A Vauban nasce MAUSA, seconda sede
del museo dedicato a street & urban art

Nel borgo francese di Vauban, protetto dall’UNESCO, nasce
un piccolo museo dedicato alle arti urbane e alla street art,
che segue lo spazio omonimo creato a Les Forges de Baudin nel 2017

Arti & Culture | La meglio Europa

testo di Valentina Poli* / Artribune**

In questa cittadina pittoresca (Vauban de Neuf-Brisach, nel dipartimento di Saona e Loira, nella regione della Borgogna) con 251 abitanti e protetta dal 2008 dall’UNESCO, è nato MAUSA, un museo dedicato interamente alla street art e all’arte urbana su una superficie che sfiora addirittura i 1200 mq. Il progetto è stato voluto fortemente dal finanziatore Stanislas Belhomme e dalla direttrice Clementine Lemaitre. Inaugurato il 7 luglio 2018, data scelta non a caso per ricordare il decimo anniversario dell’entrata del sito di Vauban nel patrimonio dell’UNESCO, è la seconda sede di uno spazio che porta lo stesso nome a Les Forges de Baudin. Un gruppo di artisti popolari nel settore di riferimento è stato invitato la scorsa estate in via 1 place de la porte de Belfort per realizzare un’azione live all’interno di una serie di bunker situati a due passi dalle famose 12 torri fortificate della città. “Un’esperienza unica”, hanno commentato gli abitanti della cittadina, chiamati a partecipare ai numerosi workshop organizzati durante la realizzazione dei murales. Tutti gli street artist, creativi di fama internazionale, si sono trasferiti per un mese a Vauban, per una residenza: a ognuno è stato infatti affidato un bunker nel quale lavorare, secondo la propria poetica. Tra questi possiamo citare: C215, Denis Meyers, Guy Denning, Jérôme Mesnager, Joseph Ford, Levalet, Nasty, Philippe Herard, Pure Evil e Seth.

La prima sede

La prima sede di Mausa è stata inaugurata nel 2017 all’interno di un vecchio casolare di 22.000 mq. Mecenate del progetto è sempre Stanislas Belhomme in tandem con la Lemaitre. La prima città a ospitare il progetto si chiama Les Forges de Baudin e si trova nel comune francese di Toulouse le Château. Il museo ha conquistato fin da subito il grande pubblico, forte anche di una collezione di oltre cento pezzi realizzati da artisti internazionali del calibro di Keith Haring, L’Atlante, Rero, Futura, JonOne, Visto, Brutto, Villeglé M.Chat, Shepard Fairey, Mesnager e Banksy.

Lo scopo dello spazio espositivo, come racconta anche Stanislas Belhomme a una radio locale, è quello di: “creare dei luoghi di condivisione e scambio culturale in diverse città della Francia e dell’Europa. MAUSA è solo l’esempio di un progetto che può essere replicato ovunque”. LINK utile: mausa.fr

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CREDIT: Guy Denning @Lemaitre:MAUSA

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* Valentina Poli nasce a Venezia, si laurea in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, frequenta il Master of Art presso la LUISS a Roma, città dove oggi vive. ** Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie del suo staff diretto da Massimiliano Tonelli. Edita da Artribune srl, è la più ampia e diffusa redazione culturale del Paese (conta 250 collaboratori nel mondo) e il più seguito strumento d’informazione, aggiornamento e approfondimento in Italia sui temi dell’arte e della cultura.

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