Milano: le 50 migliori pizzerie
all’ombra della Madonnina

Dodici nuove entrate
nella guida utile, edizione 2016,
che lo scorso anno
ha conquistato i nostri naviganti

testo di Roberto Angelino* per Giannella Channel

Altro che grandi chef e cuochi gourmet, oggi le nuove star della ristorazione sono i pizzaioli. Il loro è un settore in fermento e c’è chi giura che manchi davvero poco all’assegnazione della prima stella Michelin a una pizzeria.

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Milano 50. La nuovissima guida 2015/2016 ai 350 locali imperdibili della città. Edizioni BookTime, Milano 2015, pp 236 di cui 40 a colori, € 16,00

Nell’attesa, i più celebri maestri dell’impasto stanno invadendo Milano. A precederli, nell’ottobre 2014, era stato forse il migliore di tutti, l’icona Gino Sorbillo, classe 1974, che da più di un anno sollazza i palati meneghini con Margherita gialla e pizze Ciccioli e bufala a tiratura limitata nel suo locale Lievito Madre al Duomo in largo Corsia dei Servi.

La scorsa estate quel geniaccio di Sorbillo ha ideato e creato una novità rivoluzionaria assieme a Marco Infante, esponente di un’altra storica famiglia del food partenopeo, affermatasi nel campo della produzione dei taralli e della pasticceria: il gelato gusto pizza napoletana. Che ha una base di fiordilatte di Vico Equense ricoperta da confettura di pomodoro San Marzano dop Gustarosso spolverata di basilico campano disidratato e pezzetti di pizza bianca tostata, realizzata con farina di agricoltura biologica cotta a legna. Sarà la rinfrescante e gustosa novità dell’estate 2016 anche a Milano?

Per ora la notizia bomba è che sulle rive dei Navigli sta per attraccare un altro pezzo da novanta salpato da Mergellina e dintorni: Antonio Starita, settantatreenne vicepresidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, che ai primi di marzo inaugurerà il suo attesissimo locale all’Arco della Pace (il quarto dopo Napoli, New York e Atlanta), all’angolo tra corso Sempione e via Gherardini, con novanta coperti e dietro al bancone solo maestranze rigorosamente made in Naples.

Già, Napoli “madre di tutte le pizze”, anche se pochi sanno che è solo la terza città al mondo per numero di forni, preceduta da San Paolo e New York. Il napoletanissimo cavalier Antonio Starita è nipote di Alfonso, che nel 1901 aprì una cantina-friggitoria in via Materdei, suggestiva stradina in discesa del quartiere Stella, dove nel 1954 Sophia Loren ha girato l’episodio del film di Vittorio De Sica L’oro di Napoli in cui interpreta una pizzaiola procace e adultera. Antonio ci lavora dal 1961 e la sua specialità è la Montanara (pizza fritta condita con mozzarella, pomodoro e basilico e poi messa in forno). Domandona finale, di cui purtroppo temiamo di conoscere già la risposta: nella partenopea Starita a Materdei una Margherita più birretta e caffè viene nove euro. Sarà così anche da noi o avremo i soliti prezzi alla milanese, gonfiati come i muscoli di un culturista?

In procinto di aprire un’insegna meneghina, pare in zona Isola-Garibaldi, sono anche i proprietari dell’osannato locale cult di Bologna Alce Nero e Berberé. Secondo Identità Golose (potenza enogastronomica creata dal giornalista-gourmet Paolo Marchi) sono stati loro a sfornare le migliori pizze di Expo 2015, nel Padiglione delle Biodiversità (su tutte la Gorgonzola, albicocche secche e miele di castagno), realizzate dallo chef pizzaiolo calabrese Matteo Aloe (classe 1986, una laurea in Economia e marketing e fondatore di Berberé col fratello Salvatore) in coppia con il siciliano Massimo Giuliana, che segue in particolare gli impasti, solo con farina bio tipo 1 macinata a pietra, e cura il lievito madre e la lievitazione di 24 ore a 26 gradi.

Gli addetti ai lavori danno come imminente lo sbarco a Milano anche di altri due indiscussi maestri dell’impasto come Renato Bosco, veronese classe 1967, soprannominato pizzaricercatore perché da anni stupisce con impasti digeribili e abbinamenti insoliti, spesso d’alta cucina. Il suo “tempio” con forno a legna è il Saporè di San Martino Buon Albergo, vicino al casello di Verona Est dell’autostrada, che ha ottenuto tre spicchi – il punteggio massimo – dalla guida del Gambero Rosso.

O come Franco Pepe, geniale patron di Pepe in Grani di Caiazzo, nel Casertano, eletta migliore pizzeria d’Italia 2016 sempre dal Gambero Rosso. Sua è anche una delle tre “pizze dell’anno”: la Margherita sbagliata, infornata solo con mozzarella, con aggiunta, dopo la cottura, di salsa di pomodoro riccio e riduzione di basilico. A dire il vero, a Milano Pepe era già sbarcato nel 2014 “firmando” le pizze del bistrot Princi (in piazza XXV Aprile, di fronte a Eataly) materialmente eseguite da Ettore, figlio del proprietario Rocco Princi. Ma avevano scontrini da gioielleria e la cosa non è piaciuta al re dei critici culinari, Valerio M. Visintin guru “in incognito” del Corriere della Sera, che ha stroncato prezzi (una Margherita 11 €) e qualità delle sue pizze. Risultato: Princi ha preferito avvicendare il maestro campano con un altro numero uno, il romano Gabriele Bonci, boss del Pizzarium, locale non lontano da San Pietro. Punto sul vivo dalla magra figura, pare che Pepe stia per scendere di nuovo in campo all’ombra della Madonnina, stavolta con un locale tutto suo.

Milano, dunque, nuovo fronte dell’arroventata disfida tra superpotenze della ristorazione di qualità. Uffa, che pizza.

Ecco il nuovo elenco di quelle che a mio parere sono le migliori cinquanta pizzerie di Milano, come al solito rigorosamente in ordine alfabetico. Rispetto alla lista pubblicata da Giannella Channel nel dicembre 2014 le nuove entrate sono dodici. (r.a.)

max-paiella-manu-chao-elezione-presidente-repubblica La sezione Milano 50 si arricchisce, per gentile concessione di Renzo Arbore, di una colonna sonora d’eccezione: “A noi ci piace mangiare” (A nuje ce piace ‘e magna’) cantata dal popolarissimo showman con l’Orchestra Italiana. Grazie, Renzo, per queste note che avrebbero meritato di essere la colonna sonora di Expo. E auguri per il tuo seducente renzoarborechannel.tv (sg)

LE 50 MIGLIORI PIZZERIE DI MILANO

  • AL PARADISO DELLA PIZZA
    Via Pellegrino Rossi 52, tel. 02-64.64.543

    Locale piccolino ad Affori, con 40-45 coperti, gestito da Rosario Caponnetto. Visto da fuori (e anche da dentro) non gli dareste due lire, poi il pizzaiolo vi stupisce. Le varietà in lista, tutte altine e croccanti, sono oltre cinquanta, divise per categorie: a base di verdure, coi funghi, con le cipolle… Tra le specialità: Rambo (prosciutto di Praga, speck e uovo sodo) e Pulcinella (verdure grigliate e grana). Fino a mezzanotte. Chiuso mercoledì a pranzo

  • AL PIZZETTA
    Viale Montenero 73, tel. 02-36.50.85.99

    migliori-pizzerie-milanoLocale piccolo e lindo a due passi da piazza Cinque Giornate, di fronte al cinema Colosseo. Specialità pescaresi: pizze mignon “da passeggio”, larghe più o meno una spanna, sempre appena uscite belle unte dal forno elettrico, da mangiare piegate in due a mo’ di piadina. Da asporto o da consumare in loco, su una delle sette sedute, assaggiandone due o tre fra la decina di versioni in menu. Anche i prezzi sono mini: Bianca 1,30 €; Rossa (con pomodori pelati e passata, fiordilatte, origano e olio extravergine d’oliva) 1,90 €; Alici e friarielli 2,50 €; Fiordilatte e funghi prataioli 2,50 €; Calzone (cotto e fiordilatte) 3 €; Mozzarella, salsiccia, patate e pepe 3€; Bianca con tonno e pomodori 3,50 €; Bianca Caprese (pomodoro, fiordilatte, evo e origano) 3,50 € e Prosciutto cotto e carciofini 3 €. Come dolce c’è il Panpizzetta alla Nutella a 2 €. Aperto sino alle 23. Dal 27 gennaio è attivo il servizio a domicilio (consegna sino alle 22.30, ordine minimo 10 €). Chiuso sabato e domenica a pranzo e lunedì

  • ANTICA PIZZERIA FIORENTINA DAL 1927
    Viale Bligny 41, tel. 02-58.30.62.92

    Locale storico con due sale con tavoli in formica a quadretti bianchi e verdi aperto ottantanove anni fa vicino alla Bocconi dalla toscana Giulia Quiricani e poi gestito per tre generazioni dalla famiglia Michi. Inizialmente in un altro numero civico di viale Bligny, sta nell’attuale sede dal 1960. Ad accogliere i clienti c’è Giuseppe Murolo con la moglie Annarita e la figlia Simona, mentre il suo socio Tony Rizzo si occupa del forno a legna, da cui esce una buonissima pizza al trancio alta, soffice e non troppo unta, preparata in diciotto varianti. Fino a mezzanotte e mezzo. Chiuso martedì: trova un tavolo.

