Cesenatico: la strada
che indica Via Semprini

DAGLI APPENNINI ALLE ONDE

di Manuela G. Cuoghi per Giannella Channel

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Cesenatico (Forlì Cesena): un’immagine dello Scarana party agostano in via Semprini. (foto di Donato Ioli)

È cominciata così: due sedie fuori casa, il vento fresco del vicolo, il saluto dei passanti in bicicletta, le brevi soste di chiacchiere con i vicini di casa. E l’andare e venire di Anna Battistini che per molte sere e giorni in questi tredici anni di vita da vicolo ha plasmato, con la mano sapiente di prima piadinara di Cesenatico, con le sue storie, il ragù di pesce la sua generosità, il modo di vivere di noi turisti quasi residenti che abitiamo via Semprini, il cordone ombelicale delle case dei pescatori con il porto canale più famoso della Romagna.

Le sedie nel tempo sono diventate quattro, poi dieci, poi dodici, quattordici, fino a riempire la strada. Sono cominciate le feste. Lampadine volanti, tavolini usciti per l’occasione dalle case, cibi, parole, vino, racconti. Incontri che hanno mescolato vecchi residenti e giovani lavoratori del turismo locale, in affitto per la stagione. Racconta Anna:

Le feste nel quartiere della Valona erano tradizione. Lavoravamo giorni e giorni, pescatori e donne. L’aria prendeva colore e profumo. La musica, la convivialità, l’offerta del meglio di un modo di vivere segnavano la memoria del turista e rinsaldavano l’appartenenza a un territorio.
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Cesenatico (Forlì Cesena): residenti e turisti nella festosa atmosfera di via Semprini. (foto di Donato Ioli)

Rifare quello che è già stato fatto non sempre vale. Dare spazio al desiderio di riprendersi la strada, di guardarsi negli occhi mentre si parla, di offrire e accettare cibo con tutti quelli con i quali si condivide la vicinanza di una sedia, è stata la ragione degli SCARANA PARTY. Coordinati dal giovane Luca, abbiamo illuminato la strada, invitato chiunque (portandosi sedia, da bere e qualcosa da mangiare) sentisse il piacere della condivisione. Si è parlato delle buche sempre più profonde di questo vicolo, di una delegazione per discuterne con il sindaco. Dei marinai, delle loro vele che proteggono le nostre case, di portabiciclette e di targhe da mettere sui muri per restituire memoria a questo luogo. Di rispetto per tutto quello che appartiene a tutti.

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La mezzosoprano Nadia Pirazzini, originaria di Cento (Ferrara) e cantante del teatro di Bologna, durante la sua apprezzata esibizione in “Così fan tutte”, di Mozart, sull’uscio della casa affittata in via Semprini. (foto di Donato Ioli)

L’ultima sera, per caso, come nascono sempre le cose migliori, in strada è andata in scena l’opera di Mozart “Così fan tutte”. Sedie allineate contro i muri, signore eleganti, bambini attenti. Il racconto di parole e di canto che ci ha regalato Nadia Pirazzini, mezzosoprano del Teatro di Bologna, ha bonificato l’aria della strada, troppo spesso inquinata da un gergo poco elegante. La bellezza della musica e della sua voce, come un velo leggero, ha tenuto insieme noi e quei passanti che non hanno saputo dire di no alla magia che si era creata.

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Cesenatico (Forlì Cesena): Tonino Guerra con Salvatore Giannella sull’uscio della casa di via Semprini che il poeta amava frequentare. Una targa oggi ricorda le sue creative frequentazioni.

Il maestro e amico Tonino Guerra, quando veniva nella nostra casa qui in via Semprini, dopo un piatto di spaghetti con le vongole amava sedersi fuori, sulla strada, a raccogliere e regalare parole. Parole piene di visioni, dove la bellezza era intesa come cambiamento rivoluzionario, risorsa, difesa e futuro. Quelle sue parole si sono nascoste come semi nel terreno delle nostre menti e le feste di via Semprini forse sono germogliate non solo per caso.

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Cesenatico (Forlì Cesena): lampadine volanti, sedie e tavolini usciti per l’occasione dalle case, cibi, parole, vino, racconti… e in via Semprini è subito festa. (foto di Valentina Giannella)

* Manuela Cuoghi ha insegnato per 35 anni educazione artistica nelle scuole italiane. Alla passione per l’arte associa quella dei viaggi.

Leggi anche:

