Le 50 migliori pizzerie
di Milano

Milano 50

Classifica di Roberto Angelino* per Giannella Channel

 

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Un Oscar, il sesso, un gelato e una pizza… Se avessi questo ogni giorno per il resto della mia vita sarei felice.

Dustin Hoffman

max-paiella-manu-chao-elezione-presidente-repubblica La sezione “De Gustibus / Le nostre soste gustose nella capitale dell’Expo” si arricchisce, per gentile concessione di Renzo Arbore, di una colonna sonora d’eccezione: “A noi ci piace mangiare” (A nuje ce piace ‘e magna’) cantata dal popolarissimo showman con l’Orchestra Italiana. Grazie, Renzo, per queste note che avrebbero meritato di essere la colonna sonora di Expo. E auguri per il tuo seducente renzoarborechannel.tv (sg)

Le 50 migliori pizzerie di Milano

  • AL PARADISO DELLA PIZZA
    Via Pellegrino Rossi 52, tel. 02-64.64.543

    Ad Affori, con 40-45 coperti. Visto da fuori (e anche da dentro) non gli dareste due lire, poi vi stupiscono. Le pizze in lista, tutte altine e croccanti, sono oltre 50, divise per categorie: a base di verdure, coi funghi, con le cipolle… Tra le specialità: Rambo (prosciutto di praga, speck e uovo sodo) e Pulcinella (verdure grigliate e grana). Chiuso mercoledì a pranzo

  • AMICI DELLA PIZZA
    Via Anfossi 28 angolo via Cadore, tel. 02-36.51.21.04

    A due passi dalla Palazzina Liberty c’è questo locale ampio e accogliente. La pizza è light: ultrasottile, sfacciatamente grande e col bordo croccante, esce dal piatto e soddisfa il palato. Poco lievitata e molto condita (spesso in modo stravagante), è quasi una piadina sfogliata. In lista 70 pizze, tra cui: president (brie, asparagi e peperoni), scoiattolo (panna, mozzarella, taleggio e nocciole), polù (porcini e luganega), Calindri (solo carciofi), milanese (porcini freschi, panna, mozzarella e zafferano) e Ribot (con sfilaticcio di cavallo). Chiuso lunedì

  • A’ PAZZIELLA
    Via Andrea Palladio 4/6, tel. 02-58.32.57.08

    Il posto, vicino al parco Ravizza, è enorme e con una pessima acustica ma c’è una veranda dove si può fumare e anche la possibilità di vedere le partite in tv. La pizza è quella classica napoletana verace, alta, soffice e poco friabile, proposta in una varietà non convenzionale, forse un po’ troppo cara. Chiuso sabato e domenica a pranzo

  • A PIEDIGROTTA
    Via Cesare da Sesto 5, tel. 02-89.40.66.42

    Dietro corso Genova c’è questa insegna storica della napoletanità, una pizzeria con poche pretese, ma in cui si mangia bene (e c’è anche una saletta fumatori). Nel tempo ha cambiato tanti proprietari, ma da 20 anni la gestisce l’egiziano Aldo, ottimo pizzaiolo, che ha mantenuto alto il livello seppure in un contesto per famiglie e comitive d’amici. L’arredo è popolare (in sala un capitello corinzio rosa e alle pareti il poster di un tramonto alle Hawaii e la stampa di un quadro di Paul Klee), ma la pizza è di classe. Chiuso martedì

  • A’ TARANTELLA
    Via Guido Mazzali 5, tel. 02-28.51.08.95

    In zona piazza Udine, è il regno del napoletano Ciro, che prima di venire al Nord s’è fatto le ossa in una celebre pizzeria di San Giorgio a Cremano. Sforna un prodotto impeccabile per impasto e cottura, coi bordi alti e croccanti, ma morbido e compatto al centro. Il fiordilatte viene da un produttore di Marcianise e anche olio e pomodoro sono di buona qualità. Il servizio a volte è troppo “colorato”. Chiuso lunedì e domenica a pranzo

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  • BIAGIO
    Via Vincenzo Monti 28, tel. 02-49.87.166

    Storica pizzeria milanese dietro la stazione Nord, con un ambiente poco formale e le tovaglie rosse e bianche a quadretti. Due piccole sale e, in estate, qualche tavolino sul marciapiede. In lista c’è solo la pizza, buona, a bordo medio, con condimento abbondante e prezzi abbordabili. Chiuso sabato

  • CINDER MOUNT
    Via Monte Ceneri 58, tel. 02-33.00.23.69

    Alla Ghisolfa. La pizzeria è minuscola (solo 20 coperti) e senza pretese, ma il proprietario Arturo Cosma è gentile e disponibile e la pizza discreta (anche da asporto), né troppo alta né troppo bassa. Buoni impasto e condimento. Tra le specialità il calzone a bocca aperta e la focaccia primavera. Chiuso domenica a pranzo e lunedì

  • CIRIPIZZA
    Via Paolo Sarpi 63, tel. 02-36.56.12.21

    Locale molto informale a Chinatown, con tavoli e sedie di plastica trasparente, un po’ storto e non grandissimo (40 coperti, più qualche tavolo sul marciapiede) però accogliente. Il vero problema è trovare posteggio in zona. Pizza buona, tonda, bassina e croccante (su tutte la San Marzano e la mediterranea), ma anche con pasta media, doppia o integrale. Chiuso lunedì a pranzo

