Chi li ha visti? I tesori d’arte della Toscana ancora prigionieri di guerra

(Prossima puntata: Firenze)

a cura di Salvatore Giannella,
autore del nuovo “Operazione Salvataggio” (Chiarelettere),
con le storie degli sconosciuti eroi
che hanno salvato l’arte dalle guerre

Continua la campagna di Giannella Channel per ritrovare il patrimonio artistico disperso all’epoca della Seconda guerra mondiale: a fine testo altri link utili, pubblicati in precedenza. In questa puntata, grazie alle testimonianze scritte e visive raccolte nella Siviero’s list, le opere razziate e mai tornate in Toscana: in ordine alfabetico, a Buonconvento di Siena, Camaiore di Lucca, Chianciano (Siena), Grosseto, Lucca, Pisa, Poppi (Arezzo), Prato, Radda in Chianti (Siena), Torrenieri (Siena), Siena città e Viareggio (Lucca). Nella prossima puntata illumineremo il territorio di Firenze e provincia.

TOSCANA

BUONCONVENTO (SIENA)

  • San Pietro, di Luca Di Tommè (1330-1389).

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    San Pietro, di Luca Di Tommè (1330-1389). La tempera su tavola, elemento di un polittico, apparteneva originariamente alla chiesa di San Lorenzo a Bibbiano ed è ricordata dal Perkins. Fu trafugata dal Museo parrocchiale di Buonconvento.

CAMAIORE DI LUCCA

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Villa Borbone delle Pianore, a Capezzano Pianore, presso Camaiore
(fonte: Versilia Today)

Nella Villa Borbone delle Pianore, a Capezzano Pianore, presso Camaiore, trascorse lungamente la sua esistenza la principessa Maria Teresa di Savoia, moglie di Carlo Ludovico di Borbone, già Duca di Lucca ed in seguito di Parma, ed ivi morì nel 1879. Il 9 maggio 1892 vi nacque la principessa Zita di Borbone, ultima imperatrice d’Austria, moglie dell’imperatore beato Carlo I. Attualmente la villa è di proprietà dell’ordine religioso Cavanis, in uso al comune di Camaiore. Nella villa i nazisti della XVI Divisione corazzata delle SS nella primavera del 1944 razziarono gran parte della collezione Borbone Parma. In particolare non sono ancora rientrati:

  • Trinità, di Alesso Baldovinetti (1425-1499).

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    L’attribuzione tradizionale al Durer, confermata da Roberto Papini, non è sostenibile. Il dipinto su tavola (85 x 70 cm) è di scuola fiorentino-lucchese, di notevole importanza artistica. Databile verso il 1450, secondo Roberto Longhi è da attribuire a Baldovinetti.

  • Sacra Famiglia con donatore, di Pier Francesco Bissolo (1470/72 circa – 1554).

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    La composizione, forse un olio sui tavola, è ambientata all’aperto. A sinistra San Giuseppe e donatore mentre a destra la Vergine con il Bambino. E’ evidente l’ascendenza di Bellini ma il dipinto è firmato da Pier Francesco Bissolo.

  • Ritratto di guerriero, di Paris Bordon (1500-1571).

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    L’opera di eccezionale qualità, probabilmente un olio su tela, rappresenta un personaggio in tenuta da guerra.

  • Guerriero, di Paris Bordon (1500-1571). Nella denuncia di esportazione da parte dei proprietari questa opera, che forse fu un olio su tela, è dichiarata come “guerriero in armatura, faccia scura”.
  • Madonna con Bambino, di Cima da Conegliano (1459 circa – 1518), Camaiore (Lucca)

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    L’opera, forse un olio su tavola, di cm. 100 x 80, è databile intorno al 1507-1508. Il gruppo si staglia su un paesaggio collinare. Il Coletti credette di averla vista nella collezione Orombelli a Milano, quindi apparsa alla mostra di Treviso nel 1962 come appartenente a una collezione privata milanese, trasportata su tela e di ridotte dimensioni.

