In tempi di pandemia, quasi tutto può essere consegnato a domicilio, anche una poesia per sorprendere una persona cara. È quanto è capitato a chi cura questo blog, raggiunto nel giorno del compleanno dai versi (“Ti auguro tempo”) della poetessa tedesca Elli Michler (1923-2014), versi donati da una cara amica e recitati al telefono da un attore. Sì, perchè la pandemia ci ha allontanati ancor di più dai luoghi deputati alle arti, chiusi da oltre un anno. Ma poesia e teatro non si sono fermati: si sono reinventati, hanno cominciato un nuovo corso uscendo dalle loro sedi, soccorrendo il pubblico, nutrendo gli animi con trovate poetiche. Trasformandosi in movimento. E in dono. Come vi racconta questa approfondita inchiesta che pubblichiamo nella Giornata della poesia dedicandola a Tonino Guerra che ci lasciò proprio un 21 di marzo e che ci manca tanto.

“Quando si sente la fine bisogna piantare un inizio”, scrive il poeta, ex-liutaio, violinista Alberto Casiraghy (Osnago, 1952), un uomo la cui vita è sempre stata permeata dall’arte, intrecciando, grazie all’attività di editore-artigiano, le esistenze dei più grandi artisti e poeti dal Novecento ai nostri giorni. L’arte, che per i non addetti appare sempre un mondo lontano ed ermetico, nell’ultimo anno, per via delle restrizioni governative legate alla pandemia in corso, ha rischiato di allontanarsi ancor di più dal suo pubblico.

Teatri chiusi. Musei e spazi culturali chiusi. Un’invasione di contenuti online, di webinar, dirette facebook, visite e spettacoli virtuali. Per non scomparire, per resistere, per far sentire la voce di un settore trascurato in quanto considerato, spesso, “accessorio”. Forse volontariamente relegato come tale, perché – oltre ad appagare il nostro senso estetico, la necessità di svago ed estraniamento, che poi spesso, in realtà, è un rispecchiamento, in altra forma, di noi e della società – risveglia le nostre capacità critiche, rafforza le nostre identità, ci rende attivi e impegnati, nel senso di engagè.

Nutrimento e cura

Le parole di Casiraghy sembrano incarnare il sentire di quegli artisti, musicisti, attori, performer, registi, che non si sono dati per vinti nonostante la loro professione abbia dovuto subire uno stop, rispetto a prima, per via del virus. E hanno deciso di rimettersi in gioco, “di piantare nuovi inizi”, cercando vie alternative per raggiungere un pubblico sempre più lontano, sempre più isolato nelle proprie case per tutelarsi dal contagio, e sempre più affranto per la carenza di stimoli positivi. Sono nate così miriadi di iniziative, durante il secondo semi-lockdown di novembre, che hanno visto l’Italia letteralmente invasa da formule quali “Teatro Delivery” o “Poesia delivery”, volte a portare a casa (anziché deliziosi piatti dai ristoranti) monologhi teatrali, performance, poesie, per nutrire l’anima, e non solo gli stomaci, delle persone. Un’anima che ha bisogno di essere curata, ogni giorno, tanto quanto il nostro corpo. Come diceva il giornalista e scrittore toscano a noi caro Tiziano Terzani (1938 – 2004):

L’arte ci consola, ci solleva, l’arte ci orienta. L’arte ci cura. Noi non siamo solo quel che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentati da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.
Santarcangelo di Romagna: le strade della città romagnola illuminate dalle parole dei poeti qui nati (Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Gianfranco Fucci)

Santarcangelo di Romagna: le strade della città romagnola illuminate dalle parole dei poeti qui nati (Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Gianfranco Fucci).

Luci, voci e doni poetici

L’Emilia-Romagna si è mostrata attiva nel cercare una modalità alternativa o parallela al web per diffondere bellezza: a Santarcangelo di Romagna (Rimini), infatti, i versi di poeti santarcangiolesi noti alla comunità di Giannella Channel come Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Gianni Fucci, hanno illuminato le vie del centro prendendo forma di luminarie natalizie artistiche. Non solo, la voce registrata di alcuni di questi Maestri, abbinata a disegni di sette artisti (Eron, Roberto Ballestracci, Elettra Campana, Lorenzo Kamerlengo, Elisa Mossa, Francesco Ruggeri, Nicolò Vasini), poteva essere ascoltata da chi passava sotto i balconi delle ex carceri, dello studio di Lucio Bernardi e di Palazzo Docci, grazie all’iniziativa “Poeti alle finestre”. Ma la Città della Poesia, retta dalla giovane sindaca Alice Parma (1988) non si è fermata a questo, e ha regalato ai cittadini un servizio gratuito di delivery poetico nell’ambito del progetto Porta Poetica, un’azione urbana curata da Teatro Patalò che ha permesso di consegnare a domicilio le poesie che i cittadini desideravano recapitare, come un dono, a casa di altri cittadini. Il delivery, infatti, si è svolto alla vigilia di Natale con le ragazze e i ragazzi dei laboratori di avvicinamento all’arte dell’attore: Martina Raggini, Simone Silvestri, Alida Mancini, Lorenzo Della Pasqua, Camilla Savini, Caterina Pianelli, Diletta Casali, Enrico Giannini, Francesco Mami, Giulia Castellani. “Giovani attori dai 14 ai 18 anni che in tre giorni hanno consegnato in dono ben 80 poesie”, precisa Fabio Biondi, 63 anni, laureato in Sociologia a Urbino, dal 1998 direttore de L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, ora Centro di Residenza Emilia-Romagna (arboreto.org) e dal 2015 direttore artistico di Cantiere Poetico per Santarcangelo (cantierepoetico.org), che ha permesso il fiorire di questa iniziativa di poesia a domicilio. “Le ricordo che i giovani attori di Teatro Patalò potevano consegnare solo dalle 16 alle 20, perché la mattina andavano tutti a scuola”, sottolinea Biondi per rimarcare il successo dell’operazione. È così che il direttore artistico, pur definendosi “un autodidatta e un ricercatore sul campo, che rivendica sempre il tempo e il diritto di conoscere e sbagliare, praticando il fallimento come una conquista poetica”, ci svela di essere già al lavoro per immaginare una nuova versione di Porta Poetica in primavera e la prossima edizione del Cantiere poetico a settembre.