  • COKE
    Via Pavia 10, tel. 02-83.94.886

    Pizzeria minimal a 10 metri dal Naviglio, tra corso San Gottardo e l’Alzaia Pavese; a forma di elle e con i sanpietrini per terra, con qualche tavolo sul marciapiede. Indicato per chi non ama la napoletana: qui impera la versione romana, sottile, scrocchiarella, più digeribile, talmente grande che trabocca dal piatto. Molte le versioni in menu (a prezzi mai esagerati), compresa quella con gorgonzola e mela. Chiuso mercoledì

  • CONVIVIUM
    Via Ponte Vetero 21 angolo via Landolfo, tel. 02-86.46.37.08

    Moderna risto-pizzeria nel cuore di Brera aperta dall’86 e di recente tirata a lucido dai due proprietari, il toscano Claudio e il pugliese Nicola. Imperdibili i tavoli della prima saletta, con una parete-muraglia di bottiglie di vino e l’affaccio sulla chiesa del Carmine. Tra le pizze (tutte da lievito madre): focaccia con spada affumicato ed erba cipollina, emiliana (pere, formaggio di fossa e gocce di aceto balsamico), norvegese (mozzarella, salmone affumicato e panna) e sfilatino di Capri (pomodoro, mozzarella, prosciutto e ricotta). Chiude all’1 di notte. Sempre aperto.

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  • DA GIULIANO
    Via Paolo Sarpi 60, tel. 02-34.16.30

    Nella zona pedonale di Chinatown dal 1969, su due piani affollatissimi, con forno a legna: pizza al trancio in tante varietà. È alta, con base croccantina e centro soffice, abbrustolita il giusto e dai bordi saporiti. Il condimento è bilanciato: olio buono, mozzarella del monte Penice in dosi generose e salsa di pomodoro perfetta. Chiuso lunedì

  • DA MICHELE
    Via Vigevano 14, tel. 02-58.10.31.30

    In zona Navigli, a pochi metri dalla stazione di Porta Genova, c’è questa piccola e candida pizzeria con cucina dai sapori veri, con i tavoli ravvicinati e piante verdi dappertutto. Mentre sua moglie Patrizia prepara piatti veloci, il pugliese Michele Di Bisceglie sforna un’ottima pizza napoletana, una delle migliori di Milano, il cui punto di forza è la pasta, cotta alla perfezione, un giusto equilibrio tra morbido e croccante. Conto più che onesto. Tra le pizze, la parmigiana (mozzarella, pomodoro, melanzane al forno e spolverata di grana) e quella con salsiccia e friarielli. Chiuso domenica a pranzo

  • DRY
    Via Solferino 33, tel. 02-63.79.34.14

    Pizza alla napoletana molto piccola, soffice e poco economica. La si trova nel nuovo locale cool di Brera, vicino al Corriere della Sera, un progetto di ristorazione post-industriale che per la prima volta unisce l’insolita accoppiata cocktails e pizza, firmato dallo chef stellato Andrea Berton (e dallo stesso gruppo che a 50 metri ha aperto con lui Pisacco: Giovanni Fiorin, uno che di mestiere apre locali, l’avvocato e sommelier Diego Rigatti e l’architetto Tiziano Vudafieri). È gestito dal barman Guglielmo Miriello, rientrato apposta da Shangai, e dal pizzaiolo Simone Lombardi, strappato alla Cantinetta del Becco di Città del Messico. In menu 4 varianti classiche a lievitazione naturale, da arricchire a piacimento, ma anche le proposte sfiziose dello chef come il calzone bianco con scarola brasata, pinoli, uvetta e ricotta di bufala o la pizza con lardo, basilico, cacio e pepe nero del Sarawak. Sempre aperto

  • FABBRICA
    Alzaia Naviglio Grande 70, tel. 02-83.58.297

    Ricavato nel 1994 negli spazi giganteschi di una vecchia fabbrica di legnami, il locale ha mantenuto negli anni lo stile essenziale e povero, con i tavoloni in vero legno e marmo. Pizza onesta e generosa. Dal menu: clandestina (mozzarella, pomodoro, porri e salsiccia), tartufona (con olio tartufato, pepe e grana), furiosa (pomodoro, provola, cipolla, salsiccia e peperoncino), fabbrica (mozzarella, pomodoro, scamorza affumicata e ricotta) e il calzone Peppina (mozzarella, pomodoro fresco, rucola, crudo di parma e mozzarella di bufala). Cucina aperta sino a mezzanotte. Chiuso sempre a pranzo

  • FOFÒ MATTOZZI
    Piazza XXIV Maggio. 6, tel. 02-36.68.34.09

    Aperta a maggio 2014 di fronte ai caselli di Porta Ticinese da due soci napoletani: uno si chiama Alfredo (Fofò), l’altro è proprietario della pizzeria partenopea Mattozzi di via de Mille (a Milano c’è già una loro insegna in via Paolo Sarpi 53, tel. 02-83.42.11.54). Due sale (in una si mangia senza tovaglia) con pareti bianche, tavoli e sedie in legno nero, luci minimal. Al forno sta Gennaro Auriemma, per 13 anni alla pizzeria Trianon di Napoli. I suoi prodotti sono buoni e molto creativi ma non a buon mercato: la pizza più cara è la battilocchio (11 €), con pomodori pachino, mozzarella di bufala, ricotta, salame e cicoli (si ottengono dalla bollitura in un pentolone delle parti grasse del maiale). Il banco per l’asporto chiude alle 2 di notte. Sempre aperto

