Un eroe e un amore che,
mi confidò, abitavano nella mente
di Luciano De Crescenzo

Decisive, per il primo, le lezioni di matematica ricevute
all’università di Napoli. E galeotti, per conquistare
una giovane bellezza, i misteriosi canti delle balene
che gli procurai quando ero direttore di Airone

I NOSTRI ADDII

testo di Salvatore Giannella

Non riesco ad accettare l’idea dell’immobilità eterna di Luciano De Crescenzo, che continuerà ad abitare nella mia mente come un amico vulcanico e gioioso, capace di scendere dalla stratosfera della filosofia ad argomenti più terreni ma sempre capace di avvincerti. Lo avevo conosciuto sia a Roma (nella cerchia di Renzo Arbore & C.) sia a Milano, dove rispondeva positivamente alla chiamata del grande stilista Ottavio Missoni per le periodiche serate del Cenacolo nel ristorante storico Boeucc. Ma a questo mio diario elettronico voglio affidare due ricordi speciali: il primo riguarda l’intervista che mi concesse per Sette, lo storico magazine del Corriere della Sera (allora diretto da Pier Luigi Vercesi, era il n. 31 del 5 agosto 2016), quando mi raccontò del suo spirito guida, Renato Caccioppoli, e non solo per la matematica: trovate il testo più in basso, entrerà arricchita nella seconda edizione di “In viaggio con i maestri”, edito dalla bolognese Minerva.

Roger Payne

Roger Payne (New York, 1935) è un biologo marino e ambientalista diventato famoso nel 1967 per avere scoperto e registrato per primo (con Scott McVay) i canti delle balene. È diventato il simbolo della battaglia per la salvaguardia delle balene e dell’ambiente in cui esse vivono.

Il secondo ricordo risale alla metà degli anni Ottanta, quando avevo da poco iniziato il mio decennio di direzione del mensile di natura e civiltà Airone. Nel numero in edicola brillava un articolo sull’americano Roger Payne (foto a destra), biologo marino al quale si deve il primato di aver raccolto e registrato i misteriosi suoni delle balene. Nella mia stanza squillò il telefono e a sorpresa si concretizzò la voce di Luciano: “Caro Salvatore, ho appena letto Airone e ti devo chiedere una missione speciale”. “Se posso”, gli risposi. “Mi servirebbe avere un disco con i suoni delle balene”. “Provo a procurarmelo. Ma, scusa la curiosità: a che ti serve?”. “Devo conquistare il cuore di una donna”, fu la sorprendente risposta. Mi fermai lì, come cronista mi sono sempre imposto di non oltrepassare la soglia della camera da letto. Qualche giorno dopo a casa di Luciano spedii il disco di Payne, Songs of the megattera. Mi ero quasi dimenticato della singolare richiesta quando un mese dopo, su una rivista specializzata in gossip, mi apparvero le foto del cinquantenne Luciano sulla costa della Baja California (uno dei luoghi preferiti dalle balene). Era in compagnia dell’affascinante Isabella Rossellini, allora poco più che ventenne. Pensai che i canti delle balene potevano aver contribuito a unire due cuori e ne fui contento. Grazie per tutto, caro Luciano. (S.G.)

Luciano De Crescenzo

Luciano De Crescenzo (Napoli, 1928 – Roma 2019).

(CREDIT Giacomo Giannella / Streamcolors)

Caro Luciano, sono appena tornato dalla visita di Mateureka, un poetico museo del calcolo e della matematica a Pennabilli, nell’entroterra di Rimini. Durante la visita mi è affiorato il bel ricordo che tu, laureato in ingegneria elettronica, nella Storia della filosofia greca, dedichi a un tuo docente di matematica.

“Certo, era Renato Caccioppoli, sicuramente il mio spirito guida. Era il mio professore di Analisi e Calcolo all’università di Napoli. Oltre a essere un matematico, era anche un affascinante conversatore. Ricordo ancora i suoi comizi, erano la massima espressione del suo animo ribelle”.

