A Milano facciamola pulita
nel ricordo di Antonio Iosa

Un’iniziativa per ripulire dai graffiti i muri delle case popolari
di un quartiere periferico indetta dalla Fondazione Perini
per rinnovare la memoria di un grande organizzatore culturale
(e amico) gambizzato dai terroristi e sofferente per un terzo di secolo

I nostri addii

testo di Salvatore Giannella

Giovani milanesi, cittadini di oggi e di domani, facciamola pulita: se la mattina del 28 settembre avete qualche ora libera, mollate computer, tag e iPhone e aggiungetevi ai primi cento volontari che hanno aderito alla prima giornata dell’iniziativa Cleaning Day prevista in via Nikolajewka, all’altezza dei numeri civici 1, 3 e 5, a due passi dalla fermata Bisceglie, sulla linea rossa della metropolitana. Una strada nel mezzo dei palazzi anonimi della periferia milanese di Baggio che la benemerita Fondazione Perini invita ad “adottare”, ripulendo duemila metri quadrati di suoi muri: è un modo giusto per ricordare il presidente del Perini (e caro amico di chi scrive), Antonio Iosa, venuto a mancare a Milano un mese fa, a 86 anni.

Antonio Iosa

Antonio Iosa (Casalnuovo Monterotaro, Foggia, 1933 – Milano, 2019). Il minuzioso racconto della sua vita è questo link.

Si tratta di un’occasione non solo per ricordare un protagonista della società civile milanese che si è battuto molto per far rinascere le periferie (tanto che il sindaco Beppe Sala, nella foto ANSA d’apertura e l’amministrazione comunale, riconoscendo il suo impegno civile, sociale e culturale in favore dei quartieri più disagiati della città. hanno voluto inserire il suo nome nell’elenco* dei milanesi illustri iscritti nel Famedio del Cimitero Monumentale) ma anche utile per valorizzare il suo impegno a riqualificare le periferie coinvolgendo amministratori comunali e cittadini. Con la vostra presenza in questa iniziativa voluta da Comune, MM e comitati di via Nikolajevka (si proseguirà con via Santio Ferdinando 6/8 e via Guido Coppin 3) darete un colpo al vandalismo e al degrado urbano e anche conoscerete la storia di un grande personaggio, milanese di adozione dal lontano 1952 (veniva da Casalnuovo Monterotaro, nel Foggiano), cresciuto e vissuto nelle difficoltà delle periferie, creatore e presidente dal 1962 del circolo Carlo Perini a Quarto Oggiaro, un’istituzione culturale, divenuta ormai storica nella città di Milano (ci passarono tutti i protagonisti della città democratica: il cardinale Carlo Maria Martini e la Camilla Cederna, Carlo Tognoli e Pier Paolo Pasolini, i contestatori del ’68 e, purtroppo, anche alcuni di coloro che scelsero la lotta armata) e un punto di riferimento importante per il decentramento di una cultura di qualità e di eccellenza, a favore degli abitanti delle zone più disagiate.

In questo video di Repubblica lo sentite raccontare la sua vicenda umana e politica, l’agguato terroristico delle Brigate rosse, colonna “Walter Alasia” di cui lui, mite organizzatore culturale, fu vittima nel 1980: una testimonianza che fotografa le contraddizioni degli anni di piombo in Italia (anni sui quali, come animatore dell’Associazione italiana vittime del terrorismo, ha scritto un libro “La storia di ieri e di oggi”, per non dimenticare i caduti per stragi, terrorismi e campi di concentramento):

Il calvario di Antonio è continuato fino all’ultimo dei suoi giorni, a causa delle ferite (spappolamento del nervo sciatico e bypass avuti nelle gambe), piaghe e fistole che lo hanno lasciato gravemente invalido. Dopo quattro mesi di ospedale a Brescia e dopo una lunga riabilitazione, dal 1983 Antonio con la moglie Raffaella avevano preso casa a Cesenatico, in via dei Mille, e lì ha trascorso le sue estati perché bisognoso del sole, del mare e del clima della Riviera per stare un po’ meglio.

Più volte l’ho incontrato mentre passeggiava in riva al mare, in modo che le acque dell’Adriatico lenissero i dolori delle gambe e dei piedi. “Sembrerà incredibile, ma da un terzo di secolo i dolori non mi hanno mai abbandonato un attimo. Ho fatto decine di ricoveri in ospedali. Anch’io sconto il mio ergastolo, da sciancato”, ricordava al cronista tra casa e bagno Venezia.