  • Ritratto di Francesco II (o Enrico II) di Francia, di Francois Clouet (1510 ca. – 1572), 60 x 70 cm.
  • Redentore, di Dosso Dossi (1489-1542).

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    L’attribuzione di questo dipinto su tavola (cm. 71 x 40) è tradizionale. E’ evidente l’ispirazione al Cristo della Minerva di Michelangelo, mentre sangue che sgorga dal costato allusivo all’Eucarestia, riporta all’iconografia veneta.

  • Presentazione di Gesù al tempio, di Girolamo Dai Libri (1474-1555).

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    Il dipinto su tela è firmato “Jeronimus ex libris”.

  • San Girolamo, di Jan van Hemessen (1500-1566).

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    Nell’opera il Santo è rappresentato secondo l’iconografia tradizionale del San Girolamo nel deserto, tra il leone, i libri e i vari memento mori.

  • Gruppo di santi, religiosi, donatore, di ignoto pittore tedesco.

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    Il dipinto, risalente agli inizi del XVI secolo, ha dimensioni 75 x 102 cm. Di forte influenza fiamminga, costituiva la parte destra di una più vasta composizione di destinazione monastica.

  • Ritratto di ignoto, attribuito a Giovanni Battista Moroni (1529-1578).

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    Nonostante l’attribuzione al Moroni, sembra più probante una collocazione del dipinto in ambito nordico.

  • San Girolamo penitente, del Perugino (1450 ca.-1524), Camaiore di Lucca.

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    L’opera, forse un olio su tavola, viene attribuita alla scuola del Perugino ma è da ritenersi autografa.

  • Luigi XIV che passa il Reno, due opere di Adam Frans van der Meulen (1632-1690).
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    I due dipinti su tela raffigurano le imprese di Luigi XIV. Le scene sono ambientate in un amplissimo paesaggio di ispirazione rubensiana.

  • Madonna con i Santi Giorgio e Margherita, di Ippolito Scarsella detto Scarsellino (1551-1620).

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    Nonostante il quadro, un probabile olio su tela, sia stato attribuito a Moretto da Brescia, è opera sicura dello Scarsellino, databile al primo decennio del Seicento. Si può forse identificare con un dipinto già nella Collezione Costabili di Ferrara.

  • Adorazione dei pastori, di Adriaen van der Werff (1659-1722).

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    Adorazione dei pastori, di Adriaen van der Werff (1659-1722).

  • Vedute del Canal Grande a Venezia, di Bernardo Bellotto (1721-1780).
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    Vedute-del-Canal-Grande-Venezia-Bernardo-Bellotto-opere-trafugate-toscana

    I due oli su tela (84 x 58 cm. ognuno), raffigurano diverse vedute sul principale canale veneziano.

  • Veduta della Riva degli Schiavoni verso est, di Canaletto (1697-1768), Camaiore di Lucca.

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    L’opera, un olio su tela di 80 x 58 cm., è databile al 1735 circa. Si tratta di una variante della veduta con medesimo soggetto conservata nella collezione Albertini di Roma.