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  • ANTICA PIZZERIA LEONE
    Via Carlo Ravizza 9, tel. 02-48.00.18.29

    Inaugurata nell’aprile 2015 da ristoratori in arrivo da Napoli, dove la loro famiglia gestisce una pizzeria dal 1922. Con bottiglie di passato di pomodoro come centro tavola. Da provare la pizza fritta Donna Assunta (ripiena di salsa di pomodoro, ricotta di bufala, provola e salame, poi passata al forno), pizza Alberto (bufala, pomodorini pachino, formaggio, pesto di basilico, pistacchi di Bronte), Bacon (gorgonzola, cipolle caramellate, bacon croccante, formaggio) e Gaetano (salsiccia, funghi pleus grigliati, salsa di pomodoro, pomodorini pachino, formaggio, basilico). Alla fine offrono come digestivo un meloncello accompagnato da un piattino di dolcetti. Sino a mezzanotte. Sempre aperto

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  • BACICHA
    Via Orti 31, tel. 02-49.53.86.40

    Braceria argentina e cucina partenopea (foto sopra) con una pizza di qualità aperta nell’ottobre 2014 al posto del ristorante di pesce Edonè da un gruppo di soci tra cui la famiglia di Stefano De Martino, marito separato di Belen, con la consulenza per la carta delle pizze del maestro di Torre Annunziata Gianfranco Iervolino, patron del Palazzo Vialdo di Torre del Greco e docente di tecnica dell’impasto all’Università delle Scienze gastronomiche di Pollenza (Cuneo). Da settembre 2015 al forno a legna c’è Vincenzo Lettieri, classe 1976, di Bagnoli, che dall’11 al 13 aprile 2016 parteciperà al Campionato mondiale della Pizza alla Fiera di Parma. Per le sue creazioni usa solo farina biologica integrale tipo 3 macinata a pietra e un impasto che lievita per 25 ore. Qualche proposta dalla lista: Margherita classica (8 €), Napoletana (8 €), con salsiccia e friarielli o scarola (11 €), Croccopizza (fiordilatte, evo, cotto, crocché e grana padano, 11 €), Tronchetto (calzone ripieno di provola fresca, con l’aggiunta all’uscita dal forno di prosciutto crudo, rucola, pomodorini, bufala campana dop e scaglie di parmigiano dop, 12 €) e ’O zaccone (calzone a forma di baguette con provola fresca, pancetta pepata arrotolata e grana padano, 11 €). Cucina aperta sino a mezzanotte. Chiuso sabato a pranzo e lunedì

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  • BIO PIZZA
    Corso Italia 16, tel. 02-86.45.21.31

    Storica pizzeria con cucina dalla pareti in rame (foto sopra). In menu: sei Sfogliate finissime, leggere e senza lievito (tra cui la Montanara con pomodoro, bufala, funghi porcini trifolati e prezzemolo), cinque Sfiziose (compreso il portafoglio Pizza Piadina con rucola, mozzarella, gorgonzola e speck), quattro Pizze di mare (tra cui la Russa con scamorza affumicata e fettine di carpaccio di spada affumicato), cinque Pizze integrali (per esempio la Delicata con pomodoro, mozzarella e crescenza), dodici Bianche (compresa la Zucca Zucchine & Co con polpa di zucca, zucchine, prosciutto cotto, fontina e mozzarella) e ventitrè Rosse (c’è anche la Americana con pomodoro, mozzarella, patatine fritte e wurstel). Prezzi “milanesi”. Fino a mezzanotte. Chiuso domenica a pranzo

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  • BRISCOLA – PIZZA SOCIETY
    Via Antonio Fogazzaro 9, tel. 02-54.55.496

    Ambiente conviviale (loro la chiamano “confraternita della pizza”) aperto nel marzo 2015 a due passi dalla Rotonda di via Besana dai due rampanti under 35 Riccardo Cortese e Federico Pinna, già proprietari della startup Foodation. Responsabile del prodotto è Nanni Arbellini di Acerra, nel Napoletano. Le cui pizze (ottenute con una miscela di farina tipo 0 a basso valore proteico con il 10 per cento di farina integrale; una lievitazione di più di 24 ore e la cottura in forni a gas) sono servite in insoliti vassoietti d’alluminio in due formati: tre classiche (28-30 cm di diametro: Margherita, Rossa e Bianca, tutte a 7 €) e sedici “pizzine” (più dieci d’estate e altrettante in inverno) tutte di 18-20 cm di diametro (due a 12 €, quattro a 20 € e otto a 35 €). In menu venti proposte originali perfette per la condivisione con gli amici, come Zucca (fiordilatte, crema di zucca, salsiccia di Norcia e scaglie di pecorino a crudo), Tropea (pomodoro San Marzano, fiordilatte, cipolla di Tropea, filetti di tonno, pepe in grani, basilico fresco e olio pugliese), Asparago (fiordilatte, crema di asparagi, crudo e pecorino), Bufala e ’nduja (salame morbido calabrese e pomodori secchi), Pere (fiordilatte, gorgonzola, pere e noci) e Fiordilatte, crema di pistacchi e mortadella. Per dessert il “pizzino” Banana Split (focaccia al naturale con Nutella, banana e granella di nocciole) o il Cheesecake al contrario (focaccia con crema di formaggio, topping al cioccolato o frutti di bosco e spolverata di biscotti). Fino alle 23.30. Sempre aperto

  • CINDER MOUNT
    Via Monte Ceneri 58, tel. 02-33.00.23.69

    Da diciotto anni alla Ghisolfa c’è questa minuscola pizzeria con solo venti coperti, da poco tirata a lucido. Il proprietario Arturo Cosma è gentile e disponibile e la sua pizza discreta (anche da asporto), né troppo alta né troppo bassa. Buoni impasto e condimento. In lista una cinquantina di varianti (la Pizza della casa è con pomodoro, mozzarella, spinaci e melanzane) più cinque calzoni (imperdibile quello che si chiama A bocca aperta, con pelati, mozzarella, crudo, rucola e pomodori freschi) e il Tortellone (pomodoro, mozzarella, prosciutto, spinaci, ricotta e grana). Fino alle 23.30. Chiuso domenica a pranzo e lunedì

  • CIRIPIZZA
    Via Paolo Sarpi 63, tel. 02-36.56.12.21

    Nato nel 2006 a Chinatown dall’idea di franchising del titolare del marchio, l’imprenditore-pizzaiolo salernitano Cosimo Mogavero, che ha portato a Milano le pizze antiossidanti studiate con il nutrizionista Eugenio Del Toma. È un locale molto informale, un po’ “storto” e non grandissimo (40 coperti, più qualche tavolo sul marciapiede), ma accogliente. Il vero problema è trovare posteggio in zona. Pizza buona, ultimamente ritornata sui livelli di qualità di un tempo, tonda, bassina, croccante ma quasi priva di cornicione, con pasta media, doppia o integrale. Tra le specialità: Cetara (senza pomodoro e mozzarella, con un impasto integrale, scarola riccia, olive di Gaeta, alici di Cetara e la loro colatura), Mediterranea (come la Margherita ma con una spolverata di parmigiano), Ciripizza (pesto di basilico e salsa di San Marzano) e Fiori di zucca, mozzarella di bufala e parmigiano. La piccola ma assortita carta dei vini è stata creata dallo scrittore-gastronomo Luciano Pignataro. Sino alle 23. Chiuso lunedì a pranzo

  • COKE
    Via Pavia 10, tel. 02-83.94.886

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    Pizzeria minimal a dieci metri dal Naviglio, tra corso San Gottardo e l’Alzaia Pavese; a forma di elle, i sanpietrini per terra e qualche tavolo sul marciapiede. È indicato per chi non ama la napoletana: qui impera la versione romana, sottile, scrocchiarella, dicono più digeribile, talmente grande che trabocca dal piatto. Molte le proposte in menu; a prezzi mai esagerati: Saporita (pomodoro, mozzarella, melanzane, aglio, salame piccante e basilico), Profumata (mozzarella, gorgonzola e mele), Valtellina (pomodoro, mozzarella, taleggio e bresaola), il calzone Coke (scamorza, pomodoro fresco e prosciutto crudo) e Cipolla e mais. Cucina aperta fino all’una e mezzo di notte. Chiuso mercoledì

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  • CONVIVIUM
    Via Ponte Vetero 21 angolo via Landolfo, tel. 02-86.46.37.08

    Moderna ristopizzeria aperta nel cuore di Brera nel 1986 (foto sopra), tirata a lucido nel 2008 dall’architetto Giuliano Nobili e gestita con sapienza dal toscano di Stazzema Claudio Tommasi e dal pugliese di Trinitapoli Nicola D’Antuono. In cucina lo chef sardo Anselmo. Imperdibili i tavoli della prima saletta, con una parete-muraglia di bottiglie di vino e l’affaccio panoramico sulla chiesa del Carmine. Tra le pizze (tutte da lievito madre): focaccia con spada affumicato ed erba cipollina, focaccia Estate (crudo, grana e rucola, 12 €), Emiliana (pere, formaggio di fossa e gocce di aceto balsamico, 12 €), Norvegese (mozzarella, salmone affumicato e panna, 16 €), Prato verde (mozzarella, ricotta, spinaci e fagiolini, 10 €), Sfilatino di Capri (pomodoro, mozzarella, prosciutto e ricotta, 12 €), Italia (mozzarella, fontina bresaola, rucola e grana, 14 €) e Argentaria (porcini e salsiccia toscana, 12 €). Fino all’una di notte. Sempre aperto: trova un tavolo.

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  • DA GIULIANO
    Via Paolo Sarpi 60, tel. 02-34.16.30

    (foto sopra) Nella zona pedonale di Chinatown dal 1969, su due piani affollatissimi, con forno a legna: pizza al trancio in tante varietà. È gestita da due sorelle con i rispettivi mariti, uno dei quali è il pizzaiolo Orlando. La pizza (anche da asporto) è alta, con base croccantina e centro soffice, abbrustolita il giusto e dai bordi saporiti. Il condimento è bilanciato: olio buono, mozzarella artigianale di Varzi (del monte Penice) in dosi generose e salsa di pomodoro perfetta. In menu tante proposte e vari gusti. Cucina aperta sino a mezzanotte. Chiuso lunedì: trova un tavolo.

  • DA MICHELE
    Via Vigevano 14, tel. 02-58.10.31.30

    In zona Navigli, a pochi metri dalla stazione di Porta Genova, c’è questa piccola e candida pizzeria con cucina dai sapori veri, con i tavoli ravvicinati e piante verdi dappertutto. Mentre sua moglie, la partenopea doc Patrizia, prepara piatti veloci, il pugliese di Canosa (con esperienza in Australia) Michele Di Bisceglie sforna un’ottima pizza napoletana, una delle migliori di Milano, il cui punto di forza è la pasta, cotta alla perfezione, un giusto equilibrio tra morbido e croccante. Conto più che onesto. Tra le pizze, la Parmigiana (mozzarella, pomodoro, melanzane al forno e spolverata di grana), quella con salsiccia e friarielli e la Bufalina. Aperto fino alle 23. Chiuso domenica a pranzo

  • DRY
    Via Solferino 33, tel. 02-63.79.34.14

    Pizza napoletana molto piccola, soffice e poco economica. La si trova nel nuovo locale cool di Brera, vicino al Corriere della Sera, votato lo scorso 26 novembre “pizzeria dell’anno 2015” dal BarAwards, premio promosso dalla rivista di settore Bargiornale. Dry è nato da un progetto di ristorazione post-industriale che per la prima volta unisce l’insolita accoppiata cocktails e pizza, firmato dallo chef stellato Andrea Berton (e dallo stesso gruppo che a cinquanta metri ha lanciato con lui Pisacco: Giovanni Fiorin, uno che di mestiere apre locali, l’avvocato e sommelier Diego Rigatti e l’architetto Tiziano Vudafieri). Dry è gestito dal barman Guglielmo Miriello, rientrato da Shangai, e dal pizzaiolo Simone Lombardi, strappato alla Cantinetta del Becco di Città del Messico. In menu quattro varianti classiche a lievitazione naturale, da arricchire a piacimento, ma anche sei proposte sfiziose dello chef come Ventricina (salume tipico molisano-abruzzese, scalogno al sale e mozzarella fiordilatte, 16 €), Calzone bianco (scarola brasata, pinoli, uvetta, ricotta di bufala, 12 €), Carciofi arrosto (con pecorino romano e fiordilatte, 12 €), Verdure (cime di rapa, crema di zucca e provola affumicata, 12 €), Pancetta arrosto (con pepe di Sarawak e fiordilatte, 12 €), Anguilla al cartoccio (con cime di rapa e provola affumicata, 16 €). E poi sette Focacce (come la Vitello tonnato con polvere di capperi o la Crema di zucca, guanciale e reggiano croccanti ed essenza San Giacomo, da 6 a 14 €), una Focaccia aperta (con stracciatella, gambero crudo e lime, 16 €) e due Cubotti (dadi di focaccia semintegrale servita con condimenti: Tapenade di olive leccino, guacamole e caprino o Cipolla rossa al sale, maionese senza uovo al cappero, barbabietola e aneto, 6 €). Il forno chiude a mezzanotte, il bar all’una e mezzo. Sempre aperto

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L’Eataly Milano Smeraldo di Piazza XXV Aprile.

