Aleppo: l’uomo che nutre
i gatti randagi della guerra

In una Siria sofferente e frustata a sangue dalle armi,
Alaa nel tempo libero lasciatogli dal compito volontario
di autista d’ambulanza salva una colonia di 150 mici abbandonati

GENTE (NON) COMUNE

di Salvatore Giannella

Scorri le cronache dalla Siria di guerre e di genocidi senza limiti e, prima di cedere al rischio dell’assuefazione e all’impotenza dovuta al fallimento delle Grandi (grandi?) potenze e di quel governo del mondo che dovrebbe essere idealmente le Nazioni Unite (Unite?), la mia attenzione di “cacciatore di storie” viene colpita da una piccola storia che tocca il cuore: la storia di un uomo che nutre come può i gatti randagi della città-martire di Aleppo.

Lui si chiama Alaa, all’anagrafe Mohammad Alaa Aljaleel, e prima che scoppiasse la guerra, lavorava come elettricista nella zona di Masaken Hanano. Dopo, quando la guerra ha sconvolto la vita degli abitanti costringendoli in tanti a fuggire in cerca di salvezza, Alaa ha scelto di rimanere in città. Cura la sopravvivenza della sua famiglia, come volontario svolge l’importante compito di autista di ambulanza, soccorre i feriti, trasporta le vittime dei bombardamenti e, appena può, dedica del tempo e delle cure amorevoli a una colonia di gatti randagi, anche loro rimasti senza più aiuto. L’agenzia GreenStyle ha calcolato che, acqua e carezze a parte, Alaa spende circa 2,50 sterline al giorno in riso e carne da distribuire all’interno del corposo branco di mici abbandonati.

La prima ad attivare Alaa è stata, tre mesi fa, una bambina che, rimasta sola e in procinto di partire con i parenti, è corsa dall’uomo per affidargli il suo amico più caro: un micetto. Impossibilitata a portarlo con lei, ha chiesto all’ex elettricista di prendersi cura del suo amico, fino al suo ritorno. E così è stato: da allora i felini sono aumentati e, nel giro di pochi anni, hanno raggiunto la cifra importante di 150 unità.

Dopo averli aiutati per strada, oggi l’uomo ha creato un piccolo rifugio, una piccola struttura dove raccoglie e ospita tutti i gatti randagi e qualche cane bisognoso. Grazie a Facebook, e all’amicizia con una violinista libanese di casa in Italia, la sua vicenda ha varcato i confini della Siria. L’uomo sovvenziona la struttura con il supporto delle donazioni dei sostenitori, che giungono da ogni nazione. Noto anche come The cat man of Aleppo. Alaa prosegue nel suo cammino, prodigandosi sia per i civili che per tutti gli animali rimasti soli tra le bombe.

In un posto così segnato dal dolore sono gli atti semplici e sinceri a illuminare il buio.

Author: admin

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