Così la genovese Carina
e le altre antenate di @AstroSamantha,
con lo spettacolo di sport e velocità,
incantavano folle enormi

L’ALTRA METÀ IN CIELO / QUANDO LE DONNE PRESERO IL VOLO (7)

testo di Luigi Butti e Salvatore Giannella

Negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale, segnati da un’attività febbrile in tutti i settori aeronautici, le competizioni aviatorie si diffondono come mai in precedenza. Le più impegnative (nelle quali sport e spettacolo si fondono perfettamente) richiamano folle enormi e danno un effettivo contributo al progresso tecnico, oltre che all’arte del pilotaggio. Nell’ottobre del 1930, a Milano, si svolge una spettacolare settimana aviatoria. Alle gare è ammessa la partecipazione delle donne e la signorina tedesca Liesel Bach figura, nientemeno, tra gli abilissimi e audaci concorrenti per l’acrobazia individuale. La prova della prima donna che si esibisce in una gara d’alta acrobazia è attesissima: e l’aviatrice accoglie applausi meritatissimi, anche se si classifica ultima su sei competitori.

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Milano, 1930: la tedesca Liesel Bach, già famosa in patria, è la prima aviatrice a confrontarsi con i più esperti piloti in un gara d’acrobazia.

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In un’altra competizione internazionale spicca l’impresa dell’aviatrice tedesca Marga von Etzdorf, che nel 1931 a tappe si porta da Berlino a Tokio in 12 giorni.

I suoi avversari, infatti, erano i più prestigiosi “assi” della specialità: fuoriclasse celeberrimi, come il tedesco Gerhard Fiesler e l’italiano Mario De Bernardi. Successivamente la Bach si farà notare anche come conquistatrice di record ai comandi del più moderno monoplano da turismo Messerschmitt Me-108. In ambito internazionale si distingue un’altra aviatrice tedesca: Marga von Etzdorf, che nel 1931 vola, a tappe, da Berlino a Tokyo in 12 giorni.

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In seguito la Bach stabilisce alcuni primati ai comandi del più moderno monomotore da turismo Messerschmitt Me-108, dal quale il progettista farà derivare il leggendario caccia Me-109.

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Il goffo abbigliamento adottato da Carina Massone Negrone (tuta ben imbottita e maschera erogatrice d’ossigeno) per vincere il freddo e compensare la rarefazione dell’aria ad alta quota. Carina era amica di Italo Balbo. Nel 1996 le è stato dedicato un francobollo della serie Donne famose (immagine a sinistra).

In questo periodo rivalità ed evoluzione tecnica fanno registrare un’incessante serie di affermazioni individuali e collettive, promosse dall’elevato spirito competitivo dei vari paesi all’avanguardia nel settore aeronautico. E’ un fenomeno positivo, nel quale spicca anche la figura di una brillante aviatrice italiana. Carina Massone Negrone (Bogliasco, Genova 1911-1991), consorte del marchese Ambrogio, ha ottenuto il brevetto di volo a 23 anni e si mette in luce già un anno dopo con la conquista del suo primo trofeo: il record di altitudine (5.544 metri) stabilito ai comandi di un idrovolante. L’apprezzato successo la stimola a rivolgersi al Comando della Regia Aeronautica (così era designata, all’epoca, l’attuale Aeronautica Militare Italiana) per tentare di superare il primato assoluto femminile (11.289 metri) di cui è titolare l’aviatrice francese Maryse Hilsz.