  • FRESCO & CIMMINO
    Via Ugo Foscolo 4, tel. 02-97.37.48.69

    All’ombra del Duomo sfornano dal 2011 una pizza napoletana verace, che qui definiscono “a ruota di carretto”, con abbondante crosta a bolle pronunciate e non troppo dura. In un luminoso locale soppalcato con alle pareti divertenti frasi in dialetto milanese e napoletano, due forni a legna e 4 pizzaioli. Buone la margherita e la parmigiana con le melanzane e ottimi i dolci (il Gran Caffè Cimmino è una famosa pasticceria napoletana con succursale anche a Milano, in via Larga 2). Ogni pizza porta al centro un pomodorino fresco aperto, la “firma” del pizzaiolo della casa madre Fresco di via Partenope a Napoli, che piace tanto ai turisti stranieri ma fa storcere il naso a molti pizzofili nostrani. La ditta Fresco & Cimmino ha aperto nel 2012 in viale Montenero 55 la risto-pizzeria ’A storia (tel. 02-87.24.66.35), consigliata per la mozzarella di bufala. Nei locali dove un tempo c’era il cinema Astoria (da cui il gioco di parole dell’insegna) è stata allestita una sala alla moda, con una fila di seggiolini dell’ex cinema di fronte alla cassa. Entrambi sempre aperti

  • FRIJENNO MAGNANNO
    Via Benedetto Marcello 93, tel. 02-29.40.36.54

    Ovvero “friggendo mangiando” in napoletano. Cucina a vista e niente tovaglie (ma 2 € di coperto!) in questo posto magico nei pressi della stazione Centrale, rifatto da cima a fondo nel 2014, dove si mangia una delle pizze migliori della città. L’ha fondato nel 1997 Maria Tommasino, che decise di continuare a Milano la tradizione di famiglia (nel logo del locale c’è l’ammonimento Nun scurdammuce ’o passato) e oggi lo gestisce con i figli Luigi e Carmine. In lista 15 pizze classiche (6-10 €), 4 pizze fritte (7-9 €) come per esempio ’a scarurella con scarola, acciughe e olive nere di Gaeta o d’a nonna Francesca con ricotta, salame dolce di Napoli e pepe, e 5 pizze da gourmet (tutte a 10 €) con una selezione di ingredienti slow food d’alta qualità, tipo il pomodoro San Marzano dop, i pomodorini del Piennolo o quelli gialli vesuviani. I coperti non sono moltissimi: si consiglia di prenotare. Chiuso domenica

  • GARDEN
    Via Sabatino Lopez 9, tel. 02-35.59.167

    A Quarto Oggiaro, con più di 200 coperti, è il regno del pugliese Rino Francavilla, originario di Margherita di Savoia, ex campione europeo e mondiale dei pizzaioli, dove si mangia una pizza sempre nuova, con ingredienti di qualità. In autunno da provare la pizza con zucca e scamorza affumicata e quella milanese con zafferano e porcini. Specialità del locale è una specie di “giro pizza”, che non è mai freddo perché lo fanno tavolo per tavolo, con combinazioni originali in base alla stagione e all’estro del boss: possono arrivare pizze con crema di pistacchio, speck e pistacchi tritati, o crema di rucola e gamberetti, friarielli e salsiccia o crema di formaggi e zafferano, ma addirittura con cinghiale e mela, capriolo e pera o anatra e mirtilli. Chiuso domenica a pranzo

  • GEPPO
    Via Giovanni Battista Morgagni 37, tel. 02-29.51.48.62

    Il titolare, il finto burbero Alessandro Rocca, gestisce con piglio questo localino popolare con una decina di tavoli (più qualcuno d’estate sul marciapiede) dietro piazza Lima. La pizza è enorme e sottile, senza bordi, piuttosto croccante ma sempre ben condita. Buona la scarparo, con melanzane sottilissime, peperoni, rucola, salame piccante, pomodoro e mozzarella. Si possono ordinare solo pizze (circa 50 varietà) e bibite, non c’è altro. Chiuso domenica

  • IL POSTINO
    Via Edoardo Bassini 41, tel. 02-26.66.991

    Un posto alla buona, preso d’assalto di giorno dagli studenti del vicino Politecnico. Il servizio è eccellente e c’è la vera pizza napoletana, con il cornicione. La bufala e gli ingredienti sono ottimi. Un locale piccolo piccolo, ma accogliente (ci si siede dentro su panconi di legno e fuori su tavoli di ferro o plastica), con prezzi sotto la media. Chiuso martedì

migliori-pizzerie-milano-tegamino

  • IL TEGAMINO
    Via Matteo Maria Boiardo 4, tel. 02-28.97.09.25

    Pizza piccola e ottime focacce in un localetto alla mano con due stanze e tavolini da bar a Turro, quasi all’angolo con viale Monza. Lo stile è dichiaratamente napoletano e la pizza in versione alta, con un cornicione pronunciato e ricca di condimenti di qualità, a cominciare dalla pummarola. Discreta la margherita, saporita la salsiccia e friarielli, con bufala o con provola. C’è un locale gemello a Città Studi (via Eustachi 30, tel. 02-20.52.04.85). Chiuso domenica a pranzo e lunedì

