Buone pratiche, cultura al centro e ambiente “in Rete”: la svolta francese nel segno del colibrì

di Rossella Marchese*

“Un canto senza parole” è la rivoluzione silente che sta attraversando la Francia negli ultimi tempi. Buone pratiche e dinamiche stanno cambiando il volto della terra d’Oltralpe e si apprestano a contagiare anche l’Italia.

E’ quanto sostiene Andrea Paracchini, autore de “La Révolution dei colibrì”, una narrazione di esperienze dal basso che spaziano dall’energia rinnovabile al riciclo fino al turismo alternativo senza far rumore ma mutando gli scenari della sostenibilità ambientale. La promozione di queste good news è affidata alla formula dell’ebook che sta diffondendo il verbo dei piccoli passi del colibrì a testimonianza di una cittadinanza sempre più attiva e responsabile pronta al salto nella rete per il contagio delle idee.

Dalle “zolle ribelli” che vedono movimenti di cittadini che si animano per sottrarre territorio alla speculazione edilizia investendo in prima persona in modelli di gestione sostenibile della terra alle “sentinelle ambientali” che registrano e monitorano l’inquinamento in zona fino ai “greeters” o meglio gli abitanti che accompagnano i turisti in passeggiate sul territorio al di fuori dei classici circuiti turistici. Sono queste le nuove sfide culturali che stanno movimentando il tessuto sociale francese alla ricerca di un nuovo equilibrio ambientale.

La cultura di una comunità attiva e solidale sta permeando la quotidianità anche grazie alle nuove tecnologie: la rete è sempre più interpellata a sostenere i movimenti dal basso non solo attraverso i gettonati social network ma anche con l’ausilio di piattaforme di scambio di esperienze.

E’ il caso tutto italiano di Timu, lo strumento che la Fondazione Ahref ha creato per promuovere e stimolare la produzione collaborativa dell’informazione su grandi temi di ricerca che spaziano dalla cultura al sociale, dal lavoro al territorio…Uno spazio partecipativo per informarsi e fare informazione che ha partorito uno storytelling di comunità dedicato ai 40 progetti in gara nella seconda edizione del premio “Che Fare” sui nuovi modi di fare cultura oggi in Italia. Non solo, una road map sulle migliori proposte imprenditoriali premiate dal bando “Culturability” sta stimolando il dibattito sul fare cooperativo in ambito culturale mentre il movimento dei “Cittadini reattivi” si interroga su un’Italia “tutta” da bonificare.

Ambiente e cultura sono, dunque, temi sempre più connessi e in rete crescono le possibilità di sviluppare legami solidi anche con nodi deboli (il problema della speculazione edilizia e il valore della tutela del paesaggio) grazie a una trama fitta di rimandi.

tafterFonte: Tafter.it

A PROPOSITO

Quando il mondo sbarcò a Rimini all’insegna del mio colibrì

(s. gian.) Narra un’antica fiaba africana che bruciando la foresta, tutti gli animali si misero a fuggire, compreso il leone. Solo un colibrì si vedeva volare intrepido nella direzione opposta, verso l’incendio. Così il leone, il re della foresta, chiese perché il piccolo volatile si dirigesse con tanta alacrità verso il luogo in cui tutto stava bruciando. E il colibrì rispose che andava là proprio per questo, per spegnere l’incendio. “Ma è impossibile domare fiamme così vaste con la goccia che portava nel suo becco”, gli fece notare il leone; al che il colibrì rispose: “Io faccio la mia parte”.

Per quanto possa sembrare impossibile a chi conosce bene la propria foresta spegnere un incendio che si estende in ogni direzione, nessun essere morale può esentarsi dal fare la propria parte. Per la verità, l’albero giovane che piglia fuoco accanto a me presto attecchirà anche sul mio tronco. Bisogna allora che la razionalità del leone sia illuminata dalla fede del colibrì.

Se i tavoli della XXXIII edizione delle Giornate internazionali del Centro Pio Manzù dal 27 al 29 ottobre del 2007 si coprirono di esili e anticipatori colibrì (grazie a una favola africana da me consegnata al dinamico motore del Pio Manzù, Gerardo Filiberto Dasi) è perché evidentemente sono cambiate anche le tattiche con cui vengono affrontati drammi universali.

C’è insomma chi non demanda più e chi non aspetta ma fa.

Tante questioni iniziano a essere affrontate in nuovi modi, portando l’acqua che ciascuno può portare. Il volo meraviglioso del colibrì tocca il frastuono delle fiamme, parla a chi è pronto a trasformarsi da animale in fuga in piccola staffetta alata.

Non chiede cose impossibili ma solo quelle possibili. E quelle possibili contagiano e trascinano gli esseri senzienti. Saranno pure gocce d’acqua dell’agire; ma se questo concerto di voci-azioni è percepibile nel silenzio ha un’importanza mondiale.

Sito per approfondimenti: piomanzu.com

Author: admin

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