  • EATALY MILANO SMERALDO – LA PIZZA
    Piazza XXV Aprile 10, tel. 02-49.49.73.01

    Nel suo faraonico megastore (foto sopra) Oscar Farinetti ha voluto una pizza davvero al top. Sta nel Ristorantino a piano terra di fianco alla scala mobile ed è davvero buona, una sapiente via di mezzo tra la sottile romana e la morbida napoletana, con bordo alto e soffice. La pasta viene da farine biologiche macinate a pietra dal Mulino Marino di Cossano Belbo (Cuneo) ed è lasciata lievitare almeno 24 ore. L’unico neo sono la coda ai tavoli e i prezzi: la Margherita originale di Eataly costa solo 6,50 € ma la Bufala e acciughe viene 12 €. E poi: Zola, pere e noci (11 €), Parma (pelato italiano, fiordilatte Miracolo a Milano, scaglie di parmigiano reggiano 18 mesi del caseificio Scalabrini e crudo di Parma 20 mesi del salumificio Ruliano di Langhirano, 12 €) e Speck, brie e radicchio (12 €). Ogni giorno c’è in lista una novità. Dalle 12 alle 15 e dalle 17 alle 23. Sempre aperto

  • FOFÒ MATTOZZI
    Piazza XXIV Maggio 6, tel. 02-36.68.34.09

    Inaugurata nel 2014 di fronte ai caselli di Porta Ticinese da due soci napoletani: uno si chiama Alfredo (Fofò), l’altro è proprietario della pizzeria partenopea Mattozzi di via de Mille (a Milano c’è una loro insegna in via Paolo Sarpi 53, tel. 02-83.42.11.54). Due sale (in una si mangia senza tovaglia) con pareti bianche, tavoli e sedie in legno nero, luci minimal. Al forno sta Gennaro Auriemma, per tredici anni alla pizzeria Trianon di Napoli. I suoi prodotti sono creativi e buoni, ma non a buon mercato: la più cara è la pizza Fontanella (bufala, pomodorini gialli e basilico, 11 €). E poi: Battilocchio (ciliegini pachino, bufala, ricotta, salame e cicoli, che si ottengono dalla bollitura in un pentolone delle parti grasse del maiale), ’E 4 manere (pomodoro, provola, acciughe, salame e carciofini), Zitella (pachino, friarielli, scarola e melanzane), Pasciuta (margherita col cornicione ripieno di ricotta fresca), Zuccotta (zucca, ricotta e provola), Zi’ Bella (burrata, culatello di Zibello e pesto), Gustosa (mozzarella, pomodorino semisecco e broccoli alla napoletana), Romagnola (squaquerone, crudo e rucola) e Pura Fibra (crudo, scaglie di grana lodigiano, datterini e rucola). Tra le novità 2016 i corsi per baby chef dedicati ai piccoli clienti, che possono creare divertendosi la loro Napoletana personalizzata. Il banco per l’asporto chiude alle due di notte. Sempre aperto

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  • FRESCO & CIMMINO
    Via Ugo Foscolo 4, tel. 02-97.37.48.69

    migliori-pizzerie-milanoAll’ombra del Duomo, in un luminoso locale soppalcato con due forni a legna (foto in alto e a destra), dal 2011 quattro pizzaioli sfornano fino a mezzanotte una Margherita che qui definiscono “a ruota di carretto”, con abbondante crosta con bolle pronunciate. Buone la Margherita e la Parmigiana con le melanzane e ottimi i dolci (il Gran Caffè Cimmino è una famosa pasticceria napoletana con succursale anche a Milano, in via Larga 2). Ogni pizza ha al centro un pomodorino fresco aperto, la “firma” del pizzaiolo della casa madre Fresco di Napoli, che piace tanto agli stranieri ma fa storcere il naso ai pizzofili nostrani. La ditta Fresco & Cimmino ha avviato tre risto-pizzerie di moda (tutte sempre aperte): nel 2012 in viale Montenero 55 ’A Storia (tel. 02-87.24.66.35) dove c’era il cinema Astoria (da cui il gioco di parole dell’insegna); nel 2014 Camillo Benso in piazza Cavour 2 (tel. 02-45.37.76.30), in una sala decò all’ingresso del Palazzo dei Giornali (dove lo scorso 31 gennaio Silvio Berlusconi ha festeggiato la vittoria nel derby del suo Milan), con poche pizze in lista ma morbide e con il bordo alto. E nel giugno 2015 Giannino Fresco & Cimmino in via Vittor Pisani 6 (tel. 02-66.98.69.98), lo storico locale ritrovo di vip e calciatori, completamente rinnovato. Ora delle pizze si occupa il napoletano Giuseppe Vesi, patron di Pizza Gourmet al Vomero, che per l’impasto utilizza solo farina di tipo 1 di grano tenero italiano al cento per cento macinato a pietra. In lista anche una Vegetariana (fiordilatte di Agerola, peperoni, zucchine e melanzane biologiche, basilico e olio evo biologico) e una Vegana (mozzarella di soia, pomodorini gialli del Vesuvio, cipolla di Tropea e olive taggiasche). Nel suo Spazio Eventi giovedì 18 febbraio Fresco & Cimmino di via Foscolo ospiterà una giornata di lavori su Margherita e bufala campana dop organizzata da Lsdm (Le strade della mozzarella, evento enogastronomico annuale di Paestum). Con interventi alle ore 14 di Alfonso Pepe, alle 15 di Ciro Salvo della pizzeria napoletana 50 Kalò e, a seguire, di Gianfranco Iervolino di Palazzo Vialdo di Torre del Greco e del padrone di casa Giuseppe Vesi. I posti sono limitati e occorre l’accredito (da chiedere a accrediti@lestradedellamozzarella.it).

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  • FRIJENNO MAGNANNO
    Via Benedetto Marcello 93, tel. 02-29.40.36.54

    Ovvero “friggendo mangiando” in napoletano. Cucina a vista e niente tovaglie (ma 2 € di coperto!) in questo luogo magico nei pressi della Stazione Centrale, rifatto da cima a fondo nel 2014, dove si mangia una delle pizze migliori della città (foto sopra). L’ha fondato nel 1997 Maria Tommasino, che decise di continuare a Milano la tradizione di famiglia (nel logo del locale c’è l’ammonimento Nun scurdammuce ’o passato) iniziata a Napoli nel 1871 dal bisnonno Beppe Tommasino, e oggi lo gestisce con i figli Luigi e Carmine. In lista quindici pizze classiche a 6,50-10 € (come la Frijenno Magnanno con impasto integrale, patate, scamorza, basilico e taralli napoletani) e quattro pizze fritte a 7-9 € (per esempio ’A scarurella con scarola, acciughe e olive nere di Gaeta o D’a nonna Francesca con ricotta, salame dolce di Napoli e pepe). In più cinque pizze gourmet (a 10 €) con una selezione di ingredienti Slow food d’alta qualità: ’O miracolo di San Gennaro (pomodori freschi di San Marzano dop, provola di bufala e basilico. Lo scorso 19 settembre, festa del santo patrono napoletano, questa pizza è stata venduta per tutto il giorno a metà prezzo), ’O Munaco (provolone del Monaco dop, fior di zucca e pepe), ’O Piennolo (pomodorini del Piennolo, fiordilatte e basilico), ’A Pummarelella gialla (pomodorini gialli vesuviani, bufala affumicata e pesto di basilico) e Pizza Genovese (sugo di genovese con la sua carne). I coperti non sono moltissimi e si consiglia di prenotare. C’è anche il servizio d’asporto e la possibilità di acquistare i prodotti dello street food partenopeo utilizzati in cucina nell’annessa bottega Piazza Mercato. Fino alle 23.30. Chiuso domenica

  • GARDEN
    via Sabatino Lopez 9, tel. 02-35.59.167

    migliori-pizzerie-milanoA Quarto Oggiaro, è dal 1978 il regno dei fratelli pugliesi Francavilla: i cuochi Beppe e Concetta e i pizzaioli Marco (campione europeo 1987) e Rino (campione europeo 1991 e ’94), originari di Santa Margherita (nomen omen) di Savoia, che propongono una pizza sempre nuova, con ingredienti di qualità. In autunno da provare la Zucca e scamorza affumicata. Specialità del locale (con 150 coperti) è una specie di “giro pizza” mai freddo perché lo fanno tavolo per tavolo, con combinazioni originali in base alla stagione e all’estro del boss: possono arrivare pizze con crema di pistacchio, speck e pistacchi tritati, mandorle e pecorino fresco o pesto di rucola e gamberetti, friarielli e salsiccia, ma addirittura con cinghiale e mele, capriolo e pera o anatra e mirtilli. L’unica pizza speciale sempre presente è la Milano, con crema di zafferano, mozzarella e funghi porcini. Fino a mezzanotte. Chiuso martedì

  • GENNARO ESPOSITO
    Via della Commenda 43 angolo via Orti, tel. 02-49.46.32.77

