Innamorati, copiate la sposa di Verdi. E, per la “generazione 2.0”, elogio della pausa Erasmus

ritratto di Giuseppina Strepponi (c. 1835), oggi conservato al Museo teatrale alla Scala, Milano.

Ritratto di Giuseppina Strepponi (c. 1835), oggi conservato al Museo teatrale alla Scala, Milano.

Un mantovano che ha spulciato nell’epistolario di Giuseppe Verdi spedendo poi la sua scoperta a Repubblica e una ragazza italiana che dalla Finlandia ha scritto alla rubrica di A, il settimanale femminile della Rcs, per la rubrica “Ventenni, così va il mondo”: sono gli autori delle due incisive lettere al direttore, questa volta sul pianeta sentimenti in coincidenza con la festa di San Valentino, scelte per questa sezione di Giannella Channel. Leggiamole.

  • Consigli agli innamorati: copiate Giuseppina VerdiNel bicentenario della nascita (1813) di Giuseppe Verdi mi piace prendere da una lettera della sua seconda moglie, Giuseppina Strepponi (soprano) le seguenti parole: “La formula che mi affascina e che adoro in te è il tuo carattere, il tuo onore, la tua orgogliosa indipendenza e la tua semplicità da bambino, nel mezzo della cloaca umana. Oh mio Verdi, continua ad amarmi!”. Magnifiche parole, degne (per chi se la sente) di essere riciclate (ma citando l’autrice) per san Valentino. (Gianfranco Mortoni, Mantova)
  • Evviva la pausa ErasmusGli studenti Erasmus hanno imparato a ovviare all’estenuante uso di Skype, il più famoso programma per telefonare gratis via Internet, come piattaforma d’amore surrogato. Matthew, flautista scozzese, mi spiega il concetto di pausa-Erasmus. “La coppia si concede un Erasmus pass. La mia ragazza, ad esempio, è a Lisbona: io a Helsinki. Ognuno fa quello che vuole, e una volta tornati vedremo come e se continuare”. Il rischio break-up è molto alto. E’ anche vero che se i due supereranno la prova, il loro sarà probabilmente amore vero, scelto con sincera preferenza. Sembrano passati anni luce dai tempi dei nostri anni, quando tra la ventina di ragazzi e ragazze del paese, chi non sceglieva in fretta si beccava gli scarti. Oggi abbiamo mille possibilità. E zero sicurezze. (Giorgia Ghizzoni, Helsinki)

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