Chiudo con sue parole, scritte molti anni fa, ma che sembrano di estrema attualità specie in questo momento storico in cui la città di Milano si sta trasformando e sta diventando uno dei principali poli attrattivi a livello mondiale; parole che sembrano altresì un appello, affinché le istituzioni locali proseguano con una linea politica che coinvolga sempre più le zone periferiche e disagiate della città, in un’ottica di promozione culturale e riqualificazione urbana.

Gli abitanti dei quartieri di Milano, che popolano le periferie di questa grande area metropolitana, meritano un futuro migliore anche con una nuova progettualità culturale.

E il cammino della speranza è affidato alle nuove generazioni, alla quale diamo volentieri in eredità la continuità della nostra singolare esperienza, intessuta di confronto e di dialogo interculturale, ricca di studi e ricerche sul territorio urbano per valorizzare la ‘memoria identitaria storica’, largamente presente dei quartieri di Milano.

Addio, caro Antonio, che credevi nei giovani e che li cercavi per insegnare loro come ritrovare il cammino della speranza. Per quanto possibile, è un compito che ci impegniamo a portare avanti.

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A PROPOSITO

Milano, con Iosa le 11 nuove persone illustri

nel Pantheon del Cimitero Monumentale

Le nuove iscrizioni decise dalla Commissione consultiva del Comune: giornalisti, pittori, accademici, cantanti e artisti. E ci sono anche il campione di boxe Giancarlo Garbelli e il partigiano Libero Traversa, che affrontò i fascisti a 14 anni

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Con Antonio Iosa il ‘Pantheon’ del cimitero Monumentale di Milano ospiterà, dal prossimo 2 novembre 2019, 11 nuovi nomi, scelti dalla Commissione consultiva del Comune di Milano per le onoranze al Famedio. Cinque donne e sette uomini che hanno lasciato una firma personale sul capoluogo lombardo, con le loro opere o con il loro lavoro.

Nella lista c’è Inge Feltrinelli, morta nel settembre 2018, dal 1972 alla guida dell’omonima casa editrice fondata nel 1945 dal marito Giangiacomo. Amava ripetere che “I libri sono tutto. I libri sono la vita”. Gillo Dorfles, invece, amava ripetere che “l’arte è l’unica passione a cui sono rimasto fedele”. Professore di Estetica in Statale e teorico e critico d’arte, Dorfles ha vissuto per 107 anni fra pittura e critica.

Fra i nomi anche Mario Cervi, scomparso nel 2015, 70 passati da giornalista: aveva iniziato al Corriere della Sera come cronista giudiziario prima e inviato speciale poi. Era poi tornato a Milano e al fianco di Indro Montanelli aveva fondato Il Giornale. In quella redazione tornerà sempre, ogni giorno, per rispondere alle lettere dei lettori. Al confine fra parole e immagini ha lavorato Elisa Penna, giornalista e fumettista: dopo essere entrata in Mondadori, fu caporedattore di Topolino. Percorso simile per Maria Grazia Perini, una carriera fra Rizzoli, Il Corriere dei Piccoli ed Eureka. Paola Marozzi Bonzi, invece, ha scelto di dedicare le sue giornate ad aiutare gli altri, fondando il Centro di Aiuto alla Vita presso la Clinica Mangiagalli. Non solo giornalisti ma anche donne e uomini d’arte: Rachele Bianchi, una delle personalità più influenti della scultura novecentesca, che ha dedicato alla città meneghina una statua, riconoscibile in via Vittor Pisani.

C’è posto anche per chi ha fatto a pugni, come Giancarlo Garbelli, campione di boxe che nel 2015 venne insignito dalla WBC della corona di campione mondiale ad honorem. Nella lista anche Antonio Virgilio Savona, cantautore e componente del Quartetto Cetra: Vecchia America, La Ballata del soldato, Nella vecchia fattoria sono alcuni dei successi che hanno reso celebre il gruppo, attivo a partire dagli anni Quaranta. Infine, il partigiano Libero Traversa, che affrontò i fascisti a 14 anni: era membro del comitato provinciale dell’Anpi e presidente onorario della Sezione 25 Aprile.

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”, “Guida ai paesi dipinti di Lombardia”, “In viaggio con i maestri. Come 68 personaggi hanno guidato i grandi del nostro tempo”), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).

Author: admin

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