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Tag: commemorazione

Addio a Marino Golinelli, imprenditore farmaceutico e filantropo che amava l’arte, la scienza e i giovani

Sabato 19 febbraio si è fermato per sempre il cuore generoso di Marino Golinelli, dopo aver battuto per più di un secolo: Marino, imprenditore farmacologico e filantropo d’eccezione, era nato nel 1920, era giolittiana, ed è arrivato brillantemente fino a oggi, età post-industriale, tenendo ferma la barra sulla bussola della scienza e dell’arte, dei giovani e della condivisione/restituzione. Concordo con Beppe Boni, ai vertici del «Il Resto del Carlino»: “Aveva girato la boa del secolo, ma a parlare con lui gli davi 30 anni o giù di lì per l’energia che sapeva sprigionare, per la voglia di costruire qualcosa, per la capacità di guardare nel futuro come se avesse sempre davanti agli occhi la sfera di cristallo di un mago, per come sapeva comprendere le idee e le aspettative dei giovani”.

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Addio alla scrittrice Marisa Fenoglio, che ci ha narrato la sua vita in Germania, la sua famiglia (con il fratello, il romanziere Beppe) e l’azienda in cui lavorava suo marito

Da tempo scruto il mondo con particolare interesse agli italiani che hanno lasciato o lasciano un’impronta in terre lontane. Per questo ho saputo con grande dispiacere dall’Associazione Italia Altrove di Dusseldorf, in Germania, del lutto che colpisce la famiglia Fenoglio: domenica 28 novembre si è fermato per sempre il cuore di Marisa Fenoglio, 88 anni, donna esemplare che si autodefiniva “moglie, madre, suocera e nonna, a tempo perso corista e scrittrice”. Poi aggiungeva: “Sorella cadetta di Beppe Fenoglio”. Si era scoperta scrittrice nella maturità, quando suo fratello era “morto da 32 anni”, come amava puntualizzare.
Il ritratto della famiglia d’origine è ben delineato da Piero Negri, sulla Stampa: “Marisa era l’unica femmina e la più giovane dei tre fratelli Fenoglio, tutti notevoli e tutti spuntati come per incanto in un ambiente apparentemente poco propizio, la piccolissima borghesia di una piccola città del Piemonte profondo com’era la Alba nel primo Novecento. Beppe, lo scrittore perlopiù postumo, che di giorno lavorava come impiegato in una cantina, è morto a 40 anni nel 1963. Walter, che fece un’ottima carriera alla Fiat e trascorse gli ultimi anni di vita a ripensare al fratello e a raccontare il complesso rapporto che lo legava, è mancato nel 2007 a 84 anni”.

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Il Milite Ignoto compie cent’anni. Così raccontai quella storia, la triste scelta di Maria Bergamas e quel viaggio che unificarono l’Italia

Roma, 2 novembre 2021: al binario 1 della Stazione Termini arriva il convoglio che cento anni fa trasportò da Aquileia nella Capitale la bara del Milite Ignoto, caduto durante la Grande Guerra e scelto con tristezza da una madre passata alla storia, Maria Bergamas, di Trieste. Il convoglio resterà fino all’8 novembre nella Stazione San Pietro. Ospita all’interno una mostra immersiva che racconta la storia e le varie fasi del trasporto del Milite Ignoto. E in me riaffiora il ricordo di come ricostruii quella vicenda che unificò l’Italia, in un numero speciale di “Oggi” del 2015 sulla Grande Guerra dove affiancai grandi firme come Sergio Zavoli, Silvio Bertoldi, Aldo Cazzullo e il regista Ermanno Olmi con più servizi: sui profughi, sul Milite Ignoto e sulle lettere da e al fronte.

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Salvatore Giannella

Storie e idee, modelli e valori nel blog, volontario e gratuito, di giornalismo partecipativo ideato e curato da Salvatore Giannella: da L’Europeo a Genius, da Airone a Oggi all’intelligenza collettiva nello spazio infinito del web

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