  • I SAPORI DI GIOVY
    Via Donatello 9, tel. 02-29.40.08.84 e 333-66.21.680

    Risto-pizzeria davvero carino tra viale Abruzzi e piazzale Piola, in stile shabby chic, molto curato nei dettagli e senza tavoli ammassati. La cosa curiosa è che tutto quanto è esposto in sala o usato a tavola è in vendita, anche posate, piatti e bicchieri. La pizza è buona, con ingredienti di qualità, mai banale negli impasti (c’è anche a base di farina di grano saraceno) e nell’accostamento dei sapori. E poi, visto che arriva ai tavoli già tagliata a fette, si presta alla condivisione se non si è da soli. Tra le proposte: pizza con culatello, pecorino e riduzione di balsamico; con zola, noci, miele di acacia e prosciutto di San Daniele; con fior di latte, fiori di zucca ripieni con alici e capperi e spolverata di cannella; pizza di kamut con zucchine marinate e ricotta profumata con polvere di agrumi. Per i clienti, parcheggio gratuito in via Benvenuto Garofalo 22. Chiuso domenica a cena e lunedì

  • I SEGRETI DI PULCINELLA
    Via Carlo d’Adda 2, tel. 329-07.83.768

    Davvero una piacevole scoperta: sul Naviglio Grande, ma più giù rispetto alla zona chic e a Porta Genova, è aperto dal 2013 questo localino piccolo e stretto, con una decina di tavoli, dove il pizzaiolo e proprietario Mario sforna a prezzi ragionevoli una paradisiaca pizza napoletana, morbida, gustosa, leggera e per nulla gommosa. Il mix di farina Caputo, tempi lunghissimi di lievitazione e cottura molto breve è un sinonimo di qualità. Da provare la pizza segreti di Pulcinella (pomodoro, mozzarella di bufala e cornicione ripieno di provola) e la Vulcano (cuore di pizza ripieno di mozzarella fior di latte, friarielli e salame). Chiuso domenica a pranzo e lunedì

  • LA CAVA
    Via Porpora 143, tel. 02-28.71.638 e 339-70.25.759

    Pizzeria e hamburgheria a Lambrate, con forno a legna. Megaschermo tv per le serate con le partite di calcio. In menu: pizza cipollotta (con pomodoro, cipolla di Tropea e grana) e calzone Stromboli (con mozzarella, asparagi, prosciutto cotto e taleggio). Chiuso lunedì

  • LA COCCINELLA
    Piazza Minniti 8, tel. 02-60.80.407

    All’Isola. A vederlo da fuori non gli dareste due lire, e neppure dentro colpisce più di tanto quest’ambiente che definire informale è un eufemismo, con le luci al neon e pochi semplici tavoli presi d’assalto da un fiume di clienti. Però, una volta assaggiate le pizze sottili sfornate dal napoletano Nando Martino e dal casertano Nicola, sarà amore al primo assaggio, statene certi. Digeribili e leggere, con impasto perfetto e ottimo pomodoro. In più un incredibile rapporto qualità/prezzo. Da maggio a settembre chiuso domenica a pranzo; in inverno chiuso sabato e domenica a pranzo e da lunedì a giovedì a cena

  • LA PIZZA DAL 1964
    Via Casoretto 44, tel. 02-28.46.659

    Pizzeria al trancio, una delle migliori, fondata da Luigi Pescucci all’angolo con viale Teodosio mezzo secolo fa, quando a Milano di locali del genere ce n’erano solo tre. Dal 2003 è gestita dal figlio Attilio, che papà Luigi aiuta ancora al forno a legna. In questo piccolo locale alla buona vige il self service (il servizio al tavolo è attivo solo per i posti all’aperto, sotto gli ombrelloni) e in menu c’è solo l’ottima pizza “alta” al trancio, croccante alla base, ma morbida al centro e in alto, che può essere farcita a piacimento. L’olio usato è un extravergine pugliese di loro produzione. Chiuso domenica a pranzo e lunedì

  • LA PREFERITA
    Via Giuseppe Meda 11, tel. 02-83.21.387

    Pizzeria storica in zona Navigli, dietro viale Tibaldi, tre sale su tre piani che si rincorrono, con caratteristici pannelli di legno scuro alle pareti. Dal forno a legna esce una buona pizza alla napoletana. Da provare la speciale: un trionfo di grana, mozzarella, brie, rucola, pomodori freschi e prosciutto crudo, Chiuso lunedì

  • LA TAVERNA
    Via Francesco Anzani 3, tel. 02-59.90.07.93

    Col Vesuvio dipinto su un muro e i ritratti di Pulcinella e Totò ovunque, il folclore partenopeo impazza in questa maxipizzeria su 2 piani e con 2 forni. Deve il nome al salone di sotto, caldo e chiassoso, la cui volta a mattoncini ricorda quella di una taverna. (Nel 2011 hanno aperto L’altra taverna in via Cadore 8, tel. 02-91.27.02.32, con dehors estivo sotto gli alberi, chiuso martedì e giovedì a pranzo). La pizza (34 varietà in lista) è con il bordo alto, il classico “cornicione” napoletano, anche ripieno di ricotta e funghi tritati. Buona la pizza fritta con pomodoro fresco e parmigiano. Chiuso domenica a pranzo e lunedì

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  • LE SPECIALITÀ
    Via Pietro Calvi 29, tel. 02- 73.88.235