Ravenna: pizze e anche poesie a domicilio consegnate nella città che conserva le spoglie di Dante

Ravenna: pizze e anche poesie a domicilio consegnate nella città che conserva le spoglie di Dante.

Dal dono allo scambio

La città dei mosaici, Ravenna, che già vanta sulla sua superficie otto monumenti inseriti nella Lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, non è rimasta immobile crogiolandosi nella bellezza di cui già risplende, e dal 25 novembre fino all’Epifania ha ospitato “Poesie a domicilio”, un progetto patrocinato dal Comune (sindaco Michele de Pascale, 1985) e promosso da SpazioA (facebook.com/spazioa.teatro/), nato lo scorso anno dall’unione spontanea di una decina di ragazzi e ragazze di età media 25 anni, con storie ed esperienze sceniche diverse, formatosi in seno all’associazione culturale Galla & Teo. “Poesie a domicilio è un progetto figlio di questa pandemia” ci raccontano Silvia Rossetti e Camilla Berardi, due componenti di SpazioA.

Il pensiero su cui l’abbiamo costruito è semplice: in quel momento di blocco quasi totale, il cibo è uno dei servizi che più spesso abbiamo ordinato a domicilio. Ci sono venuti subito in mente tutti i rider che corrono su e giù per le vie della città, consegnando hamburger e patatine. È a quel punto che abbiamo pensato: e se invece di consegnare cibo per lo stomaco, si consegnasse cibo per il cuore e per l’anima?

L’intuizione è stata giusta, tanto da portare alla consegna di oltre cento poesie in un mese e mezzo, con una ventina di rider/attori che si sono alternati tutti i giorni con una media di due consegne al giorno. “Siamo esseri umani che hanno bisogno di essere nutriti di bellezza, di speranza e di poesia”, continuano Silvia e Camilla. “Il valore di trovarsi di fronte una persona in carne e ossa non è sostituibile da nessuna invenzione tecnologica. È il regalo che la passione per il teatro ci ha fatto e che ci teniamo stretto: credere nei legami sociali e non esclusivamente social”.

Un nuovo contatto col pubblico, pur mantenendo la distanza imposta dalle normative anti-covid, una nuova relazione che in pochi giorni ha permesso agli attori di consegnare poesie-dono, ma anche di vedere persone di tutte le età commuoversi, ridere, e a loro volta raccontare storie regalando emozioni ai performer stessi. Uno scambio così intenso da spingere i ragazzi di SpazioA a lavorare allo sviluppo e alla resa teatrale del progetto, per poter restituire al pubblico quanto provato dagli attori e ribadire l’importanza di tornare in teatro. “Anche se questo bagno nel pubblico ci ha fatto ragionare e pensare di promuovere altre iniziative con modalità simili”, confessano le due attrici, puntualizzando che nonostante l’iniziativa sia stata concepita come gratuita, è stata talmente apprezzata che mittenti e destinatari hanno richiesto di devolvere donazioni poi inviate in formula unica a ITACA s.c.s, che si occupa di supporto allo studio per ragazzi con difficoltà nell’apprendimento. Un dono dentro il dono.

Modena - Roberta Spaventa, 43 anni, Peso Specifico Teatro di Modena

Modena: Roberta Spaventa, 43 anni, fondatrice e direttrice artistica della compagnia Peso Specifico Teatro di Modena, ora promotrice del Teatro Express, che porta performance e monologhi teatrali sui pianerottoli e nei giardini delle case per regalare poesia e teatro.

Dal dono al servizio sociale

La Modena dei motori, di Pavarotti, e di una delle cattedrali romaniche più esemplari al mondo, non è rimasta indifferente all’arte, alla poesia e al teatro, neanche in questo momento. L’attore Santo Marino, 38 anni, parte della compagnia Peso Specifico Teatro (pesospecificoteatro.org), fondata nel 2009 da Roberta Spaventa, classe ’77, ci racconta la nascita di Teatro Express, un progetto patrocinato dal Comune che ha visto la luce l’8 dicembre 2020 e dura ancora oggi. “L’idea è nata ripescando nella memoria un progetto di Roberta Spaventa del 2005 chiamato Pianerottoli, che vedeva i pianerottoli dei condomini come luoghi di aggregazione e non solo di passaggio dove portare il teatro. L’iniziativa non andò in porto, ma a novembre, riflettendo sulla situazione in un’ottica ribaltata dove non poteva esserci aggregazione, abbiamo ricercato una relazione di prossimità con lo spettatore, portando quindi lo spettacolo sui pianerottoli, nei giardini delle case, abitando la soglia con la giusta distanza”. Solo nel primo mese di delivery gli attori di Peso Specifico Teatro hanno consegnato ben 154 monologhi in 14 comuni della provincia. Così hanno deciso di continuare quest’operazione di dono della bellezza, felicemente sorpresi del nuovo rapporto con il pubblico, che spesso riceve lo spettacolo in occasione di compleanni o anniversari, inaspettatamente, e svela quindi il coinvolgimento emotivo non più offuscato dal buio della sala. Anche l’attore torna al centro nella sua forza, in una forma di teatro spoglio dalle scenografie, e si trova a gestire imprevisti diversi, dovuti al fatto di performare in un luogo di passaggio e di vita, non deputato, generalmente, allo spettacolo. Santo ci racconta di più, rimarcando il potere terapeutico del teatro: la compagnia Peso Specifico Teatro sta infatti dialogando con le istituzioni per accedere a finanziamenti che possano portare Teatro Express a diventare anche un servizio sociale, pubblico, che possa costituire una cura contro la solitudine per quella fascia di persone più deboli, molto anziane o con qualche disagio, da poter raggiungere senza ricevere la chiamata.

Modena - Santo Marino, 38 anni, Peso Specifico Teatro

L’attore Santo Marino, 38 anni, della compagnia modenese Peso Specifico Teatro, durante una performance di Teatro Express (Foto di Diego Camola). In apertura del servizio: l’attrice Alessandra Amerio, 46 anni, della compagnia modenese Peso Specifico Teatro, incanta dei bambini sulla soglia di una porta, durante una performance di Teatro Express. (Le foto di Modena sono di Diego Camola).

