Il mio nuovo libro-bussola:
“In viaggio con i maestri”

Protagonisti del nostro tempo (dalla A di Alberto Angela e Renzo Arbore
alla Z di Alex Zanardi e Sergio Zavoli) indicano i loro spiriti guida:
un escamotage che permette di raccontare uomini e donne eccezionali
che hanno illuminato l’Italia e questo mondo moderno impoverito di ideali

IL MIO EROE | I LIBRI CHE MI FANNO COMPAGNIA

con invito alla lettura di Pier Luigi Vercesi*
video-intervista di Mario Russomanno / Videoregione

Sta arrivando nelle librerie italiane il mio nuovo volume “In viaggio con i maestri”, sottotitolo “Come 68 personaggi hanno guidato i grandi del nostro tempo”, Edizioni Minerva, Bologna, 289 pagine, 15 euro (12,75 per chi acquista via internet). È un libro-bussola che illumina il mosaico di un’Italia vera e di italiani eccezionali. Protagonisti del nostro tempo (dalla A di Alberto Angela e Renzo Arbore alla Z di Alex Zanardi e Sergio Zavoli) svelano esperienze e curiosità dei loro personaggi guida. Il lettore farà così scoperte belle e utili, in tempi confusi, in cui c’è voglia di personaggi-faro, di vitamine per la mente, di ritrovare un futuro amico. Si riscopre il ritratto dell’Italia vera e di italiani eccezionali dai quali ripartire.

Il volume, che sto presentando in varie città d’Italia da Biella alla Romagna (prossime tappe: Cesenatico, venerdì 3 agosto, ore 21, Galleria-Libreria Leonardo da Vinci sul Porto Canale leonardesco, presente l’ex campione di ciclismo Ercole Baldini; Pesaro, mercoledì 8 agosto, ore 20:30, Sandy Beach; Cervia, mercoledì 15 agosto, ore 11, “La spiaggia ama il libro”, sbarco degli autori nel tratto antistante il Grand Hotel) è impreziosito dalla prefazione di Pier Luigi Vercesi, direttore dal 2012 al 2017 di “Sette”, lo storico magazine del Corriere della Sera, Eccola. (S.Gian.)

Gli italiani e la loro anima

Invito alla lettura di Pier Luigi Vercesi*

vercesi-ritratto-il-mio-eroe

Pier Luigi Vercesi, giornalista del Corriere della sera, ha diretto dal 2012 al 2017 Sette, lo storico magazine del Corriere della Sera. È autore di diversi saggi, tra i quali Il marine, storia di Raffaele Minichiello, il soldato italo-americano che sfidò gli Stati Uniti d’America (Mondadori 2017), Storia del giornalismo americano (con Sofia Basso, Mondadori 2005) e Ne ammazza più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali (Sellerio 2014), e di documentari televisivi sulla Roma di Nerone, sulla Germania del Novecento e sulla Prima guerra mondiale. (Ritratto digitale di Giacomo Giannella / Streamcolors)

Ho nostalgia per le e-mail di Salvatore Giannella, sempre da un posto diverso d’Italia, un giorno da Caserta, l’altro da Forlì, l’altro ancora da Torino o Verona, da Matera o dall’amata Romagna. Qui in zona, diceva, c’è il tal dei tali, che ne dici se lo intervisto?

Sembrava un rabdomante: si trovava sempre nei pressi di qualche fonte molto fresca. In realtà non c’era magia, solo la tenacia e l’intuito di un grande giornalista; un instancabile desiderio di andare a vedere, capire, provare, indicare soluzioni per chi ha «voglia di cambiare» (per citare un suo precedente libro); la capacità di ascoltare e di meravigliarsi ancora, senza quella patina di cinismo che viene a chi, come si dice, ha acquisito uso di mondo.

In queste interviste c’è però qualcosa in più. Salvatore ha sempre diretto giornali (“Genius”, “L’Europeo”, “Airone”…) e cercato idee nuove. Questa, appena me la espose, mi parve geniale: facciamo raccontare gli italiani a partire dalla loro anima. Oddio, bellissimo, dissi io, ma come si fa? Semplice, rispose, poche domande secche e al cuore, chiedo a loro chi è lo spirito che li guida, il personaggio a cui si ispirano, il modello che li ha plasmati e anche quello a cui ricorrono quando sono in difficoltà; vedrai, faremo scoperte belle e utili, in tempi confusi, in cui c’è voglia di personaggi-faro e di ritrovare un futuro amico.

Così fu. Anche i più restii a raccontarsi in pubblico non si sottrassero all’escamotage di Salvatore. In cinque anni di appuntamento settimanale, a spanne quasi duecento interviste (qui ne trovate metà, in ordine alfabetico, mi auguro che l’editore trovi spazio in futuro per l’altra metà), io per primo, e i lettori di “Sette-Corriere della Sera” qualche giorno dopo, abbiamo visto scorrere davanti ai nostri occhi l’Italia vera, quella che non aveva bisogno di nascondersi dietro a un’immagine posticcia perché si raccontava attraverso una figura del passato che li rappresentava.