    Aperta nel luglio 2015 dall’ex ingegnere partenopeo (ma nato per caso a Brindisi) Mario Firpo, classe 1971, è già tra le migliori pizzerie della città. Al forno a legna provvede Fabrizio Picariello, figlio del napoletano Walter che nel 1994 ha dato vita a Torino al prototipo di questo marchio che s’ispira a un nome fittizio della tradizione partenopea. Dal menu: pizza ai finferli, con i fiori di zucca, con asparagi e fontina, Santanastasia (pomodoro, bufala, basilico, olio, parmigiano e pomodorini), CruFeDa (crudo, feta e datterini), CruCaDa (crudo, caprino e datterini) e Calzone scarola e uvette. Cucina aperta sino alle 23.30. Chiuso domenica a pranzo

  • GEPPO
    Via Morgagni 37, tel. 02-29.51.48.62

    Nel suo storico e spartano localino con venticinque coperti aperto a Porta Venezia nel 1981 il patron Alessandro Rocca propone una pizza sottilissima ma enorme, mai troppo unta. In lista ben 64 varianti, tra cui Margherita (8,50 €), Ligure (pomodoro, cipolla e pesto, 8,50 €), Gass (mozzarella, mele, gorgonzola, pepe e olio piccante, 8,50 €), Tecchio (mozzarella, melanzane, aglio e salame piccante, 8,50 €) e Valtellina (formaggio fuso, bresaola, olio e pepe, 8,50 €). In sala la signora Adriana ha modi tutti suoi, a volte ruvidi: o la si ama o la si odia. Il forno a legna è attivo sino alle 23.30. Chiuso domenica

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  • GRAN TRATTORIA AMABILE
    Viale Teodorico 26, tel. 02-33.00.42.34

    Dal 2014 in zona Fiera-Portello, dove una volta c’era Il Baitone. Dopo Napoli, Palma di Maiorca, Portici e Cercola, è il quinto locale aperto dai soci del gruppo partenopeo Amabile (a Milano il responsabile è Alfonso Bosso) i cui bisnonni giravano i vicoli della città vendendo pizza fritta. Il locale (foto sopra) è su due piani, luminoso, con i tavoli in legno ben distanziati e arredamento total white. Ha cucina mediterranea ma il vero punto di forza è la pizza, sfornata da Giovanni Salvo rampollo di una storica famiglia di pizzaioli doc. Dal menu: Cappello di Totò (una Margherita con cornicione ripieno di ricotta, 9,50 €), Emiliana (coppa piacentina dop del salumificio San Carlo, parmigiano dop stagionato trenta mesi e crema di aceto balsamico), Maria Antonietta (provola e scarole, 6,90 €), Arianna (mozzarella, ricotta, funghi e speck, 8 €), Carlotta pizza fritta (pomodoro, provola, cicoli, ricotta e pepe, 9 €), Fiocco (mozzarella, cotto, panna e crocchè, 8 €), Maria Rosaria (provola, pancetta e uova, 9 €), Cristina (salsiccia, mozzarella e friarielli, 7,50 €) e Fresca Fresca (bufala, lattuga, pomodorini, origano e olive bianche, 9,50 €). Cucina in funzione fino alle 23. Sempre aperto: trova un tavolo.

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La sala de “I Dodici Gatti” in Galleria Vittorio Emanuele.

  • I DODICI GATTI
    Galleria Vittorio Emanuele II 11/12 angolo piazza della Scala, tel. 02-36.59.46.89

    Locale (foto sopra) nato da un’idea di Alessandro Rosso, patron del pluristellato hotel Seven Stars: si chiama così per i gatti neri che vivevano sui tetti della Galleria. Il pizzaiolo Daniele Falcone, salernitano di Valva, realizza una pizza davvero buona, lievitata 24 ore, ma a prezzi forse eccessivi: 12 € per una Margherita (San Marzano dop, fiordilatte di Agerola, grana grattugiato e basilico), 15 € per la Gialla con Bufala (datterini gialli, bufala campana dop, pecorino stagionato in scaglie, basilico e olio evo), 18 € per la Dodici Gatti (fiordilatte di Agerola, tartufo nero, grana in scaglie e olio evo). In lista anche pizze con pesto di basilico e bufala, taleggio e fiori di zucca, cacio e pepe, porri brasati e zola o piennolo, pomodorini tagliati a filetto e la paradisiaca ’O Vesuvio (pomodori del Piennolo, bufala, parmigiano reggiano, evo e basilico). Dalla terrazza si gode il panorama del cupolone di vetro dell’Ottagono. La cucina è aperta fino alle 22.30. Chiuso lunedì: trovo un tavolo.

  • IL POMODORINO
    Via Crema 3, tel. 02-58.31.10.38

    Dietro Porta Romana. Fa parte di una catena con altri quattro locali in città però la sua pizza è davvero buona, con impasto e cottura strepitosi. In lista 34 pizze “reali”, tra cui Re Ferdinando IV (pomodoro, melanzane, mozzarella e basilico), Donna Michelina (provola, radicchio e gorgonzola), Re Nettuno (pomodorini, gamberetti, calamari e frutti di mare), Donna Maria (salsiccia, friarielli e provola) e La Preferita di Totò (pomodoro, parmigiano, pepe, pomodorini e basilico). Più cinque pizze “del popolo”, ovvero i calzoni fritti, come Don Faustino (ricotta provola e salame) o Don Antonio (scarola, olive, pinoli, mozzarella e uva passa). Fino a mezzanotte. Sempre aperto

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  • IL POSTINO
    Via Edoardo Bassini 41, tel. 02-26.66.991

    Locale piccolo piccolo, napoletanissimo all’apparenza ma gestito dal valido staff del peruviano Aguda Marvin Sanchez, con ai muri la bandiera del Napoli e le locandine dell’ultimo film di Massimo Troisi, a cui l’insegna rende omaggio. Un posto alla buona e accogliente, di giorno preso d’assalto dagli studenti del vicino Politecnico (ci si siede dentro su panconi di legno o fuori su tavoli di ferro o plastica), con prezzi sotto la media. Qui c’è la vera pizza napoletana, con il cornicione alto e una bufala di qualità. La specialità è la Postino, con pomodorini freschi, mozzarella, rucola e grana a scaglie. In lista altre ventiquattro pizze, due calzoni e due focacce. Fino alle 23. Chiuso martedì a cena

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  • IL TEGAMINO
    Via Matteo Maria Boiardo 4, tel. 02-28.97.09.25

    Localetto di due sale appena risistemate in stile Manhattan a Turro, quasi all’angolo con viale Monza, con un dehors riscaldato. La pizza è piccola e dichiaratamente napoletana, con un cornicione pronunciato e ricca di condimenti di qualità, a cominciare dalla pummarola. In lista ce ne sono 67: discreta la Margherita (6 €), saporita la Salsiccia e friarielli, con bufala o provola (9 €). E poi: Carbonara (mozzarella, pancetta affumicata, uovo e grana, 8 €), Fumè (mozzarella, scamorza, speck e zucchine, 8 €), Bacon (pomodoro, mozzarella, pancetta affumicata e mais) e Variopinta (pomodoro, mozzarella, tonno, salame piccante e mais, 8,50 €). C’è un locale gemello a Città Studi (via Eustachi 30, tel. 02-20.52.04.85). Fino alle 23.30. Chiusi lunedì

  • I SAPORI DI GIOVY
    Via Donatello 9, tel. 02-29.40.08.84 e 333-66.21.680

    Risto-pizzeria davvero carina tra viale Abruzzi e piazzale Piola, in stile shabby chic, senza tavoli ammassati e molto curato nei dettagli dal giovanissimo proprietario Jimmy. La cosa curiosa è che tutto quanto si trova esposto in sala e viene usato a tavola è in vendita, anche posate, piatti e bicchieri (uno diverso dall’altro). La pizza è buona, con ingredienti di qualità, mai banale negli impasti (c’è anche a base di farina di grano saraceno) e nell’accostamento dei sapori. E poi, visto che arriva ai clienti già tagliata a fette (attenti, si raffredda più velocemente) è perfetta da condividere se non si è da soli. Forse è un po’ troppo cara (coperto 3 €). Tra le proposte: Pizza di kamut con zucchine marinate e ricotta profumata con polvere di agrumi, Pesto (pesto fresco, pomodorini pendolini, mozzarella di bufala e pecorino), Culatello, pecorino e riduzione di balsamico; Zola, noci, miele di acaccia e prosciutto di San Daniele; Fiordilatte e fiori di zucca ripieni con alici e capperi (e spolverata di cannella). Per i clienti, parcheggio gratuito in via Benvenuto Garofalo 22. Cucina aperta sino alle 23. Chiuso lunedì

  • I SEGRETI DI PULCINELLA
    Via Carlo d’Adda 2 angolo Ripa di Porta Ticinese 117, tel. 329-07.83.768

    Che piacevole scoperta: sul Naviglio Grande, ma più giù rispetto alla zona chic e a Porta Genova, è aperto dal 2013 questo localino piccolo e stretto, con una decina di tavoli e alle pareti una sciarpa del Napoli e le immancabili foto-santino di Higuain, Insigne & Soci. Il pizzaiolo e proprietario Mario sforna a prezzi ragionevoli una paradisiaca pizza partenopea doc, morbida, gustosa, elastica, leggera, facilmente piegabile a libretto. Il mix di farina Caputo, tempi lunghissimi di lievitazione e cottura molto breve sono garanzie di qualità. Secondo il Disciplinare dell’Associazione Verace Pizza Napoletana “il diametro non deve superare i 35 centimetri, il cornicione dev’essere alto 1-2 cm, regolare, gonfio, di colore dorato, privo di bolle e bruciature, e la parte centrale spessa 0,4 cm con una tolleranza consentita in più o in meno del 10 per cento”. Da provare: Segreti di Pulcinella (passato di pomodoro, bufala e cornice ripiena di provola), Vulcano (fiordilatte, friarielli e salame), Chiarulilla (mozzarella, brie e crudo), Lazzarella (bufala, pomodorini, rucola e cornicione ripieno di ricotta di bufala), Donna Nadia (provola, insalata belga, gorgonzola e crudo) e U Mastruni (pomodoro, bufala, salame piccante, funghi e rucola). Fino alle 23.30. Chiuso domenica a pranzo e lunedì: info e orari.