Nascono le unità speciali dell’arte

A dicembre 2020 sono stati molteplici i titoli delle testate locali e nazionali che hanno raccontato esperienze di teatro delivery, la maggior parte delle quali, riconducibili al Barbonaggio Teatrale di Ippolito Chiarello, che si definisce, come si legge dal suo sito ippolitochiarello.it “attore, agitatore culturale, barbone teatrale. Provocatore sociale. Faccio l’attore e mi alleno a creare una relazione sentimentale con il pubblico. Mi troverai a teatro, sul grande schermo e per strada a fare il barbone. Il termine attore mi sta troppo stretto, anche se il mio mestiere è quello”. Nato a Corsano (Lecce), nel 1967, Chiarello, laureatosi in lettere con indirizzo arte e teatro contemporaneo con una tesi sul Mistero Buffo di Dario Fo, rifiuta la richiesta del Maestro di diventare suo biografo ufficiale perché proiettato verso il mestiere dell’attore. Dalla sua biografia infatti, emerge che oltre a essere regista e formatore è soprattutto attore che passa dal teatro al grande schermo (lo ritroviamo, infatti, ne La leggenda di Al, John e Jack di Aldo, Giovanni e Giacomo nel 2002, ma anche protagonista di film come Una vita in comune di Edoardo Winspeare, di video musicali come Le radici ca tieni dei Sud Sound System, nel 2003 proclamato videoclip dell’anno, fino a serie televisive come Passeggeri notturni, del 2019, tratta da racconti dell’ex magistrato e felice scrittore Gianrico Carofiglio) fino alla strada in quanto inventore, nel 2009 del Barbonaggio Teatrale. Quest’ultimo è un progetto “che rimarrà sempre in piedi”, ci racconta Chiarello, “è un’azione politica e poetica che pratico da tanti anni affiancandola al teatro ufficiale e alle tournee, è un percorso parallelo necessario per raggiungere il pubblico”. Un teatro fatto dall’attore con le sue storie, dal suo costume, un piccolo palchetto e il pubblico incontrato nelle piazze, che viene incuriosito sullo spettacolo che il giorno dopo prenderà altra forma in teatro. “In questo modo ho girato circa 600 città tra Italia, Europa e America, tenendo anche seminari all’università di Vancouver in Canada, divenendo oggetto di tesi di laurea in Italia, e creando un rapporto di fidelizzazione con il pubblico”. Ma la pandemia ha fatto nascere una forma diversa di Barbonaggio Teatrale, a cui si è aggiunta la parola “delivery”, mai usata tanto come in questo anno pandemico: “in bici attraverso la città per curare le anime e prevenire l’astinenza del cuore”, si legge dal sito sotto la voce che racconta il progetto nato a inizio dicembre, proponendo menu teatrali a domicilio per grandi e piccini. Il Barbonaggio si sposta quindi dalle grandi piazze pubbliche alle piazzette sotto i condomini, sotto le finestre delle case, e l’attore porta in bici, col palchetto infilato in uno zaino che ricorda quello dei rider che sfrecciano consegnando nelle case le pietanze, teatro e poesia a chi lo desidera o a chi decide di donarlo, e in tutta sicurezza rispetto al virus.

Con la pandemia è scattato qualcosa”, ci racconta il fondatore dell’iniziativa, “perché ho pensato: se l’arte veramente è essenziale come dicono tutti, come dicono gli artisti, dimostriamolo. La scuola e la sanità hanno cercato soluzioni, anche l’artista deve farlo. Ho creduto che per uscire da questa pandemia meno provati, fosse necessario che intervenissimo anche noi artisti, creando delle Unità Speciali di Continuità Artistica, le USCA, che vanno a ricordare, come nome, quelle in ambito sanitario” (le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, nate per rafforzare la gestione dell’emergenza sanitaria mediante l’assistenza a domicilio, ndr).

All’appello online di Ippolito Chiarello per aderire a queste USCA praticanti Barbonaggio Teatrale Delivery hanno risposto 150 contatti nazionali e internazionali, una sessantina di compagnie già operative e altre in via di attivazione. Tutto perché il teatro torni a essere un rito, e perché non rimanga relegato dietro dei monitor, ora che i luoghi deputati alle performance sono chiusi. “Bisogna andare verso la platea, incontrare il pubblico”, ci racconta l’ideatore del progetto, “creare una relazione fondamentale di fidelizzazione. Anche per gli artisti questa è stata un’esperienza utile a comprendere quanto questo rapporto mancasse”. Chiarello è dell’opinione che questo format debba assolutamente protrarsi anche dopo la pandemia, e al momento è impegnato a portare il Barbonaggio Teatrale Delivery nelle scuole, in appositi spazi esterni, perché “sono stati proprio i bambini a soffrire di più della pandemia, e vanno nutriti come pubblico”, sottolinea.

Lecce, Ippolito Chiarello, classe 67, Barbonaggio Teatrale Delivery

Lecce: Ippolito Chiarello, classe 67, attore, regista, fondatore del Barbonaggio Teatrale nel 2009 e del Barbonaggio Teatrale Delivery nel 2020, per avvicinarsi al pubblico anche durante la pandemia. La sua iniziativa sta dilagando dentro e oltre i confini nazionali con l’istituzione delle USCA, Unità Speciali di Continuità Artistica. Qui in foto consegna performance come un rider consegna cibo, per le strade di Lecce, in Puglia. (Foto di Lucia Pagliara).

Lecce, Ippolito Chiarello, classe 67, attore, regista, fondatore del Barbonaggio Teatrale

Ippolito Chiarello, attore al lavoro, durante una performance teatrale di Barbonaggio Teatrale Delivery consegnata a una famiglia di Lecce felicemente colpita. Alle finestre e per le strade, la partecipazione dei condomini e dei passanti. (Foto di Lucia Pagliara).

Pubblici inaspettati

Pier Paolo Palma, attore e regista trentaseienne, cofondatore assieme all’attrice Georgia de’ Conno della compagnia teatrale Red Roger di Benevento nel 2016, racconta di aver aderito in toto al format di Chiarello dopo averlo scoperto da una realtà fiorentina durante un festival teatrale a Roma, e di aver riscontrato subito un notevole successo.

C’è moltissima voglia da parte delle persone di concedersi un attimo di evasione e svago. Il 90% delle persone che riceve il delivery ricambia anche con una pizza o una torta fatta in casa, che in questo momento sono una carezza per l’anima.

