RIPARARE UN CUORE INFRANTO DA UN INFARTO: PRESTO SI POTRA' GRAZIE
ALLA RICERCA DI UN ITALIANO "RITROVATO", GABRIELE D'UVA

testo di Salvatore Giannella e Tiziana Rambelli/Ugis*

“Al cuor non si comanda”, a meno che non ti chiami Gabriele D’Uva, ricercatore nato a Lecce 43 anni fa, figlio del direttore del laboratorio di analisi cliniche nel Salento, laureato e trapiantato a Bologna, che in questi giorni ha meritato i titoli sui giornaloni e su TG3 Leonardo  (il video è visibile qui;: https://www.facebook.com/gabriele.duva) per la scoperta di “nuove potenziali terapie per rigenerare il cuore danneggiato”.

E’ una notizia che noi di Giannella Channel, entrambi soci dell’UGIS (Unione giornalisti scientifici) accogliamo con doppia soddisfazione, avendo scoperto la sua figura e le sue ricerche nel 2015 (LINK: https://www.giannellachannel.info/gabriele-duva-italiano-medico-scoperto-come-riparare-cuore-colpito-da-infarto-gene-erbb2/), quando ancora Gabriele, oggi docente al Dipartimento di scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna e a capo di un gruppo di ricerca internazionale a cavallo tra l’Università e il Policlinico Sant’Orsola di Bologna**, lavorava al Weizmann Institute of Science, in Israele, e pubblicava le sue ricerche sulla rivista Nature Cell Biology: nove anni fa ci eravamo accorti, e lo segnalavamo al mondo della ricerca medica italiana, che Gabriele era “all’inizio di un percorso per combattere il big killer dei nostri tempi, l’infarto cardiaco”.

Gabriele D'Uva (Lecce, 28 giugno 1980) si è laureato nel 2007 in "Biotcnologie cellulari e molecolari" presso l'Università di Bologna, dove è tornato come docente. Per sei anni, come vincitore delle borse di studio "Sergio Lombroso" e "Feinberg Postdoctoral Fellowship", aveva svolto le sue ricerche presso il Weizmann Institute of Science in Israele in gruppi di ricerca internazionali.

Nel 2017 Gabriele rientrava in Italia, a Milano prima (presso IRCCS MultiMedica) e poi stabilmente a Bologna e noi salutavamo il rientro di questa “testa ben fatta”  con la colonna sonora dei famosi Bee Gees (How can you mend a broken heart”?, Come puoi riparare un cuore infranto? si chiedevano nel 1971 in un loro noto brano musicale (LINK: https://www.youtube.com/watch?v=2sN05AMV9gY).

Ospitavamo  anche un appello di Gabriele ai circa tremila ricercatori italiani che ogni anno scelgono di partire per l’estero: “Cervelli d’Italia, unitevi e rientrate” (LINK:  https://www.giannellachannel.info/gabriele-duva-ricercatore-arrivato-in-italia-medico-che-ha-scoperto-gene-riparare-cuore-infarto/).

In questi giorni la splendida notizia, pubblicata da tutti i media: un gruppo di ricerca internazionale, coordinato dal professor Gabriele D’Uva, dell’Università di Bologna e IRCCS – Policlinico di Sant’Orsola, “ha identificato un fattore chiave in grado di spingere la proliferazione e rigenerazione delle cellule muscolari cardiache. La ricerca, pubblicata sulla rivista Cell Reports, apre la strada a nuove potenziali terapie per rigenerare il cuore danneggiato”

  “Abbiamo ipotizzato che la perdita della capacità rigenerativa nell’immediato periodo postnatale fosse almeno in parte conseguente a una diminuita produzione di fattori di crescita”, afferma Gabriele. Di qui la scoperta del BMP7, un membro della famiglia delle proteine morfogenetiche ossee, in grado di promuovere la proliferazione dei cardiomiociti. Dai primi test sul pesce zebra e sui topi “è emerso che il trattamento è in grado di stimolare la proliferazione dei cardiomiociti anche in fase adulta, e ancor più efficacemente in seguito a infarto miocardico”.

E’ aperta così la strada a nuove potenziali terapie per la rigenerazione del muscolo cardiaco. Gli infarti, le infezioni ma anche alcune cure antitumorali possono danneggiare le cellule muscolari del cuore, causando così insufficienza cardiaca. Questo studio ha mostrato che la somministrazione della proteina BMP7 stimola la proliferazione dei cardiomiociti anche in fase adulta, permettendo la rigenerazione delle cellule cardiache. Se validato anche sugli esseri umani potrebbe cambiare significativamente il trattamento delle malattie cardiache: un grande risultato della sanità pubblica dell’Emilia Romagna

Una stretta di mano augurale, a tutto cuore, a Gabriele e al suo team di ricerca. []

*L’UGIS (Unione giornalisti italiani scientifici, nata nel 1966, più info: www.ugis.it) continua a collaborare con l’Università di Bologna per il pionieristico progetto Storytelling, promosso dalla docente Maria Letizia Guerra, avviato nel 2022 e confermato anche per il 2024 (eventi.unibo,it/phd-storytelling).

**Nella foto d’apertura:Gabriele D’Uva con alcuni dei ricercatori/trici della sua squadra: Chiara Bongiovanni, Carmen Miano, Francesca Sacchi, Silvia Da Pra, Irene Del Bono, Stefano Boriati, Sofia Penazza e Jasmine Molanschi.

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