    In questo locale con pareti di legno scuro e tovaglie a quadretti aperto nel ’77 in una traversa di corso XXII Marzo c’è una pizza buona, sottilissima e carissima. Oltre a quelle tradizionali (in 35 versioni) in lista ci sono la schiacciata (con lardo di Colonnata) e la focaccia (con stracchino) di Recco e le nuove proposte di pizze senza glutine, per celiaci. Sala fumatori e parcheggio gratuito nel garage accanto. Sempre aperti, anche in agosto

  • LIEVITO MADRE AL DUOMO
    Largo Corsia dei Servi 11, tel. 02-45.37.59.30 (ma non vi servirà perché non accettano prenotazioni)

    In giro si sentiva da mesi profumo di Expo e quindi il 16 ottobre 2014, dopo vari rinvii, Gino Sorbillo, forse il più famoso pizzaiolo al mondo, è finalmente sbarcato a Milano con questa pizzeria sorella di Lievito Madre al Mare che ha a Napoli in via Partenope. Sta fra il Duomo e San Babila, in 300 metri quadrati su 2 piani, con arredamento minimal in legno, marmo e alluminio e bei colori. Sorbillo definisce le sue creazioni “pizza napoletana contemporanea”: cotta bene, non bruciata, con farina integrale e olio di oliva extravergine. Novità storica: le pizze sono atiratura limitata (max 400 al giorno) perché l’impasto è fatto esclusivamente a mano, solo così la pizza è gourmet ed esclusiva (in sala non ne danno più di una a persona). Di conseguenza c’è sempre coda all’entrata, con le hostess che smistano i clienti col walkie talkie in mano, come nelle discoteche vip. In menu solo 11 varianti di pizza (più 7 birre), da 7,80 a 11 €. Chiuso domenica

  • MALIBU
    Via Don Bosco 31, tel. 02-56.81.67.75

    Dietro corso Lodi. Ambiente spartano con pochi tavoli, ma tranquillo e affabile. Alle pareti foto di Totò, idolo del pizzaiolo-patron Gianni Imparato. La sua è la vera pizza stile salernitano fragrante: grande, morbida e ben condita. Buona la versione con salsiccia e friarielli. Chiuso lunedì

  • MAMA’ CREATIVE RESTAURANT
    Via Procaccini 70, tel. 02-89.05.66.60

    Aperto nell’ottobre 2014 quasi all’angolo con corso Sempione, questo locale moderno ed elegante prende il nome dai due fondatori, MArio e MArio, due ragazzi napoletani che hanno deciso di proporre ai milanesi cucina mediterranea solo con prodotti dop, doc e dopg. Nel menu, studiato dallo chef Vito Bardaro, anche 12 tipi di pizze (tutte preparate con pasta madre e seguendo l’antica ricetta partenopea), tra cui la Fresca dop (con mozzarella di bufala dop, pomodorini San Marzano, basilico e olio evo) e la Gitana (pomodorini gialli, mozzarella dop e acciughe cantabriche). Sempre aperto

  • MARUZZELLA
    Piazza Guglielmo Oberdan 3, tel. 02-29.52.57.29

    All’inizio, nel 1954, toccò alla Maruzzella di Renato Carosone (Primma me dice sì, / po’ doce doce me fai murì), seguita a ruota nel ’56 dall’omonimo film. Poi, nel ’78, ecco sorgere a Milano, nella piazza di Porta Venezia, questo ormai storico locale dove da sempre fanno una buona pizza. Altina, ben cotta anche all’interno e con un impasto fresco lasciato lievitare almeno 12 ore. Da poco il proprietario Calogero Battaglia ha aperto un locale gemello in viale Zara 118 (vicino alla fermata Istria della linea 5 del metrò, quella lilla; tel. 02-68.80.282), che ha alle pareti foto di divi del cinema d’autore e una gigantografia del Banchetto nuziale dipinto da Bruegel il Vecchio. Anche lì la mozzarella viene da Aversa. Da segnalare: pizza alla Norma, con pomodoro, basilico, melanzane fritte e ricotta salata. Chiusi entrambi mercoledì

  • MEUCCI
    Via Meravigli 18, tel. 02-86.45.05.26

    È la più conosciuta pizz(ett)a “elettrica” della città. Né napoletana, né romana, ma toscana: larga meno di una spanna, come un disco 45 giri, messa nel tegamino di alluminio e poi cotta in un enorme forno elettrico che sembra un frigo d’antan. È alta quasi come una pizza al trancio, ma è molto più leggera e saporita ed è proposta con una discreta varietà di ingredienti, dalle cipolle rosse alla nutella. Da anni ha un pubblico di aficionados. Certo, nulla a che vedere con la pizza tradizionale, ma una volta la si può provare. La impasta Marcos, l’unico pizzaiolo brasiliano di Milano, che nel 2007 ha comprato questa storica insegna dietro il Cordusio e saggiamente ha lasciato tutto come prima, locale e menu. Chiuso domenica

  • MOZZARELLA E BASILICO
    Piazzetta Pattari 4, tel. 02-89.09.26.13

    Franchising campano a due passi dal Duomo, con tavoli ben distanziati ma senza tovaglia, dove si mangia una discreta pizza tra le 28 in lista, tutte con cornicione medio e cottura perfetta. A fine 2014, in zona parco Solari ha aperto anche un locale gemello (viale Papiniano 48, tel. 02-89.09.26.13), con un giardinetto estivo: il pizzaiolo, il napoletano Domenico, e il suo vice Giovanni, di Pozzuoli, ogni martedì organizzano un “giro pizza” all you can eat a 15 €, compresa bibita o birra piccola Moretti. Buone la pummarola coi pelati La Torrente e la bufala del caseificio Orobianco. Sempre aperti

