Gli omicidi continuano a diminuire,
ditelo al ministro che vuole
gli italiani armati con più facilità

Matteo Salvini (foto) ignora volutamente i dati
del “suo” Viminale. Come i tanti spacciatori
di paure e di rancori che vogliono criminalizzare
e dipingere tutta Roma a tinte fosche.
Ecco, invece, i dati reali sui quali ragionare

BUONO A SAPERSI

testo di Vittorio Emiliani* / da Anteprima**

 

Matteo Salvini ignora volutamente i dati del «suo» Viminale. Il ministro dell’Interno ha voluto con forza la legge che consente agli italiani di armarsi con più facilità, anche se gli omicidi volontari continuano a diminuire. Siamo scesi a 343 nel 2017 dai 1.300 di non molti anni fa con un incredibile calo, mentre i residenti stranieri (coi quali spesso si mette in relazione la peggiore criminalità) sono aumentati del 580 per cento.

L’ultima strumentalizzazione Salvini l’ha tentata a San Lorenzo, un quartiere che ha certo bisogno di interventi di controllo e di prevenzione (da decenni) contro lo spaccio di droga, contro una movida che esaspera e caccia gli abitanti snaturando ancor più lo storico rione «rosso» dei marmorari. Il delitto, atroce, di San Lorenzo viene usato cinicamente per criminalizzare e per dipingere tutta Roma a tinte fosche. Come ha fatto l’incredibile telefilm Suburra (appena 4% di ascolti su Rai 3, servizio pubblico) con decine e decine di sparati, sbudellati, sgozzati fra Ostia e Roma.

Ecco i dati reali sui quali ragionare:

Omicidi volontari in Provincia di Roma (4,2 milioni di abitanti)
201435
201520
201617
201714
(a Napoli, 77 omicidi, 5 volte tanto per una popolazione inferiore di oltre 1 milione)
Variazione
2014 -> 2017-60%
2016 -> 2017-17,65%
Indice omicidi per 100.000 abitanti
Italia0,68
Roma0,41
Omicidi per 100.000 abitanti
Milano
Napoli
Rimini
Bologna
Firenze
Torino
Prato
Roma (8° posto)
Rapine in Provincia di Roma
20143.585
20153.068
20162.832
20172.584
Variazione
2014 -> 2017-27,9%
2016 -> 2017-8,76%
Confronto fra le capitali europee (2006), omicidi ogni 100.000 abitanti
Londra2,3*
Berlino1,8
Parigi1,6
Roma0,9
* A Londra la situazione è peggiorata da allora.

Ciò significa che l’attività di contrasto delle forze di polizia funziona e che non c’è alcun bisogno di armare i cittadini o di creare ronde private. È invece indispensabile aumentare e razionalizzare la spesa per dotare le forze di polizia di automobili, armi, strumenti scientifici, sedi adeguate e presidii rassicuranti (come indica da tempo, anche su questo blog, l’ex commissario di polizia Ennio Di Francesco, Ndr).

Mentre Comune e Municipi romani devono intensificare l’azione di regolamentazione dei pubblici esercizi (spesso abusivi o illegali), dei loro orari, dei rumori molesti, della somministrazione di alcolici e altro.

Bisogna assolutamente evitare di «desertificare» ulteriormente i rioni romani, di espellere altri residenti dal centro e dal semi-centro.

Altro che “tolleranza zero”, ruspe e altre balle demagogiche.

