalistica
  • 04b campi scuolaEntomologia, campi scuola, vacanze per imparare, biblioteche
  • 07b escursioni biciclettaEscursioni in bicicletta, mountain bike, piste ciclabili
  • 02b-itinerari-micologiciMicologia (specialisti), itinerari micologici
  • 15b pesca sportivaPesca sportiva
  • 05b picnic scoutismo vacanze scolastiche familiariPicnic, scoutismo, vacanze scolastiche e famigliari
  • 09b trekkingTrekking a piedi, sentieri natura, passeggiate nel verde
  • 08b turismo equestreTurismo equestre

Turismi di cultura

  • 25b concerti musica teatroConcerti, musica, teatro, feste, balletto, danze, festival, eventi di costume, folklore
  • 21b itinerari gastronomiciItinerari gastronomici
  • 19b musei e beni storiciMusei e beni storici, architettura, monumenti, castelli
  • 26b strade romanticheStrade romantiche

Cassinetta VSD

(Venerdì Sabato Domenica)

 

 

Sette incontri in un weekend ideale nel borgo dolomitico: consigli d’autore (in questo caso del presidente della Pro Loco, Tiziano Bonfarè) per una sosta arricchente in una comunità accogliente e gentile, per sentirsi parte di un luogo, per scoprire le luci della notte e il chiarore dell’alba. Fermarsi un po’, prima di ripartire.

 

  1. Visitare Villa Visconti Castiglione, la più estesa e interessante delle 12 ville di delizia del borgo legate ai nomi delle grandi famiglie milanesi come, oltre ai Visconti, i Trivulzio, i Mantegazza, i Castiglioni e i Parravicini. Queste “case da nobile” costituivano indubbiamente per i proprietari un punto di riferimento, che consentiva loro di effettuare periodici controlli sulla gestione dei terreni da parte dei fittavoli; ma poiché la zona di Cassinetta possedeva notevoli attrattive paesaggistiche, erano adoperate soprattutto come abitazione per la villeggiatura.
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Villa Visconti Castiglione

  1. Sostare presso la statua di San Carlo Borromeo, lungo il Naviglio, dove godersi il punto naturalistico e paesaggistico più bello e più interessante; La costruzione della statua fu ispirata dalla tradizione secondo la quale nei primi di novembre del 1584 San Carlo Borromeo sarebbe transitato sul naviglio con una chiatta fortemente ammalato e diretto verso Milano ove morirà il 3 novembre dello stesso anno. L’anno 1749 è la data tradizionale, incisa sul marmo, a cui si fa risalire la costruzione della statua del Santo, situata sul lato Ovest, presso il ponte sul Naviglio Grande.
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Cassinetta di Lugagnano: la statua di San Carlo Borromeo.

  1. Farsi raccontare la storia di famiglia del senatore ed ex sindaco di Milano Gaetano Negri, (nei primi del Novecento) nella cornice di Villa Beolco-Negri.
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Lo scrittore e politico Gaetano Negri (Milano, 1838 – Varazze, 1902) fu deputato e senatore del Regno d’Italia, rispettivamente nella XIV e dalla XVII legislatura, nonché sindaco di Milano.

  1. Gustare la specialità del borgo, la polenta cassoeula solidale, nella ricetta speciale preparata dai volontari della Pro Loco, che rende unico il piatto lombardo per eccellenza.
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La casseœula solidale.

  1. Percorrere in bicicletta l’Alzaia del Naviglio Grande: una pedalata lungo il Naviglio Grande è un viaggio nella storia, una storia iniziata più di 800 anni fa. I primi scavi per la sua realizzazione, in località Tornavento, iniziarono nel 1179 e l’acqua arrivò in città nel 1209. Si tratta del primo canale artificiale di grandi dimensioni realizzato in Europa, asse portante di tutto il sistema di canali e navigli lombardi, unico al mondo per dimensioni e complessità. Come tutti gli altri grandi canali ebbe, fin dal momento del suo progetto, due funzioni: quella irrigua, per portare alle campagne l’acqua del Ticino, e quella, ancor più importante, di via navigabile. Divenne presto un’importantissima via per i commerci, collegando il lago Maggiore a Milano. Sulle sue acque passarono anche i grandi lastroni del marmo, provenienti dalle cave di Candoglia, con cui venne costruito il Duomo di Milano. La passeggiata fa incontrare luoghi antichi, che possiamo facilmente immaginare ai tempi in cui il Naviglio Grande era percorso da barconi carichi di persone, animali, merci di ogni genere.

