Il sindaco di Milano promuove
in video la città d’agosto.
(E noi riproponiamo le storie
dei vip storici, Einstein
in testa, da leggere sui muri)

Alla vigilia di agosto il sindaco di Milano Beppe Sala,
attraverso la sua pagina Facebook, ci fa una piacevole
sorpresa: un suo video che vuole essere un invito, rivolto
a milanesi e non, a godere del capoluogo lombardo
anche durante il mese di agosto. E Giannella Channel
propone un capitolo del libro “Milano, mettiamoci una pietra sopra”,
scritto da Roberto Angelino,
per scoprire il rapporto con la città avuto da 50
personaggi che all’ombra del Duomo hanno abitato.
A partire da Albert Einstein, che risiedeva in via Bigli

I cento turismi

introduzione di Salvatore Giannella
testo di Roberto Angelino

Il compianto Guido Vergani ci lasciò una battuta fulminante, disse: ‘Milano non è bella, è un tipo’. E forse allora era anche vero. Ma oggi Milano è bellissima, è bella anche in agosto, anzi io vi invito a godervela d’agosto. Vi propongo tre luoghi milanesi che a me piacciono.

Con queste frasi il sindaco Beppe Sala invita, con un video pubblicato sulla propria pagina Facebook, i milanesi e non solo a scoprire e vivere Milano anche durante l’estate, stagione dell’anno in cui solitamente, complice anche e soprattutto il caldo, la città si svuota. Per abbattere questo luogo comune, ecco che il sindaco Sala scende in campo in prima persona e consiglia ai suoi concittadini tre luoghi da visitare durante le prossime settimane. Quali sono? La Chiesa di Santa Maria presso San Satiro, la Sala delle Asse al Castello Sforzesco e la Torre Branca progettata da Gio Ponti.

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La copertina di Milano. Mettiamoci una pietra sopra (edizioni Booktime, 14 euro), di Roberto Angelino.

Qui di seguito propongo il primo capitolo dell’interessante libro che avevamo segnalato in un precedente post (“Le storie di Milano? Leggiamole sui muri”): il libro, come ricorderete, riguarda il rapporto con la città di 50 personaggi celebri di arte, scienza, sport, cultura, politica e storia (da Ho Chi Minh a Manzoni, da Verdi alla Callas, da Hemingway a Napoleone, a Petrarca e Einstein). Di quest’ultimo diamo il testo integrale, che apre il volume, sul soggiorno in Lombardia. Seguiranno Ho Chi Minh ed Hemingway.

Sempre di fretta e quindi restii ad alzare lo sguardo, i milanesi ignorano quasi del tutto queste storie ricordate dai muri.

Alla fine del capitolo eisteiniano i link che, al fine di vivere meglio la Milano d’Agosto, rimandano alla serie Milano 50, anch’essa curata da Angelino per Giannella Channel e sfociata in un libro, che indicava le 50 eccellenze da vivere, settore per settore, a Milano d’estate (gelaterie, ristoranti con giardini, pizzerie, ecc.). Eventuali aggiornamenti sono benvenuti.

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”, “Guida ai paesi dipinti di Lombardia”, “In viaggio con i maestri. Come 68 personaggi hanno guidato i grandi del nostro tempo”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).

Einstein scrisse: “A Milano

la gente più incivilita

che io abbia conosciuto”

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Albert Einstein (Ulma, 1879 – Princeton, 1955).

Una lapide in marmo certifica che il premio Nobel 1921 per la Fisica Albert Einstein ha vissuto (a intermittenza) tra il 1894 e il 1900, cioè dai 15 ai 21 anni, nella centrale via Bigli 21 angolo via Manzoni, nello stesso palazzo Olivazzi Trivulzio dove (dal 1850 al 1884) abitava la contessa Clara Maffei, patriota e mecenate il cui celeberrimo salotto era frequentato da Manzoni, Verdi, Hayez, Balzac, Liszt e D’Azeglio.

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Albert Einstein a 14 anni, e la targa a lui dedicata in via Bigli 21.

Il padre del fisico tedesco, Hermann Einstein (le cui ceneri sono dal 1902 al Monumentale), è un pioniere dell’industria elettrica e comproprietario con il fratello Jacob della società che nel 1885 ha elettrificato il quartiere dell’Oktoberfest a Monaco di Baviera. Ma poi falliscono e si lasciano convincere dall’ingegnere italiano Lorenzo Garrone ad aprire insieme una ditta di dinamo e impianti idraulici a Milano, inaugurata il 23 febbraio 1889 in via Antonio Lecchi 16, nella zona del Naviglio Pavese.

In città Hermann arriva con la moglie Pauline Koch e la figlia tredicenne Maja. Albert rimane invece a Monaco, a casa di un parente, e studia al Luitpold Gymnasium: gli mancano tre anni per la maturità, però la vita scolastica l’opprime come se fosse in caserma e dopo qualche mese, all’insaputa dei genitori, si fa rilasciare un falso certificato medico che attesta un “esaurimento nervoso” e li raggiunge a Milano.