  • NAPOLI 1820
    Alzaia Naviglio Grande 62, tel.02-36.52.457

    Da metà ottobre 2014 è approdato a Milano il secondo locale di un marchio che promette “pizza e cucina d’autore”. Il primo l’ha aperto anni fa a Napoli in via Gramsci, a un passo dal mare di Chiaia, Rosario Izzo, che del neonato Napoli 1820 sui Navigli ricopre il ruolo di executive chef. Nella bella stagione ci si può rilassare seduti nel dehors. Tra le pizze d’autore la catamarano (dalla forma allungata, con due cornicioni ripieni di salsiccia e friarielli e di provola e melanzane; con fior di latte, olio e formaggio a guarnire), la Dudù (pizza bianca con cozze, provola, rucola, basilico, olio e formaggio), la sfilatino (con ricotta, provola, friarielli, melanzane, salame, prosciutto cotto, rucola, pomodorini, scaglie di parmigiano, olio e formaggio) e la pizza fritta ripiena di ricotta, provola, prosciutto cotto, ciccioli e olio. Chiuso lunedì

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  • PICCOLA ISCHIA
    Via Morgagni 7, tel. 02-20.47.613

    Indirizzo storico, aperto nel marzo 1997. È il primo (e forse il migliore) di una piccola catena con altri 3 locali (in viale Umbria 60, viale Abruzzi 62 e via Cenisio 77) votati alla cucina partenopea e di Ischia. La sala è simpaticamente kitsch, con busti di Totò o finti Pulcinella che si affacciano dai balconi e guardano i clienti mangiare in un’ipotetica e chiassosa piazzetta partenopea. Le 53 pizze in lista sono ben cotte e saporite, un’ottima versione anche se forse non eccezionali come un tempo. In compenso, si può sceglierne la dimensione fra tre taglie diverse: piccola, media o grande. Specialità: pizza all’ischitana (pomodoro fresco, provola, rucola e grana in scaglie) e Lacco Ameno (pomodoro, mozzarella e funghi porcini). Chiuso mercoledì e sabato a pranzo

  • PIZZA AM
    Corso di Porta Romana 83, tel. 02.55.10.579

    Il locale è piccolo e non è possibile prenotare, perciò fuori c’è quasi sempre la fila, coi clienti che sorseggiano un prosecco offerto per addolcire l’attesa. Ma ne vale la pena: le pizze del pluripremiato calabrese Pasquale Pometto sono una poesia, forse le migliori di Milano. Realizzate con olio extravergine Filippo Berio di Lucca, fior di latte bergamasco, pomodoro San Marzano schiacciato a mano, aglio calabrese, acciughe di Aspora e olive di Cerignola. L’impasto viene fatto lievitare in modo naturale per 48 ore. Pometto – assicurano gli esperti – è l’unico in città a proporre un prodotto che cuoce tra i 60 e i 90 secondi, come prevede il disciplinare della pizza napoletana. In lista le pizze sono solo 7: bella margherita, marinara, Pasquale (pepe nero e ciliegini di Pachino igp), caprese, napulitana (con capperi chiocciola di Panteleria), Positano (al parmigiano) e Pometto Pasquale (panuozzo con rucola, pomodori, bocconcini di fiordilatte e scamorza). Chiuso lunedì

  • PIZZA BIG
    Viale Brianza 30, tel. 02-28.46.548

    Il locale dei fratelli Fabio e Ivan Guastella, dietro la stazione Centrale, è frequentato da chi la pizza la ama in versione sottilissima, croccante fino all’ultimo boccone ma leggera per la digestione. Nell’ambiente su due livelli ideato da Fabio dominano il verde e il giallo, i colori del Brasile. I pizzaioli hanno creato 80 varianti gourmet, tutte a base di ingredienti biologici, a volte molte fantasiose (la lista è stampata direttamente sulle tovagliette di carta dei tavoli). Da provare: la milanese (con lo zafferano), il pantalone (calzone farcito ai 4 formaggi) o la melanza (con melanzane tagliate a velo). E per dessert pizza dolce al cocco. Chiuso domenica a pranzo

  • PIZZA E SFIZIO
    Via Torquato Taramelli 60, tel. 02-66.80.45.94

    In zona viale Marche, il napoletano Gennaro detto Jerry, che si intrattiene volentieri coi clienti, ha aperto questo locale molto semplice, non grandissimo, con pareti color salmone e verde acido e un maxischermo appeso al muro per seguire le partite. Si paga 1 euro di coperto per avere il pane e sui tavolini di legno ci sono le tovagliette di carta. La pizza, leggermente più sottile della napoletana classica, viene condita con ottima mozzarella di bufala. Imperdibile quella con i friarielli. Chiuso domenica

  • PORTOBELLO
    Via Plinio 29, tel. 02-29.51.33.06

    Ambiente uguale dall’inaugurazione nel 1977, spartano, zeppo di tavoli e con le sedie scomode. La pizza è in versione napoletana: alta, soffice e croccante, con mozzarella di buona qualità e ingredienti non al risparmio; da provare quella radicchio e scamorza e la ortolana, con le melanzane che si sciolgono in bocca. Non accettano prenotazioni. Chiuso lunedì

