CHI LI HA VISTI? I primi 60 tesori d’arte di Firenze ancora prigionieri di guerra

a cura di Salvatore Giannella,
autore del nuovo “Operazione Salvataggio” (Chiarelettere),
con le storie degli sconosciuti eroi
che hanno salvato l’arte dalle guerre

Continua la campagna di Giannella Channel per ritrovare il patrimonio artistico disperso all’epoca della Seconda guerra mondiale: a fine testo altri link utili, pubblicati in precedenza. In questa puntata, grazie alle testimonianze scritte e visive raccolte nella Siviero’s list, le prime 60 opere razziate e mai tornate a Firenze. Nella prossima puntata, gli altri tesori fiorentini che ci auguriamo possano tornare ai legittimi proprietari.

FIRENZE

COLLEZIONE BRANCH

Da Villa Marsilio Ficino, in via del Salviatino, Firenze partirono le opere della collezione, trafugate il 1° luglio 1944 dal Feldwirtschaft Kommando.

  • Madonna con bambino incoronato da angeli, Crocifissione, attribuito a Bernardo Daddi (1290 – 1348 circa).

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    Madonna con bambino incoronato da angeli, Crocifissione, attribuito a Bernardo Daddi (1290 – 1348 circa). Tempera sui tavola, alta circa 110 cm. Le due scene, su fondo oro, sono divise da una fascia decorativa a pastiglia. Il dipinto, però, è stato attribuito da Roberto Longhi a Giovanni del Biondo: tale attribuzione fu confermata dall’Offner e dallo Zeri.

  • Angelo inginocchiato, due sculture di intagliatore ignoto, XV sec.

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    Angelo inginocchiato, due sculture di intagliatore ignoto, XV sec.

  • Cassone, di intagliatore ignoto, XV secolo.

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    Cassone, di intagliatore ignoto, XV secolo. Il fronte della cassa è occupato da un fitto intaglio “a giorno” nel gusto del Gotico fiammeggiante. Siviero annota che “attualmente si trova allo Staatliches Kunstgewerbe Museum di Vienna con altri mobili trafugati a Firenze”.

  • Arazzo, di manifattura fiamminga, inizio XVI sec. La scena, ricca di figure, è articolata in due registri sovrapposti, limitata da un bordo a motivo floreale.

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    Arazzo, di manifattura fiamminga, inizio XVI sec. La scena, ricca di figure, è articolata in due registri sovrapposti, limitata da un bordo a motivo floreale.

  • Arazzo, di manifattura fiamminga, sec. XVI. L’arazzo rappresenta una scena di animali in un paesaggio, limitato da un largo bordo a motivi floreali.

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    Arazzo, di manifattura fiamminga, sec. XVI. L’arazzo rappresenta una scena di animali in un paesaggio, limitato da un largo bordo a motivi floreali.

COLLEZIONE CONTINI BONACOSSI

La maggior parte delle opere della collezione fiorentina furono trafugate dalla villa e dal deposito di Trefiano (Poggio a Caiano, Firenze) dal reggimento 1060 della 362ma divisione di fanteria nazista il 26 agosto 1944.

  • Copia della “Notte” di Correggio, di El Greco (Domenico Theotokopoulos, 1541-1614).

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    Copia della “Notte” di Correggio, di El Greco (Domenico Theotokopoulos, 1541-1614). Secondo Longhi e Mayer, questo olio si tavola (cm. 54 x 41) fu probabilmente eseguito a Parma, o più esattamente a Reggio, nella cappella Pratoneri in San Prospero, dove si trovava l’originale, nel 1570 circa. Questa opera è molto importante per chiarire quale rilevanza avesse per El Greco l’arte del Correggio.

  • Natura morta, due oli su tela di Francisco Zurbaran (1598 circa -1664).

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    Natura morta, due oli su tela di Francisco Zurbaran (1598 circa -1664). Queste due opere sono di altissima qualità e considerate da Siviero tra le più antiche di nature morte.

  • Natura morta, di Luis Menendez (1716-1780).

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    Natura morta, di Luis Menendez (1716-1780). L’olio su tela, di dimensione 37 x 50 cm, è firmato “L. s.M. z”.

  • Ritratto di fanciulla, di Pietro Rotari (1707-1762.

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    Ritratto di fanciulla, di Pietro Rotari (1707-1762. Quest’olio su tela, di dimensioni 44 x 33 cm, indubbiamente autografo e di alta qualità.

  • Completano il quadro gli oli su tela: Crocifissione e Tre figure presso una porta, di Bartolomè Esteban Murillo (1618-1682).
  • Madonna con bambino e donatore, di Jacopo Tintoretto (1519-1594).

