FAI luce sui luoghi del cuore
che accendono emozioni
nell’anima degli italiani

Ben 2.227.847 voti, 37.200 luoghi oggetto di segnalazione, 6.412 Comuni coinvolti:
tre numeri da record che illuminano la forza dirompente del censimento biennale del Fondo
Ambiente Italiano in collaborazione con Banca Intesa Sanpaolo. Un numero crescente
di italiani accende i riflettori su tante bellezze del nostro Paese da salvare e valorizzare
con, al primo posto, il Monte Pisano (nella foto), colpito mesi fa da un disastroso incendio.
 
A Marialuisa d’Ippolito, cara protagonista della cittadinanza attiva e del FAI in Puglia

ARTI & CULTURE

testo di Salvatore Giannella

Nel giro di poche ore la sede di Banca Intesa Sanpaolo, nella centralissima via Monte di Pietà a Milano, riempie di soddisfazione le orecchie del sottoscritto e degli altri cronisti invitati alla presentazione dei risultati della nona edizione dei Luoghi del cuore, promossa dal FAI (il Fondo Ambiente Italiano presieduto da Andrea Carandini) in collaborazione con l’istituto bancario guidato dall’amministratore delegato Carlo Messina e rappresentato in sala dal dirigente Stefano Lucchini*.

Federica Armiraglio, responsabile del progetto “I luoghi del cuore”

Federica Armiraglio, responsabile del progetto “I luoghi del cuore”.

Il censimento del FAI ha registrato la partecipazione record di 2.227.847 italiani (+ 41% rispetto all’edizione precedente del 2016) che hanno scavato nel proprio archivio emotivo e votato per dare un futuro ad angoli d’Italia spesso travolti dall’incuria e dalla tirannia di un presente smemorato. Sono oltre 37.200 i luoghi oggetto di segnalazione, 6.412 i Comuni coinvolti (l’80% dei Comuni italiani). Una crescita impetuosa che rivela un’impennata di fiducia nell’operare del FAI, come hanno sottolineato il tridente virtuoso alla guida dell’associazione (con Carandini, il vicepresidente esecutivo Marco Magnifico e Federica Armiraglio, responsabile del censimento).

La classifica vede sul podio, ai primi tre posti, rispettivamente Monte Pisano, nell’area dei comuni toscani di Calci e Vicopisano colpita lo scorso anno da un incendio quasi certamente doloso che ha sfigurato 1.200 ettari di bosco; il fiume Oreto, che nasce nella Conca d’Oro e attraversa la città come un’indignante fogna a cielo aperto, inquinato da scarichi abusivi e da rifiuti; terze sono giunte le Terme di Porretta, sull’Appennino Bolognese, angolo di seduzione in cui il regista Pupi Avati ha ambientato alcuni dei suoi film di successo, da Una gita scolastica a Storie di ragazzi e ragazze. Riceveranno 50, 40 e 30 mila euro di contributo per interventi di recupero e restauro, aggiungendosi ai 92 progetti già sovvenzionati negli scorsi anni. “Ma i nostri fondi sono esauriti e parecchie proposte meritevoli sono rimaste senza aiuto. Per questo”, Carandini ha lanciato un appello a tutte le Regioni, “dalla prossima edizione contribuite a salvare il bene più amato del vostro territorio stanziando un euro per ogni voto che i cittadini gli hanno dato, naturalmente a fronte di progetti di lavoro strutturati. Le Regioni potrebbero finanziarli attraverso bandi”.

Il presidente del FAI Andrea Carandini e, sulla destra, il vicepresidente esecutivo Marco Magnifico ricevuti al Quirinale il 15 gennaio 2019 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il presidente del FAI Andrea Carandini e, sulla destra, il vicepresidente esecutivo Marco Magnifico ricevuti al Quirinale il 15 gennaio 2019 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto Francesco Ammendola).

La classifica prosegue con i primi 100 luoghi segnalati da tutt’Italia (Puglia, Toscana, Sicilia e Lombardia fra le prime dieci regioni per voti) dei quali diamo qui una sequenza fotografica dei principali:

Fotogallery

Bella Italia ferita, rivivrai

Il logo del FAI, Fondo Ambiente ItalianoA me piace riprodurre l’interessante intervento integrale del presidente Carandini, sotto forma di una lettera aperta a Guido Roberto Vitale, il banchiere-filosofo che amava l’editoria, scomparso poche ore prima a Milano.

