La nuova missione dell’esploratore 77enne americano Robert Ballard: dopo aver ritrovato il relitto del Titanic, la nave da guerra Bismarck e il transatlantico inglese Lusitania, l’Indiana Jones degli abissi ha annunciato di voler rintracciare il bimotore dell’aviatrice Amelia Earhart, sparita nel 1937 nel tentativo di fare il giro del mondo. A lei avevamo dedicato la sesta puntata della serie su Giannella Channel “L’altra metà in cielo”.

max-paiella-manu-chao-elezione-presidente-repubblica Proponiamo ai lettori di accompagnare la lettura del testo con l’ascolto di “Amelia”, brano dedicato alle imprese della celebre aviatrice statunitense.

 

Robert Ballard

San Pedro (California), maggio 2019. L’archeologo dr. Robert Ballard ritratto davanti alla nave di ricerca E/V Nautilus. In alto, Ballard al Titanic Belfast per l’offerta da 19 milioni di dollari presentata per una collezione di 5.500 reperti recuperati dal sito del relitto del Titanic.

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L’esemplare del fidato Lockheed VEGA, che Amelia Hearhart ha utilizzato per la trasvolata dalle isole Hawaii alla California.

Nei primi giorni del 1935 si sparge fulmineamente la notizia che Amelia Earhart, la pioniera che aveva conquistato il cuore dell’America con il suo volo sull’Atlantico (vedi quarta puntata), sta per sfidare, ancora una volta da sola, l’oceano Pacifico. L’aviatrice si trova già alle isole Hawaii, da dove si dirigerà verso Oakland (California), distante 3.870 chilometri. Il monomotore Lockheed VEGA pilotato da “Lady Lindy” decolla da Honolulu il 12 gennaio e si posa sulla pista di Oakland dopo 18 ore e 16 minuti di volo. A questo punto la Earhart ha già programmato di non compiere più trasvolate del genere, ma un vero e proprio “giro del mondo”. Un’impresa così impegnativa richiede una pianificazione minuziosa e impone la presenza di un secondo membro d’equipaggio. Ciò obbliga a scegliere un velivolo di maggior mole: e Amelia abbandona il fidato VEGA per un più prestante bimotore Lockheed ELECTRA.

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L’entusiastica accoglienza della folla, che ha assediato il velivolo di “Lady Lindy” appena atterrato all’aeroporto di Oakland il 13 gennaio 1935.

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La Hearhart e il suo navigatore Nooan protagonisti della cerimonia di congedo dalla Nuova Guinea, pronti ad affrontare il penultimo tragitto dell’impegnativa impresa.

Imprevisti e complicazioni prolungano i preparativi fino alla fine di maggio del 1937, quando l’ELECTRA parte dalla California per portarsi a Miami, sulla costa orientale degli Stati Uniti. La traversata del continente permette a Lady Lindy e al suo navigatore, Fred Noonan, di controllare che l’aeroplano sia in perfette condizioni. Quindi, da Miami, i due raggiungono il Brasile, superano l’Atlantico facendo scalo a Dakar; poi attraversano l’Africa, sorvolano l’oceano Indiano, scavalcano l’Indonesia e arrivano a Lae, in Nuova Guinea.

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Amelia davanti al suo bimotore ELECTRA, scelto per compiere il primo giro del mondo: cioè, a tappe, il periplo dell’intero pianeta.

Si sono lasciati alle spalle quasi tutta la circonferenza della Terra e ora li aspetta la tappa più difficoltosa, la penultima. Da Lae a Howland, una minuscola isola in pieno oceano Pacifico, corrono più di 4.200 chilometri. Bisogna volare un giorno e una notte, per arrivare in vista dell’isoletta alle prime luci dell’ alba. Sono circa venti ore di navigazione strumentale su una sconfinata distesa d’acqua che non offre punti di riferimento.

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Poco prima della partenza per la penultima tappa Amelia controlla con l’abituale minuzia la quantità di carburante messa nei serbatoi del suo velivolo.

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Il momento della partenza da Luke, alla fine di maggio del 1937, per dirigersi verso Miami, sulla costa atlantica degli Stati Uniti.

La mattina del 2 luglio la Earhart e Noonan salutano i funzionari di Lae e decollano con l’apparecchio stracarico di carburante. Nei pressi di Howland è ancorato un cutter della Guardia Costiera americana, l’ITASCA, che funge da radio-faro. Il primo contatto con l’ELECTRA avviene solo alle tre di mattina del 3 luglio. La voce della Earhart è debole e disturbata: “Il cielo è coperto… Il vento ci è contrario”. Verso le sei si palesano difficoltà di rilevamento da parte dell’aereo. Un’ora dopo comincia a profilarsi il dramma.

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L’ELECTRA durante una delle tappe che lo proiettano verso il Brasile, l’Africa, l’oceano Indiano, l’Indonesia e l’oceano Pacifico fino a raggiungere l’aeroporto di Lae, in Nuova Guinea.

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La rotta che collega Lae alla minuscola isoletta di Howland è lunga più di 4.200 chilometri e, quindi, non permette errori di navigazione.

I disturbi della radio impediscono all’ELECTRA di localizzare la nave, mentre questa non riesce a individuare la posizione del velivolo. Alle otto la situazione precipita, poiché all’ELECTRA è rimasto del carburante appena sufficiente per una trentina di minuti di volo. Alle otto e quaranta viene captato l’ultimo, concitato messaggio: “Dovremmo essere sopra di voi, ma non vi vediamo”. Venti minuti dopo l’ITASCA si mette in moto per setacciare le acque attorno all’isola. Si confida che l’ELECTRA sia ammarato nelle vicinanze e che i due aviatori attendano su un canotto l’arrivo dei soccorritori.

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La sala radio del cutter americano ITASCA, il cui operatore ha tentato inutilmente di mettersi in contatto con l’ELECTRA.

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L’ITASCA naviga a lungo nei pressi di Howland, in seguito coadiuvato da altre navi, ma senza trovare traccia dei due aviatori precipitati in mare.

Nei giorni successivi, dalle Hawaii, giungono a dare man forte navi da guerra e aerei della Marina statunitense. Le ricerche proseguono per oltre una settimana, ma non danno alcun esito. Amelia Earhart e Fred Noonan sono scomparsi per sempre. Sulle varie ipotesi della scomparsa, vi indirizziamo alla pagina su Wikipedia.

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“Una vita senza paura” (A life without fear), creato da JM Vargas per
il 115° anniversario della nascita di Amelia Earhart (evento festeggiato da Google
con un noodle dedicato – vedi immagine in basso).

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”, “Guida ai paesi dipinti di Lombardia”, “In viaggio con i maestri. Come 68 personaggi hanno guidato i grandi del nostro tempo”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).
Credit: il brano “Amelia” è composto da Gerry Breslin. Voce: Emma Davison. Registrato presso Birchwoods Recording studio, Derry. Clicca qui per ascoltarlo su iTunes.
  1. L’altra metà in cielo. Quando le donne presero il volo
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A cura di Salvatore Giannella e Luigi Butti per Giannella Channel. La serie è poi confluita nel libro a cura di Luigi Butti “Quando le donne hanno spiccato il volo”, Edizioni LaVitaFelice.it