Neos, un viaggio lungo 20 anni
in compagnia dei migliori
reporter del bello nel mondo

I LIBRI CHE MI FANNO COMPAGNIA

testo di Giulio Badini / Terre Incognite*, foto Neos

Neos, sigla che identifica la Giornalisti di viaggio Associati (libera associazione a livello nazionale formata da una settantina di giornalisti e fotografi specializzati in turismo e in reportage di viaggio, cioè il meglio del settore) festeggia i primi vent’anni di vita con un ponderoso ed elegante volume dal titolo “Neos, un viaggio lungo 20 anni”, 211 pag., stampatore Alfa Grafica, da un’idea di Luisa Espanet e di Pietro Tarallo (presidente e anche nostro apprezzato collaboratore) e a cura di Luisa Espanet e Mimmo Torrese, realizzato per testi e foto con il contributo di tutti (o quasi) i soci, cioè le migliori firme del giornalismo turistico. Sarebbe bastato ciò per farne un libro estremamente qualificato e imperdibile, anche solo riportando per ogni autore un reportage realizzato in giro per il mondo in questi due ultimi decenni.

Ma i colleghi di Neos hanno voluto fare di più e meglio, cercando un filo conduttore per la propria opera negli avvenimenti grandi o piccoli più importanti o significativi in tutti gli ambiti avvenuti in giro per il mondo, capaci al tempo stesso di offrire lo spunto a giornalisti e fotografi per parlare di quel luogo, nazione o città, con propri scritti e proprie immagini. E per dare leggerezza al tutto, si è deciso scientemente di selezionare come filo conduttore soltanto fatti e avvenimenti positivi, cose in grado di aver avuto una certa risonanza nel cuore e negli animi delle persone, e al tempo stesso di essere diventati lo spunto per realizzare un reportage su quella località o quell’argomento.

Copertina libro per i 20 anni della Neos

La copertina del libro per i 20 anni della Neos. Il volume, non in vendita nelle librerie, può essere richiesto alla Segreteria del Neos (segreterianeos2@gmail.com) che provvederà a spedirlo, dietro pagamento di un contributo di 25,00 euro più le spese di spedizione.

Si parte allora dal 1998 con il viaggio apostolico di Papa Giovanni Paolo II a Cuba, per allegare un raffronto dell’isola caraibica di ieri e di oggi, passando nel 2001 all’azione politica e militare del subcomandante Marcos per rivendicare i diritti calpestati degli Indios messicani, occasione per descrivere lo Yucatan oltre i luoghi comuni, poi al 2007 quando a Lisbona vengono elette le sette meraviglie del mondo dell’era moderna, offrendo il destro per descrivere Lisbona, Petra, il Colosseo, il Taj Mahal, Chichen Itza, Machu Picchu, il Cristo Redentore di Rio e la Muraglia cinese. Quindi il 2008 con Barack Obama primo afroamericano eletto presidente degli Stati Uniti, e reportage sul Massachusetts, l’anno successivo l’inserimento delle Dolomiti nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco, con servizio sulle montagne trentine, l’Expo di Milano del 2015 incentrata sul tema del nutrire il Pianeta, parlando quindi di gastronomia, per concludere (tra tantissimi altri avvenimenti e relativi reportage) con la futuribile esplorazione dello spazio del 2100 e oltre, simboleggiato dallo straordinario viaggio della sonda Pioneer 10, la più prestigiosa dell’era spaziale, iniziato il 2 marzo 1972 e che toccherà tra 862.075 anni una stella dal nome complicato: D+251+496: un viaggio, raccontato come se fosse una favola, da Salvatore Giannella con una lettera al figlio, per un futuro di speranza.

Come spiega nella presentazione Pietro Tarallo,

Questo libro vuole essere uno spaccato della storia dell’associazione e del nostro modo di viaggiare nel mondo. Raccoglie, anno dopo anno, gli avvenimenti positivi più significativi che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni: anni intensi, durante i quali sia la realtà mondiale, sia la professione di giornalisti e fotografi di viaggio (per la profonda crisi dell’editoria), sono profondamente mutate. Nonostante le difficoltà, i soci di Neos non hanno mai perso la voglia di viaggiare, di esplorare realtà nuove e di raccontare la bellezza del mondo.

Manca l’indice, per pura dimenticanza (cattiva consigliera la fretta), a riprova della genuinità casalinga del prodotto, mentre in compenso compaiono sul fondo brevi biografie di tutti gli autori, giornalisti e fotografi. Il volume, non in vendita nelle librerie, può essere richiesto alla Segreteria del Neos (segreterianeos2@gmail.com) che provvederà a spedirlo, dietro pagamento di un contributo di 25,00 euro più le spese di spedizione.