  • Due vedute attribuite a Canaletto (1697-1768).
  • Veduta del Campo Santi Apostoli, attribuito al Canaletto (1697-1768). L’opera è un olio su tela (cm. 80 x 58) databile agli anni 1731-1735 circa. Sembra una derivazione dalla versione conservata in una collezione privata milanese.
  • Veduta di Piazza San Marco verso le Procuratie, attribuito a Francesco Guardi (1712-1793). L’olio su tela (84 x 60 cm) è importante poiché documenta l’antico aspetto della piazza prima della demolizione ottocentesca della chiesa di San Gemignano.
  • Scena di genere, di Jan Josef I Horemans (1682-1795). L’olio su tela, di cm. 101 x 76, è firmato in basso a destra “Hormans.f.”.
  • Ritratto di Vittoria Luisa di Francia, di Marc Nattier (1685-1766). L’olio su tela (ca. 74 x 62) è un ritratto di alta qualità della figlia di Luigi XV.
  • Ritratti di principessa di Francia, quattro dipinti attribuiti a Marc Nattier (1685-1766).
  • Fa la nanna e Fra due fuochi, di Gemmi (?).
  • Ritratto di Luigi XIII re di Francia, di ignoto pittore. L’opera, di dimensioni 220 x 142 cm., fu trafugata nel 1944 dalle truppe naziste. Nella stessa occasione sparirono sei busti marmorei, rappresentanti personaggi storici tra cui Carlo III, Vittorio Emanuele I, Carlo Felice e membri della famiglia Borbone Parma; ritratti della famiglia Borbone; numerose miniature; la collezione di monete dei re di Francia e dei duchi di Parma; l’importantissimo archivio storico.

CHIANCIANO (SIENA)

Qui fu la Collezione Bastico a essere preda dei militari delle SS della 92° Legione presso il deposito nel convento dei frati di Chianciano Bagni.

  • Assunta, di ignoto pittore giottesco. In questa tempera su tavola (110 x 80 ca.), probabilmente databile al secolo XIV, la Vergine è circondata da angeli dentro una cornice dorata con ombreggiature nere.
  • Scene di genere, di ignoto pittore fiammingo. I due oli su tela (100 x 80 ca.) che formano pendant, raffigurano entrambi un interno di genere con numerose figure di uomini, donne e bambini raccolti intorno a una tavola; animali domestici completano la scena. Le tele sono ritoccate in più parti con rattoppi vistosi. La tonalità delle tele è scura.
  • Alfiere spagnolo del Settecento, di ignoto pittore. L’olio su tela, di dimensioni 95 x 70, è databile al XVIII secolo. L’alfiere rappresentato porta un cappello piumato a larga tesa, mantellina con pizzi, pantaloni corti con calzettoni bianchi, scarpe basse con fibia, stendardetto impugnato nella mano destra, giustacuore con stemma, spada al lato sinistro. Sullo sfondo, a tinte scure, è raffigurato un accampamento militare con tende e figure abbozzate. La tela era stata ritoccata da poco, con un’aggiunta di tela nella fascia bassa. Il dipinto era dotato di cornice.
  • Ritratto del colonnello dei bersaglieri Ettore Bastico, di Bagni (sec. XX). L’opera, grande 90 x 70 cm., è firmata e datata 1917. E’ raffigurata di tre quarti la figura del colonnello, in piedi, la mano destra appoggiata su un fianco, in uniforme grigio-verde. L’opera è all’interno di una cornice dorata.

MASSA MARITTIMA (GROSSETO)

Il nome della grande tenuta Marsiliana, un tempo grandissima, ricorda la Bella Marsilia, rapita dal pirata turco Barbarossa e portata in dono al sultano di Costantinopoli. Di proprietà della famiglia Corsini, una delle più antiche e importanti casate nobiliari italiane. Qui era stata ricoverata la Collezione Benarida di Grosseto, i cui pezzi principali furono trafugati dalle truppe naziste tra il novembre 1943 e il marzo 1944.

  • Offerta, di Giuseppe Graziosi (1879-1942).

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    La statua in bronzo fuso è alta circa 50 cm. ed è firmata. Il bronzo, di patina ruvida scura, raffigura una donna nuda che si inginocchia e offre un canestro di fiori e frutta. Una foto del bronzo è conservata presso gli eredi dei Graziosi (Firenze).