  • Si scrive Abbey Road, si legge Cesenatico. Cinquant’anni fa il fotografo Iain MacMillan immortalava la mitica passeggiata dei Beatles sulle strisce più famose al mondo. Un’idea tradotta in salsa romagnola, con altre icone culturali nello scenario del porto canale leonardesco (testo di Salvatore Giannella, foto di Alessandro Mazza)
  • Una foto, un augurio per i miei nipoti. E per chi passa davanti a casa nel borgo dei pescatori di Cesenatico. Le note dell’Inno alla gioia di Beethoven, simbolo dell’Europa unita, si affiancano alla targa in onore di Tonino Guerra (testo di Salvatore Giannella)
  • Cesenatico, 1946: nel naufragio del “Titanic romagnolo”, la scelta drammatica di Vittorio Bergamini. Alle undici di venerdì 21 luglio 2017 una barca ha lasciato il porto canale leonardesco di Cesenatico e, come ogni anno dal 1997 (sindaco Damiano Zoffoli) sopravvissuti e autorità hanno lanciato due corone di fiori al largo della riviera: una corona bianca (per ricordare neonati e bambini) e una verde (per gli adulti) periti nel ribaltamento della barca Consolata, avvenuto il 21 luglio 1946. A quella tragedia, ribattezzata “il piccolo Titanic romagnolo”, avevo dedicato questa ricostruzione (testo di Salvatore Giannella)
  • Nel mare di terra della riviera: intervista sulla Romagna misteriosa tra streghe buone, rocche e tesori nascosti. La prima tappa del nostro viaggio dentro il Tempo nell’entroterra della riviera più famosa d’Europa ci porta all’uscita del casello di Cattolica, sulle belle strade della Valconca, l’ex granaio dei Malatesta. A guidarci tra piccole meraviglie sono Carla e Ferruccio, coppia (anche nella vita) di archeologi che, sedotti dalle storie che le pietre raccontano loro, alimentano la nostra curiosità e desiderio di viaggio (Ferruccio Cortesi e Carla Iacono Isidoro in viaggio con Salvatore Giannella)
  • Nanni & Ferretti: una famiglia romagnola, un anniversario storico. In una mostra nel Museo del sale a Cervia incontro un pittrice del mare, Anna Maria Nanni, con il suo sposo, Ennio Ferretti, esploratore di storia locale. Sono un luminoso esempio di quei personaggi che, al pari delle rare lucciole, vivificano con la loro energia l’umanità delle piccole Italie. Ecco la storia di questa famiglia romagnola corredata da una gallery dei principali dipinti di Anna Maria e, in occasione del 200mo anniversario di un evento bellico, una pagina di storia romagnola (“La battaglia di Cesenatico. Un episodio della guerra austro-napoletana del 1815”) ricostruita da Ennio
  • Un secolo fa amici di buona penna componevano una geografia letteraria in casa di Marino Moretti. Giugno 1914, porto canale di Cesenatico: nella casa di Marino Moretti, poeta e scrittore romagnolo allora 29enne, che ha appena pubblicato a puntate sul Giornale d’Italia il suo primo romanzo Il sole del sabato, si compone una mosaico geo-culturale d’eccezione (Alfredo Panzini, Renato Serra e Grazia Deledda) così ricostruito da Medardo Vincenzi in un fascicolo edito per il centenario della nascita di Moretti
  • Cesenatico, così nacque il Presepe sulle barche. Da trent’anni il porto canale leonardesco più suggestivo della riviera romagnola diventa palcoscenico per un microcosmo che intreccia i personaggi del racconto evangelico con personaggi del borgo marinaro. Abbiamo chiesto al regista di questa suggestiva iniziativa chi la volle e come vide la luce
  • Tornano a fiorire le storie di Leo Maltoni per una ritrovata primavera della Romagna. Il grande poeta e scrittore di Cesenatico, da poco scomparso, era capace di raccontare la sua terra come “isola dei sentimenti”. Ci ha consegnato un’indicazione da aggiornare e non perdere: perché le parole sue e dei Grandi Spiriti non siano solo esercizio di memoria. A seguire: l’Oste Bella, le sexy protagoniste dei quadri del Cagnacci e un’idea progettuale per favorire una permanenza più lunga in riviera
  • Cesenatico: e traghettar è dolce in questo porto canale. Arrivo a Cesenatico e mi capita di accompagnare una famiglia di turisti australiani a visitare eccellenze storiche e culturali sui due lati del porto canale leonardesco. Utili si rivelano, per noi come per centinaia di migliaia di turisti della Riviera romagnola, i due traghetti, “Mirko” e “Giovanna d’Arco”. Della loro storia, ricostruita attraverso le parole del padre Elviro soprannominato “Mazzini” e dello zio Sante Zoffoli “Miciol” (entrambi marinai conosciuti e rispettati, non c’è donna che dal primo non abbia ricevuto complimenti e racconti di microstoria locale, di quando la riviera richiamava frotte di turiste del Nord Europa) ci parla, salendo idealmente sullo sgabello domenicale di Giannella Channel, una donna appassionata di poesia e di storia di quel borgo romagnolo dove è nata e vive: Sabrina Bartoli (testo di Salvatore Giannella)
  • E il ministro pose gli occhi sulla mia casa dove Tonino Guerra arrotolava le parole con gli spaghetti alle vongole. Una visita di Dario Franceschini al suggestivo centro storico di Cesenatico. La targa che suscita la sua curiosità. Una risposta a sorpresa nelle pagine del volume del giornalista caporedattore della TV di San Marino (introduzione di Salvatore Giannella, testo di Sergio Barducci da “Tra Levante e Ponente”)

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1 Comment

  1.  
        In una via sconosciuta

    una folla danza

    con passi ritmici e misteriosi

    tagliandomi la strada.

    La lunga attesa

    mi ha fatto diventare un segnale stradale

    che indica la direzione della speranza

    senza parole.  

    Gu Cheng

     

     

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