Osimo apre le porte ai tesori d’arte dei Sibillini rimasti senza casa in seguito al terremoto. Il museo solidale è il risultato concreto dell’accordo sottoscritto a fine novembre presso la Sala Vivarini del Comune di Osimo (foto in apertura). Il protocollo d’intesa prevede il trasferimento temporaneo a Osimo delle opere d’arte della Rete Museale dei Sibillini, istituzione di cui fanno parte otto comuni dell’entroterra marchigiano: Montefortino, Montetefalcone Appennino, Smerillo, Monte Rinaldo, Montelparo, Montalto delle Marche, Loro Piceno, San Ginesio. Presenti alla sottoscrizione, oltre ai sindaci, l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Marche Moreno Pieroni, Gabriele Barucca in rappresentanza della Soprintendenza unica delle Marche, l’architetto Manuela Francesca Panini per l’Istituto Campana e Daniela Tisi, direttrice della Rete Museale dei Sibillini. Un gesto di solidarietà, fortemente voluto dall’amministrazione Pugnaloni, e accolto con soddisfazione e gratitudine da parte dei sindaci dei comuni coinvolti, tutti gravemente segnati dalle conseguenze del sisma. “Un atto di fratellanza nei confronti dei colleghi sindaci che stanno vivendo un momento davvero difficile”, ha detto il sindaco Simone Pugnaloni. “Siamo orgogliosi di adottare e custodire a Osimo questo immenso patrimonio artistico, faremo di tutto per valorizzarlo nel migliore dei modi”.

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La squadra dei firmatari del protocollo Osimo-comuni dei Sibillini.

Il merito dell’accelerazione delle procedure burocratiche va riconosciuto al presidente dell’Istituto Campana di Osimo, Raimondo Orsetti, dirigente regionale con grande esperienza nel management culturale. “La Regione Marche creerà un percorso simile a quello pensato per l’anno giubilare con le cinque grandi mostre di Osimo, Loreto, Ascoli Piceno, Senigallia e Ancona”, ha annunciato l’assessore Pieroni. “Vogliamo creare altri grandi eventi, di respiro nazionale e internazionale, con le opere dell’immenso patrimonio dei Sibillini, con manifestazioni collegate ai territori che quelle opere esprimono”. La direttrice della Rete museale dei Sibillini, Tisi, ha aggiunto: “Abbiamo ricevuto tante offerte di solidarietà da Milano e dal resto d’Italia ma preferiamo, anche per questioni logistiche, lasciare le opere nel territorio marchigiano. Delle 12 strutture museali solo 4 erano ancora aperte al pubblico dopo agosto. Poi c’è stato il colpo di coda, con la scossa del 30 ottobre, e stiamo ancora valutando lo stato delle strutture. Le stiamo mettendo in sicurezza insieme all’unità di crisi, alla Soprintendenza, ai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico e a volontari di Legambiente. Ho vissuto in prima persona lo sgomento e lo sconforto nel redigere le schede per l’unità di crisi. Questo protocollo che firmiamo con Osimo è una pietra miliare perché mette in luce le Marche più belle nel gesto di solidarietà”. E l’archeologo Barucca: “L’emergenza del sistema museale dei Sibillini grazie a questo protocollo di Osimo e al deposito messo a disposizione a Matelica potrà essere gestita bene. Il problema si risolve però cercando di spingere le istituzioni per non disperdere il patrimonio diffuso, chiese, paesaggio, salvaguardando il tessuto meraviglioso del turismo colto e internazionale che ci stava seguendo. Dobbiamo far rivivere quanto prima il territorio. Non dobbiamo scoraggiarci ma tornare sui territori con tempismo, collaborando insieme, anche con le Curie, e cercando di smussare i piccoli, naturali campanili”.

Su richiesta del sindaco Simone Pugnaloni, le opere d’arte stanno trovando un’adeguata collocazione all’interno dell’Istituto Campana. È in allestimento una nuova mostra entro Natale, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza. “La mostra dell’arte sfollata durerà il tempo che servirà in parte per ricostruire, in parte valorizzare e rendere agibili tutte le pinacoteche dell’area marchigiana ferita dal sisma”, ha precisato il sindaco Pugnaloni. A tal proposito, d’accordo con Vittorio Sgarbi, si è deciso di anticipare la chiusura della mostra “Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi” al prossimo 11 dicembre, in luogo della naturale scadenza fissata per il 15 gennaio 2017.

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A PROPOSITO

Un porto sicuro

per il piccolo Louvre

degli Appennini & C.

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La copertina della guida “Marche”, di Valentina e Salvatore Giannella con Stefano Greco, De Agostini, 1997

Vent’anni fa percorsi in lungo e in largo la regione Marche anche per compilare la Guida rossa De Agostini a quelle terre. Riprendo in mano quelle pagine del 1997 e, nella mia presentazione, ritrovo le risposte al perché le Marche avevano conquistato, oltre a me, anche viaggiatori ben più esigenti, come Umberto Eco e Luciano Pavarotti, Arnaldo Pomodoro e Massimiliano Fuksas, Lucio Dalla e Tana De Zulueta. Chiudevo quella pagina con la citazione di un esploratore giapponese, Basho, vissuto secoli fa vagabondando curioso in Estremo oriente:

Felicità è trovare tracce del genio creativo tra le tegole di un borgo antico

Se la pensate come Basho, allora viaggiare e sostare nelle Marche, e magari ritrovare i tesori d’arte dei Sibillini in adozione a Osimo, potrà aiutarvi a farvi rinascere. Qui un sintetico video della Rete museale prima del sisma, coinvolgente i tesori d’arte e naturalistici degli otto comuni dell’entroterra marchigiano (Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Monte Rinaldo, Montelparo, Montalto delle Marche, Loro Piceno, San Ginesio), con perno centrale la raccolta di opere della Pinacoteca civica di Montefortino, definita la piccola Louvre degli Appennini per il grandissimo valore delle opere raccolte da un geniale artista e collezionista, Fortunato Duranti. (s.gian.)

Il video di presentazione della Rete museale dei Sibillini. Maggiori informazioni su retemusealedeisibillini.it

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11. Continua. Turismo solidale: a questo link
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Invito alla visita

telefono-iconaIl salvataggio e la messa in sicurezza dei tesori delle Marche “museo diffuso” portano per il momento a escludere viaggi nell’area colpita dal sisma. Ma il resto delle Marche, da Gradara al Montefeltro, da Fano a Urbino, da Senigallia a Jesi, dalla Riviera del Conero all’entroterra di Ancona, da Loreto a Osimo, aspettano i nostri e vostri occhi curiosi di turisti solidali.