Giuramento politico con sangue dei “Tutori dell’ordine”

di Ennio Di Francesco*

Ennio Di Francesco

Ennio Di Francesco

Ieri, sabato 27 aprile, in un conflitto con rapinatori a Maddaloni (Caserta), veniva ucciso da quattro rapinatori, tra cui una donna, che aveva coraggiosamente affrontato il carabiniere Tiziano Della Ratta, 35 anni, uomo del Sud (era nato a Sant’Agata dei Goti, nel Beneventano): lascia la moglie e un bimbo di otto mesi. Ferito un suo collega maresciallo, Domenico Trombetta.

Stamane il ferimento di due Carabinieri (il brigadiere 50enne Giuseppe Giangrande, siciliano di Monreale ma residente a Prato, vedovo da appena due mesi, e il carabiniere scelto Francesco Negri, 30 anni, celibe, originario di Torre Annunziata, Napoli) in un attentato dinanzi a Palazzo Chigi mentre il nuovo Governo guidato da Enrico Letta giurava al Quirinale.

Nomi che si aggiungono ad altri appartenenti all’Arma dei Carabinieri caduti sulla trincea contro la criminalità: ricordiamo, tra i più recenti, il colonnello Valerio Gildoni, 40 anni, comandante del Nucleo operativo di Vicenza; l’appuntato scelto Alessandro Giorgioni, 36 anni, ucciso in un bar di Sant’Agata Feltria, in Valmarecchia, per aver chiesto i documenti al “Lupo”, il latitante Luciano Liboni; il carabiniere scelto Donato Fezzuoglio, caduto sotto i colpi d’arma da fuoco di rapinatori di banca a Umbertide (Perugia).

Riflettano i sinora insipienti politici su cosa sarebbe questa tormentata Italia senza il sacrificio dei tanti “servitori dello Stato” che si battono quotidianamente, spesso con la vita, per la sicurezza della collettività, la legalità e la democrazia del Paese. Giuramento insanguinato, perché antepongano, infine, a ogni bassa dialettica solo il “bene comune”.
Grazie, “Tutori dell’ordine”. A voi la nostra solidarietà e vicinanza.

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* Ennio Di Francesco, già ufficiale dei Carabinieri e funzionario della Polizia di Stato. Figlio di un Maresciallo di Carabinieri deceduto per infermità di servizio. Tra i promotori negli anni ’70 della riforma democratica di polizia che condusse alla legge 121/81. Autore di: Un Commissario con prefazioni di Norberto Bobbio, Gino Giugni, Marco Tullio Giordana, Giancarlo De Cataldo, Corrado Stajano e don Andrea Gallo; Radicalmentesbirro con quelle di Don Gallo e Marco Pannella; Frammenti di utopia, con quelle di Mario Calabresi e Marco Alessandrini; Il vate e lo sbirro. L’indagine segreta del commissario Giuseppe Dosi sul «volo dell’arcangelo». È un uomo dello Stato che ha avuto una vita difficile per la sua intransigente fedeltà alle istituzioni della Repubblica. Per approfondimenti: enniodifrancesco.it

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