Mantova Capitale della Cultura,
i vantaggi dalla teoria alla pratica

Il giro d’affari generato dall’incremento delle presenze turistiche
tra gennaio e settembre 2016
è di oltre 1 milione e 700mila euro; un ennesimo
caso tangibile di cultura
come effettivo traino dell’economia e di un sano sviluppo territoriale.
Facciamo parlare i numeri

A TUTTA ITALIA

testo di Antonio Capitano*/ Rivista Siti Unesco

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“Il cambiamento è il processo con il quale il futuro invade le nostre vite”, diceva il saggista statunitense Alvin Toffler. Lo sa bene la città di Mantova contro ogni scetticismo e contro la prigionia delle teorie. La pratica è ben altra cosa ed essere Capitale della Cultura conviene e convince.

Secondo le stime di Federalberghi-Confcommercio Mantova il giro d’affari generato dall’incremento dei turisti (presenze) tra gennaio e settembre 2016 è di oltre 1 milione e 700mila euro; dunque caso tangibile di cultura come effettivo traino dell’economia.
I primi nove mesi del 2016 hanno fatto registrare risultati decisamente positivi per quanto riguarda le presenze dei turisti nelle strutture alberghiere di Mantova e hinterland: +14% degli arrivi e +19% delle presenze.
I dati sono emersi dalla seconda indagine elaborata nel 2016 da Federalberghi-Confcommercio Mantova, valutando i riscontri dei suoi 9 hotel associati della città, sui 12 complessivi, per un totale di 330 camere, su 440 (il 75%), e 687 posti letto su 882 (il 77,89%), oltre ai principali alberghi dei comuni limitrofi su cui viene indirizzata la domanda dei turisti in visita alla città capoluogo.

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Mantova: la Camera degli Sposi del Mantegna.

Il campione utilizzato nell’indagine è costituito dalle maggiori strutture cittadine e dell’hinterland, per un totale di nove strutture ricettive con classificazione di 3 o 4 stelle e sono due i periodi considerati: dal 1° maggio al 30 settembre e i primi 9 mesi dell’anno, dal 1° gennaio al 30 settembre.
Tra il 1° maggio e il 30 settembre 2016, rispetto allo stesso periodo del 2015, gli arrivi (numero di clienti arrivati che hanno effettuato il check-in nell’esercizio ricettivo nel periodo considerato) sono aumentati del 9,87% (in termini assoluti, 4.207 persone in più) mentre le presenze (numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi nel periodo considerato) hanno registrato un incremento del 14,58% (10.059 notti in più).

Anche il problema della permanenza, in questo caso, ha trovato soluzione; infatti uno dei crucci delle città d’arte è il classico turismo mordi e fuggi, usa e getta, in una parola vedere le bellezze, preferendo soluzioni alternative per dormire o mangiare. E qui conta l’appeal e anche l’offerta strutturale.
In crescita, pertanto, anche la permanenza media, che passa da 1,62 a 1,69 giorni. Se si considerano invece i primi nove mesi dell’anno, l’aumento è ancora più consistente(+14,10% gli arrivi, +19,38% le presenze) e la permanenza media cresce da 1,55 a 1,62 giorni.

L’indagine sui risultati registrati dal solo comparto ricettivo della città capoluogo, evidenzia che tra maggio e settembre gli arrivi sono aumentati dell’11,47% (3.353 ospiti in più), le presenze del 14,17% (6.648 notti in più trascorse negli hotel), mentre la permanenza è passata da 1,61 a 1,64 giorni.
Nei primi nove mesi dell’anno, invece, gli arrivi hanno fatto registrare un +17,86% (8.300 persone in più), le presenze un +21,13% (15.317 notti trascorse in più), mentre la permanenza è passata da 1,56 a 1,60 giorni.

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Palazzo Te: la Sala dei Giganti, affrescata da Giulio Romano.

L’esperienza di Mantova ci insegna che il turista che crea benefici alla economia locale è quello che soggiorna sul territorio e che quindi pernotta nelle strutture ricettive, consuma pasti nei pubblici esercizi, fa acquisti nei negozi e usufruisce dei servizi delle guide turistiche.

I dati che emergono dall’indagine confermano che questo per Mantova è un anno straordinario e per il comparto turistico. Il motivo principale è da attribuire al titolo di “Mantova Capitale della Cultura” per il 2016, che ha portato una grande attenzione mediatica e un conseguente riscontro in termini di maggiori prenotazioni e afflusso di visitatori, a beneficio non solo delle strutture ricettive, ma di tutti gli operatori della filiera turistica, come ad esempio pubblici esercizi e guide turistiche.

E non solo della città capoluogo, ma, a cascata, anche a quelli della provincia. Questi ottimi risultati rappresentano concretamente l’avvio del definitivo rilancio del turismo a Mantova, che sta recuperando il suo ruolo di leva strategica per l’economia della città.

Questi sono i principali risultati di una buona promozione turistica per Mantova 2016; peraltro, nel 2017 c’è l’intenzione di far rendere questo trend positivo per cui la città si unirà con Cremona, Brescia e Bergamo capitale europea dell’enogastronomia per un ricco programma di eventi per valorizzare un aspetto importante del territorio lombardo che può catturare nuovi turisti, incrementando anche la promozione all’estero.

Dallo studio emerge che sul totale del campione, nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 30 settembre 2016, rispetto allo stesso periodo del 2015, gli arrivi (numero di clienti arrivati che hanno effettuato il check-in nell’esercizio ricettivo nel periodo considerato) sono aumentati del 9,87% (in termini assoluti, 4.207 persone in più) mentre le presenze (numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi nel periodo considerato) hanno registrato un incremento del 14,58% (10.059 notti in più). In crescita anche la permanenza media, che passa da 1,62 a 1,69 giorni. Se si considerano invece i primi nove mesi dell’anno, l’aumento è ancora più consistente (+14,10% gli arrivi, +19,38% le presenze).

Un esempio da seguire per passare dalla teoria alla pratica e per capire che cultura ed economia sono fonti concrete di benessere, di turismo e di sviluppo territoriale.

Antonio Capitano, nato a Palermo e residente in provincia di Roma, è laureato in Scienze Politiche, lavora come funzionario comunale. Ha pubblicato contributi su materie giuridiche, di economia della cultura, di analisi sociali e politiche. Ha scritto per Il riformista e collabora con diverse riviste on line quali Rivista di Politica, Bookavenue, Leggi Oggi, Tafter e Quotidiano Arte. Sogna un Paese diverso, più giusto perché ha voglia di cambiare. L’ultimo suo libro: Da Rischiatutto ad Affari tuoi. Le due Italie tra ricordi, impegno e vincere facile. Qanat editore, 100 pagine, 12 €. Per ordinazioni: info@qanat.it. Siti è la rivista dell’Associazione italiana patrimoni mondiali dell’Unesco (www.rivistasitiunesco.it), arricchita nei suoi contenuti di attualità e politica culturale. Direttore: Sergio Gessi.

Author: admin

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