Nel futuro di Riccia
ci sono le pantere grigie:
qui sarà bello vivere
(specie nella terza età)

Il piccolo borgo sull’Appennino molisano, con la sua bussola
del Benessere per chi, dopo i sessant’anni, ha un progetto di vita
diverso, rappresenta un modello di resilienza territoriale,
un luogo che si modifica investendo (grazie anche ai fondi europei)
in strutture capaci di rispondere ai bisogni di salute
e nell’albergo diffuso, recuperando case antiche di mille anni
e costruendo nuove risposte economiche e sociali.
In chiusura i 22 borghi ideali del Molise, un borgo storico
Marinaro e le 4 località di paesaggi d’autore che hanno aderito
al progetto del MiBACT Borghi-Viaggio italiano

DAL DIARIO DI VIAGGIO DI UN CRONISTA VIAGGIATORE (16)

testo di Salvatore Giannella

riccia-molise-iconaPrima d’oggi la difficile parola di “resilienza” che ti viene ripetuta a Riccia, nel Sannio Molisano, l’avevo sentita applicare da un grande medico, Giuseppe Masera, il pediatra impegnato per quasi mezzo secolo nella lotta alla leucemia infantile nell’Ospedale San Gerardo di Monza:

È un concetto che deriva dalla fisica. Quando un corpo investe un altro corpo, quest’ultimo controreagisce liberando energia. Gli psicologi hanno trasferito questo concetto alla reazione dell’uomo a un evento traumatico. Molti nostri ragazzi ci hanno insegnato che la crescita positiva dopo il trauma della malattia esiste veramente: per loro è stato come rinascere una seconda volta, dando minore importanza alle cose banali e apprezzando maggiormente i valori della vita.

La sfida della “resilienza territoriale” portata avanti con fondi dell’Europa e della Regione Molise in questa comunità che si è data l’obiettivo ambizioso di Borgo del Benessere, è la difesa attiva del territorio contro il rischio spopolamento e globalizzazione. Alla base c’è il rafforzamento del “sistema immunitario” del borgo: “Abbiamo acquistato alcune case secolari in abbandono, le abbiamo restaurate, rese confortevoli e destinate alle pantere grigie, a coloro che stanno vivendo la terza età della loro vita, vicini a usufruire di un welfare che non regge più il loro peso e quindi minacciati di prossima rottamazione”, dice Micaela Fanelli, sindaco di Riccia e Capo delegazione dei Comuni italiani al comitato delle Regioni.

Vogliamo essere pionieri sulla strada delle pari opportunità per i piccoli borghi italiani, affinché tutti abbiano più infrastrutture vitali, più innovazione tecnologica, più formazione professionale, più scambi commerciali. Vivere nelle aree interne non può e non deve essere un atto di eroismo. Fra i compiti principali dell’Europa c’è anche quello di ascoltare le richieste che arrivano dai territori e soprattutto impegnarsi per evitare lo spopolamento, in particolar modo sui fronti della scuola, della sanità e della non autosufficienza. Le Regioni come il Molise, invece, devono essere capaci di utilizzare le risorse messe in campo dall’Unione Europea.
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Riccia (Campobasso): vista aerea.

Un obiettivo diventato realtà in altri paesi d’Europa. Un esempio per tutti: Joensuu, nella Finlandia patria della Nokia specialista nel “connecting people”, dove hanno investito in un parco anziani con assistenza a distanza, convinti che i vecchi possono essere una ricchezza, “il business del futuro”, per dirla con Heikki Niemalainen, assessora ai Servizi sociali e sanitari di quella città di 50 mila abitanti a 500 chilometri da Helsinki e a soli 60 dal confine russo.

Da noi si è capito che l’anziano preferisce la sua casa al più lussuoso ospizio della Costa Azzurra. Purché gli siano assicurati continuità di rapporti sociali e assistenza (qui ci pensano i centri servizi), ma anche la tranquillità quando resta solo.
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Joensuu (Finlandia).

Per questo diventa indispensabile anticipare i tempi e intraprendere un’azione di lobby, di rete delle aree “minori”, con il fine di riuscire a garantire anche in Molise e in tutti i territori di frontiera un ritorno tangibile sui redditi e sull’occupazione.

