Libri antichi: un nuovo
laboratorio per salvare
la storia della Romagna

Inaugurato il centro della cooperativa Formula Servizi a Forlì, alla presenza
del presidente della Regione Emilia-Romagna Bonaccini,
e del sindaco della città, Drei. Con un intervento introduttivo di Salvatore Giannella

DAGLI APPENNINI ALLE ONDE, DICONO DI NOI

testo di Rosanna Ricci / Il Resto del Carlino*

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(Forlì, 6 aprile)

Recuperare importanti pagine del passato. È stato inaugurato ieri mattina a Forlì, nella sede di Formula Servizi per la Cultura in via Monteverdi, il nuovo Laboratorio di restauro e conservazione (ex Cepac) di preziosi documenti antichi che testimoniano la storia dell’uomo e della sua evoluzione nel campo della cultura.

Il direttore operativo di Formula Servizi, Silvano Babbi, assieme alle restauratrici Roberta Stanzani e Silvia Bondi, ha mostrato ai presenti i lavori che attualmente si stanno eseguendo nel laboratorio su una carta geografica (restauro e successiva conservazione entro una struttura in plexiglass), su un incunabolo del 1484, su cinquecentine (documenti stampati subito successivi agli incunaboli) e su un antico vocabolario. Tutto questo per preservare la cultura e renderla sempre più accessibile a tutti.

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Roberta Stanzani e Silvia Bondi, le esperte restauratrici che operano nel laboratorio di restauro della cooperativa Formula Servizi, inaugurato mercoledì 5 aprile a Forlì.

Durante la mattinata il giornalista Salvatore Giannella (il suo testo integrale lo si trova a seguire, Ndr) ha sottolineato che «il restauro serve per proteggere i libri e le carte antiche, ma è anche un modo per difendere una ricchezza culturale che rappresenta l’asso vincente di un territorio». La stessa cosa è stata sostenuta dal sindaco Davide Drei perché «Formula Servizi partecipa e cura le numerose attività culturali di qualità che animano la nostra città».

Molti applausi hanno poi sottolineato l’intervento di Stefano Bonaccini, presidente della Regione, il quale ha specificato che l’Emilia-Romagna è al secondo posto, in Italia, nella classifica delle persone occupate, dopo il Trentino Alto-Adige, ma aggiungendo come sia la prima come occupazione femminile. Ha poi sostenuto «quanto sia importante il lavoro per dare dignità alla persona e superare le difficoltà, tenendo presenti tre elementi essenziali nel nostro paese: la manifattura, la cultura e il turismo».

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Vittorio Sgarbi è stato tra i primi visitatori illustri del nuovo laboratorio di restauro di Formula Servizi a Forlì.

Graziano Rinaldini, direttore generale di Formula Servizi, ha poi affermato che la parola “impresa” significa “cultura” ed è per questo motivo che è stato inaugurato il laboratorio di restauro a cui va aggiunto l’impegno di Formula Servizi in tanti settori ed eventi della cultura. «Cultura è anche riduzione dei consumi e dell’impatto ambientale – ha concluso Rinaldini –. Infatti stiamo testando una tecnologia per i nostri mezzi di trasporto che potrebbe ridurre significativamente i consumi e le emissioni tramite un processo di elettrolisi legata all’idrogeno».

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* Il Resto del Carlino è il giornale simbolo di Bologna e uno dei più antichi fra i quotidiani italiani tuttora in vita. È il primo quotidiano per diffusione in Emilia-Romagna e Marche. Con gli altri due quotidiani dello stesso gruppo editoriale (Poligrafici Editoriale), La Nazione di Firenze e Il Giorno di Milano, forma il consorzio delle tre testate denominato QN – Quotidiano Nazionale. Il nome ha una curiosa origine storica: nel 1885 a Firenze circolava un giornale di nome Il Resto al sigaro, venduto nelle tabaccherie al prezzo di 2 centesimi. Costando un sigaro 8 centesimi, era facile per gli esercenti abbinare la vendita dei due prodotti e rendersi così promotori del giornale. Un gruppo di amici bolognesi che frequentava abitualmente il capoluogo toscano trovò l’idea interessante e, nel giro di due mesi, decise di portarla nella città felsinea. I loro nomi erano Cesare Chiusoli, Giulio Padovani e Alberto Carboni, con tutti e tre alle spalle studi di giurisprudenza e un’attività consolidata di giornalismo in altri quotidiani cittadini. Sito web: ilrestodelcarlino.it

“Laboratorio di Restauro e Conservazione”, inaugurato il nuovo laboratorio di Formula Servizi a Forlì. Un laboratorio dedicato al recupero di antichi manoscritti e codici, per tramandare la cultura della nostra Italia e non solo. (credit: romagnawebtv.it)

A PROPOSITO/Il mio intervento introduttivo a Forlì

Dalla Romagna una Formula vincente

testo di Salvatore Giannella

Nel 2008 percorrevo la strada Cervese che porta dalla riviera al reparto maternità dell’ospedale Morgagni di Forlì per una missione speciale: vedere nascere nella Romagna “terra di semplice felicità” (rubo la definizione al poeta russo Aleksandr Blok) il mio primo nipote, Leonardo, che oggi rappresenta con la madre Valentina (giornalista, creatrice di un’agenzia di stampa) un frammento di Romagna e d’Italia a Hong Kong, la porta d’Oriente. Fu in quell’occasione che conobbi il direttore generale Graziano Rinaldini e la Formula Servizi, una realtà di assoluta eccellenza già in quel tempo di difficoltà dovuta alla crisi che aveva investito i mercati, l’economia, la finanza, il lavoro e quindi anche la vita di ognuno di noi.

