irelandcastle1-640x480In Europa c’è un malato in meno. E’ l’Irlanda che, dopo avere appena incassato una nuova rata di aiuti dal Fondo monetario internazionale di 1,17 miliardi di dollari, si è presentata davanti agli ispettori internazionali con ottimi dati macroeconomici: il rapporto deficit-pil che viaggia sotto il 2 per cento e una crescita, stellare in tempi di recessione, del 2 per cento. Un miracolo, se si considera che appena qualche mese fa l’Irlanda era considerata un paese a rischio default, piegato dai debiti delle sue banche e dei suoi cittadini e messo in ginocchio da una crisi fuori controllo. Dove sta la chiave del successo irlandese? Il settimanale The Economist, con un gioco di parole, parla di una nazione al verde diventata un paese verde.

E proprio attorno al green che si sta giocando, finora con ottimi risultati, la partita irlandese di un nuovo modello di sviluppo. Un’economia non più fondata sui debiti, pubblici e privati, e sulla finanza speculativa, ma sulle diverse opportunità offerte da una pesante riconversione ambientale, industriale e degli stili di vita.

Innanzitutto in Irlanda è stato introdotto un regime fiscale fondato su questa regola: più inquini, più paghi. Un parametro che vale per tutti, dagli automobilisti ai condomini, dagli uffici pubblici alle fabbriche. Così le auto con alti livelli di emissioni ricevono una batosta fiscale, mentre gli acquisti dell’auto elettrica sono incentivati anche attraverso lo sviluppo di una rete di distribuzione sul territorio nazionale. Stesso discorso per i rifiuti: più il cittadino riesce a riciclare, e meno paga in termini di tributi per lo smaltimento dell’immondizia. La carbon tax all’irlandese ha avuto due effetti fondamentali sulla svolta dell’economia. Da un lato sono aumentate le entrate (un miliardo di euro negli ultimi tre anni, 400 milioni di euro soltanto nel 2012) e dall’altro versante sono crollati i livelli di emissioni inquinanti: meno 15 per cento dal 2008 e meno 6,7 per cento nel 2012. L’industria dello smaltimento funziona al massimo dei giri e l’Irlanda è diventata il primo paese europeo per la quantità di materiale elettrico ed elettronico riciclato: 9 chili pro capite, circa il doppio rispetto alla soglia toccata dai cittadini italiani.

Insomma: un’altra economia è possibile, anche in quei Paesi che avevano costruito la loro fortuna, e i loro guai, sulla bolla finanziaria e sui debiti.

Fonte: Antonio Galdo nel blog www.nonsprecare.it

Galdo, giornalista e scrittore, è una firma del Gruppo Mondadori e in particolare delle testate Panorama ed Economy. Ha lavorato per anni per i programmi di Enzo Biagi. Ha diretto il quotidiano L’Indipendente. Nel 2011 ha pubblicato il libro Basta poco (Einaudi).