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  • JOHNNYPIZZAPORTAFOGLIO TAKE UÈ
    Viale Bligny 16, tel. 02-32.96.19.17

    Nel 2013 l’imprenditore napoletano-londinese Giovanni Kahn della Corte decise di cavalcare l’onda dello street food trasformando in vere “pizzerie ambulanti” di qualità (con forno a legna, canna fumaria smontabile e piano in biscotto di Sorrento) una discreta quantità di Ape Car, gli storici motofurgoni a tre ruote, per poi rivenderli o anche solo affittarli per eventi, catering e feste con incluso pizzaiolo e kit pizzeria completo (solo con prodotti di presidi Slow Food, bufala dop e basilico colto direttamente dalla pianta). Poi, l’11 marzo 2015, ha aperto a Milano, in zona Bocconi, questo locale (anche take away) che è l’evoluzione stanziale della sua idea itinerante, con una Ape rossa posteggiata nel centro della sala. L’ennesimo successo. Una pizzeria “senza posate”: come dice l’insegna, al cliente viene infatti consegnata una pizza a portafoglio, modo tradizionale di mangiarla a Napoli, soprattutto per strada, dove la piegano in quattro assieme a un foglio di carta paglia. In lista dieci pizze (tutte a doppia lievitazione) in doppio formato, tra cui: Bocconcina (mozzarella di bufala dop e olio Gargiulo dop a crudo: a portafoglio 5,50 € e grande 7 €), Ricottara (provola e ricotta, 5,50 e 6,50 €), Friariella (provola, friarielli e salsiccia, 6 e 7,50 €), Salamina (fiordilatte, salame Napoli e basilico, 5 e 6 €), Scarolina (provola e scarole saltate, 6 e 7 €) e Nutellona (crema spalmabile alle nocciole, 4,50 e 5,50 €). E poi ci sono la specialità Spunzilla (bufala dop, scaglie di parmigiano e datterino giallo) e il Tris di mini pizze a 9 € con una Margherita più una con filetto, fiordilatte di Agerola, rucola e scaglie di grana e la terza ripiena al forno con ricotta, provola e salame. Per la prima volta l’Università della Cucina mediterranea di Sorrento ha affiancato il suo marchio a un’attività di ristorazione: buon segno. Dalle 7 fino alle 24. Sempre aperto

  • LA COCCINELLA
    Piazza Tito Minniti 8, tel. 02-60.80.407

    All’Isola, locale perfetto per chi non bada all’apparenza, ma alla sostanza. A vederlo da fuori non gli dareste due lire e neppure dentro colpisce più di tanto quest’ambiente che definire informale è un eufemismo, con le luci al neon e pochi semplici tavoli presi d’assalto da un fiume di clienti (i coperti sono una trentina). Però, una volta assaggiate le bontà sottili sfornate dal casertano Nando (in sala c’è il peruviano Martino), sarà amore al primo assaggio. Pizze digeribili e leggere, con impasto perfetto e ottimo pomodoro. In più un incredibile rapporto qualità/prezzo. In lista 91 pizze (di cui dieci con la bufala), tra cui: Spaziale (pomodoro, mozzarella, salsiccia, gorgonzola e cipolla), Maialina (mozzarella, scamorza, pomodoro, salsiccia, wurstel, pancetta, salame e prosciutto), Pazza (pomodoro, mozzarella, salame piccante, uovo e peperoni), Vanto (pomodoro, mozzarella, gorgonzola, salsiccia, peperoni e cipolla), Cikita (mozzarella, zucchine, cipolla e grana), Tex (pomodoro, mozzarella, salsiccia, fagioli e cipolla), Breakfast (pomodoro, mozzarella, pancetta e uovo) e Cartes (pomodoro, grana, pomodorini, olive e capperi). E inoltre: sei Tronchetti (compreso il Gipsy, con mozzarella, spinaci, panna, rucola e grana), otto Calzoni (c’è anche il Coccinella, con scamorza, mozzarella, insalata, pomodoro fresco e prosciutto crudo) e quattordici Focacce, tra cui – in omaggio alla terra di Martino – la Sanchez (con pancetta, salsiccia e peperoncino). Fino alle 23.15. Da maggio a settembre chiuso domenica a pranzo; in inverno chiuso sabato e domenica a pranzo e da lunedì a giovedì a cena

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  • L’ANTRO DELLA SIBILLA
    Via San Gregorio 37, tel. 02-67.48.10.54

    Una sala con cinquanta posti più qualche tavolino sul marciapiede quasi all’angolo con corso Buenos Aires (foto sopra). Dove i fratelli Davide (oste) e Ottavio Biglietto (chef) propongono piatti veraci della Campania, la loro regione (lo staff è completato da Francesco Romano, Caroline Ferone e Francesco Ianotte). Tra le pizze in lista: Casertana (mozzarella, salsiccia e friarielli), Ripienotto (pomodoro, mozzarella, cotto e basilico), Tricolore (mozzarella, pancetta, rucola e radicchio), Tropea (pomodoro, mozzarella, cipolla rossa di Tropea e tonno) e Murgia (mozzarella, funghi, salsiccia e caciotta). In più, cinque Pizze Profetiche: Andriese (pomodoro, stracciatella, olive nere e olio evo), Bufalotta (pomodoro, bufala, pomodorini e basilico), Posillipo (mozzarella, ricotta, pesto e gamberetti), Sibillina (una Margherita con particolare forma a manico, ripiena di ricotta e salame) e Zola e noci. E poi tre Pizze Crude: Ecade (mozzarella di bufala a fette, pomodorini, olio evo e basilico), Apollo (cotto, salame, funghi, scaglie di pecorino e olio evo) e Oracolo (provola a fette, acciughe, olive nere, origano, olio evo e basilico). Il giovedì è all’insegna del benessere: pizza con farina integrale ai sette cereali, olio biologico e birra sugar free. Fino alle 23.30. Dal 19 settembre 2015 hanno inaugurato L’Antro della Sibilla Brianza a Lissone. Sempre aperto: trova un tavolo.

  • LA PIZZA DAL 1964
    Via Casoretto 44 angolo via Teodosio, tel. 02-28.46.659

    Pizzeria al trancio, una delle migliori, fondata da Luigi Pascucci a Lambrate mezzo secolo fa, quando a Milano di locali del genere ce n’erano solo tre. Dal 2003 è gestita dal figlio Attilio, che papà Luigi aiuta ancora al forno a legna. In questo piccolo locale alla buona vige il self service (il servizio al tavolo è attivo solo per i posti all’aperto, sotto gli ombrelloni) e in menu c’è solo l’ottima pizza “alta” al trancio, croccante alla base, ma morbida al centro e in alto. La teglia ha una base di Margherita che successivamente può essere farcita su richiesta con prosciutto, funghi, carciofini, olive, acciughe, salame piccante, rucola o altro. L’olio usato è un extravergine pugliese di loro produzione. Fino alle 22.30 (le 23 la domenica). Chiuso domenica a pranzo e lunedì

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  • LA TAVERNA
    Via Francesco Anzani 3, tel. 02-59.90.07.93

    Col Vesuvio dipinto su un muro e i ritratti di Pulcinella e Totò ovunque, il folclore partenopeo impazza in questa maxipizzeria su due piani e con due forni dietro corso XXII Marzo (foto sopra). Deve il nome al salone di sotto, caldo e chiassoso, la cui volta a mattoncini ricorda quella di una taverna. La pizza (34 varietà in lista) ha il classico “cornicione” napoletano alto 1-2 centimetri. Buona la Vesuvio (mozzarella, ricotta, friarielli, aglio e peperoncino) e la Panzone (bufala affumicata, ricotta, ciccioli e pepe). Quattro le novità: Sfiziosa con crudo (pomodoro, mozzarella, crudo e grana), Sfiziosa con salsiccia (pomodoro, mozzarella, funghi, salsiccia napoletana e grana), la Pizza con bordo ripieno di ricotta e funghi porcini frullati, e il Nutellino (calzoncino con la nutella). Fino a mezzanotte. Chiuso domenica a pranzo e lunedì.

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    La Taverna Gourmet di via Maffei.

    Nel 2011 il proprietario Davide Iannaco ha aperto anche L’altra taverna (via Cadore 8, tel. 02-91.27.02.32, con dehors estivo sotto gli alberi, chiuso martedì e giovedì a pranzo), seguita il 25 luglio 2015 dalla Taverna Gourmet in via Andrea Maffei 12 angolo via Fogazzaro (tel. 02-59.90.07.93), a Porta Romana (trova un tavolo a questo link). Qui l’interior designer Silvana Barbato ha ricreato un’elegante atmosfera Anni Cinquanta dove predominano i colori petrolio, oro e marrone. Alle pizze d’autore pensa lo chef Leonardo Giannico, affiancato nella creazione del menu da Roberto Di Pinto che ha ideato tre proposte, eseguite alla perfezione da Vincenzo Masi: Pluma di maialino iberico (piuma di Patanegra, burrata, parmigiano reggiano e crema di mela, 20 €), Branzino e Colonnata (branzino al sale, lardo, provola e crema di melanzane, 32 €), Gambero e guacamole (gamberi rossi, avocado, cipolla rossa, peperoncino, limone di Amalfi e mozzarella, 35 €). I pizzaioli usano pasta madre e farine speciali (integrale, al nero di seppia o alla menta) e propongono versioni elaborate, anche vegetariane e vegane, con accostamenti innovativi e combinazioni insolite. In pratica il disco di pasta è solo un “piatto” su cui presentare le migliori materie prime di mare e terra. In menu ci sono sole pizze, sempre portate al tavolo già divise in otto fette, e tutte a prezzi da capogiro. D’accordo che la qualità si paga, ma qui forse esagerano: Margherita e MariNera (impasto al nero di seppia, filetto di pomodoro campano con origano di Sicilia, aglio e gianchetti con gocce di colatura di alici di Cetara) costano 14 € e le pizze “creative” da 19 a 35 €: Vegana (impasto integrale, con tofu, fiore di zucca, fave bianche, pomodorini, patata, prezzemolo, cipolla e fiori eduli, 19 €), Rotolo di culatello (bufala, culatello di Zibello e radicchio tardivo, 22 €), Patanegra, stracciatella e fichi (24 €), Langhe (salsiccia di Bra, tartufo nero e toma piemontese, 25 €), Alici del mar Cantabrico, stracciatella, melograno e finocchio (25 €), Tonno e cipolle (tonno rosso scottato, cipolla rossa di Tropea, zucchero, arancia, finocchietto, mandorle e cetrioli, 25 €), Cruditè di scampi, pecorino romano, pepe e scorza di limone di Sorrento (32 €). I dessert sono di Ernst Knam (8 €). Fino all’una di notte. Chiuso lunedì

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  • LIEVITÀ PIZZERIA GOURMET
    Via Carlo Ravizza 11, tel. 02-91.32.82.51 (ma non accettano prenotazioni)