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    Madonna con bambino e donatore, di Jacopo Tintoretto (1519-1594). L’olio su tela, del diametro di 155 cm, fu eseguita tra il 1560 e il 1568 circa. La tela fu acquistata da Max Rotschild sul mercato inglese e, secondo Siviero, “si trova ora a Belgrado nel Narodni Muzej”. Fu esportata illecitamente nel 1941.

COLLEZIONE DEL FABBRO

  • Madonna con bambino e santi, della scuola di Giovanni del Biondo (1356-1398). La tempera su tavola è di dimensione 70 x 42 cm. e rappresenta la Madonna in trono circondata dai santi Michele, Pietro, Bartolomeo, Antonio Abate, Maddalena, Paolo e Caterina, ripetendo uno schema divulgato dalle opere di Bernardo Daddi. Alcune parti, come il viso della Maddalena, sono state ridipinte. Fu trafugata dalle truppe naziste che occupavano la villa Poggio alla Scaglia (Firenze) in prossimità del Galluzzo tra il 7 e 10 agosto 1944.

COLLEZIONE ARTURO FRANCESCO SPENDER

Le opere della collezione fiorentina furono trafugate dalle truppe naziste dall’abitazione di A. F. Spender, sita in via De’ Bardi 50 a Firenze. Il fabbricato fu sgombrato e distrutto per ostruire l’accesso a Ponte Vecchio nel 1944.

  • Ratto di Europa, attribuito a Bonifacio Veronese (1487-1553). Olio su tavola, 90 x 56 cm.
  • Madonna con bambino e santa Caterina, di ignoto pittore ferrarese, sec. XVI. Dipinto su tavola di dimensioni 62×78 cm.
  • Ritratto di Orazio Farnese, di ignoto pittore, sec. XVI, Nel dipinto su tela, 62×74 cm, l’uomo è ritratto di profilo verso destra.
  • Scene della Genesi, attribuito ad Andrea Schiavone (1510-15/ 1563). Il dipinto su tavola, di dimensioni 173×50 cm, era il frontale di un cassone. Le scene raffigurate sono Adamo nel Paradiso terrestre tra gli animali, il peccato originale, la cacciata dal Paradiso terrestre.
  • Adamo ed Eva, attribuito ad Andrea Schiavone (1510-15/ 1563). Il dipin to su tela ha dimensioni 71×64 cm.
  • Ritratto del doge Antonio Grimani, attribuito a Tiziano Vecellio (1489/90 – 1576). Questo olio su tela, 71×83 cm, fu eseguito nel 1523 circa.
  • Testa di donna, alla maniera di Tiziano Vecellio (1489/90 – 1576). Opera su tela di 37×44 cm.
  • (Giacobbe e) Rachele al pozzo, attribuito a Lorenzo Lippi (1606-1665). Olio su tela di 84×120 cm.
  • San Giovanni Battista, di Bartolomeo Schedoni (1578-1615). Olio su tavola, 65×48 cm.
  • Veduta di piazza del Popolo a Roma, attribuita a Bernardo Bellotto (1721-1780). Olio su tela, 129×98 cm.
  • Santa in estasi, di Giuseppe Maria Crespi (1665-1747). Olio su tela, 90×60 cm.
  • Crocifissione, attribuita a Francesco Guardi (1712-1793). Olio su tela, 43×55 cm.
  • Paesaggio, attribuito a Francesco Guardi (1712-1793). Olio su tela, 31×42 cm.
  • Veduta di piazzetta veneziana, alla maniera di Francesco Guardi (1712-1793). Olio sui tela, 37×44 cm. La veduta è dominata, in fondo a sinistra, da una chiesa con cupola.
  • Paesaggio con rovine, di ignoto pittore italiano, sec. XVIII. L’olio su tela, di 49×57 cm, raffigura una fontana a destra e una veduta di mare a sinistra.
  • Paesaggio con rovine, di ignoto pittore italiano, sec. XVIII. L’olio su tela, 83×107 cm, rappresenta sulla sinistra alcune figure e un vaso.
  • Ragazzo con anatra, di Domenico Maggiotto (1713-1793). Olio su tela, 95×77 cm, fu attribuito al Piazzetta dal Pallucchini (1934) ed è stato assegnato dal Goering al Maggiotto.
  • Pigmalione, di Sebastiano Ricci (1659-1734), olio su tela di 90×70 cm.
  • Cristo morto tra due angeli, di ignoto pittore, sec. XIX. Questa opera su tela, 125×67 cm, è una copia da Marco Basaiti.
  • Fanciulle che consultano una strega, di ignoto pittore, sec. XIX, opera su tela, 50×36 cm.
  • Trionfo di Nettuno e Anfitrite, di ignoto pittore, sec. XIX, opera su tela, 71×31 cm.
  • Veduta della piazza dei santi Giovanni e Paolo a Venezia, di ignoto pittore, sec. XIX, opera su tavola, 45×35 cm.
  • Veduta della piazzetta San Marco a Venezia, di ignoto pittore, sec. XIX. Opera su tela, 73×100 cm.
  • Profilo di un uomo volto a destra, di ignoto scultore, sec. XIX. Su questo marmo scolpito è leggibile l’iscrizione “Cristophorus Columbus”.
  • Cinque nudi di donna in un paesaggio, di Ubaldo Oppi (1889-1945). Questo olio su tela, di 88×70 cm, è firmato e datato 1922.
  • Natura morta e paesaggio, di René Paresce (1886-1937). Olio suj tela, 78×94 cm.
  • Veduta di Quercianella, di Memo Vagaggini (1892-1955). Olio su tela, 72×62 cm.
  • San Giorgio che uccide il drago, di ignoto pittore bizantino, opera su tavola, 46×52 cm.