Simboli di questa sfida sono una persona e un pugno di case. La persona è lei, il sindaco dal 2009 Micaela Fanelli, moglie e mamma, una laurea in giurisprudenza, che ha deciso di lasciare una promettente carriera in Confindustria per tornare nella propria terra e farne un laboratorio di coesione territoriale, operando su due binari: agire localmente, pensare globalmente in una visione europea: “Ci sono aree dell’Appennino italiano che non hanno avuto accesso ai vantaggi della globalizzazione. Bisogna rivedere i criteri di assegnazione dei fondi pubblici e redistribuire le opportunità”, sono le sue idee chiave ereditate dal suo mentore politico, l’ex ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca.

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Micaela Fanelli, primo cittadino di Riccia dal 2009.

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Fabrizio Barca, ispiratore della sindaca di Riccia Micaela Fanelli. Nato a Torino nel 1954, già ministro della Coesione territoriale nel governo Monti, dopo le dimissioni da direttore generale del ministero dell’Economia e delle Finanze si occupa di associazioni e di progetti per la rinascita delle aree interne dell’Italia.

L’amministrazione di Micaela si è aggiudicata fior di bandi per realizzare, in questo territorio che vede alternarsi in modo armonico e suggestivo, storia e natura, case di riposo e strutture sportive specializzate.

L’unica risorsa che possiamo trasformare in posti di lavoro è la solidarietà famigliare, che fa parte del Dna dei molisani. Trasformeremo Riccia in un borgo dove gli anziani, i disabili, i bambini possano vivere bene, ricevendo un’assistenza di alto livello e mantenendosi in forma.

Per questo il Comune sta realizzando un sistema di accoglienza diffuso (il Borgo del Benessere, appunto) specializzato nell’ospitalità parasanitaria che associa attività di assistenza e di cura, programmi di prevenzione e di riabilitazione, iniziative di intrattenimento e di valorizzazione dei rapporti umani, e che sia volano di risanamento e valorizzazione delle risorse del territorio.

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Riccia (Campobasso): uno scorcio del centro storico.

Il centralissimo ex convento dei Cappuccini ospita una comunità alloggio per 20 anziani, gestito dalla cooperativa La sfinge, la quale assicura l’assistenza anche nella residenza diffusa del borgo. Il Comune ha comprato (90 euro a metro quadro) e ristrutturato cinque edifici del centro storico per trasformarli in una casa di riposo policentrica in cui una trentina di anziani continueranno a vivere in appartamenti nuovi e ben attrezzati, dove saranno assistiti da personale sanitario specializzato (anche in collaborazione con il vicino ospedale di Campobasso). L’ex carcere sarà ristrutturato per ospitare un centro diurno di accoglienza di malati di Alzheimer ed è stata progettata una Collina del benessere attrezzata per le attività sportive indicate per l’anziano. Ai corsi di ginnastica lenta promossi dal Comune con l’Università del Molise partecipano già 150 ultrasessantenni. Il modello scelto è quello dell’albergo diffuso, collaudatissimo e più umanizzante delle strutture tradizionali. Le richieste di ospitalità arrivano dal Molise, dall’Abruzzo e anche dalla Puglia, dal Lazio e dalla Campania, incoraggiati dalle basse tariffe (950-1.150 euro al mese). Maggiori dettagli del progetto Borgo del Benessere a questo link.

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Riccia (Campobasso): Piazza Municipio. (foto Tullio Messinese)

L’esperienza di questi ospiti, che normalmente hanno una storia legata alla terra, potrà essere rafforzata con la coltivazione degli orti, capaci di restituire alla pantera grigia quell’orologio biologico che, con gli anni, tende a non segnalare più correttamente il passaggio del tempo.
Così alle sorgenti del Fortore, in questa antica fortezza che sorvegliava la piana del Tavoliere pugliese, ci si imbatte in un esempio replicabile non solo nel Molise ma ovunque in Italia si scelga questa visione ottimistica del futuro. Magari facendo un gemellaggio con la finlandese Joensuu.

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Fotogallery

Uno sguardo all’antico borgo

con gli occhi del futuro

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Riccia (Campobasso): la Festa dell’Uva.

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Riccia (Campobasso): vista aerea.

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Riccia (Campobasso): Piazza Municipio. (foto Tullio Messinese)

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Riccia (Campobasso): uno scorcio del centro storico.

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Riccia (Campobasso): uno scorcio del centro storico.

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Riccia (Campobasso): il Castello e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

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Riccia (Campobasso): la Torre di Guardia.

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Riccia (Campobasso): Museo delle Tradizioni.

