Minore sarà lei! La riscossa dei piccoli musei
nell’anno dei Borghi e del Micro Millennium

In occasione della vicina, prima Giornata nazionale dei piccoli musei italiani
(18 giugno) il fondatore dell’Associazione, Giancarlo Dall’Ara, ci scrive
per ricordarci i principali obiettivi dell’iniziativa: fare conoscere il vero volto dei piccoli
musei, la loro importanza, il loro ruolo e le loro specificità. Un ruolo in crescita,
nell’anno dei Borghi, del Turismo sostenibile e nel Millennio in cui tutto si rimpicciolisce

ARTI & CULTURE, IL BELLO DELLA MEMORIA, I CENTO TURISMI

testi di Giancarlo Dall’Ara* per Giannella Channel

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Caro Giannella,

mancano due mesi alla Prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei d’Italia, e sono già 110 i piccoli musei (incluso il MAIO, Museo dell’arte in ostaggio, di Cassina de’ Pecchi, Ndr) che hanno deciso di aderire a questa nuova iniziativa dell’Associazione Nazionale (www.piccolimusei.com).

giornata-nazionale-piccoli-musei-italiaGli obiettivi della giornata sono quelli di fare conoscere il vero volto dei piccoli musei, la loro importanza, il loro ruolo, e le loro specificità. Contemporaneamente gli obiettivi sono anche quelli di attirare l’attenzione delle istituzioni, dei residenti, e anche di avere nuovi visitatori. I piccoli musei sono il tessuto identitario del nostro Paese, sono luoghi vivi nei quali si conserva, tutela e promuove la storia e la cultura dei luoghi. Sempre più spesso i piccoli musei sono anche luoghi di incontro e accoglienza, oltre che di divulgazione e di ricerca. Gran parte dei piccoli musei oggi ha raccolto la sfida dell’innovazione e della creatività (nella gestione, nella didattica, nella comunicazione, nelle modalità espositive…).

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Turisti consultano il percorso proposto dalla Rete Museale e Naturale Belicina a Gibellina (Trapani).

La giornata nazionale si caratterizzerà non solo per le “porte aperte” e l’ingresso gratuito, ma soprattutto per un gesto di accoglienza, un dono che sia in grado di esprimere la cultura del museo e la sua identità. Un dono, non un gadget, un dono come può essere una piccola busta con qualche seme di fiori o di piante antiche del territorio, un evento particolare, una pubblicazione…, un racconto, un gesto che materializzi e spieghi la passione che ha dato vita a al museo, e che ne permette l’apertura nonostante le difficoltà.

Il dono vuole indicare che nei piccoli musei la prima risorsa sono le persone, chi ci lavora, chi cura le collezioni, chi ha aperto il museo, chi lo visita, i residenti che si identificano con il museo o che collaborano…

In queste settimane si stanno svolgendo in diverse Regioni le conferenze di preparazione alla Giornata Nazionale, un modo per ritrovarsi tra gestori di Piccoli Musei e confrontarsi anche sulle tesi dell’Associazione Nazionale che da tempo chiede norme specifiche per i piccoli musei. Dopo la Toscana e l’Emilia Romagna, che hanno già preparato la Conferenza regionale, sono in programma incontri in Veneto, Piemonte, Friuli e Marche.

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Il Museo della Bussola del Ducato Marinaro ad Amalfi.

giornata-nazionale-piccoli-musei-italiaPartner dell’iniziativa è Invasioni Digitali (www.invasionidigitali.it), un progetto che musei e visitatori conoscono, che promuove e “invade” centinaia di siti culturali dal 2013, e che ci aiuterà a far conoscere l’importanza dei Piccoli Musei, ai quali tu stesso (con Giannella Channel) dedichi giusta e affettuosa attenzione (link).

In occasione della conferenza tenuta a Montelupo Fiorentino, il Sindaco, nel salutare i partecipanti, ha detto che i piccoli musei permettono a chi visita il nostro Paese di poter camminare nella bellezza. Queste parole racchiudono l’orgoglio dei piccoli musei e al tempo stesso un invito a visitarli.

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Post scriptum: se anche il vostro museo vuole aderire alla prima Giornata Nazionale può scaricare e compilare la scheda di adesione e restituirla a questo indirizzo: [email protected]

SCHEDA ADESIONE

* Giancarlo Dall’Ara, studioso e docente di Marketing del turismo, è presidente dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Musei, da lui fondata nel 2007 con l’obiettivo di “promuovere una nuova cultura gestionale dei Piccoli Musei che sia in grado di valorizzarne le specificità che sono differenti rispetto a un grande museo: in particolare il legame più stretto con il territorio e con la comunità, la capacità di essere accoglienti e di offrire esperienze originali ai visitatori”. Contatti: Palazzo Maffei, 47866 Sant’Agata Feltria* (Rimini). Tel: 0541 929777; E-mail: [email protected]; Skype: g.dallara; Twitter: @GDallAra

*A PROPOSITO/ UN GIOIELLO DI S.AGATA FELTRIA

Il nido creativo di Dall’Ara

è a due passi dal museo

teatro più antico d’Italia

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L’interno della sala del Teatro Mariani a Sant’Agata Feltria.

La cabina di regia dell’Associazione dei Piccoli Musei si trova a due passi dal teatro più antico d’Italia, ristrutturato di recente e scelto da Vittorio Gassman per la sua particolare espansione del suono, definito “La Scala della Romagna”: il Museo teatro “Angelo Mariani” in piazza Garibaldi, 47866 Sant’Agata Feltria (Rimini).

La sua caratteristica è quella di essere completamente in legno, dalla cavea alle colonne portanti al palcoscenico. Visitarlo è un obbligo per la bellezza e la grazia di questo antico e piccolo spazio nato all’inizio del XVII secolo.

