Sole invisibile: i disegni
di Vanni Cuoghi a Milano

In una ex chiesa e oggi museo di Milano (fino al 31 gennaio 2018) i disegni
del genovese Vanni Cuoghi innescano un dialogo con le sculture
di Francesco Messina generando un confronto tra dimensione arcaica e suggestioni pop

Arti & culture

testo di Alessandra Quattordio / Artribune*

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Il pittore Vanni Cuoghi (Genova, 1966). Vive e lavora a Milano.

Una chiesa? No, un’ex chiesa diventata museo. Ma museo dedicato a un solo artista, lo scultore siciliano Francesco Messina che qui, a Milano, al Carrobbio, pose la sua residenza e il suo studio negli Anni Settanta, dopo che i bombardamenti della Seconda guerra mondiale avevano inflitto profonde ferite alla struttura dell’edificio religioso di San Sisto privandolo dell’abside e danneggiandolo in alcune altre sue parti. Oggi il volo di corvi, che Vanni Cuoghi (Genova, 1968) ha inscenato in questo luogo, sembra rievocare i momenti drammatici del passato, ma con la lievità che è connaturata al suo temperamento incline al sogno.

La mostra, intitolata The Invisible Sun. La terza dimensione del disegno, presenta infatti, disseminate negli spazi architettonici del Civico Studio Museo Francesco Messina, decine di grandi carte dell’artista genovese. Su di esse appaiono disegnati e dipinti a china i neri uccelli ‒ secondo la tradizione portatori di misteriosi presagi ‒con realismo ma anche con grazia decorativa. Come spiega Cuoghi,

Un omaggio all’arte del disegno, la meno conclamata eppure la più incisiva nella traduzione dell’idea dal concepimento alla sua estrinsecazione.
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Vanni Cuoghi, progetto per la mostra The Invisible Sun, 2017.

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Vanni Cuoghi, The Invisible Sun: panoramica installazione al Museo Francesco Messina, Milano 2017. (Photo adicorbetta).

UN CANTASTORIE DEL TERZO MILLENNIO

È dal mondo del fumetto, dall’iconografia folk, dalla tradizione dell’illustrazione ottocentesca e novecentesca che l’artista trae spunti ironici e colti per la realizzazione non solo delle sue opere bidimensionali, ma anche delle sue maquette, costruite tridimensionalmente come piccoli diorami per raccontare storie ricche di incanti. Un cantastorie del Terzo Millennio? Certo, ma con le qualità del moderno pittore.

La narrazione si sviluppa soprattutto nei “teatrini”, esposti per l’occasione nel seminterrato della ex chiesa, riprendendo temi cari alla cronaca popolare: delitti, storie ebraiche e di ispirazione orientale, “danze” metaforiche e reali, rappresentazioni talvolta di suggestione presepiale (presenti nel suo immaginario i settecenteschi “cartelami” conservati nelle chiese del capoluogo ligure), corredati però di inserti che riconducono all’hic et nunc, come, per esempio, le cartoline postali con vedute milanesi d’antan, che fanno da sfondo alle scenette intagliate nella carta con tecnica pop-up.

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Vanni Cuoghi, progetto per la mostra “The Invisible Sun”, 2017.

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Vanni Cuoghi, progetto per la mostra “The Invisible Sun”, 2017.

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Vanni Cuoghi, progetto per la mostra “The Invisible Sun”, 2017.

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Vanni Cuoghi, progetto per la mostra “The Invisible Sun”, 2017.

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Vanni Cuoghi, progetto per la mostra “The Invisible Sun”, 2017.

UNA RINASCITA FIGURATIVA

Ai diorami del piano sottostante e ai corvi che “svolazzano” nella navata unica della chiesa fanno da contraltare le sculture di Messina, a ricordare il senso di questo spazio museale che, grazie al direttore Maria Fratelli, si è aperto ai confronti metalinguistici. Teste e figure di fanciulli, uomini e donne, realizzati negli Anni Sessanta e Settanta dal maestro siciliano dialogano dunque con le carte di Cuoghi, come affermazione di una tradizione plastica che parrebbe appartenere al passato, ma che in questo contesto espositivo si illumina di una straordinaria attualità, mediando accenti arcaici e stilemi pop, in una sorta di rinascita figurativa.

  • Nome evento Vanni Cuoghi – The Invisible Sun
  • Curatori Nicoletta Castellaneta, Giancarlo Lacchin
  • Spazio espositivo STUDIO MUSEO FRANCESCO MESSINA
  • Indirizzo Via San Sisto, 4, 20123 – Milano – Lombardia
Fonte: Artribune.com “dal 2011 arte eccetera eccetera”. Alessandra Quattordio, storica dell’arte e giornalista indipendente, ha esordito a fine Anni Settanta come curatrice dei cataloghi d’arte e fotografia editi dalla Galleria del Levante a Milano. Dopo la laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, inizia a collaborare a riviste e a pubblicazioni del settore. Cura la presentazione di artisti e mostre, attività ancora oggi svolta. Ha insegnato Storia del gioiello all’Istituto Europeo di Design, all’Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD) e al Politecnico di Milano. È stata a lungo caposervizio presso le Edizioni Condè Nast.

Author: admin

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1 Comment

  1. Vanni Cuoghi, il raccontastorie che innesca l`immaginazione (da Rai Arte)

    Vanni Cuoghi è un narratore. Racconta storie, congegnate su un impatto visivo, senza parole, che inducano l’osservatore a immaginare un prima e un dopo nella narrazione. Sono spesso scene costruite in piccoli spazi, che non implicano difficoltà di trasportabilità, veri e propri teatrini in miniatura, alcuni con forme bizzarre, come ad esempio una fisarmonica, che si possono chiudere piegandosi o aprire a seconda delle circostanze.

    Prima di dedicarsi esclusivamente alla costruzione dei suoi piccoli universi, Cuoghi si era cimentato come illustratore, decoratore e scenografo: un passato che ha lasciato un segno marcato sulle sue creazioni. Questo il ritratto che a giugno 2018 gli ha dedicato Rai Arte (direttore: Silvia Calandrelli).

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