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Riccia (Campobasso): la Festa dell’Uva.

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Riccia (Campobasso): la Festa dell’Uva.

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Riccia (Campobasso): il Castello De Capua.

UNA MINIGUIDA

Il mosaico dei cento turismi

in natura e di cultura

a Riccia e nei dintorni

Turismi in natura

  • 06b agriturismoAgriturismo
  • 01b fotografia naturalisticaBotanica, itinerari botanici, fotografia naturalistica
  • 04b campi scuolaEntomologia, campi scuola, vacanze per imparare, biblioteche
  • 07b escursioni biciclettaEscursioni in bicicletta, mountain bike, piste ciclabili
  • 02b-itinerari-micologiciMicologia (specialisti), itinerari micologici
  • 05b picnic scoutismo vacanze scolastiche familiariPicnic, scoutismo, vacanze scolastiche e famigliari
  • 09b trekkingTrekking a piedi, sentieri natura, passeggiate nel verde
  • 08b turismo equestreTurismo equestre

Turismi di cultura

  • 20b-itinerari-archeologici Archeologia (specialisti), itinerari archeologici (turisti)
  • 25b concerti musica teatroConcerti, musica, teatro, feste, balletto, danze, festival, eventi di costume, folklore
  • 21b itinerari gastronomiciItinerari gastronomici
  • 19b musei e beni storiciMusei e beni storici, architettura, monumenti, castelli

Riccia VSD

(Venerdì Sabato Domenica)

 

 

Sette incontri in un weekend ideale nel borgo molisano: consigli d’autore (in questo caso del consigliere comunale delegato alla Cultura, Antonio Santoriello, che ringraziamo per la collaborazione insieme al fotografo Antonello Fanelli) per perdervi nell’intreccio dei vicoli del borgo antico, ammirare le più belle opere artistiche e architettoniche del Rinascimento molisano e godere di alcune feste spettacolari e coinvolgenti perpetuate da una comunità accogliente e gentile.

Per una sosta arricchente, per sentirsi parte di un luogo, per scoprire le luci della notte e il chiarore dell’alba. Fermarsi un po’, prima di ripartire.
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Riccia (Campobasso): il Castello De Capua.

Il castello di Riccia

Da poco restaurato. La torre principale aveva come funzione quella di vedetta, data la sua posizione dominante su tutta le valle, e costituiva il mastio principale del castello appartenuto ai de Capua. Quasi sicuramente la fortificazione risale, come tanti altri insediamenti difensivi molisani, all’epoca longobarda. Lavori di ammodernamento si ebbero probabilmente con l’arrivo di Bartolomeo I de Capua, alla fine del XIII secolo. La famiglia de Capua fu feudataria del paese fino al 1792. Nel primo decennio del Cinquecento invece il castello fu ristrutturato da Bartolomeo III de Capua, vicerè di Molise e di Capitanata.

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Riccia (Campobasso): l’interno della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o del Beato Stefano

Una delle più importanti e imponenti architetture rinascimentali del Molise. Restaurata e abbellita dai de Capua che ne fecero il mausoleo della loro famiglia. La facciata è di ordine dorico e l’interno è costituito da una sola navata, divisa in due parti da un grande arco a tutto sesto. La parte posteriore della chiesa è un capolavoro di integrazione di diversi stili architettonici. In essa sono collocati i quattro sarcofaghi con epigrafi e stemmi, nei quali Bartolomeo III fece traslare le ossa degli avi. Tra questi Costanza di Chiaromonte, regina di Napoli, moglie di re Ladislao di Durazzo, molto amata dai riccesi e sulla quale sono nate storie e leggende.

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Riccia (Campobasso): il Museo delle Tradizioni Popolari.

Museo delle arti e delle tradizioni popolari

Nel cinquecentesco edificio a due piani del Magazzeno, posto di fronte al castello, è stata allestita una raccolta di oltre 1.000 oggetti di vita quotidiana. Utensili e arnesi usati dalle passate, sagge ed esperte generazioni dell’abitato. Tra i “pezzi” più significativi: “u Paleménte”, una antichissima vasca scavata nella pietra locale all’interno della quale veniva pigiata l’uva per il vino; “u Muttille”, cioè un imbuto in legno risalente al 1700 e, ancora, splendidi telai ottocenteschi per la tessitura della lana, della tela e dei tappeti per la casa.

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Riccia (Campobasso): la Festa dell’Uva.