Ribelle e ricordato più per le bizzarrie della sua vita che non per i risultati del suo lavoro…

«Renato era un uomo raffinato, ma a modo suo. Indossava spesso abiti scuri, sempre un po’ sgualciti e sporchi di gesso. Non era raro incontrarlo in strada negli orari più improbabili. Una notte lo arrestarono per accattonaggio: fermato dalla polizia per un controllo a piazza Garibaldi, vicino alla stazione ferroviaria, zona frequentata da persone al limite della legalità, quando asserì (non avendo documenti con sé) di essere docente all’università, gli agenti non gli credettero e lo arrestarono. L’indomani telefonarono all’ateneo per ricevere conferma di quanto il sospetto aveva affermato. Rispose uno dei suoi colleghi e alla domanda dell’agente, che voleva sapere se effettivamente quello fosse il Caccioppoli, e se lavorasse davvero all’università, rispose chiedendo se il soggetto in questione avesse un impermeabile e una canottiera bianca. Quando l’agente disse di sì, il collega del matematico affermò che quello che avevano fermato era senz’altro Renato Caccioppoli. Io stesso una notte lo vidi seduto sui gradini di una chiesa. Inizialmente pensai che stesse male e gli chiesi se avesse bisogno di aiuto. Mi invitò accanto a lui e mi disse: ‘Quando qualcosa ti fa paura, prendine le misure: ti accorgerai che in fondo è una cosa molto piccola’. Forse era ubriaco, forse no, ma nei momenti difficili ho pensato spesso alle sue parole”.

Renato Caccioppoli

Renato Caccioppoli (Napoli, 1904-1959), matematico e accademico: era figlio di Giuseppe, noto chirurgo napoletano, e della sua seconda moglie, Sofia Bakunina, figlia del rivoluzionario russo Michail Bakunin.
Suo motto preferito: “Al cuore non si comanda”.

(CREDIT Giacomo Giannella / Streamcolors)

Quando lo hai conosciuto?

“La prima volta che ho assistito a una sua lezione universitaria: ne rimasi affascinato. All’esame, però, non me la cavai benissimo. Ottenni un voto basso, un 21 che lui definì di “scoraggiamento”. Era convinto che io fossi tagliato più per la poesia”.

Ritieni che possa essere utile riscoprire questo tuo eroe?

“Certamente. Io invito a leggere i libri su di lui e a rivedere il film che racconta la sua vita e la sua morte. Tenendo presente che Renato Caccioppoli non era solo un genio della matematica, ma anche un poeta e un eccezionale pianista. Il suo era uno spirito libero, e in tanti oggi dovrebbero imparare dalla sua ironia e dal suo carisma”.

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”, “Guida ai paesi dipinti di Lombardia”, “In viaggio con i maestri. Come 68 personaggi hanno guidato i grandi del nostro tempo”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).

Dalla collana “Il mio eroe”:

Author: admin

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1 Comment

  1. Luciano De Crescenzo era una persona gentile, che rifiutava la volgarità. In cinquant’anni di amicizia non gli ho mai sentito parlare male di qualcuno o dire una parolaccia. Nonostante avesse tanto successo con i suoi libri (18 milioni di copie vendute in 43 paesi), in Italia non ha mai ricevuto premi importanti come lo Strega o il Campiello. In Germania, invece, gli hanno dato il loro maggiore premio letterario e in Grecia gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Atene come segno di riconoscenza per la divulgazione della cultura classica.

    Luciano De Crescenzo

    Luciano riteneva che il genere umano si dividesse in “uomini di libertà” cioè egoisti e “uomini d’amore” cioè altruisti e sottolineava con rammarico che nell’Italia attuale l’egoismo stesse prevalendo sulla solidarietà, come dimostra il comportamento nei confronti dei migranti.

    Luciano, laureato in ingegneria e filosofo per vocazione, ci ha insegnato almeno cinque cose:

    “Le discipline scientifiche e quelle umanistiche possono convivere in modo fecondo”
     
    “La semplicità, come diceva Brancusi, è una complessità risolta”
     
    “L’uomo è legato indissolubilmente alle proprie radici culturali e territoriali”
     
    “La convivialità e l’empatia convengono più dell’individualismo e della competitività”
     
    “L’allegria e la felicità sono cose positive, serie e contagiose”

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