Nell’ultima generazione il consumo ha divorato l’educazione: il 70% della popolazione più non intende un testo appena complesso. Le sedicenti élites del passato prossimo hanno usato la conoscenza soprattutto per loro. Così le masse hanno deciso di fare da sole, disprezzando classi dirigenti e competenze. Ma in questo modo rischiamo di perdere i patrimoni di civismo e di cultura accumulati nell’unità nazionale e nel Secondo Dopoguerra. Se vogliamo seriamente risorgere, bisogna puntare sull’educazione civica che nella scuola italiana mai ha avuto ore specificamente dedicate.

Il FAI cresce e crescerà: vuole raggiungere una ‘massa critica’, una fase di lievito culturale sufficiente a ridare al Paese l’amore per la formazione, la conoscenza e il civismo. La sua principale missione “sussidiaria” sta nell’educazione, che deve spiegare in ogni nostra azione.

I Luoghi del Cuore – oltre 2.200.000 voti – costituiscono il nostro modo eccellente di ricollegare gli individui alla società: principalmente ai luoghi speciali e alle istituzioni. È il nostro un esperimento assennato e riuscito di democrazia diretta. Esso mostra quanto il FAI tenga – oltre alla conoscenza e all’organizzazione – alla partecipazione dei concittadini.

Il notevolissimo successo di quest’anno – 41% di voti in più rispetto al 2016 – rivela un’impennata di fiducia nel nostro concreto operare. Per di più i quasi 3 milioni donati – grazie a Intesa Sanpaolo – ai migliori progetti sui siti più votati, si sono moltiplicati per 7, grazie all’innesco di circuiti virtuosi con le diverse istituzioni.

Infine i Luoghi del Cuore – specie se considerati in sinergia con le quattro nostre manifestazioni annuali – stanno spontaneamente redigendo quel catalogo del patrimonio culturale che ancora manca. Se traducessimo il tutto – come spero faremo – in un sistema informativo, avremmo uno strumento formidabile per rilanciare nella società la civiltà fiorita in Italia nei tre precedenti millenni, e il FAI verrà sempre più percepito come un bene comune.

Victor Hugo, nei Misérables ha ricordato la Parigi distrutta dal prefetto Georges Eugène Haussmann e ha concluso con questa frase: “Teniamo al volto della Patria quanto a quello di nostra madre”. 156 anni dopo Enzo – un giovane del Rione Sanità, salvato da Antonio Loffredo alla Catacomba di San Gennaro – pare rispondergli: “Andiamo su e giù, nel Rione che sentiamo nido. Le strade, i vicoli, le piazze sono il prolungamento di casa, della camera, del letto”.

Ecco, dobbiamo uscire dal nostro egotismo e prolungarci negli altri, nei luoghi e nelle istituzioni: è la formula felice dei Luoghi del Cuore.

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* La Banca Intesa Sanpaolo chiude a sua volta un 2018 record con un utile netto di 4,05 miliardi di euro. Molte le iniziative alla voce “responsabilità sociale e culturale”: per ridurre la povertà infantile e supportare i bisognosi sono stati forniti circa 9.000 pasti al giorno, 7.900 posti letto al mese,4.000 medicinali al mese e 3.000 capi di abbigliamento al mese; supporto a famiglie colpite da disastri naturali, con cancellazioni/moratorie su mutui per oltre € 15 milioni, in aggiunta a finanziamenti agevolati per circa € 200 milioni erogati nel 2018 e oltre € 140 milioni nel 2015-2017; supporto a famiglie e imprese colpite dal crollo del ponte a Genova con plafond di € 4,5 mln per cancellazione di mutui e € 50 mln per ricostruzione; avvio del fondo Impact con il lancio della prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani; lancio del plafond creditizio Circular economy per € 5 miliardi a supporto dello sviluppo sostenibile; apertura del primo laboratorio italiano per la circular economy; attivazione di 7 iniziative di start-up con la partecipazione di circa 520 start-up; lanciata la partnership con generation per l’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani; nei musei del gruppo, 14 importanti mostre, circa 500.000 visitatori, 140 opere d’arte date in prestito e oltre 100 storici dell’arte stabilmente presso le “gallerie d’Italia”, che si collocano tra i principali musei italiani per numero di visitatori.

IL BELLO DELLA MEMORIA

Carandini, il presidente archeologo

che guarda al futuro dell’Italia

con lo sguardo rivolto al passato:

“Il mio maestro? Un russo/inglese”

Le sorprese dell’albero genealogico e dello studioso faro del presidente del FAI

intervista di Salvatore Giannella per Sette / Corriere della Sera*

Andrea Carandini (Roma, 1937), una vita spesa per l’archeologia, dal 2009 al 2012 è stato presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Dopo le sue dimissioni, il 19 febbraio 2013 è subentrato a Ilaria Borletti Buitoni nella carica di presidente del Fondo per l’Ambiente Italiano

Andrea Carandini (Roma, 1937), una vita spesa per l’archeologia, dal 2009 al 2012 è stato presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Dopo le sue dimissioni, il 19 febbraio 2013 è subentrato a Ilaria Borletti Buitoni nella carica di presidente del Fondo per l’Ambiente Italiano.