    I giovani fratelli Andrea e Gianmaria D’Angelo (foto in alto, a sinistra), casertani di nascita ma trapiantati a Milano, dopo lo slow food di hamburger Trita in piazza XXIV Maggio, il 14 aprile del 2015 hanno deciso di aprire con gli amici Giovanni Grossi e Lorenzo Santin questa pizzeria nella “strada dei ristoranti” dietro piazza Piemonte, dove per Valerio M. Visintin servono “la migliore pizza della città”. Il forno a legna è il regno del maestro Giorgio Caruso (31 anni, casertano pure lui e allievo di Luigi Acciaio, presidente dell’Associazione Pizza Gourmet) che con Maurizio Mongillo sforna una pasta celestiale e digeribilissima. Il loro segreto? Materie prime d’eccellenza, farina Petra del Molino Quaglia di Vighizzolo d’Este (Padova), una maturazioni di 24-48 ore a base di lievito madre. In menu ci sono nove tipi diversi di Margherita: San Marzano (pomodoro San Marzano dop, fiordilatte di Agerola e basilico), Piennolo (pomodorini del Piennolo del Vesuvio dop, bufala campana dop e basilico), Pomo d’oro (pomodorini gialli del Vesuvio, fiordilatte di Agerola e basilico), Sua Eccellenza (filetti del pomodoro Sua Eccellenza, fiordilatte di Agerola e basilico), Gragnano (pomodorini di Gragnano dei monti Lattari, bufala campana dop e basilico), San Gennaro (antico pomodoro Miracolo di San Gennaro, fiordilatte di Agerola e basilico), Kumato (pomodorini neri Kumato, provola affumicata di Agerola e basilico), Corbarì (a crudo, pomodorini Corbarini, bufala campana dop e basilico), Lievità, a crudo (pomodorini gialli del Vesuvio, pomodorini neri Kumato, pomodorini Corbarini, bufala campana dop e basilico). E poi nove Pizze Gourmet Estreme: Capperi che pizza (pomodorini Gragnano dei Monti Lattari, capperi di Salina bio, olive nere caiazzane, aglio rosso di Nubia, origano di montagna del Vallo di Diano e basilico), il calzone Riccia marinata (ripieno con scarole ricce crude, capperi di Salina bio, olive nere caiazzane, alici di Cetara, uva sultanina e pinoli), Brontese (pesto di pistacchi di Bronte, fiordilatte di Agerola, parmigiano reggiano dop 24 mesi, limone di Sorrento igp e basilico), ’E Papaccell’ (papaccelle riccie napoletane, ricotta di bufala campana dop, fiordilatte di Agerola e basilico), Ficardo (con fichi del Cilento sciroppati al peperoncino, lardo al basilico genovese dop, fiordilatte di Agerola, gorgonzola piccante dop e basilico), Baccalà (filetti di baccalà islandese, pomodorini del Piennolo del Vesuvio dop, capperi di Salina bio, composta di cipolle Alifane e Casavecchia, provolone del Monaco dop, olive nere caiazzane e basilico), Crudo e burrata (a crudo, prosciutto di San Daniele dop 18 mesi e burrata di bufala campana dop), Carpaccio (carpaccio di manzo affumicato, gherigli di noci, rucola, gorgonzola piccante dop, glassa balsamica di Modena igp e fiordilatte di Agerola), Cetarese (filetti di sgombro e tonno, alici di Cetara, bufala campana dop, pomodorini Corbarini e basilico). L’ultima nata, a meta gennaio 2016, è la Monferrato (cardo gobbo, salsiccia di cinghiale, fiordilatte di Agerola e provolone Del Monaco dop). Qualche tavolo anche sul marciapiede. Il forno è aperto sino a mezzanotte. Chiuso lunedì: trova un tavolo.

  • LIEVITO MADRE AL DUOMO
    Largo Corsia dei Servi 11, tel. 02-45.37.59.30 (ma non vi servirà perché non accettano prenotazioni)

    Il 16 ottobre 2014, dopo innumerevoli rinvii, Gino Sorbillo, forse il più famoso pizzaiolo al mondo, è sbarcato a Milano con questa pizzeria sorella di Lievito Madre al Mare che possiede a Napoli in via Partenope. Sta fra il Duomo e San Babila, in trecento metri quadrati su due piani, con arredamento minimal in legno, marmo, alluminio e bei colori. Sorbillo definisce le sue creazioni “pizza napoletana contemporanea”: cotta bene, non bruciata, con farina integrale e olio di oliva extravergine. L’impasto è realizzato manualmente da un maestro come Gennaro Salvo, patron di Pizza a portafoglio di via Toledo a Napoli. Dalla lista (con solo undici varianti di pizza, più sette birre): Alleanza dei Presìdi Slow Food (pomodoro San Marzano dop, salsiccia rossa di Castelpoto, cacioricotta di capra cilentana I Filadelfi 1828, 11 €), Margherita gialla Massimo Bottura (pomodorino giallo del Vesuvio di Casa Barone, provola misto bufala, olio evo, basilico e il conciato romano, cioè il formaggio più antico d’Italia, 9,80 €), Calabrese (fiordilatte misto latte di bufala, basilico e ’nduja piccante di Spilinga, 8,30 €), Popolare (ricotta di bufala fresca, ciccioli, fiordilatte misto latte di bufala, pepe nero macinato del Thalassery e basilico, 9,80 €), Cetara (pomodorino fresco del Piennolo, olive nere e origano selvatico del Matese, capperi lacrimelle, alici di Cetara e provola affumicata misto bufala, 9,80 €), Libera (San Marzano dop, mozzarella di bufala proveniente dall’associazione Terre Libere dalla Mafie di don Peppe Diana, parmigiano reggiano di montagna stagionato 36 mesi, olio bio e basilico, 9,50 €), Filetto Fresco di Pomodoro (con i pomodorini tagliati a coltello, misto bufala, olio extravergine e basilico, 7,20 €). Novità assoluta per Milano: le pizze sono a tiratura limitata (al massimo quattrocento al giorno) perché l’impasto è fatto esclusivamente a mano, solo così la pizza è gourmet ed esclusiva (in sala non ne danno più di una a persona, insistere non serve a nulla). Di conseguenza c’è sempre coda all’entrata, con le hostess che smistano i clienti col walkie talkie in mano, come i “buttadentro” nelle discoteche vip. Chiuso domenica

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  • MARUZZELLA DAL 1978
    Piazza Guglielmo Oberdan 3, tel. 02-29.52.57.29

    migliori-pizzerie-milanoAll’inizio, nel 1954, toccò alla Maruzzella di Renato Carosone (Primma me dice sì, / po’ doce doce me fai murì), seguita a ruota nel 1956 dall’omonimo film. Poi, nel 1978, ecco sorgere a Milano, nella piazza di Porta Venezia, questo ormai storico locale dove da sempre fanno una buona pizza ( chiude alle 23.30). Altina, ben cotta anche all’interno e con un impasto fresco lasciato lievitare almeno dodici ore. In lista 27 pizze, tra cui: Schiacciata (bufala, crudo, rucola e pomodorini, 10 €), Norma (pomodoro, mozzarella, basilico, melanzane fritte e ricotta salata, 7 €) e Maruzzella (pomodoro, mozzarella, gamberetti e rucola). Da poco il proprietario Calogero Battaglia ha aperto un locale gemello in viale Zara 118 (vicino alla fermata Istria della linea 5 del metrò, quella lilla; tel. 02-68.80.282, aperto fino a mezzanotte), che ha alle pareti foto di divi del cinema d’autore e una gigantografia del Banchetto nuziale dipinto da Bruegel il Vecchio. Anche lì la mozzarella viene da Aversa. Chiusi entrambi mercoledì

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  • MERCATO (CON CUCINA) DEL SUFFRAGIO
    Piazza Santa Maria del Suffragio 2, tel. 02-91.63.80.69

    Lo stile è quello del Mercado di San Miguel a Madrid o della Boqueria di Barcellona. Con un sapiente lavoro di riqualificazione l’abbandonata area comunale coperta del quartiere Suffragio, a Porta Vittoria, all’angolo tra corso XXII Marzo e via Morosini (foto in alto), ospita dal 15 dicembre 2015 un food market gourmet, aperto su idea del panificatore monzese Davide Longoni (negozio in via Tiraboschi e laboratorio alla Cascina Sant’Alberto di Rozzano) con un gruppo di altri giovani imprenditori, il toscano Roberto Ghezzi di Schooner per il pesce, i brianzoli Erika Fumagalli di Fresco e Buono per frutta e verdura e Oreste Pietroni, William Legati e lo chef Roberto Andreoni di Cool per i gelati (ci sono anche i gusti al rafano e al burro e acciughe). A firmare le pizze è l’astro emergente umbro Fabio Venturini, già premiato con due spicchi del Gambero Rosso per il suo locale Al 42° di Spoleto. A Milano ha in menu sia la pizza “stirata” nella teglia che quella classica rotonda alla pala. Per entrambe usa prodotti freschi in arrivo dai banchi del suo mercato più farine di grano tenero delle Langhe del Mulino Sobrino di La Morra (Cuneo), fiordilatte del caseificio Fusco di Lucera (Foggia), bufala dop del caseificio Prati del Volturno di Cancello ed Arnone (Caserta), aglio rosso di Nubia (Trapani), origano e pomodoro San Marzano dop Gustarosso di Sarno (Salerno) e un impasto semintegrale con lievito madre (perciò la produzione è forzatamente a numero limitato). C’è sempre una “pizza del mese” a 14 €: a dicembre 2015 era con insalata di baccalà, broccolo romanesco al vapore, pinoli, uvetta, olio evo e pepe; a gennaio con puntarelle, stracciatella di bufala, fiordilatte e acciughe di Cetara; a febbraio con cime di rapa, roveja (un legume presidio Slow food simile a un pisello selvatico), cipolla rossa di Tropea, pomodorini confit, fiordilatte e scorza d’arancia. In lista sei pizze classiche: Marinara (6,50 €), Margherita (7,50 €), Bufala (10,50 €), Alice & capperi (9,50 €), Verdure di stagione (10 €) e Cotto & rucola (10 €) e quattro invernali: Fagiolina & crescenza (la fagiolina del lago Trasimeno è un legume presidio Slow food il cui seme è piccolo come un chicco di riso, 13 €), Pecorino & pancetta (con pecorino umbro del Subasio canestrato del caseificio Broccatelli di Assisi, 14 €), Gorgonzola & crudo (il prosciutto è un 23 mesi di Mora romagnola Fausto Zavoli di Seludecio, vicino a Rimini, 14 €) e Zucca & luganega (con in più parmigiano reggiano 36 mesi del caseificio Malandrone 1477 di Pavullo, nel Modenese, 11,50 €). Tavoli all’interno, in veranda e nel dehors laterale, per un totale di 120 coperti. Il servizio è self-service. Dalle 7.30 alle 23. Chiuso lunedì

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  • migliori-pizzerie-milanoMICS-ROMAN FUSION
    Via Pietro Maroncelli 15, tel. 02-36.76.45.00

