22 aprile 1909, nello stesso giorno nascono Rita Levi Montalcini e Indro Montanelli

Una scoperta, una data in cui sarebbe bello festeggiare idee e progetti che aiutino a far crescere la nuova Italia

Le cronache odierne su Rita Levi Montalcini portano alla ribalta, tra l’altro, la data della sua nascita: il 22 aprile 1909. Per curiosità, rivelo che toccò al sottoscritto scoprire, nell’emeroteca della Biblioteca Malatestiana di Cesena, cuore della cultura della Romagna riconosciuta dall’Unesco “Memoria del mondo”, che nella stessa giornata in cui a Torino veniva registrata la nascita di Rita, a Fucecchio il preside di liceo, Sestilio, e la moglie Maddalena registravano il loro bambino destinato a diventare, come la bimba nata a Torino, un gigante del secolo: lo registrano con il nome di Indro Alessandro Raffaello Schizogene. Il cognome: Montanelli. Montalcini e Montanelli: l’una premio Nobel per la medicina; l’altro, scomparso nel 2001, firma principe del nostro giornalismo. Entrambi amanti del Vero e della Libertà, due campioni nei loro ambiti tanto lontani, appaiono del resto vicini per l’esempio che ci hanno lasciato e per la professionalità con la quale hanno affrontato i loro mestieri e nella quale sono stati maestri. Certo, sono coincidenze casuali, ma che assumono un significato suggestivo, che fanno mettere questa data (22 aprile, un giorno che vedrei ricordato come giorno della ri-creazione, come una festa per nuove idee e progetti che, nel nome di Indro e di Rita, aiutino a far crescere la nuova Italia) tra quella del Natale di Roma (21 aprile) e quella della festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo (25 aprile).

La curiosa scoperta avvenne un pomeriggio di metà aprile del 2009. L’allora direttore di Oggi, Andrea Monti, mi telefonò a Cesenatico per chiedermi di ricostruire la giornata della nascita di Rita Levi Montalcini, che pochi giorni dopo avrebbe celebrato il secolo di vita. Decisivo si rivelò l’aiuto che mi fornì l’efficiente direttrice della Biblioteca Malatestiana, Daniela Savoia (da poco andata in pensione). Trovai sul tavolo la raccolta dei giornali risalenti a quella data e nel giro di un paio d’ore viaggiai nel tempo riuscendo a ricostruire, per Oggi, che cosa accadeva un secolo prima. Accadeva questo. (s.gian.)

“In viaggio nei paesi del terremoto”: giovedì 22 aprile l’Illustrazione italiana in edicola titola sulla visita di Stato alla città di Messina, rasa al suolo da un terribile sisma (almeno 70 mila i morti). Il Consiglio provinciale di Messina vota un ordine del giorno contro lo sperpero di quanto la solidarietà nazionale ha mandato per i superstiti.

vittorio-em-elenaCorreva l’anno 1909 e il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena (a destra in un ritratto del 1896), tre mesi dopo il terremoto, attraversavano lo Stretto a bordo del cacciatorpediniere Artigliere, accolti da “masse addolorate e riconoscenti”. Sui giornali di quel giorno del 1909 in cui a Torino, da mamma Adele Montalcini pittrice e da papà Adamo Levi ingegnere elettrico e matematico vedeva la luce Rita Levi Montalcini con la sorella gemella Paola, i pochi italiani che frequentavano le edicole trovavano notizie e parole molto simili a quelle di oggi.

La prima pagina del Giornale d’Italia e del Corriere della Sera era occupata dalla Turchia “agitata dall’ansia della guerra civile”. Armeni e cristiani vengono massacrati, i primi ad Adina e i secondi ad Antiochia. Don Leone Castani individua l’innesco della rivolta nella “burocrazia incapace, corrotta e corrompitrice” con i funzionari che impongono “nuove tasse tali da risolversi in una spoliazione dei contrbuenti”. L’editore Treves acquista spazi pubblicitari per la 30*edizione di Costantinopolis, di De Amicis.

belle époque

Devant la Tour Eiffel – Parigi, Museo delle Arti Decorative

Largo al progresso. L’Europa, in quegli inizi del ‘900, si trova nella Belle époque, in un periodo di benessere destinato a finire con la Prima guerra mondiale. Sono gli anni del trionfo di una società borghese ricca e dinamica con la possibilità di progresso grazie all’industria e all’innovazione tecnico-scientifica. Capitale di questa Europa è Parigi, con i suoi boulevard illuminati elettricamente e i primi cinematografi. Quel 22 aprile nella capitale francese si sperimentano le prime telefonate transoceaniche con l’America. A New York grande panico a Wall Street per il ribasso del prezzo dei grani. In Oklahoma vengono linciati quattro ricchi americani accusati dell’assassinio di un mercante di bestiame, “temendosi che con le loro ricchezze potessero comperare l’assoluzione”. Nel Vecchio continente covano tensioni dovute a diseguaglianze economiche e sociali. L’Europa è dominata da un’élite industriale e finanziaria; mostra una fiducia incrollabile nel razionalismo e nella scienza, ma vede crescere ideologie come il nazionalismo e il razzismo.

Giovanni Giolitti

Giovanni Giolitti
(Mondovì, 1842 – Cavour, 1928)

Torniamo in Italia: in prevalenza agricola, è andata alle urne il 14 marzo (1.903.687 votanti, il 65% favorevoli al ministero Giolitti). Quel giorno, nel tribunale di Lucca, vengono ascoltati i sindacalisti di Parma accusati di voler scatenare la rivoluzione. A Roma Wilbur Wright prosegue con successo i suoi voli con un velivolo lanciato fino a 50 metri d’altezza da una rotaia in un prato a Centocelle. Viene presentato il Giro d’Italia, organizzato dalla Gazzetta dello Sport: si correrà a maggio e il vincitore incasserà un premio di 3.000 lire assegnato dal Corriere della Sera.

In teatro a Roma Sem Benelli manda in scena La cena delle beffe. A Milano, “con un pubblico distratto”, si chiude la stagione della Scala con Teodora di Saverio Leroux.

enrico-carusoDa Londra un telegramma tranquillizza i fan di Enrico Caruso (foto a sinistra): “Il mondo si rassicuri, la voce del cantore è sempre quella: ha bisogno solo di due o tre mesi di riposo”.

Infine, un salto in terra toscana. Quel 22 aprile del 1909 il preside di liceo Sestilio e Maddalena registrano all’anagrafe di Fucecchio (Firenze) il loro bambino destinato a diventare, come la bimba nata in quello stesso giorno a Torino, un gigante del secolo: lo registrano con il nome di Indro Alessandro Raffaello Schizogene. Il cognome? Montanelli.

Salvatore Giannella

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