Questo secolare eucalipto non è un semplice albero: è un simbolo, un monumento della natura. Durante la sua crescita quell’albero ha annotato fedelmente il passato del territorio e degli uomini che lo hanno abitato, rappresentando una straordinaria testimonianza di storia locale. Caro sindaco di Trinitapoli, Francesco Di Feo, invece di abbatterlo facciamone oggetto per un concorso invitando artisti che utilizzano il legno come materia alla stregua di Mario Ceroli. Diamo all’eucalipto una nuova vita. Facciamo in modo che quell’amato legno diventi materia di una nuova creazione in un’opera d’arte. (s.gian.)

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L’eucalipto secolare per il quale è stato deciso l’abbattimento. Gli eucalipti (Eucalyptus, dal greco εὖ, “bene”, e καλύπτω, “nascondere”, in riferimento al fatto che i petali nascondono il resto del fiore) sono un genere di piante arboree sempreverdi originarie dell’Oceania (soprattutto Tasmania, Australia e Nuova Guinea) appartenente alla famiglia delle Mirtacee. Ne sono presenti circa 600 specie.

Il grande eucalipto, patriarca arboreo simbolo di Trinitapoli nel Tavoliere pugliese, è alla fine della sua corsa. Un pezzo di storia a cui non solo è stata dedicata una piazza ma che rappresenta un segno tangibile della nostra memoria collettiva rischia di scomparire lasciando un vuoto nel paesaggio e nel cuore della gente che lo ha conosciuto. (E il creatore e curatore di Giannella Channel è tra questi, Ndr).

Dalla relazione tecnica depositata a maggio si fa riferimento all’ultimo sopralluogo dell’8 aprile scorso in cui è stato rilevato il notevole peggioramento dello stato fisiologico del sistema dell’albero. Il disseccamento dei tessuti corticali di crescita pari al 70 per cento del tronco ha comportato la morte dei tessuti contenenti l’apparato di trasmissione linfatica. Tre grosse branche non vengono alimentate determinandone la morte e il distaccamento delle radici collegate.

Molti interventi di recupero annuali sono stati effettuati già dal lontano 2004. La relazione è lapidaria: “L’albero estremamente danneggiato e con poche risorse a disposizione ha ormai sorpassato la soglia oltre la quale si consiglia il recupero”. i tecnici hanno perciò suggerito, al fine di tutelare l’incolumità pubblica, di procedere all’abbattimento immediato dell’eucalipto “senza attendere oltre”.

Non ci sono speranze. Purtroppo.

La piazza perderà il suo padrone e la città una sentinella che ha visto generazioni crescere, innamorarsi e incontrarsi. O semplicemente prendere un po’ d’acqua dalla fontanella “delle monache” lì vicino.

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Donato Piccinino, 33 anni, laureato in scienze politiche ed esperto in comunicazione ambientale, è anche consigliere comunale in quella città del Tavoliere, tra Foggia e Bari.

A PROPOSITO / Un contributo di Vittorio Emiliani

Nasce sull’Appia Antica il giardino dei patriarchi dell’Unità d’Italia

Carissimo, a proposito del patriarca arboreo in Puglia: invito i lettori di Giannella Channel a una festa speciale. La mattina di venerdì 27 settembre 2013, alle 11, presso la splendida Villa dei Quintili, in via Appia Nuova n. 1092, si terrà la cerimonia di inaugurazione del Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia. Si tratta di un giardino davvero speciale, dove sono stati messi a dimora i “gemelli” degli alberi monumentali più significativi di tutte le regioni d’Italia. Venti Patriarchi, uno per regione o provincia autonoma.

Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione fra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Arpa Emilia-Romagna, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ispra, il Comitato per la Bellezza e il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

Il Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia è stato realizzato con l’adesione del Presidente della Repubblica. Per la Soprintendenza per i Beni archeologici ha operato la direttrice dell’Appia Antica, Rita Paris coi suoi collaboratori, per l’Associazione Patriarchi, il presidente Sergio Guidi, e per il Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani.

