Inaugurata a Torino
la Fondazione Agnelli
nella versione 3.0

Per i primi 50 anni di attività lo studio di architettura Carlo Ratti
ha creato un edificio per uffici controllabile tramite App
e capace di stimolare al meglio la creatività nell’ambiente di lavoro.
Con i suoi complessivi 6500 metri quadri, la Fondazione
dona a Torino un nuovo polo per la cultura e l’innovazione

Economia & Sostenibilità

testo di Cecilia Di Marzo / Archiportale*

Lo studio di design e innovazione Carlo Ratti Associati ha completato l’intervento di riprogettazione della sede della Fondazione Agnelli di Torino, trasformando un edificio per uffici del XX° secolo in un’architettura responsiva e controllabile tramite App, luogo aperto alla sperimentazione sui nuovi modi di lavorare, che dà forma alla visione di un “Ufficio 3.0”.

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(qui e nelle prossime immagini) La sede di Fondazione Agnelli a Torino.

La nuova sede della Fondazione Agnelli, in via Giacosa, centrata intorno a uno spazio di co-working di circa 3000 metri quadrati, è stata inaugurata il 15 giugno 2017 alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli accolti dal presidente di Fca John Elkann (che ha citato il trisnonno Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat: “Soprattutto bisogna guardare sempre al futuro, antivedere l’avvenire delle nuove invenzioni, non avere paura del nuovo”), di Sergio Marchionne, dell’ex sindaco di New York Michael Bloomberg “grande filantropo”, del direttore Andrea Gavosto, oltre alle autorità locali, la sindaca Chiara Appendino e gli ex primi cittadini di Torino Sergio Chiamparino (ora governatore del Piemonte) e Piero Fassino.

Grazie a un uso avanzato delle tecnologie Internet of Things (IoT), la nuova sede della Fondazione Agnelli si presenta come uno spazio in grado di adattarsi in tempo reale ai bisogni dei propri utenti.

Carlo Ratti Associati ha collaborato con Siemens Italia per dotare l’edificio di centinaia di sensori digitali, in grado di monitorare variabili tra cui la posizione delle persone nell’edificio, la temperatura in ogni stanza, la concentrazione di anidride carbonica e la diponibilità delle sale riunioni. Grazie a una app per smartphone, ciascun utente dell’edificio potrà andare ad agire sul sistema di controllo dell’edificio (Building Management System, BMS), personalizzando la propria esperienza del luogo di lavoro in modo unico. Tramite la app (al momento disponibile in versione beta) sarà possibile registrarsi, interagire con i colleghi, prenotare meeting room, nonché regolare i livelli di riscaldamento e di illuminazione con un grado di personalizzazione senza precedenti.

Se il lavoro sta diventando sempre più digitale, per quale motivo dovremmo ancora andare in ufficio? La risposta ha a che fare con un fattore fondamentale: i rapporti umani. L’idea centrale del nostro progetto per la Fondazione Agnelli è quella che integrando le tecnologie digitali nello spazio fisico possiamo andare a migliorare i modi in cui le persone interagiscono tra loro e abitano un certo spazio, e così facendo possiamo stimolare la creatività sul lavoro. Questa è la nostra idea di “Ufficio 3.0”: una visione che supera allo stesso tempo i limiti dell’ufficio pre-Internet e l’isolamento del lavoro seguìto tutto in remoto.

afferma Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e fondatore dello studio Carlo Ratti Associati.

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Basta con le “guerre del termosifone”

Tra le sue varie caratteristiche, la App per gestire il BMS della Fondazione Agnelli permetterà di mettere la parola fine alle cosiddette thermostat wars, le “guerre del termosifone” sul luogo di lavoro tra chi è freddoloso e chi vorrebbe sempre tenere aperta la finestra. Una volta che un occupante dell’edificio seleziona i propri livelli di temperatura e luce preferiti, il BMS risponde di conseguenza, regolando luce, riscaldamento e aria condizionata in corrispondenza della singola scrivania. Grazie a una serie di ventole a controsoffitto, attivate dalla presenza e del movimento delle persone, il sistema è in grado di seguire gli occupanti mentre si muovono nell’edificio, creando una “bolla termica” individuale. Una volta che una persona lascia una stanza, l’ambiente ritorna da solo in modalità standby, risparmiando energia, proprio come un computer.