Il regista definisce “quasi terapeutica” la formula di teatro a domicilio, sia per l’attore che ritorna al centro, più dello spettacolo stesso, sia per chi fruisce della performance. “Anche addentrandoci nelle zone più difficili del nostro territorio ci siamo sentiti ripagati”, racconta Palma: “Dalle finestre dei condomini abbiamo ricevuto applausi, bigliettini e parole di ringraziamento da pubblici inaspettati”. La compagnia teatrale Red Roger, costituita da otto professionisti dello spettacolo tra i 30 e i 40 anni che producono spettacoli propri, pensa quindi di continuare questa operazione anche dopo la pandemia, e sta cercando di coinvolgere tutti gli artisti dell’area, giocolieri, poeti e altre compagnie teatrali per contribuire alla diffusione dell’arte in tutte le sue forme e raggiungere luoghi non avvezzi all’arte. Chi volesse unirsi o ricevere uno spettacolo a domicilio può scrivere a redrogercomp[email protected] e li trova a questa pagina facebook facebook.com/maccheroniamari.

Benevento, Georgia de' Conno e Raffaele Tassella, 36 e 45 anni, delivery teatrale

Benevento: da sinistra verso destra gli attori Georgia de’ Conno (anche cofondatrice della compagnia), e Raffaele Tassella, 36 e 45 anni, pronti per un delivery teatrale di fronte a una casa di Benevento.

Benevento, arco Traiano - Pier Paolo Palma e Eugenio Delli Veneri, Red Roger, Barbonaggio Teatrale Delivery

Benevento. In foto, da sinistra verso destra, Pier Paolo Palma (36 anni, attore e regista) e Eugenio Delli Veneri (31 anni, attore), parte della compagnia Red Roger di Benevento, durante una performance di Barbonaggio Teatrale Delivery davanti all’Arco Traiano di Benevento.

Colori ed emozioni fuori dagli schermi

L’adesione al format di Chiarello, diffusosi a macchia d’olio, un olio decisamente curativo, avviene però con declinazioni a volte leggermente diverse: per esempio a Rovigo e Ferrara, grazie all’attrice Cristiana Previati (1973, nasce e vive in provincia di Ferrara dove si occupa di servizi alla persona, recita, scrive poesie, pièce teatrali, riflessioni e preghiere) e alla danzatrice Romina Zangirolami (1970, dagli studi di danza classica cominciati a Rovigo, è coinvolta nella produzione di festival di danza e performance di arte contemporanea) l’iniziativa prende vita piuttosto recentemente, dal 20 di febbraio. Rodigini e ferraresi possono scegliere performance artistiche di 15 minuti, legate ciascuna a un colore. “A ogni colore corrisponde un contenuto emozionale teatrale diverso: rosa per l’armonia, l’azzurro per il comico lieve, e il viola per il classico”, ci racconta la danzatrice. Nessun pubblico è escluso: “Per i bambini abbiamo previsto il Teatro emozionale e la rivisitazione della fiaba La principessa e il ranocchio”, continua Romina, entusiasta quando la raggiungiamo poche ore prima di cominciare questa nuova avventura. “Bisogna che gli artisti continuino a rivendicare la necessità dell’arte facendo un passo verso l’esterno anche e soprattutto in questo momento di chiusura, ma agendo con azioni concrete mettendosi al servizio della comunità, e non rifugiandosi dietro a uno schermo con le dirette streaming”, sottolinea con determinazione (per prenotazioni, mail: [email protected] e cellulare 342.0303926).

Danzatrice e performer Romina Zangirolami

La danzatrice e performer Romina Zangirolami (1970, dagli studi di danza classica cominciati a Rovigo, è coinvolta nella produzione di festival di danza e performance di arte contemporanea) assieme all’attrice Cristiana Previati porta il teatro delivery a Rovigo e Ferrara aderendo al format di Ippolito Chiarello. Nel loro menu, a ogni colore si associa un contenuto emozionale teatrale diverso.

Attrice Cristiana Previati, Ferrara

L’attrice Cristiana Previati (1973, nasce e vive in provincia di Ferrara dove si occupa di servizi alla persona, recita, scrive poesie, pièce teatrali, riflessioni e preghiere), che assieme alla danzatrice Romina Zangirolami porta il teatro delivery a Rovigo e Ferrara aderendo al format di Ippolito Chiarello.

Un call center atipico

Non tutti gli attori però hanno scelto la via della performance dal vivo, in alcuni casi perché il colore della zona non lo ha permesso, con spostamenti consentiti ai minimi termini, in altri per poter “toccare” anche fasce da proteggere, senza esporle ad alcun rischio. E per restituire alla parola la sua potenza, isolandola dall’immagine. Ha avuto un successo notevole, a tal proposito, il call center poetico ProntoPoesia!, attivo dal 28 al 31 dicembre e nato da un’idea della cantautrice e scrittrice romana, paroliera Giulia Anania (1984, Roma). Il progetto, in collaborazione con l’Associazione Culturale Muovileidee e con il contributo del Municipio Roma VIII, ha coinvolto una trentina di attori, scrittori e musicisti noti (tra cui Amir, Matilda De Angelis, Erri De Luca, Paolo di Paolo, Donatella di Pierantonio, Milena Mancini, Vinicio Marchioni, Martufello, Piotta), che hanno regalato canzoni e letture poetiche a chi ne sentiva la mancanza chiamando il numero dedicato (06.4006 0606). Tutto ciò, si legge dalla pagina facebook di Pronto Poesia (facebook.com/ProntoPoesia)

per trasmettere calore e accoglienza, per rendere vivo, reale e a due lo scambio tra artista e chi sarà dall’altra parte del telefono.

In soli quattro giorni il call center ha ricevuto oltre 900 telefonate da tutta Italia: un segnale forte che dichiara la necessità di poesia, e che sta spingendo la cantautrice romana ideatrice del progetto a renderlo, assieme all’associazione Muovileidee e a Municipio Solidale, un servizio fisso, almeno fino all’estate. Con “l’idea di offrire poesia al telefono con un numero verde che possa essere chiamato gratuitamente da ogni parte del mondo; che possa offrire poesia a chiunque ne abbia bisogno; e che raggiunga persone sole e fragili”, scrive Anania in un post del 2 febbraio. Senza dimenticare che si sta prodigando perché gli artisti che interpreteranno i versi siano retribuiti, per restituire “il senso civile del mestiere dell’attore, del cantante, del creativo; senza che allo spettacolo venga chiesta l’ennesima beneficenza. Su questo vogliamo fare la differenza; perché il lavoro è Poesia”, continua la cantautrice, rimarcando con questo nuovo inizio la funzione dell’artista, che presta un servizio fondamentale alla società, pertanto deve essere pagato.

