La terra, come l’acqua, è sempre più rara in Cina

Alberto Forchielli* da Shangai

Lanzhou, nell'antichità soprannominata Jincheng (Città Dorata)

Lanzhou, nell’antichità soprannominata Jincheng, Città Dorata (da ribll.impcas.ac.cn)

La terra, come l’acqua, è sempre più rara in Cina. Solo l’11% della superficie è coltivabile e la migrazione dalle campagne – un fenomeno di dimensioni bibliche – ha reso i terreni intorno alle città sempre più scarsi e preziosi. Per la prima volta nella sua storia millenaria, la Cina è ora un paese urbanizzato, dove la popolazione che vive nelle campagne è ormai inferiore, seppur di poco, alla metà del totale. Una millenaria civiltà contadina ha ormai inequivocabilmente cambiato struttura.

Operazioni bizzarre. Rimangono tuttavia aperti rilevanti problemi economici, legati sia alle coltivazioni che alle costruzioni. Il primo è stato molto parzialmente risolto con il land grabbing, l’acquisizione di terra in affitti di lunghissima scadenza in Paesi stranieri, grandi ma scarsamente popolati. Sono tuttavia necessari interventi più radicali e, in mancanza di direttive complessive, Pechino ha dato l’assenso a operazioni che appaiono bizzarre, ma rivelano l’urgenza dell’ intervento. L’esecutivo ha infatti approvato lo scorso agosto un maxi piano di livellamento di ben 700 tra montagne e colline nella periferia di Lanzhou.

Lanzhou (© shafir.info)

Lanzhou (© shafir.info)

L’obiettivo è di costruire una nuova metropoli, un’appendice alla città che già conta 3,6 milioni di abitanti. Sarà il primo intervento per una ‘zona di sviluppo a livello statale’ costruito nell’entroterra del Paese. Gli altri – il più importante è stato Pudong, sull’altra riva del fiume a Shanghai – hanno avuto luogo sulla costa cinese, dove più ardue sono le soluzioni per trovare terra edificabile. Il progetto è stato affidato a Yan Jiehe, tra gli uomini più ricchi della Cina, presidente di una delle aziende immobiliari più potenti, la China Pacific Construction Group. Evidentemente il suo progetto deve essere stato ben studiato prima della sua approvazione, perché i dubbi che genera sono ragionevoli. Lanzhou è infatti storicamente afflitta da mancanza d’acqua. Costruita sulle rive dello Huang Ho (il Fiume Giallo) è la capitale del Gansu, la provincia cinese che si incunea lungo il corso del fiume in zone aride e desertiche. Azzerare letteralmente le montagne significa mettere a repentaglio precari equilibri geologici che si basano su uno sfruttamento accorto delle poche risorse idriche disponibili. Inoltre, sul progetto aleggiano i fallimenti di tentativi analoghi. Intere conurbazioni nel nord della Cina sono state costruite per poi trasformarsi in città fantasma, disabitate negli uffici e nelle abitazioni che avrebbero dovuto attrarre nuovi clienti. Evidentemente non tutta funziona come previsto nel magma di interessi del mercato immobiliare.

Rimozione dei cimiteri. Forse ancora più eccentrico appare il tentativo di recuperare terreno coltivabile attraverso la rimozione dei cimiteri. Il Governo della provincia dell’Henan, uno dei polmoni agricoli del paese, sta mettendo in atto una misura che spiana gli ammassi di terra (delle piccole colline semisferiche) dove i corpi vengono seppelliti. L’obiettivo è di rimuoverne più di 3 milioni per ricavare terra coltivabile. E’ prevedibile una fiera resistenza, perché nelle campagne l’abitudine di seppellire i congiunti non è stata quasi intaccata dalle direttive governative che impongono – seppure in maniera non coercitiva – la cremazione, come avviene nelle città. L’opposizione è articolata, fino ad aver raggiunto il livello accademico.

Un professore ha provocatoriamente suggerito la rimozione del corpo di Mao Ze Dong nel Mausoleo di Piazza Tian An Men. In realtà, il fondatore della Repubblica Popolare aveva chiesto di essere cremato, anche se ha poi prevalso la retorica celebrativa a difesa dello status quo. Evidentemente non si recupera terra rimuovendo un monumento, ma l’ardire della proposta rimane intatto, soprattutto se messo in paragone con l’intenzione del Governo di richiedere l’immissione del Mausoleo di Mao nella lisa dei patrimoni dell’Unesco.

* Presidente di Osservatorio Asia. Fonte: Radiocor

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