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Info. Web: www.neosnet.it – email: segreterianeos2@gmail.com – tel. 347.9603504 – Il libro sarà presentato presso il Circolo dei Lettori a Torino mercoledì 28 novembre, ore 18. Affiancheranno Pietro Tarallo e Luisa Espanet i giornalisti Irene Cabiati (La Stampa) e Danilo Poggio (GRP Tv, Avvenire).

 

* Giulio Badini, giornalista e fotoreporter, appassionato cultore di storia, geografia, geologia e speleologia, archeologia preistorica, antropologia e natura, esperto divulgatore scientifico. Ha lavorato e/o collaborato con importanti testate come l’Airone da me diretto, Atlante, Corriere della Sera, Geodes, Travel, l’Unità, Tuttoturismo, Panda WWF, Focus Storia. “Dopo la realizzazione del nostro libro Terre Incognite, geografia per viaggiatori curiosi (ed. Polaris, 2015, 347 pp, € 29,00), dove abbiamo ripreso 135 reportage realizzati nel tempo negli angoli più negletti del pianeta, divenuto un must per inguaribili viaggiatori a me e ad Anna Maria non è passata la voglia di continuare a girare il mondo per raccontare a nuovi lettori quanto i nostri occhi e i nostri obiettivi colgono”. Oggi Giulio e Anna Maria Arnesano dirigono l’intrigante magazine di viaggi Terre Incognite. Più info: www.terreincognitemagazine.it

Fotogallery

Per orizzonte il mondo

Kanazawa, Giappone, giardinieri al lavori nei giardini di Kenroku. (Foto di Daniele Pellegrini)

Kanazawa, Giappone, giardinieri al lavori nei giardini di Kenroku. (Foto di Daniele Pellegrini)

Kanazawa, Giappone, giardinieri al lavori nei giardini di Kenroku. (Foto di Daniele Pellegrini)

A vela nell'arcipelago adriatico delle Incoronate. (Foto Fabio Braibanti)

A vela nell’arcipelago adriatico delle Incoronate. (Foto Fabio Braibanti)

A vela nell’arcipelago adriatico delle Incoronate. (Foto Fabio Braibanti)

Copertina libro per i 20 anni della Neos

La copertina del libro per i 20 anni della Neos. Il volume, non in vendita nelle librerie, può essere richiesto alla Segreteria del Neos (segreterianeos2@gmail.com) che provvederà a spedirlo, dietro pagamento di un contributo di 25,00 euro più le spese di spedizione.

La copertina del libro per i 20 anni della Neos. Il volume, non in vendita nelle librerie, può essere richiesto alla Segreteria del Neos (segreterianeos2@gmail.com) che provvederà a spedirlo, dietro pagamento di un contributo di 25,00 euro più le spese di spedizione.

Cuba, Pinar Del Rio: piantagione di tabacco Hoyo de Monterrey a San Juan. (Foto di Enzo Signorelli).

Cuba, Pinar Del Rio: piantagione di tabacco Hoyo de Monterrey a San Juan. (Foto di Enzo Signorelli)

Cuba, Pinar Del Rio: piantagione di tabacco Hoyo de Monterrey a San Juan. (Foto di Enzo Signorelli)

Cammini. (Foto di Fabrizio Ardito, autore del libro Touring "Le vie di Francesco")

Cammini. (Foto di Fabrizio Ardito, autore del libro Touring “La via di Francesco”)

Cammini. (Foto di Fabrizio Ardito, autore del libro Touring “La via di Francesco”)

Liverpool: nel tempio del rock e dei Beatles, méta del turismo musicale. (Foto di Fausto Giaccone)

Liverpool: nel tempio del rock e dei Beatles, méta del turismo musicale. (Foto di Fausto Giaccone)

Liverpool: nel tempio del rock e dei Beatles, méta del turismo musicale. (Foto di Fausto Giaccone)

Donne sorridenti fotografate da una donna in giro per il mondo: un invito a sperare per la lunga marcia della parità delle donne. (Foto di Graziella Vigo)

Donne sorridenti fotografate da una donna in giro per il mondo: un invito a sperare per la lunga marcia della parità delle donne. (Foto di Graziella Vigo)

Donne sorridenti fotografate da una donna in giro per il mondo: un invito a sperare per la lunga marcia della parità delle donne. (Foto di Graziella Vigo)

Selva di grattacieli a New York. (Foto di Giulio Andreini)

Selva di grattacieli a New York. (Foto di Giulio Andreini)

Selva di grattacieli a New York. (Foto di Giulio Andreini)

Un tratto della costa olandese di Scheveningen, rinonmato sobborgo balneare dell'Aja. (Foto di Lucio Rossi)

Un tratto della costa olandese di Scheveningen, rinomato sobborgo balneare dell’Aja. (Foto di Lucio Rossi)

Un tratto della costa olandese di Scheveningen, rinomato sobborgo balneare dell’Aja. (Foto di Lucio Rossi)

Machu Picchu, l'ultimo rifugio dell'Inca re sulle Ande peruviane, a 4.200 metri di quota. (Foto di Mario Verin).