  • QUEI DUE
    Via Pietro Custodi 14, tel. 02-89.42.23.66 e 335-57.37.252

    In zona San Gottardo, di fronte all’uscita del deposito dei tram Ticinese. L’ambiente, con un enorme bancone a mezzaluna e i mattoni a vista, pare una scenografia del Rugantino. La padrona di casa è altoatesina, la bionda signora Luisa (“quei due” sono lei e il marito francese). La morbida pizza del loro pizzaiolo partenopeo ha pasta fatta lievitare 24 ore e quindi è assai digeribile. Specialità della casa è la pizza al metro (di solito ci si abbuffa con un metro in due!), a scelta fra 4 gusti. Da segnalare anche L’oro nero di Napoli (pizza fritta con ricotta, mozzarella, cigoli, pomodoro e pepe), la pizza Quei Due (con pomodoro, fiordilatte, polpette della nonna e melanzane) e la Carosone (con fiordilatte, provola, pomodoro e friarielli). La cucina resta aperta sino alle 24. Chiuso lunedì

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  • ROSSOPOMODORO
    Via Durini 28, tel. 02-92.85.33.53

    Al 4° piano del megastore nel Brian&Barry building di San Babila c’è da metà maggio 2014 questa pizzeria con 120 posti a sedere, che è l’ultimo (il 94° nel mondo) e forse il più prestigioso locale aperto dalla catena Rossopomodoro, dove la napoletanità è fashion. La cucina, in funzione dalle 10 alle 23, è a vista e il cuore di tutto è il forno a legna rivestito di mosaico oro e realizzato su design dell’architetto Riccardo Dalisi, le cui opere sono presenti nei più prestigiosi musei del mondo. La ricetta dell’impasto è stata messa a punto dal pizzaiolo Davide Civitiello, campione mondiale 2013, e dallo chef Antonio Sorrentino. Una pizza che si rifà alla tradizione partenopea. In lista 19 varianti, compresa la mastunicola, la più antica pizza di Napoli, della fine del ’500 (con sugna, basilico, pepe e pecorino di Bagnoli), più 4 pizze Presidio Slow Food, tra cui la ’A dop (con filetti di antichi pomodori di Napoli, mozzarella di bufala campana dop, olio extravergine d’oliva della penisola sorrentina dop, basilico e scaglie di caciocavallo podolico). Sempre aperto, dalle 10 alle 23

  • SCIUSCIÀ
    Via Procaccini 73 angolo corso Sempione, tel. 02-34.53.78.66

    Locale di antichi sapori partenopei gestito da Pippo e Alberto, con le pareti color sabbia. È piccolo (ma c’è anche un gazebo riscaldato su marciapiede, con pareti di plastica), rumoroso e coi tavoli ravvicinati, però fanno una pizza napoletana verace, con il bordo rialzato e tenero al centro. La mozzarella è l’irresistibile fior di latte di Agerola tagliato a listelli. Non male la pizza Nerano con fior di latte e zucchine fritte, quella con provola affumicata e pesto di rucola, il calzone fritto con ripieno di provola, pomodoro e pepe. Sempre aperto

  • SIBILLA
    Via Mercato 14, tel. 02-39.66.35.61

    A Brera dal 1951, è una delle pizzerie più famose della città, con (fuori) file molto lunghe e (dentro) pizze molto grandi. Un posto da pizza veloce e via. Il locale, a gestione familiare, è originale, stretto e lungo, con tavoli conviviali, panche e sedie di legno. La pizza ha il bordo altino e non abbonda mai di condimento. È buona, ma molto cara e spesso sopravvalutata. Tre le specialità, il calzone, la pizza al tegamino e la Maradona (con doppia mozzarella e doppio pomodoro più un sacco di basilico). Non accettano prenotazioni e neppure carte di credito o bancomat, solo contanti. Chiuso domenica a pranzo e lunedì

  • SOLO PIZZA
    Viale Umbria 25, tel. 02-59.90.09.90

    Nonostante l’insegna, in questo paio di salette color crema e azzurro servono anche altri piatti della cucina partenopea (il locale ha 3 sorelle, tutte in franchising, in viale Premuda 13, piazza Pasolini 4 e Alzaia Naviglio Pavese 6). Qui il pizzaiolo Ciccio sforna una napoletana di discreto livello: alta, non troppo grande, morbida, cotta uniformemente e con uno spesso cornicione, a richiesta ripieno di ricotta. Cucina aperta sino alle 24. Chiuso domenica a pranzo

  • SOLOPIZZACAFÈ
    Via Solari 6, tel. 02-48.00.30.29
    Anche qui l’insegna è smentita dal menu: si mangia di tutto, specie piatti mediterranei e pesce, nella sala o nell’elegante veranda sul marciapiede, a due passi dal parco Solari. Fiore all’occhiello di questo locale inaugurato a giugno 2014 (al posto della pizzeria Sciuè Sciuè) è però una buona pizza, con cordone alto alla partenopea. Il proprietario è un ventunenne che a 18 anni già gestiva Il Pomodorino di piazza Borsa a Napoli. Gli ingredienti arrivano direttamente dalla Campania, come la mozzarella di bufala che parte ogni due giorni. Tra le proposte, la pizza a forma di stella con gusti a scelta. Sempre aperto
  • S.P.I.B.
    Via Legnone 34, tel. 02-60.35.36

