Il modello Forlì,
ospedale cablato
e niente barelle

Storia di una sanità che funziona, di una tecnologia
e di un’organizzazione per evitare attese troppo lunghe
e soprattutto per assistere al meglio i pazienti. E quando
il paziente viene dimesso dall’ospedale Morgagni Pierantoni
del capoluogo romagnolo gli danno pure il conto:
“Così vede quanto il sistema sanitario ha speso per lui”.
A seguire: il libro e il film sul forlivese Giovan Battista
Morgagni
, padre riconosciuto della patologia medica

A TUTTA ITALIA

testo di Michele Bocci / la Repubblica

Forlì, agosto –

Tecnologia e organizzazione per evitare barelle e attese troppo lunghe e soprattutto per assistere al meglio i pazienti. All’ospedale di Forlì non vogliono sentir dire (forse per scaramanzia) che il loro pronto soccorso è uno dei migliori d’Italia, ma è un fatto che in un panorama nazionale dell’emergenza variegato ma in troppe zone poco esaltante la struttura della città romagnola (dove nacque nel 1682 il padre della patologia moderna, Giovan Battista Morgagni: approfondimento più in basso. Ndr).

Si tratta di un pronto soccorso di media grandezza, da circa 50mila accessi l’anno. L’ospedale ha 450 posti letto e il suo primo punto di forza è l’essere tutto cablato. “Quando lo hanno costruito nel 2004 ci hanno visto lungo”, commenta il primario Andrea Fabbri, che è anche il vicepresidente della società scientifica dell’emergenza Simeu. Tutti i reparti sono in grado di vedere in tempo reale ciò che viene fatto nelle altre aree dell’ospedale. “E poi con il supporto dell’anagrafe informatizzata, appena arriva un paziente sappiamo tutto di lui”, dice Fabbri. “Vediamo la sua storia sanitaria dal 1996 a oggi. Ogni radiografia che ha fatto, ogni visita, le schede del ricovero con le terapie che ha ricevuto. Una miniera di informazioni. Si tratta di un vantaggio per chi lavora in urgenza, magari su anziani che hanno più problemi cronici di salute”.

Al pronto soccorso di Forlì le barelle non si tirano mai fuori. “L’attività di emergenza è esposta a picchi di lavoro per sua natura”, spiega ancora Fabbri. “Importante è prevederli e avere alle spalle una struttura abbastanza elastica, che sia in grado di aumentare i letti per i ricoveri quando siamo in difficoltà. Non voglio esagerare, perché anche noi abbiamo i nostri problemi, ma chi deve essere ricoverato non aspetta certo 24 ore o più al pronto soccorso, al massimo qualche ora”.

Per quanto riguarda i tempi di attesa di chi deve ancora essere visitato, Fabbri spiega che spesso sono connessi alle carenze di personale, magari all’assenza di un radiologo o di un cardiologo.

Un altro punto di forza di Forlì è che i medici dell’emergenza non lavorano al pronto soccorso ma anche, a turno, sulle ambulanze del 118 e nel reparto di medicina d’urgenza. Un’organizzazione quasi unica in Italia. “In questo modo aumentano molto le loro competenze”.

Da qualche tempo Fabbri ha voluto far capire ai cittadini quanto vale il lavoro del suo pronto soccorso, anche economicamente. “In fondo alla scheda di dimissione scriviamo il costo che avrebbero delle prestazioni”. Qualcuno torna a casa senza pagare nulla, o pagando il ticket perché non aveva patologie gravi, vede così quanto ha speso per lui il sistema sanitario. Magari 3 o 400 euro tra visite, esami e accertamenti radiologici.

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* Fonte: la Repubblica, 2 agosto 2018. Direttore responsabile: Mario Calabresi.

Fotogallery

Forlì, alla sanità pubblica

i robot danno una mano

 

La storia della robotica nell’ospedale di Forlì ha stimolato la curiosità di giornali e tv. Le immagini successive ci raccontano:

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Dieci anni di successi. La chirurgia robotica dell’ospedale di Forlì ha festeggiato da poco il suo primo decennale, presentando i progetti di una scuola chirurgica di Ausl Romagna e le esperienze maturate in tutte le discipline con oltre 1800 interventi. Per raggiungere il volume di attività chirurgica (1800 interventi circa) in grado di dare una corretta base di gestione anche economica del sistema robotico, è stata scelta la strada della multidisciplinarietà, coinvolgendo nel percorso della robotica queste chirurgie specialistiche: Urologia, Otorinolaringoiatria, Chirurgia e Terapie oncologiche avanzate, Ginecologia.