  • Attesa, di Alimondo Ciampi (1908-1939).La scultura in bronzo fuso è alta circa 45 cm. ed è firmata. Il bronzo, dalla patina lucida e leggermente dorata, raffigura un busto di donna con il capo volto a sinistra.
  • Nudino al sole, di Giuseppe Graziosi (1879-1942). La statua in bronzo fuso è alta ca. 90 cm. ed è firmata. Il bronzo è di colore nero lucido con qualche riflesso dorato. Il modello frammentario in gesso si conserva presso la Gipsoteca Giuseppe Graziosi di Modena.
  • Bimbo, di Italo Griselli (1880-1958). Il busto, in bronzo fuso, è alto circa 45 cm. ed è firmato. Il bronzo si distingue per una patina marrone scuro, ruvida.
  • Torso di donna, di Attilio Torresini (1884-1961). L’opera in bronzo fuso, una volta e mezzo al naturale, è firmata e raffigura il busto di una donna nuda, col capo leggermente inclinato e senza braccia.

LIVORNO / SAN GREGORIO DEGLI ARMENI

Da questa chiesa furono trafugate nel 1944 queste quattro opere:

  • San Gregorio battezza la famiglia del re Tridate, olio su tela di Francois Riviere (1675-1746).

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    San Gregorio battezza la famiglia del re Tridate, di Francois Riviere

  • I quattro Dottori della chiesa armena, di Giuseppe Bottani (1717-1784). L’olio su tela, di grandi dimensioni, raffigura Sant’Isacco, San Narsete, San Mecroso e San Gregorio.
  • San Bartolomeo apostolo predica a un re armeno, di Giuseppe Bottani (1717-1784).
  • Assunzione della Madonna, di Alessandro Gherardini (1655-1726).

LIVORNO / CHIESA DELLA MADONNA

I furti risalgono a dopo l’8 settembre 1943 e al 1944.

  • Madonna, San Francesco e Santa Chiara, di Matteo Rosselli (1578-1650). L’olio su tela era collocato sull’altare della compagnia dei Cordigeri.
  • San Leonardo da Porto Maurizio in atto di predicare al popolo, di ignoto pittore. L’olio su tela, del secolo XVIII, fu trafugato dall’altare Inghirami.
  • Lampade, di ignoto argentiere. Le otto lampade, del XVIII secolo, in argento cesellato, erano collocate sull’altare Inghirami.

LUCCA

  • Busto di Cristo, di Matteo Civitali (1436-1501), Lucca

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    L’opera, in terracotta dipinta, porta evidenti influenze del Verrocchio e risale al 1470 circa. L’iconografia del sangue di Cristo viene qui insolitamente combinata col taglio a mezza figura. Fu trafugata dalla chiesa di Santa Maria della Rosa a Lucca da truppe naziste nella notte tra il 7 e l’8 febbraio 1944.

PISA

  • Compianto sul corpo del Battista, di Tino di Camaino (1285-1337), Pisa

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    L’opera, un marmo scolpito di 25 x 18 cm., è forse il frammento del fonte battesimale del Duomo, eseguito nel 1312 con le “Storie del Battista”. Il pezzo fu esposto alla mostra della scultura pisana del Trecento tenutasi presso il Museo di San Matteo. Fu trafugata dal Museo nel 1946, in relazione all’emergenza bellica.

  • Paliotto, di ignoto artista, Pisa. L’opera, un legno dipinto del XVI secolo, fu trafugata dopo l’8 settembre 1943 dalle truppe naziste dalla chiesa di San Domenico a Pisa.
  • Storie di soggetto sacro, di ignoto pittore, Pisa. L’opera, forse un olio sui tavola, è una predella dipinta del XVI secolo. Fu trafugata nel 1943 dalle truppe naziste dalla chiesa di San Domenico a Pisa.

POPPI (AREZZO)

Nel Castello di Poppi dei conti Guidi tra il 22 e il 23 agosto 1944 militari nazisti della 305° divisione di fanteria si fecero aprire le porte a mano armata con la scusa di voler controllare la presenza di armi. In realtà fece razzìa di opere d’arte che, dopo una sosta a Forlì il 31 agosto, proseguirono verso il nord, su autocarri della X armata.

  • Testa di fauno, Michelangelo Buonarroti (1475-1564) (già attribuito), a Poppi da Firenze, Museo nazionale del Bargello, Inv. 124.