Festa dell’Uva

La seconda domenica di settembre Riccia celebra la Festa dell’Uva. L’appuntamento è legato a una tra le più sentite ricorrenze religiose del paese, la Madonna del Rosario, venerata nella chiesa omonima. La Festa laica ha avuto inizio nei primi anni Trenta. La manifestazione, unica nel Molise, è giunta all’86* edizione. Il suo simbolo è il carro dell’uva. La sua realizzazione è impresa laboriosa e molto sentita da parte della comunità e vi si fondono fede, spirito di competizione e voglia di stupire. Sui carri trovano posto i figuranti vestiti con gli antichi abiti tradizionali, una notevole quantità di utensili e di strumenti della civiltà contadina e fedeli ricostruzioni di case, vigne, cantine, cucine. Così addobbati essi diventano sia degli originali “musei” in movimento, sia delle allettanti arche del gusto da cui attingere a piene mani i prodotti e le vivande tipiche del territorio riccese. Più info: sagradelluva-riccia.net

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I calzoni di San Giuseppe.

Il Convito di San Giuseppe

A chi è vive, l’anne che vé! Con questa formula di commiato si chiude nelle famiglie riccesi il rituale banchetto offerto in onore di San Giuseppe. La devozione verso il santo è molto sentita nel paese che, annualmente, si mobilita per riproporre questa consolidata tradizione. Il 19 marzo numerose famiglie offrono a tre ospiti speciali, rappresentanti la Sacra Famiglia (Maria, San Giuseppe e Gesù bambino), un pranzo di 13 portate. Le pietanze sono di magro ma gustose, cariche di significati propiziatori e di valenze magiche e religiose. Legumi, spaghetti con la mollica, baccalà, peperoni ripieni, riso con il latte, agrodolce (denso impasto di mandorle e mosto cotto) e, infine, il dolce della festa, il cavezone (il calzone): pasta sfoglia con ripieno di crema di ceci, miele ed essenze che è l’espressione più alta e commovente della genialità gastronomica affinata generazione dopo generazione.

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Riccia (Campobasso): il Bosco Mazzocca.

Il Bosco Mazzocca

Vera e propria oasi di verde incontaminato, il Bosco è composto da circa 450 ettari di Cerri, Frassini, Robinie e Bossi dove trascorrere momenti di puro relax a contatto con la natura. Nel bosco è facile trovare funghi porcini e galletti, fragole di bosco, more, lino delle fate maldonita, primule, rosa canina, trigno frutto, cerro frutto, agrifoglio e pungitopo. Allo stesso modo, passeggiando, si può incontrare il fagiano, il barbagianni, la gazza ladra, il pettirosso, il rigogolo giallo, l’upupa, il colombaccio, il merlo, il falco pellegrino, il cinghiale, la donnola, la volpe, il tasso, il ghiro, la faina e qualche lepre. Per i più piccoli, all’interno della macchia verde, si trova il Bosco delle Favole: un percorso didattico che trasmette alle nuove generazioni le leggende e i giochi della tradizione popolare riccese, in uno splendido contesto ambientale.

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I caratteristici spaghetti con alici, noci e mollica di pane di Riccia.

Una ricetta tipica riccese

Spaghetti con alici, noci e mollica di pane. Ingredienti:

  • 350 g di spaghetti
  • 4 alici sotto sale
  • 50 g di pane raffermo sbriciolato
  • 10 noci tritate finemente
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe
  • uva passa (facoltativa)

Questo è un primo straordinariamente sapido, che sotto una scorza di durezza nasconde delle genialità gastronomiche: accoppiamenti che sembrano studiati da un fantastico gourmet.

In un tegame capace della pasta, fate soffriggere nell´olio i filetti di alice e la mollica sbriciolata. Quando il pane avrà preso la tipica colorazione marroncino, aggiungete il trito di noci e l’uva passa fatta rinvenire nell´acqua calda.

Scolate i maccheroni cotti al dente in abbondante acqua salata; fateli saltare nel sugo e completate il piatto con un po’ di pepe macinato al momento.