Dieci anni di successi. La chirurgia robotica dell’ospedale di Forlì ha festeggiato da poco il suo primo decennale, presentando i progetti di una scuola chirurgica di Ausl Romagna e le esperienze maturate in tutte le discipline con oltre 1800 interventi. Per raggiungere il volume di attività chirurgica (1800 interventi circa) in grado di dare una corretta base di gestione anche economica del sistema robotico, è stata scelta la strada della multidisciplinarietà, coinvolgendo nel percorso della robotica queste chirurgie specialistiche: Urologia, Otorinolaringoiatria, Chirurgia e Terapie oncologiche avanzate, Ginecologia.

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Il team robotico completo. Nella squadra “robotica” del “Morgagni” lavorano circa un centinaio tra chirurghi, infermieri, tecnici, data manager e dirigenti sanitari.

Il team robotico completo. Nella squadra “robotica” del “Morgagni” lavorano circa un centinaio tra chirurghi, infermieri, tecnici, data manager e dirigenti sanitari.

ospedale-morgagni-forli

Un maggiordomo hi-tech per gestire le divise da lavoro di tutti i dipendenti dell’ospedale. Il “Bancomat del camice” – che non ha bisogno di operatori e funziona 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, è in pista da pochissimi giorni: prima azienda sanitaria italiana ad aver scelto di installare un distributore automatizzato e informatizzato che garantisce la totale tracciabilità del ciclo di cambi per singolo capo. Vantaggi del sistema: razionalizzazione degli spazi; risparmio di manodopera; migliore rotazione degli stock di vestiario professionale; rispetto assoluto delle norme igieniche.

Un maggiordomo hi-tech per gestire le divise da lavoro di tutti i dipendenti dell’ospedale. Il “Bancomat del camice” – che non ha bisogno di operatori e funziona 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, è in pista da pochissimi giorni: prima azienda sanitaria italiana ad aver scelto di installare un distributore automatizzato e informatizzato che garantisce la totale tracciabilità del ciclo di cambi per singolo capo. Vantaggi del sistema: razionalizzazione degli spazi; risparmio di manodopera; migliore rotazione degli stock di vestiario professionale; rispetto assoluto delle norme igieniche.

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All’ospedale sbarcano i super-tecnologici camerieri ‘robot’. L’ospedale può contare sul sofisticato AGV, sistema senza cavi ideato dalla forlivese Formula Servizi, quinto per evoluzione e sviluppo nel mondo. Otto robot “intelligenti” si spostano liberamente fra i reparti, portando pasti, biancheria e materiale vario, salendo sull’ascensore e chiedendo “permesso” nel caso di ostacoli sul loro cammino.

All’ospedale sbarcano i super-tecnologici camerieri ‘robot’. L’ospedale può contare sul sofisticato AGV, sistema senza cavi ideato dalla forlivese Formula Servizi, quinto per evoluzione e sviluppo nel mondo. Otto robot “intelligenti” si spostano liberamente fra i reparti, portando pasti, biancheria e materiale vario, salendo sull’ascensore e chiedendo “permesso” nel caso di ostacoli sul loro cammino.

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La monodose del farmaco. L’ospedale ha adottato dal 2004 il progetto di “monodose del farmaco” che consiste in un sistema di distribuzione automatizzata dei farmaci, caratterizzato dalla verifica di ogni singola prescrizione e dalla preparazione in farmacia della terapia giornaliera per ogni paziente. Modalità, quella del sistema automatico di dose unitaria, che, associata all’uso del codice a barre, ha ridotto gli errori del 63%. Se a questo viene associata la prescrizione informatizzata, come nel caso di Forlì, la riduzione dell’errore nella catena di somministrazione dei farmaci viene ridotta dell’83%.

La monodose del farmaco. L’ospedale ha adottato dal 2004 il progetto di “monodose del farmaco” che consiste in un sistema di distribuzione automatizzata dei farmaci, caratterizzato dalla verifica di ogni singola prescrizione e dalla preparazione in farmacia della terapia giornaliera per ogni paziente. Modalità, quella del sistema automatico di dose unitaria, che, associata all’uso del codice a barre, ha ridotto gli errori del 63%. Se a questo viene associata la prescrizione informatizzata, come nel caso di Forlì, la riduzione dell’errore nella catena di somministrazione dei farmaci viene ridotta dell’83%.

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L’innovazione per cuori più sicuri. In cardiologia interventistica si registra lo scaffold riassorbibile. Primo caso a essere impiantato in Romagna, pochi in Italia i centri che lo utilizzano. Questi stent uniscono i vantaggi dello stent tradizionale in termini di capacità di riaprire la coronaria ostruita, ristabilendo così il flusso sanguigno interrotto al riassorbimento completo, dopo il rilascio del farmaco che impedisce la formazione di una nuova ostruzione del punto trattato. Nella foto di gruppo il team della Cardiologia, diretta dal dottor Marcello Galvani e, all’estrema sinistra, il dottor Fabio Tarantino, responsabile dell’ Emodinamica di Forlì-Cesena, che ha utilizzato per la prima volta lo stent e, nella foto successiva, lo scaffold riassorbibile.

