Nel giro di poche ore la sede di Banca Intesa Sanpaolo, nella centralissima via Monte di Pietà a Milano, riempie di soddisfazione le orecchie del sottoscritto e degli altri cronisti invitati alla presentazione dei risultati della nona edizione dei Luoghi del cuore, promossa dal FAI (il Fondo Ambiente Italiano presieduto da Andrea Carandini) in collaborazione con l’istituto bancario guidato dall’amministratore delegato Carlo Messina e rappresentato in sala dal dirigente Stefano Lucchini*.

Federica Armiraglio, responsabile del progetto “I luoghi del cuore”

Federica Armiraglio, responsabile del progetto “I luoghi del cuore”.

Il censimento del FAI ha registrato la partecipazione record di 2.227.847 italiani (+ 41% rispetto all’edizione precedente del 2016) che hanno scavato nel proprio archivio emotivo e votato per dare un futuro ad angoli d’Italia spesso travolti dall’incuria e dalla tirannia di un presente smemorato. Sono oltre 37.200 i luoghi oggetto di segnalazione, 6.412 i Comuni coinvolti (l’80% dei Comuni italiani). Una crescita impetuosa che rivela un’impennata di fiducia nell’operare del FAI, come hanno sottolineato il tridente virtuoso alla guida dell’associazione (con Carandini, il vicepresidente esecutivo Marco Magnifico e Federica Armiraglio, responsabile del censimento).

La classifica vede sul podio, ai primi tre posti, rispettivamente Monte Pisano, nell’area dei comuni toscani di Calci e Vicopisano colpita lo scorso anno da un incendio quasi certamente doloso che ha sfigurato 1.200 ettari di bosco; il fiume Oreto, che nasce nella Conca d’Oro e attraversa la città come un’indignante fogna a cielo aperto, inquinato da scarichi abusivi e da rifiuti; terze sono giunte le Terme di Porretta, sull’Appennino Bolognese, angolo di seduzione in cui il regista Pupi Avati ha ambientato alcuni dei suoi film di successo, da Una gita scolastica a Storie di ragazzi e ragazze. Riceveranno 50, 40 e 30 mila euro di contributo per interventi di recupero e restauro, aggiungendosi ai 92 progetti già sovvenzionati negli scorsi anni. “Ma i nostri fondi sono esauriti e parecchie proposte meritevoli sono rimaste senza aiuto. Per questo”, Carandini ha lanciato un appello a tutte le Regioni, “dalla prossima edizione contribuite a salvare il bene più amato del vostro territorio stanziando un euro per ogni voto che i cittadini gli hanno dato, naturalmente a fronte di progetti di lavoro strutturati. Le Regioni potrebbero finanziarli attraverso bandi”.

Il presidente del FAI Andrea Carandini e, sulla destra, il vicepresidente esecutivo Marco Magnifico ricevuti al Quirinale il 15 gennaio 2019 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il presidente del FAI Andrea Carandini e, sulla destra, il vicepresidente esecutivo Marco Magnifico ricevuti al Quirinale il 15 gennaio 2019 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto Francesco Ammendola).

La classifica prosegue con i primi 100 luoghi segnalati da tutt’Italia (Puglia, Toscana, Sicilia e Lombardia fra le prime dieci regioni per voti) dei quali diamo qui una sequenza fotografica dei principali:

Fotogallery

Bella Italia ferita, rivivrai

Il logo del FAI, Fondo Ambiente ItalianoA me piace riprodurre l’interessante intervento integrale del presidente Carandini, sotto forma di una lettera aperta a Guido Roberto Vitale, il banchiere-filosofo che amava l’editoria, scomparso poche ore prima a Milano.

Nell’ultima generazione il consumo ha divorato l’educazione: il 70% della popolazione più non intende un testo appena complesso. Le sedicenti élites del passato prossimo hanno usato la conoscenza soprattutto per loro. Così le masse hanno deciso di fare da sole, disprezzando classi dirigenti e competenze. Ma in questo modo rischiamo di perdere i patrimoni di civismo e di cultura accumulati nell’unità nazionale e nel Secondo Dopoguerra. Se vogliamo seriamente risorgere, bisogna puntare sull’educazione civica che nella scuola italiana mai ha avuto ore specificamente dedicate.

Il FAI cresce e crescerà: vuole raggiungere una ‘massa critica’, una fase di lievito culturale sufficiente a ridare al Paese l’amore per la formazione, la conoscenza e il civismo. La sua principale missione “sussidiaria” sta nell’educazione, che deve spiegare in ogni nostra azione.

I Luoghi del Cuore – oltre 2.200.000 voti – costituiscono il nostro modo eccellente di ricollegare gli individui alla società: principalmente ai luoghi speciali e alle istituzioni. È il nostro un esperimento assennato e riuscito di democrazia diretta. Esso mostra quanto il FAI tenga – oltre alla conoscenza e all’organizzazione – alla partecipazione dei concittadini.

Il notevolissimo successo di quest’anno – 41% di voti in più rispetto al 2016 – rivela un’impennata di fiducia nel nostro concreto operare. Per di più i quasi 3 milioni donati – grazie a Intesa Sanpaolo – ai migliori progetti sui siti più votati, si sono moltiplicati per 7, grazie all’innesco di circuiti virtuosi con le diverse istituzioni.

Infine i Luoghi del Cuore – specie se considerati in sinergia con le quattro nostre manifestazioni annuali – stanno spontaneamente redigendo quel catalogo del patrimonio culturale che ancora manca. Se traducessimo il tutto – come spero faremo – in un sistema informativo, avremmo uno strumento formidabile per rilanciare nella società la civiltà fiorita in Italia nei tre precedenti millenni, e il FAI verrà sempre più percepito come un bene comune.

Victor Hugo, nei Misérables ha ricordato la Parigi distrutta dal prefetto Georges Eugène Haussmann e ha concluso con questa frase: “Teniamo al volto della Patria quanto a quello di nostra madre”. 156 anni dopo Enzo – un giovane del Rione Sanità, salvato da Antonio Loffredo alla Catacomba di San Gennaro – pare rispondergli: “Andiamo su e giù, nel Rione che sentiamo nido. Le strade, i vicoli, le piazze sono il prolungamento di casa, della camera, del letto”.

Ecco, dobbiamo uscire dal nostro egotismo e prolungarci negli altri, nei luoghi e nelle istituzioni: è la formula felice dei Luoghi del Cuore.