Gianni Mura, il giornalista che esaltò
la fatica del ciclista (e dei lavoratori)

Per anni avevo avuto accanto quella celebre firma
di Repubblica nel cenacolo periodicamente convocato
dallo stilista Ottavio Missoni. Un amico decano
del giornalismo di qualità, da Parigi, lo ricorda così.
(Quando scrisse di Bartali: “Da uomo onesto, Gino
non sopportava i prepotenti, quindi era
umanamente incompatibile col fascismo”
)

ADDII

testo di Alberto Toscano* / MilanoFinanza.it**

In questo sabato grigio di marzo 2020, con l’odore della tragedia che entra nelle ossa insieme alle notizie in arrivo da tutta Italia, ci piove in testa anche l’informazione della morte di un grande del giornalismo. Perché Gianni Mura, scomparso all’età di 74 anni per una crisi cardiaca nell’ospedale di Senigallia, è stato uno dei maestri del giornalismo di qualità. Quello che parte dai fatti e conosce gli uomini. Usare in senso riduttivo, per Gianni Mura, l’espressione “giornalista sportivo” significa capire ben poco sia di lui sia del giornalismo.

Da intellettuale autentico, Gianni Mura sapeva leggere la società. Quella vera con i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi eroi e le sue vittime. Quella che lo sport lo vive e lo comprende per una ragione semplice: lo sport è figlio suo, perché fa parte dei suoi orizzonti e delle sue abitudini.
Gianni Mura amava e interpretava in particolare il ciclismo. Che cos’è il ciclismo se non l’espressione dello sforzo quotidiano, compiuto per decenni da milioni di contadini e di operai italiani, andando in bicicletta al proprio lavoro nei campi e nelle fabbriche? Ricordare oggi questa verità sembra parlare di vicende superate dal tempo e dal progresso. Ma è dimenticando il nostro passato che perdiamo la nostra bussola. Frequentando e comprendendo i grandi campioni del pedale, da Gino Bartali a Marco Pantani, questo giornalista e scrittore ha dato un senso allo sport legandolo alla nostra vita. Lo ha fatto con semplicità perché per lui la semplicità, la sincerità e la schiettezza erano l’unico modo di esprimersi.

Gino Bartali

Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000), ciclista professionista dal 1934 al 1954, vinse tre Giri d’Italia e due Tour de France. La sua vittoria al Tour de France 1948 contribuì ad allentare il clima di tensione sociale in Italia dopo l’attentato a Palmiro Togliatti. Grande avversario di Fausto Coppi. Leggendaria la loro rivalità, che divise l’Italia nell’immediato dopoguerra.

Alberto Toscano, Gino Bartali. Una bici contro il fascismo

La copertina del libro di Alberto Toscano Gino Bartali. Una bici contro il fascismo, con prefazione
di Gianni Mura.

Quando due anni fa l’ho chiamato per dirgli che gli avrei spedito il mio libro su Bartali, uscito in edizione originale in francese, non avevo ancora la fortuna di conoscerlo personalmente. Ho lasciato un messaggio alla sua segreteria e mi ha immediatamente richiamato. Poi abbiamo preso a telefonarci per parlare della Francia, dell’Italia e anche dei personaggi che ci lasciavano; come Vittorio Seghezzi, l’ultimo arrivato al mitico Tour vinto da Bartali nel 1948, scomparso lo scorso dicembre. Quando gli ho chiesto di scrivere la prefazione all’edizione italiana del libro su Bartali, Mura ha accettato di slancio, con generosità. Non c’è stato bisogno di dirgli che non avrebbe ricevuto neanche un centesimo. Lo sapeva benissimo e non avrebbe potuto importargli di meno. Appena letto quel testo, mi sono precipitato al telefono per ringraziarlo con una certa emozione. In poche pagine aveva dato se stesso con passione, con entusiasmo. Era un uomo così. Disinteressato e straordinario, di una onestà talmente naturale da sembrare ovvia.

Come Bartali, Gianni Mura detestava ogni forma di arroganza. Del campione toscano diceva questa frase:

Da uomo onesto, Gino non sopportava i prepotenti, quindi

era umanamente incompatibile col fascismo.

Penso che Gianni Mura considerasse Bartali un antifascista esemplare proprio perché quel campione preferiva la coerenza dei comportamenti a certe proclamazioni verbali, che rischiano di cadere nella retorica (e dunque nel vuoto) se non sono accompagnate dalla determinazione quotidiana delle persone.

Gianni Mura

Gianni Mura (Milano, 9 ottobre 1945 – Senigallia, 21 marzo 2020).

Ogni anno Gianni Mura varcava le Alpi per seguire il Tour de France a beneficio dei lettori di Repubblica, quotidiano di cui era una delle firme più prestigiose. Nei suoi innumerevoli articoli, nei sui libri, nei suoi commenti televisivi e in tutte le occasioni della vita, Gianni Mura ha sempre saputo spiegare lo sport e i suoi protagonisti perché era capace di capire la gente. Bartali, Coppi, Pantani erano figli di varie stagioni di un’Italia in continua trasformazione. Quell’idea del legame tra sport e società e quella semplicità nel mettersi nella pelle degli eroi dei nostri stadi e delle nostre strade – in aggiunta a una straordinaria sensibilità umana e a un grande bagaglio culturale – hanno fatto di Gianni Mura uno dei grandi intellettuali dell’Italia contemporanea. Lui sorriderebbe di fronte a questa definizione e mi prenderebbe in giro perché la sto usando. Questo è l’unico vantaggio del fatto che non sia più tra noi. Posso scrivere senza problemi quelle parole sacrosante.

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* Alberto Toscano (Novara 1948), laureato in Scienze politiche a Milano, è decano del giornalismo, con collaborazioni nei quotidiani e settimanali più prestigiosi. Vive dal 1986 a Parigi, dove anima il Club della Presse europea. Nella sua nativa Novara anima l’attività dell’Associazione culturale Piero Piazzano, nata nel 2001 con l’obiettivo di incrementare e sviluppare la divulgazione scientifica. I suoi ultimi libri sono: Gino Bartali. Una bici contro il fascismo, Baldini + Castoldi (LINK: https://www.ibs.it/gino-bartali-bici-contro-fascismo-libro-alberto-toscano/e/9788893881654) e Ti amo Francia, in francese, editore Armand Colin, dove celebra i tanti italiani che hanno contribuito, in chiave anche europea, a fare grande un grande paese come la Francia: da Leonardo da Vinci a Pierre Cardin, da Caterina de Medici a Zola fino a Yves Montand. ** MilanoFinanza.it. Le testate MF Milano Finanza e ItaliaOggi, i periodici Class, Capital, Gentleman e Patrimoni, gli speciali internazionali MF International, MFL Magazine for Living, MFF Magazine for Fashion, le Guide fiscali e giuridiche di ItaliaOggi e tanti altri contenuti esclusivi sono proposte del Gruppo Class Editori di Milano per un pubblico attento e curioso che desidera essere sempre aggiornato su tutte le novità di economia, finanza e diritto ma anche di moda, design, innovazione e lifestyle.

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