Teresa da Taiwan, salentina di origine ma zingara di fatto

Da Lecce ha studiato “Lingue e civiltà orientali” a Venezia, ha trascorso un breve periodo a Pechino, per poi trasferirsi a Shanghai, dove è rimasta cinque anni. Dopo un breve ritorno in Italia, con il marito croato si è trasferita a Taipei, Taiwan.

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Teresa in Tibet

Domanda: Come sei riuscita a utilizzare gli studi in Lingue e Civiltà Orientali in Cina?

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Shanghai. La Oriental Pearl Tower è composta da 5 sfere. La più grande ha un diametro di 50 metri, invece la seconda più grande, situata più in alto rispetto alla prima, ha un diametro di 45 metri. Sono collegate da 3 colonne, ognuna con un diametro di 9 metri. La sfera più piccola, situata in cima, ha un diametro di 14 metri.

Risposta: “Dopo la laurea sono andata a Shanghai. Ci ero già stata e mi era piaciuta, anche se non avevo visto un granché. Avevo prenotato un albergo per soli tre giorni e in effetti è bastato: in questo breve periodo sono riuscita a trovare una casa, un lavoro e gli amici. All’inizio ho lavorato in uno studio di architetti italiani, ma poi l’ho mollato in nome della mia grande passione: l’insegnamento.
Così ho lavorato in una scuola di lingue, poi nella scuola italiana sostenuta dal Consolato italiano e ho fatto anche la guida e accompagnatrice turistica”.

Dopo la Cina, tu e marito siete tornati in Italia? Perché?

“Dopo cinque anni a Shanghai, siamo tornati in Italia per il Master di mio marito, così abbiamo fatto una pausa milanese di quasi due anni. Anche qui ho insegnato italiano agli studenti cinesi delle varie università milanesi e lingua cinese agli italiani”.

Adesso invece vi siete spostati a Taiwan. Come avete trovato l’opportunità?

“Dopo Milano ci siamo trasferiti a Taipei per il lavoro di mio marito, che è designer presso l’ASUS, la cui sede principale è proprio qui”.

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Taiwan. L’isola di Formosa contai sei parchi nazionali e decine di siti naturali tutelati da una rigorosa politica ambientale.

Come descriveresti Taipei?

“Passare da Shanghai a Taipei è sicuramente un brutto colpo per gli occhi. Nel senso che Taipei non vanta di certo un’architettura avveniristica e spettacolare come la metropoli cinese, anzi!
Il paesaggio è sicuramente molto bello, la natura ricorda un po’ le Hawaii, essendo anch’essa un’isola dell’oceano Pacifico, ma l’architettura non è di sicuro il loro forte. In compenso, la qualità della vita è molto alta, tutto funziona alla perfezione, anche gli stranieri sono coperti dal sistema sanitario nazionale. Insomma, tutto sembra facile qui”.

Hai trovato opportunità di lavoro a Taipei? Di cosa ti occupi?

“Continuo a insegnare (anche via skype), sino a poco tempo fa mi sono occupata della traduzione di un documentario su una minoranza etnica cinese, inoltre scrivo il mio blog Asiamonamour in cui parlo dei miei viaggi e delle mie esperienze taiwanesi”.

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Teresa in visita a un tempio di Taipei. Le religioni maggiormente professate nell’isola sono il taoismo e il buddhismo. Non mancano, tuttavia, delle minoranze seguaci di altre religioni, quali il cattolicesimo, il protestantesimo e l’islam.

Lati positivi del vivere a Taipei?

“I taiwanesi stessi, che sono uno dei popoli più gentili e pacifici con cui abbia avuto a che fare. Poi la tranquillità, il fatto di riuscire a risolvere qualsiasi problema burocratico e non in brevissimo tempo e senza intoppi (che probabilmente dovrebbe essere la normalità, ma per noi italiani diventa qualcosa di eccezionale!), i trasporti pubblici super efficienti e puntuali e gli innumerevoli caffè, ognuno con la sua caratteristica e tutti molto carini e accoglienti, oltre che originali”.

E lati negativi

“I terremoti in primis, poi i tifoni e la bruttezza di molti edifici”.

Quali sono le principali differenze nella vita di tutti i giorni tra Shanghai e Taipei?

“Shanghai è più dinamica, la vita si vive per strada, tutto succede alla velocità della luce e offre molte opportunità in più.Taipei è una metropoli anch’essa, ma un po’ più addormentata. La classe media è quella più diffusa, la gente sta bene e non ha bisogno di altro. C’è un torpore latente che a volte la rende un po’ noiosa. D’altro canto, la vita qui è forse meno stressante e non si corre e ci si strattona come a Shanghai per salire su un autobus”.

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Taiwan. L’isola è famosa per le sue foreste, ricche di diverse essenze come i bambù, i banani, i cipressi giapponesi, gli alberi della canfora e le querce. La sua fauna è variegata e comprende anche specie rare o in via di estinzione, tra cui l’orso nero e la scimmia di Formosa.

Che consigli daresti a chi sta pensando a Taipei come destinazione?

“Se non avete paura dei terremoti, se non siete fanatici della bellezza estetica a livello architettonico e se siete sportivi, Taipei può offrirvi tanto. Bastano pochi chilometri per trovare mare, montagne, fiumi, laghi. C’è tutto. A livello lavorativo, ingegneri, informatici, designer e insegnanti di inglese, vanno per la maggiore. Uno straniero a Taiwan che non sappia il cinese, si troverà bene lo stesso, poiché quasi tutti parlano l’inglese e anche le insegne e le indicazioni stradali sono scritte in entrambe le lingue. Inoltre i taiwanesi sono estremamente gentili, quindi se vi troverete spaesati per strada o in metro, non abbiate paura! Verrà sicuramente qualcuno a chiedervi se avete bisogno di aiuto e vi accompagnerà alla vostra meta, anche se sarà nella parte opposta della sua”.

Grazie, Teresa, e buon proseguimento a Taipei! ()

Fonte: italiansinfuga.com. Potete seguire Teresa sul suo blog Asiamonamour e sulla pagina Facebook.

Author: admin

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