Nell’anno 1605 Orazio Fregoso, signore di Sant’Agata, fece costruire sulla piazza il Palazzone o Palazzo della Ragione, nei cui piani superiori si sta allestendo il Museo archeologico. Il Teatro fu ricavato pochi anni più tardi, composto solo da platea e palcoscenico. Fu nel 1743 che ebbe inizio l’edificazione dei primi due ordini di palchi a opera della Società Condomini (famiglie nobili e benestanti del paese) che fu completata nel 1753 da mastro Giovanni Vannucci con la realizzazione del terzo ordine.

L’attore, regista e scrittore Vittorio Gassman (Struppa, 1922 – Roma, 2000). Artista con profonde radici nel mondo del teatro più “impegnato”, fu fondatore e direttore del Teatro d’Arte Italiano.

L’ingresso fu ricavato eliminando il quarto palco del primo ordine, per cui l’accesso al teatro avviene lateralmente al palcoscenico, cosa che lo differenzia dalla maggior parte dei teatri. Le balconate del secondo e terzo ordine sono decorate con tempera e raffigurano drappi e trine.

Sul proscenio vi sono invece medaglioni dipinti ad olio raffiguranti artisti illustri: Mariani, Monti, Goldoni, Alfieri e Metastasio. Agli angoli del bellissimo soffitto anch’esso magnificamente decorato, altri quattro medaglioni, con personaggi della storia locale: Uguccione della Faggiola, Ottaviano Fregoso, Ranieri e Agatone De Maschi. Degno di nota il sipario che rappresenta Sant’Agata Feltria, dipinto da un grande paesaggiste-scenografo ottocentesco, il faentino Romolo Liverani.

Di alto livello l’attività musicale e teatrale del Mariani, grazie alla guida dell’Accademia Filarmonica, una società musicale nata nel 1838. Nel 1841 chiamò l’appena ventenne maestro Angelo Mariani di Ravenna, che divenne poi uno dei più importanti direttori d’orchestra e a cui il teatro è intitolato.

Furono gli anni venti del ‘900 a rappresentare il maggior fulgore con la rappresentazione del Rigoletto di Giuseppe Verdi; protagonista l’orchestra del Teatro La Scala di Milano.

Nel 1986, la Società Condomini ha ceduto la proprietà del teatro al Comune che tuttora lo gestisce, in collaborazione con il Comitato Beni Storici e Culturali di Sant’Agata Feltria.

Da ricordare le registrazioni per la RAI della Divina Commedia, lette dal grande Vittorio Gassman (Gassman legge Dante) che nel ’92 rimase in paese per un lungo periodo e che favorì l’avvio dei restauri, finiti nel 2002, che hanno restituito al Mariani la bellezza di un tempo.

Sito del museo: www.teatromariani.it. Il museo Teatro Mariani fa parte del Tour dei piccoli musei sorridenti, la cui mappa (insieme a quella dei piccoli musei golosi) si trova qui.


FOTO GALLERY

Dalle Alpi alla Sardegna

piccoli gioielli museali

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Il MAV, Museo dell’artigianato valdostano a Fenis (Aosta).

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Il Museo civico di Lugnano in Taverina (Terni).

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Il Museo dei Tasso e della Storia postale di Camerata Cornello (Bergamo).

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La Casa Museo della civiltà contadina e della cultura Grika, a Calimera (Lecce).

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Un restauratore al lavoro al Museo Archeologico di Montelupo Fiorentino.

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La Cattedrale di San Gerbone ospita il Museo di Massa Marittima (Grosseto).

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Mummie rinvenute nella Cripta di Monsampolo del Tronto (link), Ascoli Piceno.

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L’interno del Museo del Bottone (link) a Santarcangelo di Romagna.

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Il Museo del Cavallino della Giara, a Genoni (Oristano).

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Il Maison Bruil di Introd (Aosta).

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Il Museo Civico Diffuso di Noli (Savona).

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Un libro di epoca medievale al Museo della Badia a Vaiano (Potenza).

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Il Museo Archeologico di Peccioli (Pisa).

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Il Museo Contus de Arrejolas a Cagliari.

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Il Museo Algudnei di Comelico Superiore (Belluno).

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Mosaici e reperti al Museo Venturelli del Vino e del Mosaico, di Amelia (Umbria).

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La Pinacoteca comunale di Chiomonte (Torino).

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Il Museo della Bussola e del Ducato Amalfitano (Amalfi).

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Il Poli Museo della Grappa a Vicenza.

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Il Museo della Carta e della Filigrana a Fabriano (dove opera il Maestro cartaio Sandro Tiberi, link).

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Il Museo del Giocattolo e del Bambino a Cormano (Milano).

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Il MULA, Museo del Termalismo a Latronico (Potenza).

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Il Museo delle Arti e delle Tradizioni popolari di Fragneto Monforte (Benevento).

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L’Ecomuseo urbano Mare e Memoria viva di Palermo.

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Il MUV, Museo della Civiltà Villanoviana a Bologna.

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Il Museo del Precinema a Prato della Valle (Padova).

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Il Museo dell’Associazione Culturale Subterranea di Narni (Terni).

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L’Associazione Rete Museale e Naturale Belicina di Trapani.

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Il Lucito Agricultural Museum of Molise.

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L’Archivio Mario Cervo di Olbia.

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Il Museo Marmolada Grande Guerra a Rocca Pietore (Belluno).

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Il Museo Civico del Comune di Lodi.

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PROSSIMAMENTE

Musei e beni culturali “minori”, ovvero

quello che insegna la Nuova Zelanda

(nuova mèta del tour in bici di Jovanotti)

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