La locandina di "Pronto Poesia!", call center poetico

La locandina di Pronto Poesia!, call center poetico nato da un’idea della cantautrice e scrittrice romana, paroliera Giulia Anania (1984, Roma). Il progetto, in collaborazione con l’Associazione Culturale Muovileidee e con il contributo del Municipio Roma VIII, ha coinvolto una trentina di attori, scrittori e musicisti.

Giulia Anania, Locandina di "Pronto Poesia!"

La locandina che segnala la possibilità di ascoltare una canzone poetica al telefono di Giulia Anania, cantautrice e scrittrice romana, paroliera (1984, Roma) e ideatrice di Pronto Poesia!.

La poesia è viva!

Che la poesia possa far la differenza e incidere nel presente per proclamare un nuovo inizio lo ha mostrato anche Amanda Gorman, la ventiduenne afroamericana di Los Angeles che ha recitato The hill we climb durante la cerimonia d’insediamento del presidente americano Joe Biden, nel gennaio 2021. La poesia non è quindi solo un fatto privato, ma può trasformarsi in azione civile. A credere nella sua forza, e non solo in questo periodo dove forse la pandemia, a causa dell’invasione di contenuti via web ha reso acuta l’esigenza di versi concisi, incisivi e riflessioni profonde e autentiche, è un’associazione nata nel 2010, Il Menu della Poesia (ilmenudellapoesia.com), scovata su internet nel meraviglioso mare magnum di iniziative emerse quest’anno per diffondere la cultura. Anche se la storia di questo menu poetico itinerante, a dire il vero, comincia molti anni fa. A raccontarcelo è Valeria Perdonò (1982), attrice diplomatasi nel 2008 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma, responsabile relazioni esterne del Il Menu della Poesia e parte integrante di questo team affiatato di 23 attrici e attori professionisti under 40, tutti diplomati nei centri italiani d’eccellenza della recitazione: “È ormai da più di dieci anni che ci vestiamo da camerieri e sorprendiamo le persone diffondendo teatro, letteratura e versi al di fuori dei circuiti culturali, nei ristoranti, nei bar, durante le feste aziendali e private, per raggiungere i pubblici meno avvezzi, in modo interattivo con dei veri e propri menu poetici da cui scegliere i versi di grandi Maestri”, racconta l’attrice. Non è quindi un’invenzione della pandemia questo menu poetico, ma nasce da un’idea dell’attore Marco Bonadei, diplomato nel 2009 alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino. “Tutto nacque quasi per gioco, come i più grandi amori, durante una vacanza in cui Marco assieme ad alcuni colleghi e amici si avventurò tra locali e ristoranti per le strade del Salento, con all’interno della valigia dell’attore camicie bianche, papillon e un menu dove le portate erano i titoli di poesie e monologhi”. L’obiettivo era raggiungere il pubblico in modo più intimo, diffondendo il concetto che “la poesia è cibo per l’anima”. L’operazione riscosse talmente tanto successo da condurre alla fondazione, nel 2018, di un’associazione culturale con sede prima a Torino e in secondo luogo anche a Milano, ampliamento coadiuvato dal sostegno dal Bando Open Lab della Compagnia di San Paolo.

Perché vogliamo sfatare la convinzione di molti, politici e non, secondo cui con la cultura non si mangia, il nostro infatti è un vero e proprio business culturale.
Associazione culturale "Il Menu della Poesia", nata per portare poesia, letteratura e teatro in luoghi conviviali

Parte del team dell’associazione culturale Il Menu della Poesia, nata per portare poesia, letteratura e teatro in luoghi conviviali, con gli attori che propongono al pubblico dei menu poetici travestiti da camerieri. All’inizio della pandemia l’associazione ha trovato una modalità alternativa per raggiungere il pubblico, rendendo disponibili online i menu da cui scegliere una poesia da regalare al telefono, con tanto di dedica personalizzata e compilando un semplice form. Da sinistra a destra: Anne Charlotte Barbera, Mauro Bernardi, Ilaria Longo, Vincenzo Zampa, Michele Bernardi, Valeria Perdonò, Riccardo Pumpo. (Foto di Marcella Foccardi).

Ma veniamo a questi giorni, dove non si può fare assembramento. Anzi, torniamo a quei giorni terribili di circa un anno fa, in cui le notizie cominciavano a diventare preoccupanti, tanto da portare al primo, vero, lockdown totale. Quei giorni in cui le terapie intensive si andavano saturando e il suono delle ambulanze era la colonna sonora più diffusa di ogni giornata, in un susseguirsi di notizie inquietanti. Proprio in quei giorni, nonostante l’atmosfera triste che ha provocato uno stop creativo per molti, il team de Il Menu della Poesia, osservando le azioni di bellezza solidale tra persone che intonavano canzoni e versi dai balconi, dedicandosi poesie e racconti, si fa forte della proprietà terapeutica dell’arte e pensa a un format alternativo per poter nutrire l’anima del pubblico senza doverlo incontrare vis a vis. Così gli attori-camerieri, in un momento di completa chiusura di ristoranti e luoghi di cultura, si mettono dall’altra parte della cornetta telefonica e regalano poesie a chi ne ha bisogno, per trasmettere parole d’amore, di cura, di festa, tramite l’iniziativa nata col nome “Contagi di versi”. Per scaldare gli animi solitari, raggiungere un destinatario ancor più bisognoso di parole positive, piene, veri e propri concentrati di endorfina trasmissibili nel totale rispetto del distanziamento sociale. Il menu con le poesie da cartaceo si fa digitale e si ordina tramite un semplice form online, scegliendo dal sito web le portate poetiche, e accompagnando il tutto con una dedica personalizzata, anch’essa interpretata dagli attori. “Nella risposta che riceviamo c’è sempre un grande carico emotivo. La potenza del menu al telefono è davvero intensa, abbiamo sentito la necessità di fare un passo indietro sull’immagine performativa” racconta la Perdonò.