    Con mattoni e tubi d’acciaio a vista e arredi vintage (foto a destra e in alto), è stato aperto nel dicembre 2013 a pochi passi da corso Como dall’imprenditore milanese Fabrizio con il ristoratore e chef capitolino Marco. Gestito dai giovanissimi Nicolò Mics e Gugo Arcieri, è tutto imperniato sulla pizza romana: croccante, sottile e digeribile, con un impasto lasciato riposare 24 ore. Ma in dimensioni ridotte per consentire più di un assaggio per volta: In lista: sette Tapas romane (quattro crostini e tre bruschettine) e otto mini-pizze gourmet, tra cui la Mics (bufala, melanzane, pinoli, uvetta e pesto di basilico) e la Puzzetta (mozzarella, gorgonzola, pere flambate, scaglie di mandorle e miele). E poi le Chicche (finger pizza di quattro gusti misti), tre Canottini (fagottini di pizza ripieni), quattro Strufolini (rotolini di pizza ripieni, compreso quello Alla Gugo, con stracchino e ciauscolo, un insaccato marchigiano igp) e le Scroccarielle, delle focaccine croccanti. Cucina aperta sino alle 23. Chiuso domenica

  • MOZZARELLA E BASILICO
    Piazzetta Pattari 4, tel. 02-89.09.26.13

    migliori-pizzerie-milanoFranchising campano a due passi dal Duomo, con tavoli ben distanziati ma senza tovaglia, dove si mangia una discreta pizza con cornicione medio e cottura perfetta. Buone la pummarola con i pelati La Torrente e la bufala del caseificio Orobianco. In lista ventotto pizze, tra cui Trevigiana (mozzarella, bacon, radicchio e scaglie di grana, 8,50 €), Regina (provola, pomodorini, mozzarella, ricotta, crudo di Parma e basilico, 9 €) e la Trentina (provola, speck e gorgonzola, 8,50 €). Più tre pizze fritte (compresa la Completa con provola, ricotta, pomodori e cicola, 8,50 €) e due focacce (quella Condita è con pomodorini, olio, scaglie di grana e rucola, 5,50 €). A fine 2014, in zona parco Solari hanno aperto anche un locale gemello (viale Papiniano 48, tel. 02-89.09.26.13), con un giardinetto estivo. Ogni martedì organizzano un “giro pizza” all you can eat a 15 €, compresa bibita o birra piccola Moretti. Fino a mezzanotte. Sempre aperti

  • NAPOLI 1820
    Alzaia Naviglio Grande 62, tel.02-36.52.457

    migliori-pizzerie-milanoDa metà ottobre 2014 è approdato a Milano il secondo locale di un marchio che promette “pizza e cucina d’autore”. Il primo l’ha aperto anni fa a Napoli in via Gramsci, a un passo dal mare di Chiaia, Rosario Izzo, che nel neonato Napoli 1820 sui Navigli ricopre il ruolo di executive chef. Nella bella stagione ci si può rilassare seduti nel dehors con vista sul “fiume” di Milano. Tra le “pizze d’autore”: Catamarano (dalla forma allungata, con due cornicioni ripieni di salsiccia, friarielli, provola, melanzane; fiordilatte, olio e formaggio, 9 €), 1820 (col cornicione ripieno di ricotta fresca, pomodorini, provola, scaglie di parmigiano, basilico, olio e formaggio, 10 €), ’A Cafona (patate, provola, scaglie di parmigiano, cotto, pepe, basilico, olio e formaggio, 10 €), Toga Toga (focaccia con bufala doc, rucola, pomodori, insalata, olive verdi, scaglie di parmigiano, basilico e olio, tutto a crudo, 10 €), Dudù (pizza bianca con cozze, provola, rucola, basilico, olio e formaggio, 10 €), Sfilatino (con ricotta, provola, friarielli, melanzane, salame, prosciutto cotto, rucola, pomodorini, scaglie di parmigiano, olio e formaggio, 9 €), Ripieno fritto (ricotta, provola, prosciutto cotto e a scelta ciccioli e olio, 8 €) e la O’ Fungo (per due persone, a forma di porcino: metà 1820 e metà Sfilatino, 18 €). Fino a mezzanotte. Sempre aperto: trova un tavolo.

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  • PEPENERO
    Viale Umbria 11, tel. 02-36.53.88.37 e 393-76.59.876

    Pizzeria con novanta coperti (foto in alto). Per l’impasto usano semola macinata a pietra del Molino Famiglia Besozzi e grano kamut (l’antenato di quello moderno, altamente digeribile) di Farine Varvello Pizza Giovane di Piacenza. E poi lievito madre per 48 ore di lievitazione naturale. Mozzarella fior di latte del Caseificio di Seriate, burrata pugliese del Caseificio di Andria, mozzarella di Bufala Campana del caseificio La Perla Meditteranea di Salerno. In lista: tredici calzoni (tra cui il Vesuviano doc, con friarielli piccanti, salame piccante, mozzarella e scamorza affumicata filante, poi ricoperto di sugo, 8 €) e dodici focacce (anche la Livigno, con bresaola della Valtellina igp, funghi porcini e rucola, 8 €) più 77 pizze, tra cui: Carcighiotta (pomodoro, mozzarella, prosciutto Parmacotto dop e carciofi, 7,50 €), Napolinostra (pomodoro, mozzarella, cotto, provolone e gruviera, 7,50 €), Porcavacca (pomodoro, mozzarella, fontina, svizzero, gorgonzola, 7,50 €), Pecorina (pomodoro, mozzarella e, a fine cottura, scaglie di pecorino sardo dop selezionato, 7,50 €), Ottavo mestiere (pomodoro, mozzarella, salsiccia, cipolle e scamorza, 8,50 €), Stargate (pizza speciale col buco al centro e con mozzarella, porcini, gamberetti, rucola, pomodoro a fette fresco e prosciutto cotto, 9 €), Stella alpina (pomodoro, mozzarella, ricotta, noci e salsiccia, 9 €) e Bufalona (pomodoro, bufala campana dop, ricotta vaccina dop e pomodori ciliegini, 8,50 €). Cucina aperta sino alle 23. Chiuso domenica a pranzo: trova un tavolo.

  • PIZZA AM
    Corso di Porta Romana 83, tel. 02-55.10.579

    Il locale è piccolo e non è possibile prenotare, perciò fuori c’è quasi sempre la fila, con i clienti che sorseggiano un prosecco offerto per addolcire l’attesa. Ma ne vale la pena: le pizze del pluripremiato calabrese Pasquale Pometto, 38 anni, sono una poesia, forse le migliori di Milano. Realizzate con olio extravergine Filippo Berio di Lucca, fior di latte bergamasco, pomodoro San Marzano schiacciato a mano, aglio calabrese, acciughe di Aspora e olive di Cerignola. L’impasto viene fatto lievitare in modo naturale per 48 ore. Pometto – assicurano gli esperti – è l’unico in città a proporre un prodotto che cuoce tra i 60 e i 90 secondi, come prevede il disciplinare della verace pizza napoletana. In lista le pizze sono solo sette: Bella Margherita (con anche una spolverata di parmigiano), Marinara (con aglio a pezzi grossi schiacciato), Napulitana (pelati di San Marzano dop, bocconcini di fiordilatte fresco, olio evo toscano, capperi chiocciola di Pantelleria o Lipari igp, origano selvatico calabrese e acciughe del Mediterraneo lavorate in Sicilia e maturate nel rovere), Pasquale (vellutata di pomodoro pelato San Marzano dop, ciliegini di Pachino igp, pepe nero, basilico, origano e olio evo), Caprese (come la Pasquale ma con in più bocconcini di fiordilatte fresco), Positano (ciliegini di Pachino igp, provola affumicata campana, basilico, olio evo e spolverata di parmigiano) e Pometto Pasquale (a forma di panino, ripieno di rucola, ciliegini di Pachino igp, bocconcini di fiordilatte fresco, scamorza affumicata, olio evo e l’immancabile spolverata di parmigiano). Fino alle 23. Chiuso domenica a pranzo e lunedì

  • PIZZA BIG
    Viale Brianza 30, tel. 02-28.46.548

    Il locale dei fratelli Fabio e Ivan Guastella, dietro la stazione Centrale, è frequentato da chi la pizza la ama in versione sottilissima, croccante fino all’ultimo boccone ma leggera per la digestione. Nell’ambiente su due livelli (ideato da Fabio) dominano il verde e il giallo, i colori del Brasile, e tanti richiami all’indimenticato pilota Ayrton Senna. I pizzaioli hanno creato un’ottantina di varianti (non proprio a buon mercato) a base di ingredienti biologici, a volte troppo fantasiose (la lista è stampata direttamente sulle tovagliette di carta dei tavoli). Da provare: Milanese (panna, mozzarella, zafferano, rucola, funghi porcini e peperoncino), Pantalone (calzone ai quattro formaggi), Ratt (panna, mozzarella, gorgonzola e noci), Melanza (con melanzane tagliate a velo), Psico (panna, mozzarella, zafferano, gorgonzola, cipolla, bacon e funghi champignon), Delicata (mozzarella, brie, porri e bacon), Scarparo (pomodoro, mozzarella, melanzane, peperoni, salame piccante, rucola) e Nuvolari (pomodoro, mozzarella, luganega, patate, vino e rosmarino). Per dessert Pizza dolce al cocco. Fino alle 23. Chiuso domenica a pranzo

  • PORTOBELLO
    Via Plinio 29, tel. 02-29.51.33.06 (ma non accettano prenotazioni)

    Ambiente spartano uguale dall’inaugurazione nel 1977, zeppo di tavoli e con le sedie scomode. Anche se il proprietario è di origini abruzzesi, la pizza è quella classica partenopea: morbida, elastica, facilmente piegabile a libretto e con il bordo rialzato. Secondo il Disciplinare dell’Associazione Verace Pizza Napoletana “il diametro non deve superare i 35 cm, il cornicione dev’essere alto 1-2 centimetri, regolare, gonfio, di colore dorato, privo di bolle e bruciature, e la parte centrale spessa 0,4 cm con una tolleranza consentita in più o in meno del 10 per cento”. In lista 34 varianti: da provare Portobello (pomodoro, mozzarella, frutti di mare e origano), Fumé (con radicchio e scamorza) e Ortolana (con peperoni, zucchine e melanzane che si sciolgono in bocca). Cucina aperta sino alle 23. Prezzo: 25/30 €. Chiuso lunedì