Machu Picchu, l’ultimo rifugio dell’Inca re sulle Ande peruviane, a 4.200 metri di quota. (Foto di Mario Verin)

Machu Picchu, l’ultimo rifugio dell’Inca re sulle Ande peruviane, a 4.200 metri di quota. (Foto di Mario Verin)

Messico, Yucatan: la parola ai muri. (Foto di Marco Santini)

Yucatan, Messico: la parola ai muri. (Foto di Marco Santini)

Yucatan, Messico: la parola ai muri. (Foto di Marco Santini)

Shangai: i vecchi quartieri vengono demoliti per far posto a edilizia nuova e di qualità. (Foto di Mimmo Torrese).

Shangai: i vecchi quartieri vengono demoliti per far posto a edilizia nuova e di qualità. (Foto di Mimmo Torrese)

Shangai: i vecchi quartieri vengono demoliti per far posto a edilizia nuova e di qualità. (Foto di Mimmo Torrese)

Nel 2009 l'UNESCO ha iscritto nel Patrimonio Mondiale dell'Umanità le Dolomiti per la loro bellezza e unicità paesaggistica. (Foto di Pierluigi Orler).

Nel 2009 l’UNESCO ha iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità le Dolomiti per la loro bellezza e unicità paesaggistica. (Foto di Pierluigi Orler)

Nel 2009 l’UNESCO ha iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità le Dolomiti per la loro bellezza e unicità paesaggistica. (Foto di Pierluigi Orler)

Uno degli ultimi paradisi selvaggi nella Grande Madre Africa. (Foto di Sergio Pitamitz).

Uno degli ultimi paradisi selvaggi nella Grande Madre Africa. (Foto di Sergio Pitamitz)

Uno degli ultimi paradisi selvaggi nella Grande Madre Africa. (Foto di Sergio Pitamitz)

Nei vicoli di Istanbul cucina e parole sono condivise con Genova, da secoli, da marinai e mercanti. (Foto di Pietro Tarallo).

Nei vicoli di Istanbul cucina e parole sono condivise con Genova, da secoli, da marinai e mercanti. (Foto di Pietro Tarallo)

Nei vicoli di Istanbul cucina e parole sono condivise con Genova, da secoli, da marinai e mercanti. (Foto di Pietro Tarallo)

A PROPOSITO/ di Enrica Simonetti*

La fiamma buona del Petruzzelli

Una pagina tratta dal libro della NEOS dedicata

alla rinascita del teatro di Bari orgoglio della Puglia

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Il Teatro Petruzzelli è il maggiore teatro della città di Bari e il quarto più grande teatro d’Italia.

La grande cupola del teatro Petruzzelli di Bari s’infiamma: siamo tutti seduti con il naso all’insù sotto i lampi rossi di questo fuoco e non fuggiamo, anzi, siamo felici, felicissimi e a tratti ci sale in gola la commozione. Questo fuoco è una festa, un’emozione perché incendia il risorgere del teatro bruciato, dopo 18 anni di lavoro e di polemiche. È il 6 dicembre del 2009 e lo spettacolo ricomincia con un video proiettato prima della pucciniana Turandot, lassù, sulla cupola che quelle fiamme fecero crollare su se stessa. Come se il grande Politeama del 1903, l’orgoglio della Puglia, fosse stato bombardato dall’alto.

La buona notizia è che l’emozione della musica ritorna e che la sua magia fa dimenticare i tempi bui, l’odore di bruciato e di sconfitta che per anni, dal terribile rogo del 1991, ha rabbuiato la città. Sentiamo sulla pelle i brividi del sogno che si avvera e d’un tratto sembra piombare negli animi quel piacere che Neruda definiva la rinascita, molto più forte della semplice nascita.

Il teatro non poteva non rivivere. Con tutta la sua storia fatta dei passi di danza di Maurice Béjart, dei colpi di bacchetta di Riccardo Muti o di quella voce eterna di Eduardo. Del resto, il fantasma dell’opera c’era: era una maschera rimasta misteriosamente bianca all’interno del foyer del teatro ridotto in cenere, l’unica cosa visibile nel deserto di fuliggine che diventò il teatro Petruzzelli la notte della sua fine. Quella maschera, quel volto di sirena alata, intatto nella distruzione totale, sembrava guardare chi entrasse e annunciare che la vita del Politeama non sarebbe finita. Ed è ancora lì, a ricordarci che contro l’arte e la cultura non c’è fuoco che tenga.

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* Enrica Simonetti, giornalista alla Gazzetta del Mezzogiorno, è nata sul mare e lì vorrebbe sempre essere. Nel resto del tempo, naviga tra le parole, le pagine dei giornali e dei libri. Pregi: ama viaggiare. Difetti: ama viaggiare.

Author: admin

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