Così, dal 16 marzo 2020, primo giorno dell’iniziativa, fino a Pasqua, più di 11 mila euro sono stati raccolti grazie alle poesie al telefono e donati interamente all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, per supportare al momento del bisogno una delle trincee più assediate dal coronavirus. Un dono dentro a un dono, ancora una volta. In un periodo di oscurità, la poesia dona luce agli animi e si mette a servizio della società, decidendo di regalare i propri proventi per una causa sociale (pur non ricevendo sufficienti supporti dallo Stato). Perché come dice il “paesologo” Franco Arminio (così si definisce il poeta, regista, scrittore, nato a Bisaccia nel 1960) “il poeta è un servitore della vita”.

Associazione culturale "Il Menu della Poesia", nata per portare poesia, letteratura e teatro in luoghi conviviali

Parte del team dell’associazione culturale Il Menu della Poesia, nata per portare poesia, letteratura e teatro in luoghi conviviali, con gli attori che propongono al pubblico dei menu poetici travestiti da camerieri. All’inizio della pandemia l’associazione ha trovato una modalità alternativa per raggiungere il pubblico, rendendo disponibili online i menu da cui scegliere una poesia da regalare al telefono, con tanto di dedica personalizzata e compilando un semplice form. Da sinistra a destra: Anne Charlotte Barbera, Mauro Bernardi, Ilaria Longo, Vincenzo Zampa, Michele Bernardi, Valeria Perdonò, Riccardo Pumpo. (Foto di Marcella Foccardi).

L’iniziativa continua tuttora, visto il successo: dal primo al 24 dicembre sono state richieste più di 1200 poesie al telefono. Adesso però le donazioni vanno all’associazione stessa, per retribuire gli attori che lavorano, assunti, e dare un segnale in questo momento così duro per il mondo dello spettacolo. “Non siamo dei dotti della poesia, ma degli interpreti”, continua l’attrice, “e vogliamo raggiungere il pubblico perché ci siamo resi conto che questa iniziativa accresce il benessere sociale, per questo deve durare. Stiamo coinvolgendo, anche presentandoli sui nostri canali social, alcuni poeti contemporanei che si trovano nella sezione dei nostri menu chiamata LA POESIA evVIVA!, il cui titolo gioca sulla parola Evviva come esclamazione che celebra la poesia, e la forma verbale con lo stesso suono è viva, per rimarcare la presenza e l’efficacia della poesia qui e ora”. È proprio così, la poesia è viva, così come il teatro, e ci sta accompagnando in questo nuovo inizio, diffondendosi per le strade, sui pianerottoli, lungo le linee telefoniche. Raggiungendoci con modalità differenti, reinventandosi anche per soddisfare un rinnovato desiderio di autenticità e arte, per farsi cura di menti logorate da un anno di depauperamento culturale e notizie negative. Nulla sarà come prima, ma forse non per ogni cosa è un male questo ricominciare, questo rinnovarsi. Con le parole dello scrittore e poeta piemontese Cesare Pavese (1908 – 1950):

L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, a ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire.

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Benedetta Rutigliano è giornalista pubblicista, divulgatrice di arte e cultura sul web (Wakeupnews.eu, Artincontro.com, Stillmagazine.eu). Si è laureata a pieni voti in Storia e critica dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sperimentale, sulla pittura murale in edifici pubblici nell’Italia del dopoguerra (gli artisti trattati: Aldo Borgonzoni, Renzo Grazzini, Sineo Gemignani, Armando Pizzinato e Sabino Coloni). Ha frequentato un Master in Giornalismo e comunicazione multimediale e lavora nel campo della comunicazione e dell’organizzazione di eventi. Ha scritto, con Salvatore Giannella e con le foto di Vittorio Giannella, la Guida ai paesi dipinti di Lombardia (Booktime).

A PROPOSITO

Ricominciare dalla natura, con la poesia: dal Tavoliere pugliese i versi vegetali di Grazia

Nel suo nuovo libro la poetessa degli ulivi Stella Elia conferma la fiducia nella natura, il suo valore sacrale e primigenio, in un momento in cui l’emergenza sanitaria ci ha costretti a ripensare al nostro rapporto con il patrimonio ambientale e a rimetterci in contatto con un’armonia antica

testo di Sergio D’Amaro

La più recente raccolta poetica di Grazia Stella Elia, Alle radici dei versi (prefazione di Pietro Sisto, Bari, Progedit, 2020, pp. 142, € 15) conferma e rafforza la sua intatta fiducia nella natura, mentre trova il timbro psicologico più adatto per esprimerne le molteplici risonanze. La nostra autrice (presentata in passato su questo blog) è una sensitiva nel significato tutto emozionale della sintonia col creato, di cui registra ogni moto, ogni cambiamento, ogni sussulto. Lei che proviene da una lunga convivenza con gli ulivi, monarchi assoluti della Puglia, lei che è stata definita la “poetessa degli ulivi”, non poteva non scorrere tutta la tastiera delle forme di bellezza che la natura offre. Ma forse dietro questo empito lirico, c’è una ragione maturata all’appuntamento col periodo storico che ci sta davanti: l’emergenza sanitaria ha riacceso le antenne sulla salvaguardia del patrimonio naturalistico, ci ha costretti a porci di fronte all’inquinamento globale e al globale riscaldamento che inquieta le coscienze più attente.

Le composizioni di questo libro, stese nel decennio che ci lascia, con scrupolo di date in calce, nella sua città che è Trinitapoli, tra le vive saline e il magico Castel del Monte, hanno l’aspetto frequente di una lode innalzata ai fiori e alle piante, al vento, al sole, alla luna e sembrano modulati secondo un non nascosto spirito francescano, esprimendo il ringraziamento per l’abbondanza e il benessere che le singole essenze trasmettono allo spettatore sensibile. Stella Elia è un’ottimista e resta testardamente fedele alla singolarità della sua terra, rivelando un forte sentire intimo e quasi di simbiosi con la sua terra in cui si riconosce e a cui è riconoscente. Il testo, ad esempio, Se mai potessi, esprime uno dei culmini di questo sentimento incoercibile, dove tutto il suo essere si ritrova, impegnato in una vera e propria “ulivizzazione”:

Se mai potessi

a un ulivo antico

rimanere abbracciata,

nella pace più vera,

più dolce, più sacra

mi addormenterei.

Scorrerebbe senza lasciar tracce

il tempo

e in una dimensione

mi troverei

di primordiale era

con l’originaria semplicità

di un mondo

appena nato.