    Piccola e rustica, sta in zona Dergano, dietro viale Jenner, ed è stata eletta a inizio novembre 2014 tra le migliori 15 pizzerie d’Italia dal Daily Meal, importante portale americano di cucina. Il nome è una sigla che sta per “sottile, particolare, incredibilmente buona”. In effetti, la pizza è bassissima, gigantesca e ben condita (gli abbinamenti sono tanti, spesso discutibili), la pasta è una sfoglia sottile come un cracker, morbida al centro e croccante ai bordi. Sembra un pane carasau farcito e non a caso il proprietario è un sardo, Ignazio Loddo. Fra le specialità: pira (con panna, pere e pecorino sardo), tartufé (bacon, mozzarella, gorgonzola, taleggio, emmenthal, parmigiano e salsa tartufata) e S.P.I.B. (mozzarella, bottarga di muggine, fontina e olio extravergine). Lascia un po’ perplessi l’aggiunta del parmigiano sulla margherita. È consigliato prenotare. Chiuso domenica

  • migliori-pizzerie-milano-spontiniSPONTINI
    Via Spontini 4, tel. 02-20.47.444

    Fin troppo essenziale negli arredi e sempre affollata, è senza dubbio la più famosa pizzeria al taglio della città, anche se non la migliore. La inaugurò nel 1953 nell’omonima traversa di corso Buenos Aires una famiglia toscana emigrata prima della guerra a Milano per gestire un negozio di “cibi cotti”. Da quell’anno Spontini vende solo ed esclusivamente tranci di pizza con pomodoro, mozzarella e acciughe da portare a casa o consumare subito su un tavolo di formica. Quel tipo di pizza e basta. Che non è poi niente male, alta e ben condita, anche se la sua bontà è discontinua, specie quando il locale è pieno e il pizzaiolo, con ritmi da catena di montaggio, estrae la teglia troppo presto e la pasta non è cotta alla perfezione. I pizzofili, poi, non sopportano che la pizza venga condita con olio di soia. Negli ultimi anni all’ombra di questa insegna è nato un piccolo impero in città (e dal 1° dicembre 2014 anche a Monza), con indirizzi in viale Papiniano 43, via Marghera 3, via Cenisio 37, piazza Cinque Giornate 6 e un take away dietro al Duomo, in via Santa Radegonda 11, aperto fino all’una di notte. A pranzo servono anche lasagne. Tra le bibite c’è la Pepsi al posto della Coca Cola. Sempre aperti

  • SUPERPIZZA
    Viale Sabotino 4, tel. 02-58.32.04.10

    Pizza sottile e nient’altro (neppure il caffè) in questo minuscolo locale a Porta Romana aperto da anni da Pino Mancini. Una stanza per 30 coperti, con uno spoglio arredamento anni ’80 e tovagliette di carta. Ma la pizza è di ottima fattura, sottile e croccante, di sapidità perfetta. Si mangia bene con le mani ed è farcita con abbondanza e tanti gusti. In più, l’assenza di lievito garantisce un impasto leggero e digeribile. Buona la pizza alle zucchine e quella alle melanzane. Chiuso lunedì e domenica a pranzo

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* Roberto Angelino, giornalista milanese, ha lavorato per 25 anni al settimanale Oggi; dal 2004 al 2007 è stato vicedirettore di Gente, poi è tornato a Oggi per curare gli Speciali e il bimestrale Oggi Foto. Nel 2015 ha pubblicato con Salvatore Giannella presso l’editore BookTime il volume Milano 50, con le schede dei 350 locali imperdibili della città sede dell’Expo, anticipate e poi sviluppate con successo su Giannella Channel. Sempre per i tipi di BookTime, la casa editrice di Gerardo Mastrullo, ha pubblicato altri due volumi: nel maggio 2016 Milano, mettiamoci una pietra sopra e, due mesi dopo, Milano al verde – Guida agli agriturismi di Milano e Provincia. Deve alla figlia Camilla l’amore per la capitale spagnola, dove un paio di volte all’anno si rilassa dedicandosi alla certosina ricerca dei “posticini giusti” per aggiornare la sua guida ai migliori locali di Madrid.

Le guide ai locali imperdibili di Milano nelle 8 classifiche dei “50 migliori”:

A cura di Roberto Angelino per Giannella Channel

Author: admin

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2 Comments

  1. Cosa significa “La pizza è quella classica napoletana verace, alta, soffice e poco friabile”? La pizza classica napoletana verace non è alta, è sottilissima. Sottile non vuol dire croccante.

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    • Risponde Roberto Angelino, autore dell’articolo “Le migliori 50 pizzerie di Milano”.

      È molto semplice: significa solo che prima dell’aggettivo “alta” sono saltate queste tre paroline: “con la cornice”. Tutto qui.
      Persino uno nato a Milano come il sottoscritto sa che, secondo il Disciplinare dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, la pizza dev’essere «morbida, elastica, facilmente piegabile a libretto, con un diametro variabile mai superiore ai 35 centimetri, il bordo rialzato (un cornicione di 1-2 centimetri, regolare, gonfio, di colore dorato, privo di bolle e bruciature) e la parte centrale spessa 0,4 centimetri con una tolleranza consentita in più o in meno del 10 per cento».
      Ah, non è necessario gestire un sito (come fa il lettore Ponari) dove ogni giorno si sfoglia dottamente la Margherita per esprimere le proprie idee. E questo vale sia che si discuta di Platone e sia che, molto più prosaicamente, si azzardino giudizi personalissimi sulla specialità gastronomica più amata dello Stivale.

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