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  • ROSSOPOMODORO
    Via Durini 28, tel. 02-92.85.33.53

    migliori-pizzerie-milanoPizzeria con 120 coperti da maggio 2014 al quarto piano del megastore nel Brian&Barry Building di San Babila (foto a destra). La cucina è a vista e il forno a legna rivestito di mosaico oro è stato realizzato su design dell’architetto Riccardo Dalisi (foto sopra), le cui opere sono presenti nei più prestigiosi musei del mondo. La ricetta dell’impasto è stata messa a punto dal pizzaiolo Davide Civitiello, campione mondiale 2013, e dallo chef Antonio Sorrentino. In lista diciannove varianti, compresa Angrisella (provola affumicata, scarole, olive nere, capperi, pinoli e scaglie di pecorino bagnolese), Ventura (mozzarella, prosciutto di Parma, insalatina di rucola e scaglie di grana) e Mastunicola, la più antica pizza di Napoli, della fine del Cinquecento (con sugna, basilico, pepe e pecorino di Bagnoli), più quattro pizze presidio Slow food, tra cui la ’A dop (con filetti di antichi pomodori di Napoli, bufala campana dop, olio extravergine d’oliva della penisola sorrentina dop, basilico e scaglie di caciocavallo podolico). Dalle 12,30 alle 23.30. Sempre aperto

    Un altro asso del team di pizzaioli della catena è Vincenzo Capuano, che dal 1° febbraio è tornato a Milano nel “suo” Rossopomodoro di viale Sabotino 19 a Porta Romana (tel. 02-58.32.85.01, fino a mezzanotte, sempre aperto) dopo aver inaugurato lo scorso novembre nell’Eataly Schrannenhalle di Monaco di Baviera proprio con Davide Civitiello il 95° locale della catena (saranno 330 nel 2018), che a soli due mesi dall’apertura, ha vinto il premio come Store of the Year 2016 nella categoria Food. E poi, inarrestabile, il 21 dicembre ha aperto con Salvatore De Crescenzo anche il Rossopomodoro di Copenhagen. Il barbuto Capuano, classe 1989, è pizzaiolo da tre generazioni (dopo nonno Vincenzo ’o Russ e papà Luigi), campione del mondo categoria Stg (specialità tradizionale garantita) nel 2014 e terzo al Pizza Expo di Las Vegas nel 2015. E anche “pizzaiolo ufficiale” all’Expo di Milano, dove è stato premiato per aver sfornato 180 mila pizze in sei mesi nel padiglione di Eataly.

  • SCIUSCIÀ
    Via Procaccini 73 angolo corso Sempione, tel. 02-34.53.78.66

    migliori-pizzerie-milanoDanno il prosecco di benvenuto in questo locale tinteggiato color sabbia e di antichi sapori partenopei (nel logo un ferro di cavallo e due cornini rossi portafortuna) gestito da Pippo Ciccarelli. È piccolo (ma sul marciapiede c’è anche un gazebo riscaldato, con pareti di plastica), rumoroso e con i tavoli ravvicinati, però fanno una pizza napoletana verace, col bordo rialzato e tenera al centro. La mozzarella è il fiordilatte di Agerola tagliato a listelli. Dalla lista: Sorrentina (con provola affumicata, peperoncini verdi fritti e pomodorini freschi, 8,50 €), Nerano (panna, fiordilatte e zucchine fritte, 8 €), Pavan (fiordilatte, ombra di pomodoro, porcini e prosciutto cotto, 9 €), Calzone fritto (fiordilatte, ciccioli, ricotta, pomodoro e pepe, 8,50 €) e Carciofina (crema di carciofi, fiordilatte e crudo di Parma). Fino alle 23. Nel novembre 2015 Ciccarelli ha inaugurato con il socio Fabio un secondo Sciuscià, in via della Moscova 48 (tel. 02-63.79.35.56), più elegante e con cucina a vista. Entrambi sempre aperti

  • SIBILLA
    Via Mercato 14, tel. 02-39.66.35.61

    A Brera dal 1951, è uno dei locali più famosi della città, con (fuori) file molto lunghe e (dentro) pizze molto grandi. Un posto da pizza veloce e via. Il locale, a gestione familiare, è stretto e lungo, con tavoli conviviali, panche e sedie di legno. La pizza ha il bordo altino e non abbonda mai di condimento. È buona, ma molto cara e spesso sopravvalutata. Tre le specialità, il calzone, la Pizza al tegamino e la Maradona (con doppia mozzarella e doppio pomodoro più un sacco di basilico). Non accettano prenotazioni e neppure carte di credito o bancomat, solo contanti o ticket restaurant. Cucina in funzione sino alle 23. Chiuso domenica a pranzo e lunedì

  • S.P.I.B.
    Via Legnone 34, tel. 02-60.35.36

    Piccola e rustica, sta in zona Dergano, dietro viale Jenner, ed è stata votata nel novembre 2014 tra le migliori quindici pizzerie d’Italia dal Daily Meal, prestigioso portale americano di cucina. Il nome è una sigla che sta per “sottile, particolare, incredibilmente buona”. In effetti, la pizza è diversa dal solito: bassissima, gigantesca e ben condita (gli abbinamenti sono tanti, spesso discutibili), la pasta è una sfoglia sottile come un cracker, morbida al centro e croccante ai bordi. Sembra un pane carasau farcito e non a caso il proprietario è un sardo, Ignazio Loddo. Fra le specialità: Pira (panna, pere e pecorino sardo), President (pomodoro, mozzarella, brie, asparagi e peperoni), Avell (panna, pesto, mozzarella e speck), Indie (mozzarella, panna, curry, gorgonzola, acciughe, rucola e olio evo), Gass (mele, mozzarella, gorgonzola, pepe e olio piccante), Brianza (pomodoro, mozzarella, luganega, vino, zucchine e rosmarino), Tartufé (bacon, mozzarella, gorgonzola, taleggio, emmenthal, parmigiano e salsa tartufata) e S.P.I.B. (mozzarella, bottarga di muggine, fontina e olio evo). Prezzi un po’ troppo alti, data la zona. È preferibile prenotare. Fino alle 23. Chiuso domenica

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  • SPONTINI
    Via Spontini 4, tel. 02-20.47.444

    Fin troppo essenziale negli arredi e sempre affollata, è senza dubbio la più famosa pizzeria al taglio della città, anche se non la migliore. La inaugurò nel 1953 nell’omonima traversa di corso Buenos Aires la famiglia toscana Spontini emigrata prima della guerra a Milano per gestire un negozio di “cibi cotti” (foto in alto). Da quell’anno vende solo ed esclusivamente tranci di pizza con pomodoro, mozzarella e acciughe da portare a casa o consumare subito su un tavolo di formica. Quel tipo di pizza e basta. Che non è poi niente male, alta e ben condita, anche se la sua bontà è discontinua, specie quando il locale è pieno e il pizzaiolo, con ritmi da catena di montaggio, estrae la teglia troppo presto e la pasta non è cotta alla perfezione. I pizzofili, poi, mal sopportano che venga condita con olio di soia. Dal 1987 alla guida dell’azienda c’è Massimo Innocenti, partito dalla gavetta. Negli ultimi tempi ha creato un piccolo impero in città (e dal 1° dicembre 2014 anche a Monza), con indirizzi in viale Papiniano 43, via Marghera 3, via Cenisio 37, piazza Cinque Giornate 6, via Dogana 3, piazza Duca d’Aosta 8 e nel centro commerciale Sarca; c’è poi un take away dietro al Duomo, in via Santa Radegonda 11, aperto fino all’una di notte. Per non dire dei grandi piani di espansione in Giappone. A pranzo servono anche lasagne. Tra le bibite la Pepsi è preferita alla Coca Cola. Sempre aperti

  • SUPERPIZZA
    Viale Sabotino 4, tel. 02-58.32.04.10

    Pizza sottilissima e nient’altro (neppure il caffè) in questo minuscolo locale a Porta Romana dove da anni inforna e impasta il proprietario Pino Mancini, ex chitarrista dei Decibel, gruppo in cui Enrico Ruggeri mosse i primi passi. È una stanza per trenta coperti, con uno spoglio arredamento Anni Ottanta e tovagliette di carta. Ma la pizza è di ottima fattura, croccante e di sapidità perfetta. Si mangia bene con le mani ed è farcita con abbondanza e tanti gusti. In più, l’assenza di lievito garantisce un impasto leggero e digeribile. Buona la versione con le melanzane, tagliate sottilissime e infornate crude fino a diventare croccanti, con l’aggiunta finale di olio e pepe. E poi, dalla lista: Milanese (mozzarella, zafferano, porcini e salsiccia), Polifemo (pomodoro, mozzarella e uovo), Greca (col patè di olive nere), Norvegese (pomodoro, mozzarella, rucola e salmone affumicato), Gamberetti & rucola (con in più pomodoro, mozzarella e salsa cocktail), Pugliese (pomodoro, cipolla e origano), Tedesca (pomodoro, mozzarella, wurstel, crauti e senape), Break-Fast (pomodoro, mozzarella, uovo e pancetta affumicata) e Zola & speck. La cucina resta in funzione fino alle 22.30. Chiuso lunedì

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* Roberto Angelino, giornalista milanese, ha lavorato per 25 anni al settimanale Oggi; dal 2004 al 2007 è stato vicedirettore di Gente, poi è tornato a Oggi per curare gli Speciali e il bimestrale Oggi Foto. Nel 2015 ha pubblicato con Salvatore Giannella presso l’editore BookTime il volume Milano 50, con le schede dei 350 locali imperdibili della città sede dell’Expo, anticipate e poi sviluppate con successo su Giannella Channel. Sempre per i tipi di BookTime, la casa editrice di Gerardo Mastrullo, ha pubblicato altri due volumi: nel maggio 2016 Milano, mettiamoci una pietra sopra e, due mesi dopo, Milano al verde – Guida agli agriturismi di Milano e Provincia. Deve alla figlia Camilla l’amore per la capitale spagnola, dove un paio di volte all’anno si rilassa dedicandosi alla certosina ricerca dei “posticini giusti” per aggiornare la sua guida Madrid 50.

I locali imperdibili di Milano nelle 8 classifiche dei “50 migliori”:

A cura di Roberto Angelino per Giannella Channel

Author: admin

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5 Comments

  1. Mi permetto di far notare che il fiordilatte utilizzato dal Mercato del Suffragio è Fior d’agerola della famiglia Fusco, con sede ad Agerola appunto e non a Lucera.
    Per il resto complimenti per una guida davvero esaustiva!

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    • Grazie, Roberto Angelino

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  2. Manca la migliore di tutte: la “Mr Panozzo” di via Enrico Noe 8 (4.5 su 5 stelle, 115 recensioni e N.19 di 6.462 Ristoranti a Milano)

    Alcune di quelle segnalate le ho provate e non avevano nulla.

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  3. Per aiutare i lettori a localizzare i locali, sarebbe molto utile posizionarli su una cartina…

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