È un processo di identificazione naturale e storica quello che concerne la nostra poetessa di Trinitapoli, preoccupata anche giustamente delle cose non perfette o addirittura inquietanti che occupano la nostra epoca tanto travagliata (come la Grecia umiliata dalla sua profonda crisi economica, Grecia che fu faro di cultura nel mondo). Non mancano i flashback come quello di Celle San Vito, il più piccolo comune della Puglia appollaiato sul Subappennino dove Grazia mosse i primi passi della sua onorata professione di maestra e ancora attuale antidoto a ogni mondo consumistico e alienato. Il buon senso antico, insomma, è messo in tensione col moderno, ma senza invocare rivoluzioni e senza intenti polemici, ma utilizzando il linguaggio fermo, secolare, autorevole delle piante che ci circondano e che non smettono di trasmetterci il loro appello costante all’armonia cosmica e a un sottaciuto sentimento religioso.

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grazia-stella-elia-a-Celle-San-Vito

Grazia Stella Elia (Trinitapoli, 1931) ritratta nel 1959 nel suo primo anno di insegnamento. I suoi libri di poesia le hanno meritato numerosi riconoscimenti e l’inserimento in molte antologie. Nel 1995 ha rappresentato l’Italia all’International Meeting of Writers di Belgrado. Ha diretto i corsi dell’Università della terza età. Ha amato tra i poeti Pascoli e Luzi, Merini, Spaziani, Marniti, ma soprattutto Ungaretti, Quasimodo, Montale, Neruda e Tonino Guerra. Ha festeggiato da poco gli 85 anni: “Ho fatto tingere di sole/ i fili bianchi che sapevano/ di luna: i miei capelli, /ma lascio che le rughe/ mi solchino il volto/ come mi scava la vita”.

Fotogallery

Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, è Città della Poesia, e a Natale 2020 ha disseminato versi poetici per le vie del borgo tramite luminarie artistiche

Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, è Città della Poesia, e a Natale 2020 ha disseminato versi poetici per le vie del borgo tramite luminarie artistiche.

Santarcangelo di Romagna: le strade della città romagnola illuminate dalle parole dei poeti qui nati (Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Gianfranco Fucci)

Santarcangelo di Romagna: le strade della città romagnola illuminate dalle parole dei poeti qui nati (Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Gianfranco Fucci).

Poesie a domicilio: un signore di Santarcangelo di Romagna apre la propria porta per ricevere il dono

A Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, nell’ambito di Porta Poetica, un’azione urbana ideata da Cantiere Poetico e curata da Teatro Patalò, le ragazze e i ragazzi dei laboratori di avvicinamento all’arte dell’attore hanno effettuato la consegna di poesie a domicilio, il delivery poetico, ai santarcangiolesi che lo hanno ricevuto in dono durante le feste natalizie da altri compaesani, amici, nipoti o figli. In foto un signore di Santarcangelo di Romagna apre la propria porta per ricevere il dono.

Santarcangelo: un ragazzo interpreta una poesia sotto la finestra di una casa, utilizzando un megafono per farsi sentire

A Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, nell’ambito di Porta Poetica, un’azione urbana ideata da Cantiere Poetico e curata da Teatro Patalò, le ragazze e i ragazzi dei laboratori di avvicinamento all’arte dell’attore hanno effettuato la consegna di poesie a domicilio, il delivery poetico, ai santarcangiolesi che lo hanno ricevuto in dono durante le feste natalizie da altri compaesani, amici, nipoti o figli. In foto un ragazzo interpreta una poesia sotto la finestra di una casa, utilizzando un megafono per farsi sentire.

Ravenna: pizze e anche poesie a domicilio consegnate nella città che conserva le spoglie di Dante

Ravenna: pizze e anche poesie a domicilio consegnate nella città che conserva le spoglie di Dante.

Poesia a Domicilio: Ravenna, Camilla Berardi

Camilla Berardi, rider e attrice che per SpazioA, gruppo nato lo scorso anno dall’unione spontanea di una decina di ragazzi e ragazze di età media 25 anni, con storie ed esperienze sceniche diverse, formatasi in seno all’associazione culturale Galla & Teo, ha consegnato le poesie a domicilio nel periodo natalizio.

Modena - Roberta Spaventa, 43 anni, Peso Specifico Teatro di Modena

Modena: Roberta Spaventa, 43 anni, fondatrice e direttrice artistica della compagnia Peso Specifico Teatro di Modena, ora promotrice del Teatro Express, che porta performance e monologhi teatrali sui pianerottoli e nei giardini delle case per regalare poesia e teatro.

Modena - Santo Marino, 38 anni, Peso Specifico Teatro

L’attore Santo Marino, 38 anni, della compagnia modenese Peso Specifico Teatro, durante una performance di Teatro Express (Foto di Diego Camola). In apertura del servizio: l’attrice Alessandra Amerio, 46 anni, della compagnia modenese Peso Specifico Teatro, incanta dei bambini sulla soglia di una porta, durante una performance di Teatro Express. (Le foto di Modena sono di Diego Camola).

L’attrice Alessandra Amerio della compagnia modenese Peso Specifico Teatro, incanta dei bambini sulla soglia di una porta, durante una performance di Teatro Express

L’attrice Alessandra Amerio, 46 anni, della compagnia modenese Peso Specifico Teatro, incanta dei bambini sulla soglia di una porta, durante una performance di Teatro Express. Foto di Diego Camola.

Modena, Alessandra Amerio porta le poesie in dono nelle case

L’attrice Alessandra Amerio, 46 anni, della compagnia modenese Peso Specifico Teatro, durante una performance di Teatro Express sul pianerottolo di una casa. Foto di Diego Camola.

Lecce, Ippolito Chiarello, classe 67, Barbonaggio Teatrale Dlivery

Lecce: Ippolito Chiarello, classe 67, attore, regista, fondatore del Barbonaggio Teatrale nel 2009 e del Barbonaggio Teatrale Delivery nel 2020, per avvicinarsi al pubblico anche durante la pandemia. La sua iniziativa sta dilagando dentro e oltre i confini nazionali con l’istituzione delle USCA, Unità Speciali di Continuità Artistica. Qui in foto consegna performance come un rider consegna cibo, per le strade di Lecce, in Puglia. (Foto di Lucia Pagliara).

Lecce, Ippolito Chiarello, classe 67, attore, regista, fondatore del Barbonaggio Teatrale

Ippolito Chiarello, attore al lavoro, durante una performance teatrale di Barbonaggio Teatrale Delivery consegnata a una famiglia di Lecce felicemente colpita. Alle finestre e per le strade, la partecipazione dei condomini e dei passanti. (Foto di Lucia Pagliara).