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Il biplano Caproni Ca-113 AQ, che nel 1935 ha consentito alla Negrone di strappare a un’aviatrice francese il record femminile di altitudine salendo a 12.046 metri.

donne-in-volo-storia-donne-pilota-aereiAutorizzata a frequentare il prestigioso Centro sperimentale di Guidonia (Roma), si addestra al pilotaggio di un biplano Caproni Ca-113, modificato per voli ad alta quota. Il 25 giugno 1935 vi sale a bordo munita di una tuta debitamente imbottita (per vincere il freddo) e di una maschera collegata a un serbatoio che contiene l’ossigeno necessario per sopravvivere nell’aria rarefatta dell’alta atmosfera. Tra quanti assistono al decollo, pochi credono che sarà in grado di superare gli 11.000 metri di altitudine. Invece, resistendo all’insidioso malore che la tormenta nell’ultima fase del volo, la tenace aviatrice porta il velivolo a 12.046 metri, impadronendosi di un primato che rimarrà imbattuto fino all’avvento degli aerei a reazione.

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Nel 1931, in un momento critico per l’evoluzione dell’aeroplano, tocca alla statunitense Maude Tait elevare il primato femminile di velocità a 320 chilometri orari.

Negli Stati Uniti fioriscono competizioni d’ogni genere: di velocità, acrobazia, caccia ai palloncini, lancio di bombe (che in realtà sono sacchi di farina). Le sfide più avvincenti sono quelle che danno luogo alla disputa di premi ambitissimi: il Trofeo Thompson, che va al vincitore di una corsa in circuito chiuso; il Trofeo Bendix, che spetta al più veloce concorrente di una corsa a tappe attraverso tutto il continente, da Burbank (in California) a Cleveland (nell’Ohio). Stimolati dalla rivalità professionale e dalle grosse somme in palio, a queste gare partecipano i migliori piloti statunitensi. Le donne si battono spavaldamente anche su questo fronte. Nel 1931, con un aereo da competizione Gee-Bee, Maude Tait porta il primato mondiale di velocità per la categoria femminile a 320 chilometri orari. E’ un risultato notevole, considerato che l’aeroplano sta attraversando un periodo critico della sua evoluzione tecnica. Il raggiungimento di elevate velocità condiziona le caratteristiche di decollo e atterraggio, per cui i bolidi da corsa risultano pericolosi al massimo proprio in queste delicate fasi del volo. A riprova c’è il fatto che i velivoli più rapidi del momento sono gli idrovolanti, che come piste usano superfici liquide di estensione praticamente illimitata.

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L’anno dopo un velivolo di nuova concezione – un Gee-Bee pilotato da Jimmy Doolittle – fissa il record mondiale di velocità a 477 chilometri all’ora.

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La supremazia dei Gee-Bee, però, è pagata a caro prezzo da una donna: Florence Klingesmith, che nel 1933 perde la vita schiantandosi al suolo con una di queste famigerate macchine.

I Gee-Bee sono apparecchi terrestri di nuova concezione e, in quanto tali, pieni di incognite. Nel 1932 un Gee-Bee pilotato da Jimmy Doolittle conquista il record mondiale di velocità sfrecciando a 477 chilometri all’ora. Ma nello stesso anno altri piloti perdono la vita su questo tipo di aereo, al cui ricordo rimarrà per sempre legato l’appropriato nomignolo di “killer”. Nel 1933, a Chicago, Florence Klingesmith sta concludendo la disputa del Trofeo Philips ai comandi di un Gee-Bee. In vista del traguardo, proprio durante l’ultima virata, si stacca il rivestimento dell’ala destra. Il bolide vibra, vacilla, sbanda; poi si capovolge di colpo e repentinamente si schianta al suolo provocando la morte della sfortunata aviatrice.

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Con un velivolo più affidabile, nel 1936 Louise Thaden supera i concorrenti d’ambo i sessi aggiudicandosi il prestigioso Trofeo Bendix (per la trasvolata degli Stati Uniti da costa a costa).

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Nel 1938 a imitare Louise Thaden sarà Jacqueline Cochran: una donna intraprendente, all’esordio d’una carriera aviatoria strepitosa.

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Alla saga delle avvincenti manifestazioni aeree pone termine lo scoppio della seconda guerra mondiale: che obbliga tutti, uomini e donne, a dedicarsi al sostegno dei combattenti.