COLLEZIONE AUGUSTO VITTA

Le opere furono trafugate dalle truppe naziste dall’abitazione del signor Limi che le aveva in deposito a San Martino a’ Cozzi, frazione di San Donato in Poggio (Comune di Tavernelle Val di Pesa, Firenze) nella primavera 1944.

  • Donna che dondola una culla, di Odoardo Borrani (1834-1905). Il dipinto, 26×38 cm, è firmato e datato.
  • Bastione con alberi, di Tito Conti (1842-1924). Il dipinto, di dimensioni 37×29, è firmato.
  • Alberi, di Giovanni Fattori (1825-1908). Il dipinto su tavola, di 25×15 cm, è firmato.
  • Cavallo sellato, di Giovanni Fattori (1825-1908). L’opera su tavola, di 22×27 cm, è firmata.
  • Chiesa di campagna fra alberi di Giovanni Fattori (1825-1908). L’opera, di 23×16 cm, è firmata.
  • Scena di cavalleria, due opere su tavola, di Giovanni Fattori (1825-1908). Le opere, di dimensioni 22×33 e 25×16 cm, sono entrambe firmate.
  • Fanciulla che cuce, di Silvestro Lega (1826-1895). Il dipinto, di cm 33×24, è firmato.
  • Paesaggio, di Silvestro Lega (1826-1895). Il dipinto, di 20×33 cm, è firmato: raffigura un fiume in cui si rispecchiano un bosco e profili di montagne.
  • Signora vestita di nero, di Silvestro Lega (1826-1895). L’opera è di 32×24 cm.
  • Casa fra i boschi, di Telemaco Signorini (1835-1901). L’opera, di 16×13 cm, è firmata.
  • Chiesa, di Telemaco Signorini (1835-1901). L’opera, di 27×18 cm, è firmata.
  • Donna bionda con giubbetto rosso, di Telemaco Signorini (1835-1901). L’opera, di 17×11 cm, è siglata “T.S.”.
  • La colonna di piazza Santa Trinita con scorcio di strada, di Telemaco Signorini (1835-1901). L’opera, di 22×16 cm, è firmata.
  • Strada di villaggio toscano, di Telemaco Signorini (1835-1901). L’opera, di 13×8 cm, è siglata “T.S.”.

COLLEZIONE AVVENENTE

Le opere, provenienti dalla collezione Avvenente di Firenze, furono trafugate dalla Villa Campomaggio a Radda in Chianti (Siena). Vedi puntata sulla Toscana (link).

COLLEZIONE ENRICO LUMBROSO

Le opere furono trafugate dalle truppe naziste nell’estate 1942.

  • Scena mitologica, due arazzi di Karl Van Mander (1579-1623). Dimensioni 420×325 (datato 1607 o 1617) e 420×370 (del 1619?). I soggetti sono inquadrati da larghi bordi a motivi di fiori e frutta. Predomina la colorazione rossa. Nel primo arazzo sono tessute la firma e la data: “Karl Mander fecit an.1607 ” (o 1617).

COLLEZIONE WANDA DE GROLEE VIRVILLE

Le opere furono trafugate nel 1944 dalle truppe naziste dal palazzo in via de’ Bardi 46, Firenze.

  • Fanciulli intorno a una tavola, di Sofonisba Anguissola (1527-1623).

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    Fanciulli intorno a una tavola, di Sofonisba Anguissola (1527-1623). L’olio su tela, di cm. 100×150, è da considerarsi tra i capolavori della Anguissola, anche se i proprietari lo attribuivano a Paolo Veronese.

  • Soggetto non identificato, di Paolo Veronese (1528-1588). Opera su tela, 150×100 cm.
  • Cassoni di ignoto scultore di arte senese del XVI secolo.

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    Cassoni di ignoto scultore di arte senese del XVI secolo. I due sontuosi cassoni a sarcofago in legno di noce hanno dimensioni 70x200x65 cm. Sono uguali tra loro, bombati con baccellature e poggianti su zampe di leone, eseguiti per la famiglia Sansedoni.

Author: admin

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