Credit: GIACOMO GIANNELLA/STREAMCOLORS

Caro Carandini, scavando nella sua biografia di grande archeologo scopro parentele inaspettate: un cugino attore, Christopher Lee, in arte Dracula, e un nonno giornalista, Luigi Albertini.

“Mio nonno venne nel 1926, dopo che il fascismo lo cacciò dal Corriere della Sera, in questo palazzo romano dove ora abito, in salita Quirinale. C’è rimasto fino alla morte, nel 1941. Ho pochi ricordi. Viveva al piano di sopra. Andavo a trovarlo. Mi fornì anticorpi culturali per una gioventù sicura. Con gli anni, invece, sono diventato perplesso, incerto”.

Porti alla luce i suoi personaggi-faro.

“Ne ho avuto vari: i genitori (padre uomo politico, liberale di sinistra, e madre diarista), Giovanni Pellegrini (cuoco), Ranuccio Bianchi Bandinelli (storico dell’arte e comunista), Nino Lamboglia (archeologo di destra), Ignacio Matte Blanco (psicanalista cileno) e Angelo Brelich (ungherese/italiano storico delle religioni). Il nuovo millennio mi ha fatto incontrare, in ritardo, Isaiah Berlin, russo/inglese storico delle idee, maestro liberale. A lui ho dedicato gli studi dei miei ultimi anni, raccolti in un libro (Paesaggio di idee, Rubbettino)”.

Pur coinvolto nei principali drammi del ‘900, Berlin non cedette mai alle lusinghe dei totalitarismi.

“Guardi, nell’ultimo secolo il pensiero cattolico ha dovuto misurarsi con la secolarizzazione della società e il pensiero marxiano ha dovuto misurarsi con il crollo del comunismo. C’è invece un pensiero europeo che in Italia ha avuto importanti figure come Benedetto Croce ma che è stato poco diffuso: il pensiero liberale di sinistra. Berlin ha sviluppato l’idea di una vera democrazia liberale e questo mio viaggio nella sua mente ha avuto prima di tutto una funzione chiarificatrice per me e penso che possa essere utile anche a tanti altri italiani privi della necessaria dose di pluralismo”.

Sir Isaiah Berlin (Riga, 1909 – Oxford, 1997) è stato un filosofo, politologo e diplomatico britannico. È ritenuto uno dei maggiori pensatori liberali del XX secolo

Sir Isaiah Berlin (Riga, 1909 – Oxford, 1997) è stato un filosofo, politologo e diplomatico britannico. È ritenuto uno dei maggiori pensatori liberali del XX secolo.

Credit: GIACOMO GIANNELLA/STREAMCOLORS

Cosa intende per pluralismo?

“I valori umani sono vari, diversificati e in conflitto. Faccio un esempio: se uno sviluppa la libertà individuale agli eccessi, uccide la giustizia. Se uno sviluppa la giustizia all’infinito distrugge la libertà individuale. Quindi libertà e giustizia sono valori primi entrambi ma entrambi in conflitto tra loro, possono reciprocamente soffocarsi: motivo per cui non resta che combinarli insieme nella giusta misura. Come Berlin io ho abbandonato l’idea di una società completa come l’Eden e ho abbracciato quella di una società incompleta ma decente”.

Il FAI che lei ha accettato di presiedere è una Fondazione più che decente. E l’Italia?

“L’Italia dell’ultima generazione, quella che privilegia i frettolosi messaggini invece della calma ricerca della profondità, è ancora segnata dall’indecenza. Roma ne è lo specchio. Invece che farsi prendere dalle utopie, realisticamente penso che una società decente è quella che cerca di drizzare le storture di quel legno storto che è l’uomo, sapendo che non può riuscirci mai completamente”.

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* La mia intervista a Carandini è apparsa nel novembre 2015 nella serie “I miei eroi”, 220 dialoghi da me curati sullo storico magazine del Corriere della Sera nel novembre 2015, per un quinquennio diretto da Pier Luigi Vercesi. Una prima selezione di 67 interviste, arricchita con retroscena e curiosità, è stata raccolta nel libro “In viaggio con i maestri”, Minerva Edizioni, Bologna, 2018.

Author: admin

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