Un’altra gara che le donne affrontano con disinvoltura è il Trofeo Bendix. Qui l’insistenza con cui insidiano i primi posti ai concorrenti dell’altro sesso viene meritatamente premiata nel 1936, quando la vittoria arride a Louise Thaden, che col suo Beechcraft C-17R ottiene una media di 266 chilometri orari. Un secondo successo femminile si ha nel 1938, quando il primo posto viene conquistato da Jacqueline Cochran, che ha fatto registrare al suo filante Seversky S-2 la media di 401 chilometri all’ora.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale mette fine a tutto: ai raduni allegri e pittoreschi, alle esibizioni acrobatiche, alle corse spettacolari. Tutte le energie, adesso, sono incanalate nell’intento di dare ai combattenti il maggior aiuto possibile. Fin dalle fasi iniziali del conflitto le forze aeree giocano un ruolo decisivo sull’esito delle battaglie e l’assillante bisogno di piloti per i reparti di prima linea impone che si chiamino in causa anche le donne. Generalmente i piloti di sesso femminile sono impiegati in compiti di retrovia: ma, nelle circostanze in cui si verifica, il loro apporto è considerato determinante.

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7. Continua. Link agli altri capitoli.

Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).
L’editore che fosse interessato a pubblicare su carta la storia delle “donne delle stelle” può scrivere a [email protected]
  1. L’altra metà in cielo. Quando le donne presero il volo
  2. Elise Deroche, Ruth Law Oliver, Therèse Peltier, Mary Macchi di Cellere, Jeanne Hervieu, Lilian Bland e Rosina Ferrario: le antenate di @AstroSamantha nell’epoca degli aeroplani
  3. I primi record delle mitiche antenate di @AstroSamantha: Matilde Moisant, Katherine Stinson, Lillian Boyer e Ruth Law Oliver
  4. Adrienne Bolland, Ruth Elder e Amelia Earhart: un balzo sull’oceano Atlantico delle mitiche antenate di @AstroSamantha
  5. E il mondo si fece piccolo per Amelia Earhart, Amy Johnson, Jean Batten, Sofia de Mikulska e Beryl Markham, le mitiche antenate di @AstroSamantha
  6. La sfida all’oceano Pacifico da parte di una mitica antenata americana di @AstroSamantha: Amelia Earhart
  7. Così la genovese Carina Massone Negrone e le altre antenate di @AstroSamantha Liesel Bach, Marga von Etzdorf, Maude Tait, Florence Klingesmith, Louise Thaden e Jacqueline Cochran, con lo spettacolo di sport e velocità, incantavano folle enormi
  8. Jacqueline Cochran, Betty Gillies e l’epopea delle aviatrici in divisa
  9. Marina Raskova, Lidya Litvyak, Marina Smirnova, Hanna Reitsch, Valérie Andrè: ed Eva partì per le missioni di guerra
  10. La guerra delle due Jacqueline per il primato nei cieli: Jacqueline Douet Auriol e Jacqueline Cochran
  11. Marion Hart, Teodolinda Fornari, Colette Duval, Pelagia Majewska, Juanita Benjamin e Sue Clouston: arrivarono i tempi d’oro delle “nonnine volanti”
  12. Cochran e Douet Auriol: si scrive Jacqueline, si legge donne supersoniche
  13. Dalle stalle alle stelle: la cavalcata nello spazio dell’eroica Valentina Tereshkova
  14. Sulla scia di Valentina Tereshkova, il cielo accoglie tante nuove padrone: Janice Brown, Svetlana Savitskaya, Sally Ride ed Helen Sharman
  15. Jeana Yeager, Marta Bohn Meyer, Barbara Harmer e Samantha Cristoforetti: le donne con le ali ora se ne vanno in giro per il mondo

A cura di Salvatore Giannella e Luigi Butti per Giannella Channel

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