bussola-punto-fine-articolo

Vittorio Emiliani (Predappio, 1935), giornalista e scrittore, presiede il Comitato per la Bellezza. Ha diretto il quotidiano romano Il Messaggero (1980-1987, 290.863 copie di tiratura media). La sua ultima pubblicazione riguarda proprio Roma capitale malamata (il Mulino), cronaca viva e sofferta di due secoli in cui Roma è cresciuta di 15 volte: ingovernabile senza strumenti speciali. Con la stessa casa editrice bolognese ha pubblicato Il furore e il silenzio. Vite di Gioachino Rossini (nuova ed. 2018) e Il fabbro di Predappio. Vita di Alessandro Mussolini (2010). Fra i suoi libri più recenti: Cinquantottini. L’Unione Goliardica italiana e la nascita di una classe dirigente (Marsilio, 2016) e Lo sfascio del Belpaese. Beni culturali e paesaggio da Berlusconi a Renzi (Solfanelli, 2017). Altri suoi libri che mi fanno compagnia: Romagnoli & Romagnolacci, cento e più ritratti di personaggi della Romagna dell’altro ieri, di ieri e di oggi (Minerva Ed., 2014); Cronache di piombo e di passione. L’altro «Messaggero». Un giornale laico sulle rive del Tevere (1974-1987) (Donzelli, 2013) e di Belpaese Malpaese. Dai taccuini di un cronista 1959-2012 (Bononia University Press, 2012).

A PROPOSITO/ di Martina Pennisi

Denigra, denigra. E se ti beccano

per la balla trasmessa sui social

chiedi scusa e passa tutto. O no?

Una storia esemplare di fake news contro la Laura Boldrini

e del suo autore, l’attuale ministro Centinaio (foto).

Che se la cava: “Le persone dovrebbero essere meno credulone”

gian-marco-centinaio

Gian Marco Centinaio (Pavia, 31 ottobre 1971), dal 1º giugno 2018 ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Conte. Dal 2 luglio 2018 è incaricato dal Consiglio dei Ministri anche come Ministro del Turismo.

Anteprima, la personale rassegna stampa di Giorgio Dell’Arti riporta nella stessa giornata di martedì 30 ottobre un ritratto di Gian Marco Centinaio (Pavia, 1971), politico (Lega), ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali (dal 1° giugno 2018) e del Turismo (dal 12 luglio 2018) che, in un brano centrale, aiuta a comprendere come e perché si diffondono, anche da fonti insospettabili, le fake news sui social, questione che ci sta a cuore e ci allarma. Vi si legge: “Qualche polemica, nel settembre 2017, quando pubblicò sul suo profilo Facebook ‘la fotografia di un uomo con un flûte corredata dalla dicitura “Lui è Andrea Boldrini, fratello di Laura Boldrini. La sorella l’ha fatto nominare direttore generale del Centro coordinamento delle regioni. Prende 47 mila euro al mese. Nessun tg ne parla!”. […] Poco importa se l’uomo della foto non ha nulla a che fare con i tre fratelli di Boldrini, Andrea, Enrico e Ugo. Come ricostruito dal blogger David Puente, si tratta di Andrea Spallarossa, sostenitore di Forza Italia. […] Centinaio ha pubblicato il post, si è scatenata una cieca indignazione e in molti ci hanno creduto. “Era uno scherzo fra amici, una goliardata”, dichiara il senatore al Corriere della Sera. “Ho chiarito più volte che si trattava di uno scherzo”, prosegue. Poi allarga le braccia: “Online viene preso tutto per oro colato: io che ci posso fare? Le persone dovrebbero essere meno credulone”. […] Centinaio, in rete, non sente il peso del suo ruolo: “Un politico sui social deve essere per forza serio e serioso?”, si chiede. Assicura poi di non aver voluto in alcun modo colpire Boldrini in quanto avversaria politica: “Mi scuso se l’ho offesa”.

Martina Pennisi

anteprima-centinaio-fake-news** Anteprima è la spremuta di giornali curata dal giornalista Giorgio Dell’Arti (Catania, 1945). Non una semplice rassegna stampa, ma un vero e proprio quotidiano, tutto scritto da Dell’Arti (foto), che a partire dalle 4 del mattino legge i giornali che stanno per andare in edicola e li consegna via mail alle sette e trenta in punto: il modo giusto per uscire di casa alle otto sapendo tutto quello che c’è da sapere. Per ricevere Anteprima gratis per un mese: anteprima.news

Di Vittorio Emiliani:

Author: admin

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