Papagna experience,
nuovo museo invisibile
nella Valle d’Itria

Un collettivo di creativi (sceneggiatori, registi, fotografi, sound designer)
si rimbocca le maniche per il bene del loro paese in Puglia, Ceglie Messapica.
Insieme, grazie a un finanziamento della Presidenza del consiglio dei ministri,
danno vita a un museo invisibile. Non di storia, ma di esperienze umane

A tutta Italia

testo di Lorenzo Madaro / Artribune

Al Sud Papagna è il nome assegnato a una tipica bevanda che un tempo veniva somministrata ai bambini per favorire il riposo. Ma “papagna” vuol dire anche “pugno o ceffone sul viso”. Oggi assume un nuovo significato diventando anche un museo invisibile diffuso, che chi approderà a Ceglie Messapica – straordinario centro storico, immerso nella Valle d’Itria – potrà provare gratuitamente fino a fine marzo. Un libretto, uno smartphone, un visore e una cuffia: sono gli strumenti che bisognerà adottare per immergersi in una narrazione stratificata e a tappe ideata e curata da un collettivo di creativi coordinato da Nicola Zucchi, Mirko Lodedo e Domenica Ligorio.
 

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MA COS’È PAPAGNA?

Una volta ritirato il kit dalla biblioteca del Palazzo Ducale del paese, i visitatori sono tutti invitati a percorrere, in gruppo o in solitaria, le piccole vie che costituiscono un dedalo tra balconi, corti, finestre sgarrupate e tanti gradini. Salite e discese tra vicoli sgarrupati o avvolti da alberi e fiori, che invitano il visitatore (attivo) di questo museo (invisibile) a immergersi in storie differenti. Non aspettatevi approfondimenti o nozioni storico-artistiche: quello che la crew di Papagna intende perseguire è una sceneggiatura persistente in cui si sovrappongono relazioni tra persone, spazi interni ed esterni, full immersion in luoghi paradigmatici della fantasia. In piedi o seduti su uno dei mille e oltre gradini di questo centro storico chiunque potrà compiere un’esperienza che è didattica nella misura in cui insegna che ogni luogo può raccontare anche storie non immediate, non legate alla sua stessa storia sociale, architettonica o culturale.

Le storie che si potranno vedere e ascoltare sono infatti legate a un presente sfaccettato e plurale, in cui riconoscersi o grazie alle quali lasciarsi andare. C’è una piazza sopraelevata rispetto al manto stradale. C’è un palazzo dalle cento stanze di fronte e poi tre o quattro panche. In quel luogo, smartphone geolocalizzato e mappa alla mano, è prevista la visione di uno dei video più interessanti: un gruppo di persone, tra cui due bambini, nuotano e danzano in una piscina o in una porzione di mare. Le musiche di Lodedo avvolgono le immagini, si intrecciano con loro, concependo un tappeto sonoro di consistenze e dissolvenze. Realtà aumentata, cortometraggi in VR (Virtual Reality) e 3D, ma anche graphic novel digitali, racconti sonori immersivi, dialoghi in forma di chat: tutto questo è Papagna experience.

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LE PAROLE DEL TEAM

“Ceglie Messapica non ha speciali attrazioni turistiche, partiamo quindi dal presupposto che siano le persone i veri attrattori culturali di un territorio”, racconta Domenica Ligorio. Per Nicola Zucchi, sceneggiatore bergamasco approdato qui per amore, “chi intenderà fare l’esperienza di Papagna sarà un flaneur, invitato a perdersi nella città e nella realtà. Il centro storico custodisce delle storie, quasi delle graphic novel. Bisogna solo scoprirle, perlustrandolo con il kit di Papagna”.

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* Fonte: Artribune.com, newsletter da chi divulga con successo “dal 2011 arte eccetera eccetera”. Più info su Papagna experience a questo link.

Author: admin

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