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Categoria: Storia

Elon Musk è la persona dell’anno 2021 per la rivista “Time”. Ricordate? Sul nostro blog ne avevamo raccontato l’infanzia

Elon Musk, geniale e visionario fondatore di Tesla e Space X, è stato definito dai giornalisti americani “l’esempio più ricco di un enorme cambiamento nella società”. E descritto così: “L’uomo più ricco del mondo non possiede una casa e recentemente ha venduto la sua fortuna. Lancia satelliti in orbita e sfrutta il Sole; guida un’auto che ha creato che non usa benzina e ha a malapena bisogno di un autista. Con un guizzo del suo dito, il mercato azionario vola o sviene. Sogna Marte mentre cavalca la Terra”. Il caporedattore di “Time”, Edward Felsenthal, spiegando la scelta, ha detto che “nel 2021 Musk è emerso non solo come la persona più ricca del mondo, ma anche come forse l’esempio più ricco di un enorme cambiamento nella nostra società”. A Musk avevamo dedicato una delle puntate della seguitissima serie sui momenti chiave dell’infanzia dei Grandi. Rileggiamolo.

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Riscopriamo Sabina Santilli, l’abruzzese che portò i sordociechi fuori dall’oscurità e fondò la Lega del filo d’oro

La straordinaria vicenda umana e professionale di una donna che non si arrese al buio in cui una meningite la fece piombare a sette anni e che si elevò ad attivista per i diritti di chi non vede e non sente, creando un’Associazione benemerita, con testimonial del calibro di Renzo Arbore (storico) e di Neri Marcorè. Sabina ha molti meriti perché le sia dedicata una via o una piazza

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Il Milite Ignoto compie cent’anni. Così raccontai quella storia, la triste scelta di Maria Bergamas e quel viaggio che unificarono l’Italia

Roma, 2 novembre 2021: al binario 1 della Stazione Termini arriva il convoglio che cento anni fa trasportò da Aquileia nella Capitale la bara del Milite Ignoto, caduto durante la Grande Guerra e scelto con tristezza da una madre passata alla storia, Maria Bergamas, di Trieste. Il convoglio resterà fino all’8 novembre nella Stazione San Pietro. Ospita all’interno una mostra immersiva che racconta la storia e le varie fasi del trasporto del Milite Ignoto. E in me riaffiora il ricordo di come ricostruii quella vicenda che unificò l’Italia, in un numero speciale di “Oggi” del 2015 sulla Grande Guerra dove affiancai grandi firme come Sergio Zavoli, Silvio Bertoldi, Aldo Cazzullo e il regista Ermanno Olmi con più servizi: sui profughi, sul Milite Ignoto e sulle lettere da e al fronte.

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Vajont, nell’anniversario della tragedia ricordiamo il grande giornalismo di Tina Merlin

9 ottobre 1963 – 9 ottobre 2013. Sono passati 58 anni dalla tragedia del Vajont, con la distruzione di Longarone, Erto e Casso e la morte di 2018 persone, tra cui 487 bambini). E tra i tanti modi possibili per illuminare l’attualità di questa ricorrenza, abbiamo privilegiato il ricordo di una giornalista italiana vera, una professionista che sapeva svolgere il suo lavoro, una donna coraggiosa che ascoltava le persone e raccontava i fatti così com’erano: Tina Merlin. In America avrebbe vinto il Pulitzer per le sue denunce preventive e gli allarmi dati sull’”Unità”, e per aver saputo indicare dopo la tragedia, contrariamente a molti giornalisti famosi, nelle responsabilità degli uomini e non nella natura arcigna le cause di quell’immane distruzione. “Tutti sapevano, nessuno si mosse”, scrisse subito dopo la tragedia. Invece fu denunciata, processata, snobbata. Quella donna, quella cronista resta un esempio per molti, un esempio da non dimenticare.

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In volo con Egidio Gavazzi, fondatore di “Airone”. Il ricordo del fotoreporter Daniele Pellegrini

Sabato 19 giugno 2021 giornali e tv hanno riportato la notizia che l’editore ambientalista Egidio Gavazzi, di 84 anni, era morto schiantandosi con il suo aereo da turismo, da lui stesso pilotato, mentre era in fase di atterraggio sull’aeroporto di Padova. Le cause dell’incidente, incerte, verranno chiarite dalle indagini in corso. Quello che è certo è che Gavazzi, fin da bambino, aveva il volo nel sangue e per tutta la vita aveva coltivato questa passione pilotando aerei di molti tipi, anche acrobatici. Di questa passione, e di tante altre, è stato testimone il grande fotoreporter Daniele Pellegrini, ben conosciuto anche dalla comunità di “Giannella Channel” perché fu un suo stretto collaboratore in campo editoriale negli anni che più lo resero famoso. Questo è il suo ricordo di Gavazzi, integrato dal primo editoriale firmato da Gavazzi in occasione della nascita di “Airone”.

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Addio, Raffaella Carrà: “Felicità è aver avuto una nonna come Andreina mia maestra in una Romagna che era piena di note e di libertà”

In un anno segnato da molti lutti, illustri e non, ci lascia anche lei, Raffaella, la regina della tv. Con tristezza saluto l’amica che mi aveva invitato negli studi televisivi (dicendomi una cosa molto importante: “Io credo che la tv debba offrire modelli positivi che facciano venire voglia di essere copiati”) e ripropongo il dialogo che ebbi con lei.

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Sempre più religione fa rima con protezione: verso un’alleanza naturale che indicò per primo un principe ecologista, Filippo D’Edimburgo

Fautore dell’incontro tra fede e ambientalismo, il più longevo consorte di un monarca nella storia britannica e marito della Regina Elisabetta, da poco scomparso, ha fatto da apripista a una rete che si è diramata nel mondo intero. La ricostruisce con minuzia per “Giannella Channel” una nota giornalista già presidente del WWF Italia dal 1992 al 1998

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Cari sindaci romagnoli, intitolate una via alla martire Annalena Tonelli, che ha innaffiato per 35 anni tra i brandelli di umanità ferita in Africa

Originaria di quella provincia di Forlì-Cesena che brilla per la densità delle organizzazioni di volontariato, Annalena è stata una missionaria italiana cattolica uccisa, dopo una vita “serena e piena di gioia”, all’interno dell’ospedale che aveva creato nel Somaliland. A lei l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati aveva consegnato nel 2003 il prestigioso premio Nansen per l’assistenza ai profughi

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Dal successo alla tragedia: la storia di Arpad Weisz, l’allenatore del primo scudetto dell’Inter nel 1929-30 (e poi del Bologna che tremare il mondo fece)

Nel giorno della festa per il 19mo scudetto della squadra nerazzurra torniamo a illuminare, grazie a due libri, il protagonista di un dramma dimenticato: un tecnico ungherese passato dal primo scudetto dell’Inter a quelli vinti dalla squadra rossoblù alla morte ad Auschwitz. E tornano le pagine del suo pionieristico manuale “Il giuoco del calcio”, di una disarmante attualità

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CHI SONO

Salvatore Giannella

Storie e idee, modelli e valori nel blog, volontario e gratuito, di giornalismo partecipativo ideato e curato da Salvatore Giannella: da L’Europeo a Genius, da Airone a Oggi all’intelligenza collettiva nello spazio infinito del web

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