Mangiare e dormire bene

a Riccia e nei dintorni

 

 

Altre coordinate utili:

16. Continua. Prossima tappa: A Sappada, il borgo
che accoglie e accende la fantasia dei bambini.

2017-anno-dei-borghi-viaggio-italianoLe precedenti tappe di questa “geografia della memoria”, che toccherà tante altre eccellenze della piccola Italia, regione dopo regione dalle Alpi al Gennargentu, hanno riguardato

  1. Montefalco (Perugia) e i borghi ideali dell’Umbria;
  2. Valsinni (Matera), sulle tracce della poetessa Isabella Morra con i borghi ideali della Basilicata;
  3. Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), borgo recuperato e reso modello di attrattività turistica, commerciale e culturale;
  4. Volpedo (Alessandria), il borgo del pittore del Quarto Stato, Pellizza;
  5. Varese Ligure (La Spezia), comune pioniere sulla strada dell’eco-sostenibilità, con i borghi ideali della Liguria;
  6. Amalfi e la Costiera Amalfitana, con i borghi ideali della Campania;
  7. Orroli, il borgo nel cuore della Sardegna dove abbondano gli ultracentenari;
  8. Da Rimini a Pennabilli sulle tracce di Fellini e di Tonino Guerra: paesaggio con poeta;
  9. Nel Montefeltro marchigiano sulle orme di Pasquale Rotondi, salvatore dell’arte italiana;
  10. La Puglia Imperiale che stupì Federico II;
  11. Scicli, a tavola con il commissario Montalbano e Andrea Camilleri;
  12. A Barga e nella Valle del bello e del buono di Giovanni Pascoli;
  13. A Tropea i profumi del mare e della terra creano un gioiello della tavola: la cipolla rossa;
  14. Arpino, in Ciociaria, mette in campo Cicerone e i Grandi Spiriti;
  15. A Mel e nelle Dolomiti Bellunesi, rifugio del cronista Dino Buzzati.
  16. Nel futuro di Riccia ci sono le pantere grigie: qui sarà bello vivere (specie nella terza età).
  17. A Sappada, il borgo che accende la fantasia dei bambini.
  18. Da Cassinetta di Lugagnano si levò un urlo: “Terra! Terra!”

L’illustrazione di apertura, e qui a destra, è di Ro Marcenaro.

BUONO A SAPERSI / UNO SGUARDO ALL'INIZIATIVA DEL MIBACT

I 22 borghi ideali del Molise,

il borgo storico marinaro

e le 4 località di paesaggi d’autore

nel progetto “Borghi – Viaggio italiano”

Borghi-Viaggio-Italiano

Un link, un tour

Sul progetto “Borghi – Viaggio italiano”, una delle principali iniziative che caratterizzano l’Anno dei Borghi italiani proclamato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), vedere www.viaggio-italiano.it.

Capofila delle 18 Regioni coinvolte è la Regione Emilia-Romagna – viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna – Centralino: 051.5271. Direzione generale economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa: viaggioitaliano@regione.emilia-romagna.it (Responsabile: Laura Schiff).

I 22 borghi ideali del Molise

Con Riccia i 22 borghi molisani inclusi nel progetto “Borghi – Viaggio italiano” li trovate, corredati da una scheda essenziale e utile, cliccando su queste righe.

Il borgo storico marinaro

Il borgo storico marinaro di Termoli è qui.

Paesaggi d’autore

I quattro i paesaggi d’autore sono a questo link. Li ricordiamo: a Campobasso Paolo Saverio di Zinno, scultore. In provincia di Campobasso, Torella del Sannio, collegata alla direttrice d’orchestra Elena Ciamarra; a Civitacampomarano, lo scrittore e giurista Vincenzo Cuoco. Ad Agnone (Isernia), la storica famiglia Marinelli, costruttrice di campane.

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).

Author: admin

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2 Comments

  1. Grazie per la citazione nel testo sul borgo ideale di Riccia (Campobasso)! Mi sono divertito a rilanciarlo. La sindaca Micaela Fanelli lo merita.
    Intanto da pochi giorni è partita la nuova avventura… con 31 persone speciali http://www.forumdisuguaglianzediversita.org.

    Spero a presto.

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  2. C’è una parte di Puglia, oltre quella “Imperiale” raccontata da Giannella Channel, dove le giornate sono ancora scandite dal suono delle campane, dove il sole scalda tiepido fino a ottobre inoltrato, dove le anziane signore che escono da casa ti salutano, abbozzando un sorriso anche se sei un volto completamente nuovo. C’è una parte di Puglia in cui potete ancora sentire i bambini correre per le vie del borgo, giocare a palla nelle piazze… i Monti Dauni. Semplicemente visitate anche questi luoghi.

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