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Tag: stati uniti

Rachel Carson, la pioniera dell’ambientalismo scientifico che allertò il mondo sulla primavera silenziosa

“Primavera silenziosa”, l’ultimo libro di Rachel Carson, esce negli Stati Uniti nel settembre 1962. Sarà definito uno dei pochi libri che hanno cambiato la storia della Terra. Rachel, che era già affermata scrittrice, con “Primavera Silenziosa” si rivela una ambientalista appassionata e militante. Il racconto comincia come una favola, come la storia di un regno felice sul quale si allunga l’ombra di una orribile maledizione. In realtà “Primavera Silenziosa” documenta il disastro ambientale dovuto all’uso sconsiderato degli antiparassitari, in particolare del DDT. Non solo. Spiega le ragioni dell’Ecologia, dove anche le creature più umili hanno un ruolo importante negli equilibri naturali e nella sopravvivenza della nostra specie. Il libro avrà un successo straordinario, ma Rachel si troverà a combattere contro poteri forti e contro le industrie chimiche che vivono sul petrolio. Negli Stati Uniti sono gli anni di John Fitzgerald Kennedy e di Martin Luther King, dei primi accordi contro la proliferazione degli esperimenti nucleari e della messa al bando del Talidomide, che faceva nascere centinaia di bambini senza braccia e senza gambe.

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Il rischio delle atomiche affidate agli automatismi: nel 1983 il mondo fu salvato da un uomo che pochi conoscono

Il pericolo dei sistemi nucleari affidati agli automatismi balza in prima pagina del quotidiano “Il Manifesto” (27 febbraio) con la motivazione: “Questi sistemi di lancio di missili nucleari non sono più quelli ai tempi della guerra fredda quando alcuni allarmi per errore vennero scongiurati dalle decisioni di eroici ufficiali di disubbidire alle consegne che avrebbero loro imposto di ordinare la ritorsione nucleare. Il più noto fu il colonnello Petrov…”.

Su Petrov torna anche il “Corriere della Sera” che rievocando i giorni caldissimi del settembre 1983, quando la difesa aerea sovietica distrusse il Korean Air Lines 007, entrato per sbaglio nello spazio aereo dell’Urss, con 269 persone a bordo. La tensione fra le due Superpotenze era allo zenit, il presidente Ronald Reagan ordinò l’allerta nucleare. “Il 26 settembre, intorno alla mezzanotte, i satelliti sovietici segnalarono alla base di Serpukhov-15 un missile intercontinentale americano Minuteman in arrivo. Poco dopo ne vennero segnalati altri 4. Ma Stanislav Petrov, l’ufficiale in comando, invece di avvisare subito i superiori come voleva la procedura, attese. L’avesse rispettata, avrebbe sicuramente scatenato la rappresaglia nucleare sovietica. Passarono 23 interminabili minuti. Petrov pensò che se gli Stati Uniti avessero voluto attaccare l’Urss, non avrebbero usato solo 5 ma centinaia di missili atomici. Aveva ragione, era un falso allarme causato da un riflesso del sole. Probabilmente quell’uomo salvò il mondo dalla catastrofe”.

Alla storia di quell’uomo eroico e di quella notte cruciale per il mondo, il mio blog aveva dedicato un ampio racconto. Lo riprendo nei suoi brani centrali.

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1962, il mondo fu salvato da un capitano coraggioso che col suo NO evitò l’Apocalisse nucleare

Putin l’invasore evoca l’atomica in uno scenario di carne, sangue e terra dell’Ucraina e nella mia mente, tra sdegno e dolore, affiorano i tempi della crisi di Cuba e l’incubo della catastrofe nucleare durante il braccio di ferro tra Kennedy, Krusciov e Fidel Castro. Se siete nati prima del 27 ottobre 1962, dovete a questo marinaio russo (nella foto) la salvezza della vostra vita. “Servivano tre sì per lanciare dal sommergibile sovietico il missile atomico contro gli americani”, mi rievocò a Mosca lo storico russo Viktor Gaiduk. “Due ufficiali pronunciarono quel sì, invece Vasilij Arkhipov si oppose”. Al ritorno in patria Arkhipov fu arrestato e processato. Un premio alla memoria che assegnai nel 2003 alla moglie Olga e alla figlia Ylena a Sassocorvaro, nel Montefeltro marchigiano. Un racconto che pubblicai sul settimanale Oggi del 30 ottobre 2002 per ricordarci quanto la pace sia preziosa.

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Elon Musk è la persona dell’anno 2021 per la rivista “Time”. Ricordate? Sul nostro blog ne avevamo raccontato l’infanzia

Elon Musk, geniale e visionario fondatore di Tesla e Space X, è stato definito dai giornalisti americani “l’esempio più ricco di un enorme cambiamento nella società”. E descritto così: “L’uomo più ricco del mondo non possiede una casa e recentemente ha venduto la sua fortuna. Lancia satelliti in orbita e sfrutta il Sole; guida un’auto che ha creato che non usa benzina e ha a malapena bisogno di un autista. Con un guizzo del suo dito, il mercato azionario vola o sviene. Sogna Marte mentre cavalca la Terra”. Il caporedattore di “Time”, Edward Felsenthal, spiegando la scelta, ha detto che “nel 2021 Musk è emerso non solo come la persona più ricca del mondo, ma anche come forse l’esempio più ricco di un enorme cambiamento nella nostra società”. A Musk avevamo dedicato una delle puntate della seguitissima serie sui momenti chiave dell’infanzia dei Grandi. Rileggiamolo.

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Salvatore Giannella

Storie e idee, modelli e valori nel blog, volontario e gratuito, di giornalismo partecipativo ideato e curato da Salvatore Giannella: da L’Europeo a Genius, da Airone a Oggi all’intelligenza collettiva nello spazio infinito del web

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