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    Questa scultura in marmo, alta 26 cm, già attribuita a Michelangelo, è considerata dal De Tolnay (1943) degli inizi del XVII secolo. Si può considerare il simbolo delle opere ancora prigioniere di guerra.

  • Madonna con Bambino, San Giovannino, San Giovanni e Santa Elisabetta, rilievo marmoreo (42 x 27 cm.) di Pier Francesco di Bartolomeo, detto Pierino da Vinci (1530 circa – 1553). A Poppi da Firenze, Museo nazionale del Bargello, Inv. 59.

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    Madonna con Bambino, San Giovannino, San Giovanni e Santa Elisabetta di Pierino da Vinci.

  • Ritratto di giovane, di Hans Memling (1433 ca – 1494), a Poppi da Firenze, Uffizi, Inv. 1890, n. 1134.Olio (?) su tavola (35 x 24), di eccezionale importanza, figura nell’inventario delle Gallerie Fiorentine come “Maniera del Memling”. E’ stato attribuito da Roberto Longhi ad Antonello da Messina. Sul retro, su fondo nero, è dipinta una quercia attraversata da un cartello che reca il motto “De bien en mieuls”.

PRATO

Pezzi della Collezione Giorgio Forti razziati dai nazisti tra l’ottobre 1943 e l’estate 1944.

  • Strumenti musicali, due oli su tela (80 x 100 cadauno) di Evaristo Baschenis (1617-1677). Un tgerzo misura 65 x 100.
  • Scena di interno rustico, di ignoto pittore fiammingo, due oli su tavola di 50 x 35 ca.
  • Candelieri, di ignoto artigiano, due bronzi fusi del XVII secolo.
  • Porticciolo marino, olio su tela (65 x 30 ca) di Giuseppe Abbati (1836-1868). Si tratta di un paesaggio marino, limitato a sinistra da cespugli scuri. Con cornice nera listata d’oro.
  • Contadine, di Cristiano Banti (1824-19004). Il dipinto raffigura due contadine col fazzoletto in testa, una seduta e l’altra in piedi.
  • Campagna senese, di Niccolò Cannicci (1846-1906), 70 x 35 ca. Il dipinto raffigura un tratto della campagna toscana con il cielo al tramonto, grandi distese ondulate e un piccolo fuoco a sinistra.
  • La fidanzata, di Niccolò Cannicci (1846-1906), olio (?) sui tela 50 x 70 ca. La fanciulla, seduta di profilo, vestita in marrone scurissimo, osserva un cerchietto d’oro infilato all’anulare della mano sinistra. Con cornice nera e listello dorato.
  • Signora che legge (Giovane signora sul divano), di Serafino De Tivoli (1826-1892), olio su tela 64 x 54 cm. La signora, in grigio, è seduta sul divano con un libro; sullo sfondo una stufa di maiolica. Con cornice nera listata d’oro.

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    Signora che legge (Giovane signora sul divano), di Serafino De Tivoli.

  • Ritratto di fanciulla, di Michele Gordigiani (1835-1909), 35 x 38 ca. La fanciulla è vista di fronte, i capelli disposti in due bande, in abito scuro, con colletto bianco.
  • Maternità, di Silvestro Lega (1826-1895), 15 x 8 cm. Si tratta di un bozzetto con cornice dorata, raffigurante una donna in bianco, seduta, che accarezza un bambino in piedi, vestito di bianco.
  • Strada con ulivi, di Telemaco Signorini (1835-1901), 12×30 ca, strada tra due muri con grande ombra a destra e ulivi.
  • Tappeti. Una pregevole collezione di 15 tappeti orientali antichi di diverse manifatture (tra cui Buchara e Yomud).
  • Testa di bimba, di ignoto pittore, 15 x 18 ca. Con cornice nera a sbalzo. Sfondo rosso cupo.