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Un momento della presentazione avvenuta nella magnifica Rocca di San Leo, città d’arte, da sempre capitale storica del Montefeltro.

Nella sua collana di perle Giannella infilava attori, artisti e scienziati (anche premiati con il Nobel), imprenditori, cantanti, stilisti, campioni dello sport e della società civile, e attraverso di loro raccontava esperienze ed esempi di donne e uomini eccezionali, mai banali, che hanno illuminato il nostro Paese e questo mondo spesso, nel presente, fiacco, svuotato d’ideali, raggomitolato nel particulare.

Che il tal psicologo o critico d’arte o scrittore raccontasse con trasporto il proprio debito morale e culturale verso qualche grande che lo aveva preceduto non meravigliava, anche se certamente arricchiva; quel che però personalmente mi colpiva erano le scelte inattese. Fabio Capello non si rifà, che so io, a Valentino Mazzola o a qualche altro campione del passato, bensì a Ernest Hemingway, folgorato sulla via delle sue Verdi colline d’Africa mentre frequentava l’istituto per geometri, decidendo poi di seguire le sue tracce attraverso le descrizioni caraibiche de Il vecchio e il mare o del Friuli Venezia Giulia di Addio alle armi. Sembra di vederla la nonna di Raffaella Carrà, nella gelateria di Bellaria e alla sera mentre canta la ninna nanna alla nipotina, immaginandola ballerina e artista di successo. E quell’eterno giovane di Gianni Boncompagni? Sorpresa, traeva la sua creatività dall’aver ascoltato fin da bambino il più grande pianista (classico) della storia della musica, Arturo Benedetti Michelangeli.

Ho trovato bellissima la scelta di Evelina Christillin: un personaggio da cui io stesso mi sento molto rappresentato, Piero Gobetti, paragonato a un moderno martire della violenza politica, Giulio Regeni. Lo spirito guida evocato da Sergio Zavoli? Renato Serra, un uomo tormentato, nella sua breve vita, dalla ricerca del giusto e del vero. Lo ripagò male la prima guerra mondiale, facendolo centrare, già nei primi giorni di conflitto, da un cecchino austriaco. Pacifista qual era, partì volontario dopo aver pubblicato il suo indimenticabile Esame di coscienza di un letterato.

Concludo raccontando anch’io uno dei miei spiriti guida. Credo che l’autore di questo libro resterà di stucco, perché certamente non ricorderà. Volete sapere chi è? Salvatore Giannella. Alcuni decenni fa ero un laureando che per tutti gli anni dell’università aveva scritto articoli di cronaca per il giornale della sua città, “La Provincia Pavese”. Sognavo di fare il giornalista, da grande, per grandi giornali. Essendo timido ma abbastanza intraprendente, mandai copia dei miei articoli a diversi direttori di giornale sperando che qualcuno si muovesse a pietà e mi facesse collaborare. Una sera squillò il telefono di casa, rispose mia madre e mi passò la cornetta: c’è un tale Salvatore Giannella direttore di non so che, non ho capito, cerca te. Proprio così, Salvatore Giannella, direttore del grande, ai miei occhi inarrivabile “Europeo”, chiamava me, oscuro studentello della Bassa, per dirgli: ma lo sai che sei bravino, devi solo sprovincializzare un po’ la tua scrittura, ma continua, e sei hai qualche bella idea mandamela. Quando uscì per la prima volta la mia firma su quel settimanale non riuscii a prendere sonno tutta la notte per l’eccitazione. Grazie, Salvatore.

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Pier Luigi Vercesi, direttore di “Sette”, storico magazine del “Corriere della Sera”, 2012-2017

Intervistati nel mio libro

Dalla A alla Z l’indice degli intervistati e dei loro spiriti guida (in azzurro, i link per ulteriori arricchimenti su Giannella Channel):

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Il mio viaggio dei maestri

e l’adottiva Emilia Romagna

nel Salotto blu di Videoregione

Il mio nuovo libro e uno sguardo alla mia adottiva Romagna sono il tema dell’intervista che il giornalista Mario Russomanno mi ha fatto nella seguitissima trasmissione “Salotto blu” da lui ideata e condotta su Videoregione, la tv che dal 1985 racconta il territorio, i personaggi e le usanze del territorio dell’Emilia-Romagna.

Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).

Author: admin

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1 Comment

  1. Bellissimo libro, come tutti quelli che hai scritto fino ad ora. Abbiamo bisogno di maestri…ma, soprattutto, abbiamo bisogno di maestri “giganti” per salire sulle loro spalle affinchè, come diceva Bernardo di Chartres, ” possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.»

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