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Migliore interazione tra colleghi

Un’altra caratteristica della App riguarda la possibilità per gli utenti di prenotare spazi e servizi, dalle sale riunioni alle scrivanie condivise. Gli utenti possono rendere nota la propria posizione all’interno dell’edificio. In questo modo non soltanto diventano possibili migliori interazioni tra colleghi, ma si predispone anche un terreno di prova per ricerche sui legami tra il design degli spazi di lavoro e i livelli di produttività. Nel futuro prossimo, analizzando le statistiche d’uso dell’edificio, sarà possibile capire come le persone si comportano in un determinato spazio e come questo può andare a influire sulla creatività.

L’intervento di Carlo Ratti Associati mostra come il paradigma dell’IoT può essere applicato con successo non soltanto a nuove costruzioni ma anche al patrimonio esistente. Il complesso della Fondazione Agnelli, dichiarato di interesse culturale da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici, è stato ai primi del Novecento la residenza del fondatore della FIAT, Giovanni Agnelli, ed è poi diventato un hub di sperimentazione a livello architettonico in seguito alla ristrutturazione da parte di alcuni tra i principali progettisti italiani del secolo passato, da Amedeo Albertini a Gabetti & Isola.

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Lo studio Carlo Ratti Associati ha realizzato il proprio intervento con l’obiettivo di aprire l’edificio storico alla città. Un nuovo corpo aggettante in vetro è stato aggiunto al complesso, e al suo interno ospita una caffetteria accessibile ai cittadini del quartiere di San Salvario: “Con questo elemento, che si stacca da una massa di arbusti come galleggiando, l’edificio può trovare un simbolo del proprio carattere inclusivo”, dice Antonio Atripaldi, project leader presso Carlo Ratti Associati: “Lo stesso tema prosegue poi all’interno dell’edificio, dove il nostro intervento svela nuove connessioni tra gli spazi. Le scale della villa storica sono ora illuminate da un nuovo lucernario e decorate in modo spettacolare dall’installazione «La congiuntura del tempo» dell’artista Olafur Eliasson.

Tutto intorno all’edificio si trovano poi un frutteto e una serie di aree verdi progettate da Louis Benech, il paesaggista francese che ha ridato forma al giardino Tuileries di Parigi e al Teatro Water Grove di Versailles, le quali offrono agli utenti dell’edificio la possibilità di lavorare all’aperto, a stretto contatto con la natura. Con i suoi complessivi 6500 metri quadri, la Fondazione Agnelli dona alla città di Torino un nuovo polo per la cultura e l’innovazione. Oltre a ospitare gli uffici della Fondazione e relativi servizi di istruzione e formazione, il cuore dell’edificio si apre a un co-working per 350 professionisti gestito da Talent Garden, uno dei principali operatori europei nel settore. Gli spazi di Talent Garden includono un’area relax dotata di gigantesche reti abitabili, sospese a nove metri da terra, dove poter lavorare, giocare o riposare. La diversità e l’approccio multi-disciplinare sono centrali nell’idea dell’Ufficio 3.0. Il nuovo edificio di Fondazione Agnelli ospiterà così sotto lo stesso tetto creativi, investitori di Venture Capital (VC), ricercatori di un’istituzione filantropica, studenti di MBA e insegnanti coinvolti in programmi sperimentali.

Un simile mix di professionisti di tutte le età, con diverse formazioni e responsabilità, non sarebbe stato possibile solo fino a pochi anni fa

commenta Ratti.

Grazie al suo uso avanguardistico delle tecnologie IoT, il progetto costituisce una delle più ambiziose realizzazioni della visione di Carlo Ratti Associati di un’architettura “che sente e risponde”.

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Author: admin

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1 Comment

  1. Complimenti , si vede che il manager Giovanni Agnelli e’ ancora vivo …!

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