A Vietri dicono grazie a Pietro Dohrn,
maestro di ecologia e di vita
che diresse la Stazione zoologica di Napoli

Il borgo in provincia di Salerno assegna la cittadinanza onoraria (alla memoria)
allo scienziato a capo, dal 1954 al ’67, del gruppo creativo che si avvalse
della collaborazione di 19 futuri premio Nobel. Così nel 1993 sul mensile Airone,
da me diretto, ricostruimmo la saga della sua straordinaria famiglia

L’attualità della memoria

testo di Grazia Francescato* per Giannella Channel

Care/cari internauti di Giannella Channel,
il nome di Pietro Dohrn è nel cuore di molti di noi. È stato per tanti ecologisti, sottoscritta in primis, un indimenticabile Maestro di ecologia e di vita. E’ stato a lungo direttore della Stazione Zoologica di Napoli, fondata dal suo avo Anton Dohrn. Non si contano le battaglie da lui portate avanti in Italia e in tutto il mondo, con una generosità senza limiti e un idealismo gioioso purtroppo ormai scomparsi. Un gigante della Storia dell’Ecologia ingiustamente dimenticato e messo da parte in un’epoca in cui la Memoria è in via d’estinzione e i Maestri pure.

Io sono stata davvero fortunata a incontrare lui, che nel remoto 1970 mi ha fatto conoscere il Cilento, dove abbiamo cercato, insieme a un gruppetto di ‘folli’ esperti da tutto il mondo, di fondare l’area marina protetta di Castellabate. Lui mi ha portato, insieme alla moglie artista Paola, a Stoccolma nel 1972, alla prima Conferenza Onu su ‘Ambiente e Sviluppo’ che ha dato il via al movimento ambientalista planetario e che è stata per me un’alta ‘scuola di ecologia’. Sempre lui mi è stato accanto e mi ha spronato in mille battaglie a difesa di Madre Terra.

Dopo anni di ingiusto oblio, il Comune di Vietri sul Mare (borgo incantevole dove Pietro visse a lungo in una splendida vecchia casa affacciata sul mare, all’ombra di olivi e alberi di limoni: in provincia di Salerno, Vietri nel 1997 fu riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanità) ha deciso di onorarlo con una cerimonia, sabato 22 settembre 2018 nell’Aula Consiliare.

Spero di vedere molti di voi e comunque il vostro interesse ad approfondire la conoscenza di quello scienziato tedesco che si innamorò dell’Italia e di Napoli sarebbe il dovuto riconoscimento a una persona straordinaria che tanto ha fatto per la Natura italiana e del pianeta intero.

Per questo credo di fare cosa gradita e utile allegando il reportage sulla Stazione Zoologica di Napoli, di cui Pietro è stato a lungo Direttore, da me scritto e pubblicato dalla rivista Airone (all’epoca diretta da Salvatore Giannella) nel n.115 del novembre 1990, con l’arricchimento delle immagini del grande fotoreporter Daniele Pellegrini.

Grazie, caro Pietro, anche a nome di tutti quelli che non sanno ciò che hai fatto per loro…

Grazia Francescato, Roma

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* Grazia Francescato (Paruzzaro, Novara 1946), assunta come inviata speciale di Airone durante i nove anni della mia direzione (indimenticabile la serie delle sue corrispondenze dalla “sede distaccata” in Amazzonia), dopo aver lasciato la politica (quella ufficiale, dei partiti), si è occupata sempre di ambiente e sostenibilità, ovviamente in un’ottica internazionale: è Responsabile per le Relazioni Internazionali di Greenaccord, Associazione per la Salvaguardia del Creato, laica ma vicina alle idee di papa Francesco (“la sua meravigliosa enciclica Laudato Sì’ è una vera summa della questione ambientale nella sua accezione più ampia”) e tiene i contatti con ARC (Alliance Religions and Conservation) fondata nel 1995 dal principe Filippo di Edimburgo, a lungo presidente internazionale del WWF, nel cui board sedeva anche lei, quand’era presidente del WWF Italia.

A PROPOSITO/Un documento raro

Con parole mie, Pietro Dohrn

(dal radiomagazine Dario Villani)

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Author: admin

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1 Comment

  1. Caro Salvatore,

    la cerimonia in onore di Pietro è stato un vero ‘amarcord’ collettivo, prezioso in un’epoca in cui la Memoria pare in estinzione più del Panda.
    Il mitico n.115 di AIRONE del Novembre 1990 è stato fatto circolare, insieme ad altre vecchie foto di Pietro, tra gli ‘antichi amici vietresi’, i rappresentanti istituzionali e i dirigenti della Stazione Zoologica. Commento più udito: “Peccato che non ci siano più riviste così! E servizi così belli ed approfonditi!”.

    Complimenti che giro a te, caro Salvatore, che di AIRONE eri il nocchiero e il faro.

    Un grazie a tutti coloro che sono venuti e a quelli che hanno inviato la loro testimonianza. Il Gruppo Habitat, capitanato da due cari amici di Pietro, Silvestro Caputo e Aniello Tesauro (veri e propri custodi del territorio e dell’identità vietrese), raccoglierà in una pubblicazione interventi e ricordi. Ecco la mail, se volete inviare due righe anche voi (per chi non l’avesse già fatto e per chi non era presente): [email protected]

    Grazie e un caro saluto a tutti voi
    Grazia

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