Quel giorno Rinaldini mi parlò della storia di Formula Servizi e dell’impegno coraggioso nell’affrontare le competizioni di mercato difendendo i princìpi etici del sano confronto per raggiungere il profitto in maniera ragionevole. Un mercato, ritrovo in un appunto scritto nel mio diario di viaggio di allora, “dove ogni concorrente si misura mettendo sulla bilancia il proprio valore di conoscenze, esperienze, di capacità organizzativa, di correttezza e serietà nelle relazioni, di dinamismo e innovazioni”. Mi parlò di un anno, il 34° di vita, che nonostante la crisi, registrava un incremento di fatturato del 7,5%, un aumento dell’equipaggio di 22 nuovi lavoratori oltre a numerosi riconoscimenti per la migliore gestione ambientale, la pulizia professionale, e le tre S (SALUTE, SICUREZZA E SOLIDARIETÀ) decisamente controcorrente rispetto alle cronache quotidiane che privilegiano SESSO, SOLDI E SANGUE.

Graziano mi profetizzò: “La crisi avrà una fine e sul campo resteranno solo le aziende più forti, quelle che hanno saputo valorizzare il loro capitale umano, innovare ed essere protagoniste di un progresso che tutti noi vogliamo migliore”.

Erano i giorni in cui sul comodino mi faceva compagnia un libro di Albert Einstein e di quel genio mi avevano colpito le parole riguardanti proprio la crisi. Sono andato a ripescarle, e la loro attualità è lampante:

Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare sempre le stesse cose. La crisi può portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte, le grandi strategie. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza… L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la crisi è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno… Lavoriamo duro, finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Quella giornata e quel genio (che il matematico Federico Enriques tentò invano di portare a insegnare a Bologna, dopo che lui aveva tenuto tre giorni di affollate conferenze all’ateneo, in italiano: fu fatale il NO del romagnolo Benito Mussolini all’arrivo di quel talento in Italia: link) mi sono affiorati dal pozzo della memoria venendo qui stamattina.

Einstein era un bimbetto di quattro anni quando il padre Hermann gli regalò una piccola bussola. Nella sua biografia l’illustre fisico racconta che da questa cara bussola, con l’ago che puntava misteriosamente verso la N di Nord, i suoi pensieri di bambino volarono verso la scienza e verso curiosità infinite.

Una bussola ideale consegna oggi Formula Servizi nella borsa di tutti voi, che pilotate con destrezza, specialmente qui in Romagna, navi piccole e grandi nel mare agitato dell’economia dei turismi, dell’ospitalità, del tempo libero, della qualità della vita: cioè di un turismo sostenibile e non invasivo che è aggregatore di ogni settore economico. Una bussola che punta decisamente verso una simbolica lettera R, la R di Responsabilità, e anche di Romagna al centro, con altre quattro R come punti cardinali: connotano la pratica delle quattro R raccomandata dall’Unione europea e realizzata a macchia di leopardo in parti sapienti della nostra Italia e cioè:

  • Riduzione
  • Raccolta differenziata
  • Riciclo
  • Risparmio energetico, Ricerca e Recupero

Ecco, già in quel 2008 Rinaldini mi mostrò, dati alla mano, i risparmi quantificati nel contenere i consumi energetici in sede, attraverso la diffusione di metodologie di pulizia capaci di contenere i consumi d’acqua grazie al sistema microfibra, detergenti e plastica per soddisfare nel modo migliore bisogni e diritti degli stakeholder diretti (parola sentita allora per la prima volta: e cioè socie – in maggioranza – e soci, dipendenti, clienti e fornitori) e indiretti (ambiente e comunità locali, scuole, assicurazioni e istituti di credito, volontariato sociale: settore che vede la Romagna prima in Italia).

A quelle R la creatività aziendale ha voluto aggiungere, grazie a un nuovo presidio culturale dove operano le esperte Roberta Stanzani e Silvia Bondi affiancate dal direttore operativo della cooperativa Silvano Babbi, una nuova R di Recupero attraverso il mestiere difficile del Restauro, l’arte sempre più richiesta di rimettere a nuovo, fondamentale per la tutela dei tesori documentali: un innovativo laboratorio che stamattina inauguriamo in difesa di quei tesori che fanno dell’Italia, dell’Emilia e della Romagna vasta una realtà unica e attraente per quei turisti furetti, ad alto tasso di mobilità e di curiosità verso le proprie e altrui radici storiche, che costituiranno l’asso vincente nel futuro del turismo emozionale e sostenibile. Un mestiere del futuro, tra artigianato e hi tech, è proprio quello di far rivivere il nostro passato. E che passato! In questa regione che mi ha adottato i musei sono più di duecento: si va dalle grandi case con tesori archeologici e artistici ai musei scientifici (primi fra tutti quelli universitari), dagli appuntamenti ciclici e felici dei Musei San Domenico alle meraviglie ancora in parte sconosciute del patrimonio culturale della Azienda Ausl di Romagna Vasta; a quelli di paesi che conservano reperti e memoria storica di altrettanti microcosmi, come affiora dalla serie “Romagna misteriosa” che sto pubblicando sul mio blog Giannella Channel (link) ai percorsi di arte contemporanea, alle 1.300 biblioteche, con un patrimonio librario che sfiora i 20 milioni di testi.

Sì, caro Graziano, a te e al tuo equipaggio si addice perfettamente la colonna sonora di una delle più belle canzoni dell’emiliano Pierangelo Bertoli con Fiorella Mannoia:

Getta le tue reti

buona pesca ci sarà

e canta le tue canzoni

che burrasca calmerà

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Author: admin

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