RADDA IN CHIANTI (SIENA)

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L’nterno di una camera decorata con opera, di Villa Campomaggio
(fonte: chiantiworld.it)

La Villa Campomaggio, sulle colline del Chianti, oggi affascinante hotel con Spa, piscina, camere e appartamenti, divenne lo scrigno che accolse da Firenze la Collezione Avvenente. In gran parte trafugata.

  • Paesaggio con fauni e ninfe danzanti, di ignoto pittore francese. Olio su tela (350 x 250 cm) di fine sec. XVII, è ornato di una ricchissima cornice coeva scolpita e dorata.
  • Nevicata, tramonto nel bosco, di Louis Apol (n. 1850). Olio (?) su tela, 180 x 150.
  • Cortile con orcio, di E.I. A. Bagnes (fine sec. XIX). Olio su tela (51 x 65 ca), con cornice.
  • Frate alla cerca, di E.I.A. Bagnes (fine sec. XIX). Olio su tela, 51 x 65 ca., con cornice.
  • Paesaggio, di E.I.A. Bagnes (fine sec. XIX). Due oli su tela, 51 x 65 ca.
  • Paesaggio, di Michele Cammarano (1835-1920). Olio (?) su tela, 50 x 40 ca., con cornice.
  • Contadino con asino, di Vincenzo Caprile (1856-1936). Dipinto con cornice, 35 x 60.
  • Paesaggio, di Eugenio Cecconi (1842-1903). Olio su tela, 40 x 60.
  • Paesaggio, di Francesco Mancini (1830-1905). Olio su tela, 45 x 80, con cornice.
  • Scogliera, di Mario Puccini (1869-1920). Olio su tela, 40 x 60, con cornice.
  • Educanda, di Telemaco Signorini (1835-1901). Olio su tela, 35 x 45, con cornice.
  • Testa di polacco, di Franz Seraph von Lenbach (1836-1904. Olio su tela, 40 x 50, con cornice.
  • Tappeti. Dodici tappeti di manifattura persiana dei secoli XVII-XIX.
  • Ricordi, di Avvenente (?). Venti dipinti, a olio e acquerello, sec. XX, con cornici.
  • Testa di donna, di ignoto pittore rumeno. Dipinto 50 x 35, con cornice, sec XX (?).
  • Porto di Livorno, di Ugo Manarini (1851-1917). Olio su tela, 70 x 45, con cornice.
  • Paesaggio, di Marcot (sec. XX?). Olio su tela, 100 x 60, con cornice: mostra un sentiero in un bosco con contadina.
  • Natura morta, di Merlati (sec. XX?). Olio su tela, 80 x 70, con cornice.
  • Paesaggio, di Carlo Papini (n. 1684). Acquerello con cornice, 80 x 40.
  • Paesaggio, di Gaetano Spinelli (1877-1945). Olio su tela, 180 x 140, con cornice.
  • Buttero a cavallo, di ignoto scultore. Bronzo fuso, 60 x 60 ca., (base), sec. XX.
  • Testa di Dante, di ignoto scultore. Bronzo fuso, 60 x 60 ca., (base), sec. XX.
  • Testina di bimbo, di ignoto scultore. Bronzo fuso, 60 x 60 ca., (base), sec. XX.

SIENA / ARCHIVIO DI STATO

  • Il tribunale della Mercanzia, di Simone Martini (1285/85 – 1344). La tavoletta di Biccherna (coperta lignea dipinta di libri contabili delle amministrazioni finanziarie delle magistrature della Biccherna di Siena), 37 x 26,5 cm, è relativa al registro dei sottoposti del 1326. I quattro giudici della Mercanzia sono al loro banco con altre due figure, tre di loro hanno le vesti azzurro scuro. Trafugata dal deposito di Villa Grotti (Siena) nel 1944.
  • Pagina scritta, Scriptorium senese, 1356.

