In arrivo il collirio
della Montalcini

Arriva il sì della Commissione europea alla commercializzazione
del farmaco frutto degli studi della grande scienziata. Un importante risultato
della ricerca farmaceutica made in Italy

Alle frontiere della salute

testo di Ilaria Campagna / Galileo*

Il collirio della Montalcini potrebbe essere presto disponibile al grande pubblico. Il farmaco si chiama così perché è derivato dalla versione ricombinante del Nerve growth factor (Ngf), il fattore di crescita delle cellule nervose la cui scoperta, nel 1986, valse a Rita Levi-Montalcini il premio Nobel per la medicina. Si tratta di un medicinale utile per il trattamento della cheratite neutrofica moderata o grave, per la quale non esistevano a oggi cure efficaci.

fattore-crescita-nervoso

Struttura del Ngf (fattore di crescita nervoso): il farmaco sviluppato da Dompè è ottenuto dalla versione ricombinante del Ngf, una piccola proteina segnale coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso nei vertebrati composta da due unità di 118 aminoacidi.

Rita Levi-Montalcini individuò per prima le proprietà rigenerative e riparatrici e del Ngf, proteina prodotta naturalmente dal corpo umano e deputata alla conservazione e alla sopravvivenza delle cellule nervose, e da quel momento l’Ngf non ha mai smesso di attrarre l’interesse e la curiosità della ricerca farmaceutica. Dimostratosi utile nello specifico in campo oftalmico, la sfida è stata quella di sintetizzarlo e produrlo nella sua versione ricombinante, grazie a tecniche di laboratorio che consentono di mettere insieme materiale genetico di diversa provenienza.

Già nel 2011 e nel 2014, l’azienda biofarmaceutica Dompè – che ha sviluppato il farmaco – aveva avviato due sperimentazioni per testare l’efficacia del Ngf su pazienti con problemi oftalmici, sviluppando su scala industriale presso l’impianto biotecnologico dell’Aquila un processo idoneo a produrre Ngf ricombinante. Un impegno che oggi ha portato alla realizzazione del farmaco (cenegermin gocce oculari), il primo trattamento biotecnologico efficace contro la cheratite neutrofica: una malattia rara che può portare alla cecità e per la quale non esistevano ancora trattamenti adeguati. In futuro però, potrebbe essere utilizzato anche per malattie oftalmologiche più diffuse, come la retinite pigmentosa. Si tratta del primo farmaco orfano – ovvero destinato alla cura di una patologia rara – autorizzato al mondo per questo tipo di malattia, che grazie alla sua composizione, agisce ripristinando i normali processi di guarigione dell’occhio e riparando il danno corneale.

collirio-rita-levi-montalcini

Rita Levi-Montalcini (Torino, 22 aprile 1909 – Roma, 30 dicembre 2012) è stata una neurologa e senatrice a vita italiana, Premio Nobel per la medicina nel 1986.

Con una procedura accelerata, iniziata nel novembre 2016 e conclusasi di recente, in virtù della gravità della patologia e della mancanza di alternative valide, il Chmp – parte dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco – ha dato il proprio parere positivo al medicinale, cui è seguita anche l’autorizzazione definitiva della Commissione Europea all’immissione in commercio. Il farmaco sta ora seguendo il percorso di registrazione negli Stati Uniti, alla Food and drug administration, mentre in Giappone è in corso il dialogo con la Pharmaceuticals and medical device agency.

(Testo aggiornato e corretto il 28 luglio 2017)

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* Fonte: Galileonet.it, giornale di scienza on line.

Author: admin

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