L’Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia, nata in Emilia-Romagna, ha sede a Forlì e, ha già realizzato il censimento integrale degli alberi secolari o plurisecolari dell’Emilia-Romagna pubblicando in due volumi i risultati di questa importante ricerca.

L’Associazione ha appena terminato, nel 2013, il censimento dei Patriarchi della Provincia di Roma, con scoperte molto importanti per un totale di oltre 600 alberi monumentali censiti. Essa ha costituito a Forlì – e questo è uno dei dati più significativi – un vivaio con oltre 10.000 talee dei Patriarchi più significativi sin qui censiti, alcuni dei quali scomparsi nel frattempo per decrepitezza. Tale materiale genetico è servito per creare alcuni Giardini dei Patriarchi nella regione Emilia-Romagna (presso la casa-museo dei fratelli Cervi a Gattatico, a Villa Ghigi sopra Bologna, sul lungomare di Cesenatico, ecc.). L’Associazione cura da anni il Giardino dei frutti dimenticati ideato anni addietro dal grande poeta Tonino Guerra a Pennabilli (Rimini) nel Montefeltro.

Ora è la volta di questo speciale Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia alla Villa dei Quintili.

Ma ecco i venti Patriarchi che, regione dopo regione, rappresentano il nostro Paese, i suoi diversi paesaggi e ambienti, con essenze secolari o addirittura millenarie. Un omaggio quindi all’Unità d’Italia in uno dei luoghi più belli e significativi della sua Capitale.

  • Valle d’Aosta: pero Brusson (il pero più grande e vecchio della Val d’Aosta)
  • Piemonte: melo PUM dal Bambin (uno dei meli più grandi del Piemonte)
  • Liguria: olivo di San Remo millenario (l’olivo più antico della Liguria)
  • Lombardia: ciliegio di Besana in Brianza (forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia)
  • Trentino Alto Adige: melo di Fondo (il melo più vecchio d’Italia e forse d’Europa)
  • Friuli V.G.: melo di Campone (il più grande del Friuli) 150 anni
  • Veneto: olivo di San Vigilio (olivo millenario sulle rive del Garda)
  • Emilia Romagna: cotogno antico Faenza (fra i più vecchi d’Italia, produce frutti quasi privi di tannino che si mangiano come mele)
  • Toscana: corniolo di Montieri (fra i più grandi d’Italia)
  • Marche: olivo di Campofilone (fra gli olivi più longevi delle Marche)
  • Umbria: noce di Poggiodomo, Perugia, (il più grande d’Italia di oltre 5 metri di circonferenza)
  • Abruzzo: fico Reginella di Bucchianico (antica varietà locale)
  • Molise: olivo di Veanfro (millenario, coltivato già in epoca romana)
  • Lazio: melograno di Roma (San Giovanni in Laterano, fra i più vecchi d’Italia)
  • Campania: vite di Taurasi (vite plurisecolare e di dimensioni enormi)
  • Puglia: fico di Otranto (varietà autoctona, fra le più antiche)
  • Basilicata: olivo maiatica di Ferrandina (olivo millenario, il più antico della Basilicata)
  • Calabria: vite Mantonico di Bianco (vitigno risalente all’epoca magno-greca)
  • Sicilia: vite Corinto Bianco (vitigno portato in Italia dai Greci oltre duemila anni fa)
  • Sardegna: olivo Luras (3800 anni, il più antico d’Europa, 13 metri di circonferenza).

Il progetto del Giardino è dell’architetto Massimo de Vico Fallani con architetto junior Nicola Macchia. Direttore dei lavori architetto Angela Veneziano. Direttore operativo geometra Giampaolo Rimedio. Collaboratore alla Direzione dei lavori dottor Francesco Buzi. Assistente ai lavori Alessandro Licciardello. Impresa esecutrice: Angelo Angeloni

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Info: Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia Via Fossato Vecchio, 33 – 47121 Forlì; [email protected] / Comitato per la Bellezza, Vicolo San Celso, 4 00186 Roma.