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    Inchiostro su pergamena (?), mm. 250 x 180. L’iniziale filigranata è in rosso e azzurro, in rosso le capitali più piccole. Si tratta della rubrica dello Statuto degli Speziali della città di Siena del 1356. Trafugata dal deposito di Villa Grotti (Siena) nel 1944.

  • Pagina scritta, Scriptorium senese, 1356.

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    Inchiostro rosso su pergamena (?). E’ il Repertorio dei giorni festivi osservati dai sottoposti all’arte, dello Statuto degli Speziali della città di Siena del 1356. Scrittura gotica a inchiostro rosso. Trafugata dal deposito di Villa Grotti (Siena) dalle truppe naziste nel 1944, durante il passaggio del fronte.

  • Madonna Assunta, di Stefano di Giovanni detto il Sassetta (1392-1450) (attr.).

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    Tavoletta di biccherna del 1423, 37,3 x 26 ca. Copertina di tempera su tavola dell’inventario di beni e di arredi sacri dell’Opera del Duomo di Siena, compilato nel 1423; in basso lo stemma dell’Opera. Proveniente dall’Archivio delle Riformazioni. Trafugata dal deposito di Villa Grotti (Siena) dalle truppe naziste nel 1944, durante il passaggio del fronte.

  • San Pietro in trono, di Sano di Pietro (1406-1481, tradizionalmente attribuito).

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    Codice miniato di mm. 253 x 180. Il disegno, animato da ombreggiature in violetto chiaro, era alla carta 39 dello Statuto degli Speziali del 1356. Nonostante l’attribuzione ricorrente a Sano di Pietro, il disegno che si distingue per la notevole qualità, sembra di epoca più antica. Nulla vieta di credere, infatti, che sia databile agli stessi anni in cui fu compilato lo Statuto. Trafugata dal deposito di Villa Grotti (Siena) dalle truppe naziste nel 1944, durante il passaggio del fronte.

SIENA

  • Madonna orante, di Andrea Della Robbia (1435-1525). Siena, Basilica minore di San Bernardino all’Osservanza.

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    Terracotta invetriata (25 x 35 ca). Il frammento di scultura, comprendente la testa e parte del busto, faceva parte della grande pala raffigurante l’Incoronazione della Vergine. Per il Reymond “si tratta di un’opera simile alla Madonna della Cintola dell’Averna, ma rappresenta un momento più avanzato” nel percorso dello scultore fiorentino. La grande pala fu ridotta in frammenti dal bombardamento del 25 gennaio 1943; il frammento raffigurante la testa della Vergine fu trafugato. La pala è stata ricostruita.

  • Torso di donna nuda, di Baldassarre Peruzzi (1481-1536), Siena, Collezione Ponticelli, poi collocato a Siena, Castello Quattro Torri. Il dipinto è attribuito anche alla scuola del Brescianino. La donna è raffigurata nell’atto di spremersi la mammella con l’indice e il medio. Cornice dorata. Trafugato dalle truppe naziste dal Castello Quattro Torri tra la fine di giugno e i primi di luglio del 1944.
  • Ritratto di fanciulla, di ignoto pittore, Torrenieri (Siena), Collezione de’ Vecchi. La fanciulla, forse figlia di Pietro de’ Vecchi e Giulia Verdelli sposatisi nel 1587) è raffigurata a mezzo busto, con una mela. Trafugato durante la seconda guerra mondiale a Castelverdelli, Torrenieri (Siena).
  • La chiesetta di Bestrifia, di Lorenzo Viani (1882-1936), Viareggio (Lucca), Municipio. Olio su cartone (80 x 50 cm), trafugato dalle truppe naziste nel 1944 durante l’occupazione.

VIAREGGIO (LUCCA)

  • L’imperatore Guglielmo a cavallo calpesta un cumulo di teschi, di Lorenzo Viani (1882-1936), Viareggio (Lucca), Municipio. Carboncino su cartone (mm 1200 x 750), trafugato dalle truppe naziste nel 1944.

Author: admin

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1 Comment

  1. Ottimo sito complimenti

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