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Hermann Einstein e Pauline Koch.

Bocciato per insufficienza nelle materie letterarie all’esame d’ingresso al Politecnico di Zurigo, il sedicenne Albert viene mandato dal padre ad Arau, sempre in Svizzera, per concludere gli studi superiori (più tardi s’impiegherà all’Ufficio brevetti di Berna). Ma, appena può, torna nella casa di via Bigli, dove vive stabilmente dal 1894 al marzo 1895.

Il mese successivo le Officine Einstein & Garrone ricevono la commessa per costruire una centrale elettrica a Pavia e per due anni i fratelli cambiano città con le rispettive famiglie: vanno ad abitare a Casa Cornazzani, la villa del Quattrocento che fino al 1810 aveva ospitato Ugo Foscolo, in esilio da Venezia per volere di Napoleone.

A Pavia il futuro fisico è un sedicenne con poca voglia di studiare e tanta voglia di divertirsi: non va al liceo come suo cugino Robert ma fa qualche lavoretto per il padre, nel cui laboratorio inizia le ricerche sull’etere nei campi magnetici. E nella bella stagione va sempre a nuotare nel Ticino. Un giorno, mentre fa il morto nelle placide acque del fiume, l’amico Otto Neustätter gli presenta la diciannovenne Ernestina Pelizza Marangoni (1876-1972), di buona famiglia borghese, nella cui Villa Ca’ D’Oro a Casteggio nei mesi successivi Ernest ama intrattenere padroni di casa e ospiti suonando il violino, accompagnato al piano da Ernestina. Una decina di anni più tardi la ragazza diventerà l’anima di un celebre salotto letterario frequentato anche dai poeti Diego Valeri ed Eugenio Montale e dallo scrittore Salvator Gotta.

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Albert Einstein fu un violinista appassionato per la maggior parte della sua vita. Della sua musica e della ricerca fisica, Einstein diceva: “Entrambe nascono dalla stessa fonte e sono complementari l’una all’altra”.

Nei due anni a Pavia Einstein jr non si separa mai dall’amato violino (iniziato a suonare a sei anni), con cui improvvisa concerti estemporanei persino tra i filari di vite dell’Oltrepò, dove in settembre va a vendemmiare con la sorella ed Ernestina, alla cascina Fontanone o nella tenuta Marangoni al Pozzo Bianco oppure alla Camarà, la campagna dell’ingegner Pasquale Pelizza, futuro suocero di Ernestina.

Altro suo diletto estivo sono le lunghe passeggiate, come quella da Casteggio alla Ca’ Nova Ghiringhelli di Montebello della Battaglia, poco fuori Voghera, su una strada fiancheggiata da doppi filari di pioppi. Una volta, zaino (con l’immancabile violino) in spalla, raggiunge Voghera in tram con l’amico Otto Neustätter, poi con lui percorre a piedi la Valle Staffura, supera Varzi, il Penice, Bobbio, Ottone e Torriglia e arriva a Genova dove lo zio possiede un ufficio di commercio di grano in piazza delle Oche. Albert è un gran camminatore, ma nel 1901 sarà esentato dal servizio militare a causa dei piedi piatti e delle vene varicose.

Su Milano il padre della teoria della relatività (del 1915) e di quella sulle onde gravitazionali (del 1916) ha le idee chiare: in una lettera del 1946 confesserà che «i mesi felici del soggiorno in Italia sono le più belle ricordanze della mia vita». E poi: “A Milano la gente è la più incivilita che abbia mai incontrato”. (Roberto Angelino)

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Roberto Angelino, giornalista milanese, ha lavorato per 25 anni al settimanale Oggi; dal 2004 al 2007 è stato vicedirettore di Gente, poi è tornato a Oggi per curare gli Speciali e il bimestrale Oggi Foto. Nel 2015 ha pubblicato con Salvatore Giannella presso l’editore BookTime il volume Milano 50, con le schede dei 350 locali imperdibili della città sede dell’Expo, anticipate e poi sviluppate con successo su Giannella Channel. Sempre per i tipi di BookTime, la casa editrice di Gerardo Mastrullo, ha pubblicato altri due volumi: nel maggio 2016 Milano, mettiamoci una pietra sopra e, due mesi dopo, Milano al verde – Guida agli agriturismi di Milano e Provincia. L’ultima sua fatica libraria è Cover Story (Vololibero Ed., 2018) che racconta storie, segreti ed emozioni di 150 copertine dei più bei dischi italiani.

Guarda anche: i locali imperdibili di Milano nelle 8 classifiche dei “50 migliori”:

  A cura di Roberto Angelino per Giannella Channel

Author: admin

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