L’innovazione per cuori più sicuri. In cardiologia interventistica si registra lo scaffold riassorbibile. Primo caso a essere impiantato in Romagna, pochi in Italia i centri che lo utilizzano. Questi stent uniscono i vantaggi dello stent tradizionale in termini di capacità di riaprire la coronaria ostruita, ristabilendo così il flusso sanguigno interrotto al riassorbimento completo, dopo il rilascio del farmaco che impedisce la formazione di una nuova ostruzione del punto trattato. Nella foto di gruppo il team della Cardiologia, diretta dal dottor Marcello Galvani e, all’estrema sinistra, il dottor Fabio Tarantino, responsabile dell’ Emodinamica di Forlì-Cesena, che ha utilizzato per la prima volta lo stent e, nella foto successiva, lo scaffold riassorbibile.

A PROPOSITO/ Aggiornamento di Tiziana Rambelli

Il geniale Morgagni rivive

in un libro e in un docu-film

Forlì riscopre il fondatore della patologia medica

C’è un docu-film in arrivo: questo è il trailer

E c’è un libro appena pubblicato: “Morgagni e Forlì”, a cura delle edizioni Grafikamente. Entrambi sono la punta dell’iceberg editoriale di un progetto che mette in luce i legami che unirono il fondatore della patologia medica Giovan Battista Morgagni, nato nel 1682 a Forlì, alla sua terra.

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“Morgagni e Forlì” (Grafikamente).

L’iniziativa è nata da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, nell’ambito del progetto di valorizzazione del patologo forlivese conosciuto in tutto il mondo. La narrazione libraria si svolge attraverso sette saggi, tutti illustrati: Franco Zaghini offre un panorama della situazione politica, economica e sociale della Forlì del secolo XVIII; Giancarlo Cerasoli (gruppo Ausl Cultura) passa al setaccio le autobiografie e le biografie di Morgagni, individuandone i punti nei quali sono raccontate le vicende forlivesi del protagonista; Enrica Micelli e un gruppo di studentesse del Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì ricavano informazioni utili a meglio delineare la personalità del medico dalla lettura dei suoi testamenti e di alcune lettere da lui inviate al suo procuratore forlivese Giovan Gualberto Pantoli; Antonella Imolesi Pozzi presenta un vasto corpus, in gran parte inedito, di opere (quadri, statue, stampe, medaglie) conservate a Forlì, che riguardano l’iconografia del medico forlivese; Anna Rosa Bambi, rifacendosi al “Libro di casa Morgagni”, ricostruisce le complesse vicende dell’origine “mercantile” di quella famiglia, ripercorrendo le trame commerciali e quelle politiche, culminate con l’attribuzione del seggio del consiglio cittadino; Paola Palmiotto compie una documentata analisi sui modi attraverso i quali la città natale volle ricordare Morgagni nel corso dei secoli; Gianluca Braschi svela il lavoro di documentazione che servì all’anatomista forlivese per scrivere le Epistole Aemiliane, nelle quali prese in esame la storia di parte del territorio della Romagna e dell’Emilia.

giambattista-morgagni

Giambattista Morgagni (Forlì, 25 febbraio 1682 – Padova, 5 dicembre 1771) è stato un medico, anatomista e patologo italiano. Considerato il fondatore dell’anatomia patologica nella sua forma contemporanea, fu definito da Rudolf Virchow il Padre della patologia moderna. “Sua Maestà anatomica”, era chiamato Morgagni in Europa.

Completano il libro due importanti contributi, che riguardano il docu-film su Morgagni girato di recente dal regista Cristiano Barbarossa. Nel primo il regista racconta la trama dell’opera e nel secondo Leonardo Michelini illustra le splendide immagini da lui scattate durante le riprese cinematografiche.

Il volume contiene anche gli estratti dei contributi degli autori tradotti in lingua inglese, a cura della prof.ssa Angelica Fabbri. Il volume consta di 384 facciate, riccamente illustrate e stampate in quadricromia e può essere acquistato online su Amazon; su LaFeltrinelli.it; su IBS.it; su Libraccio.it; su Hoepli.it; su MondadoriStore.it oppure facendone richiesta direttamente a Grafikamente (tel. 0543.798303 – e mail: elisa@grafikamente.it – fax 0543.725439).

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Author: admin

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1 Comment

  1. Ps. 1 Un’ integrazione alla didascalia della foto, che illustra le specialita’ chirurgiche in cui viene utilizzato il robot Da Vinci a Forli’. Alle specialita’ gia’ citate vanno aggiunte la Chirurgia Bariatrica e quella Toracica.

    Ps 2. bellissimo articolo!

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