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  1. Percorrere a piedi la Passeggiata dell’Amore, partendo dalla piazza del municipio, con i suggestivi e affascinanti scorci che si possono apprezzare andando a spasso lungo le sponde del Naviglio Grande.

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  1. Dare uno sguardo curioso e una sosta golosa nell’Antica Osteria del Ponte, storico ristorante che sotto la guida di Ezio Santin conquistò 3 stelle Michelin (da qualche mese riaperto dallo chef Salvatore Garofalo).
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Antica Osteria del Ponte: l’esterno.


Mangiare e dormire bene

a Cassinetta e nei dintorni

 

 

 

Altre coordinate utili:

18. Continua.

2017-anno-dei-borghi-viaggio-italianoLe precedenti tappe di questa “geografia della memoria” hanno riguardato le 18 regioni che hanno aderito al progetto del Mibact “Borghi-Viaggio italiano”. Ma il mio viaggio nella memoria continua. A presto (s.g.)

  1. Montefalco (Perugia) e i borghi ideali dell’Umbria;
  2. Valsinni (Matera), sulle tracce della poetessa Isabella Morra con i borghi ideali della Basilicata;
  3. Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), borgo recuperato e reso modello di attrattività turistica, commerciale e culturale;
  4. Volpedo (Alessandria), il borgo del pittore del Quarto Stato, Pellizza;
  5. Varese Ligure (La Spezia), comune pioniere sulla strada dell’eco-sostenibilità, con i borghi ideali della Liguria;
  6. Amalfi e la Costiera Amalfitana, con i borghi ideali della Campania;
  7. Orroli, il borgo nel cuore della Sardegna dove abbondano gli ultracentenari;
  8. Da Rimini a Pennabilli sulle tracce di Fellini e di Tonino Guerra: paesaggio con poeta;
  9. Nel Montefeltro marchigiano sulle orme di Pasquale Rotondi, salvatore dell’arte italiana;
  10. La Puglia Imperiale che stupì Federico II;
  11. Scicli, a tavola con il commissario Montalbano e Andrea Camilleri;
  12. A Barga e nella Valle del bello e del buono di Giovanni Pascoli;
  13. A Tropea i profumi del mare e della terra creano un gioiello della tavola: la cipolla rossa;
  14. Arpino, in Ciociaria, mette in campo Cicerone e i Grandi Spiriti;
  15. A Mel e nelle Dolomiti Bellunesi, rifugio del cronista Dino Buzzati.
  16. Nel futuro di Riccia ci sono le pantere grigie: qui sarà bello vivere (specie nella terza età).
  17. A Sappada, il borgo che accende la fantasia dei bambini.
  18. Da Cassinetta di Lugagnano si levò un urlo: “Terra! Terra!”

L’illustrazione di apertura, e qui a destra, è di Ro Marcenaro.

BUONO A SAPERSI / UNO SGUARDO ALL'INIZIATIVA DEL MIBACT

I 29 borghi ideali della Lombardia

e le 5 località di paesaggi d’autore

nel progetto “Borghi – Viaggio italiano”

Borghi-Viaggio-Italiano

Un link, un tour

Sul progetto “Borghi – Viaggio italiano”, una delle principali iniziative che caratterizzano l’Anno dei Borghi italiani proclamato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), vedere www.viaggio-italiano.it.

Capofila delle 18 Regioni coinvolte è la Regione Emilia-Romagna – viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna – Centralino: 051.5271. Direzione generale economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa: viaggioitaliano@regione.emilia-romagna.it (Responsabile: Laura Schiff).

I 21 borghi ideali della Lombardia

Con Cassinetta di Lugagnano sono 29 i borghi ideali della Lombardia, raggiungibili a questo link.

Paesaggi d’autore

E sono 5 i paesaggi d’autore, a questo link. Li ricordiamo: a Lecco Alessandro Manzoni; a Cremona il musicista Claudio Monteverdi; sui Navigli Lombardi Milano architetto Gio Ponti e Leonardo da Vinci; a Zavattarello la regina Teodolinda.

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).

Author: admin

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