Lecce, Ippolito Chiarello, Barbonaggio Teatrale nelle scuole

Ippolito Chiarello durante una performance teatrale di Barbonaggio Teatrale Delivery rivolta ai bambini del IV Circolo Castromediano di Lecce, tenuta in sicurezza secondo le norme anticovid, in spazi esterni. Foto di Walter Spennato.

Lecce, Ippolito Chiarello, Barbonaggio Teatrale nelle scuole

Ippolito Chiarello durante una performance teatrale di Barbonaggio Teatrale Delivery rivolta ai bambini del IV Circolo Castromediano di Lecce, tenuta in sicurezza secondo le norme anticovid, in spazi esterni. Foto di Walter Spennato.

Benevento, Georgia de' Conno e Raffaele Tassella, 36 e 45 anni, delivery teatrale

Benevento: da sinistra verso destra gli attori Georgia de’ Conno (anche cofondatrice della compagnia), e Raffaele Tassella, 36 e 45 anni, pronti per un delivery teatrale di fronte a una casa di Benevento.

Benevento, arco Traiano - Pier Paolo Palma e Eugenio Delli Veneri, Red Roger, Barbonaggio Teatrale Delivery

Benevento. In foto, da sinistra verso destra, Pier Paolo Palma (36 anni, attore e regista) e Eugenio Delli Veneri (31 anni, attore), parte della compagnia Red Roger di Benevento, durante una performance di Barbonaggio Teatrale Delivery davanti all’Arco Traiano di Benevento.

Danzatrice e performer Romina Zangirolami

La danzatrice e performer Romina Zangirolami (1970, dagli studi di danza classica cominciati a Rovigo, è coinvolta nella produzione di festival di danza e performance di arte contemporanea) assieme all’attrice Cristiana Previati porta il teatro delivery a Rovigo e Ferrara aderendo al format di Ippolito Chiarello. Nel loro menu, a ogni colore si associa un contenuto emozionale teatrale diverso.

Attrice Cristiana Previati, Ferrara

L’attrice Cristiana Previati (1973, nasce e vive in provincia di Ferrara dove si occupa di servizi alla persona, recita, scrive poesie, pièce teatrali, riflessioni e preghiere), che assieme alla danzatrice Romina Zangirolami porta il teatro delivery a Rovigo e Ferrara aderendo al format di Ippolito Chiarello.

La locandina di "Pronto Poesia!", call center poetico

La locandina di Pronto Poesia!, call center poetico nato da un’idea della cantautrice e scrittrice romana, paroliera Giulia Anania (1984, Roma). Il progetto, in collaborazione con l’Associazione Culturale Muovileidee e con il contributo del Municipio Roma VIII, ha coinvolto una trentina di attori, scrittori e musicisti.

Giulia Anania, Locandina di "Pronto Poesia!"

La locandina che segnala la possibilità di ascoltare una canzone poetica al telefono di Giulia Anania, cantautrice e scrittrice romana, paroliera (1984, Roma) e ideatrice di Pronto Poesia!.

Associazione culturale "Il Menu della Poesia", nata per portare poesia, letteratura e teatro in luoghi conviviali

Parte del team dell’associazione culturale Il Menu della Poesia, nata per portare poesia, letteratura e teatro in luoghi conviviali, con gli attori che propongono al pubblico dei menu poetici travestiti da camerieri. All’inizio della pandemia l’associazione ha trovato una modalità alternativa per raggiungere il pubblico, rendendo disponibili online i menu da cui scegliere una poesia da regalare al telefono, con tanto di dedica personalizzata e compilando un semplice form. Da sinistra a destra: Anne Charlotte Barbera, Mauro Bernardi, Ilaria Longo, Vincenzo Zampa, Michele Bernardi, Valeria Perdonò, Riccardo Pumpo. (Foto di Marcella Foccardi).

Associazione culturale "Il Menu della Poesia", nata per portare poesia, letteratura e teatro in luoghi conviviali

Parte del team dell’associazione culturale Il Menu della Poesia, nata per portare poesia, letteratura e teatro in luoghi conviviali, con gli attori che propongono al pubblico dei menu poetici travestiti da camerieri. All’inizio della pandemia l’associazione ha trovato una modalità alternativa per raggiungere il pubblico, rendendo disponibili online i menu da cui scegliere una poesia da regalare al telefono, con tanto di dedica personalizzata e compilando un semplice form. Da sinistra a destra: Anne Charlotte Barbera, Mauro Bernardi, Ilaria Longo, Vincenzo Zampa, Michele Bernardi, Valeria Perdonò, Riccardo Pumpo. (Foto di Marcella Foccardi).

Leggi anche:

  • Poeti Fuori Strada: “eravamo un anziano, un bambino, un carcerato malato e tu ci hai insegnato a fare poesia”. Riprendendo i versi di Ernesto Cardenal una tenace scrittrice e un illustre medico ci indicano da Monza uno dei sentieri possibili per ricominciare dopo questo periodo triste. Forti di un’esperienza (da elogiare e da imitare) che Claudio Magris ha definito “una bella storia italiana”
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  • Da Rimini a Pennabilli sulle tracce di Fellini e di Tonino Guerra: paesaggio con poeta. Tra i grandi personaggi che hanno reso famosa l’Emilia Romagna nel mondo spiccano Fellini, uno dei maggiori registi del cinema italiano, e Guerra (poeta, sceneggiatore, pittore e scrittore), creatore dei Luoghi dell’Anima a Pennabilli e nella Valmarecchia, “la valle più bella d’Italia”, © Antonio Paolucci. Entrambi intensi, emozionanti, dallo sguardo poetico e profondo, collaborarono nella scrittura di diverse sceneggiature: la loro opera comune più famosa è sicuramente Amarcord, l’indimenticabile film che racconta i luoghi, lo spirito e il carattere della Romagna e della sua gente. Questo è un invito alla visita nelle terre che hanno alimentato la loro creatività poetica
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  • La poesia che Nelson Mandela lesse ogni giorno nella sua cella. Ciao Nelson Mandela, il mondo perde un suo eroe. E noi illuminiamo le parole poetiche che tu leggesti ogni giorno dei tuoi 27 anni di prigionia a Robben Island.
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