Missione Guangzhou:
Leo con un giavellotto
(e un leone in bandiera)
alla conquista della Cina

In una pagina di diario, scritta da Leo (11 anni)
e illustrato da Agata (8), un lungo weekend trascorso
a Guangzhou, città-gioiello del lontano Oriente,
per partecipare ai Giochi olimpici scolastici
nella plurispecialistica squadra dei “leoni di Tebe”

LA GRANDE CINA VISTA DA DUE
PICCOLI FRATELLI ITALIANI (1)

testo di Leo Pillot*,
illustrazione di Agata Pillot** per Giannella Channel

Caro diario,
oggi io e la mia classe, guidata dalla maestra Cindy, abbiamo lasciato Hong Kong e in un treno ad altissima velocità siamo arrivati a Guangzhou, che con i suoi 13 milioni di abitanti è la terza città della Cina. Conosciuta anche come Canton, è la capitale della regione del Guandong, che conta 69 milioni di abitanti (una decina in più dell’intera Italia) includendo alcuni dei più importanti centri industriali del Paese, come Shenzhen. la metropoli più ricca della Cina meridionale grazie anche al suo porto commerciale. Curioso il soprannome: “città delle capre”, perché secoli fa, in un periodo di grave carestia, arrivarono in città alcune capre e tante spighe di grano.

Scopo del nostro viaggio è quello di partecipare ai Giochi olimpici di tutte le scuole steineriane cinesi (prendono il nome da un esperto tedesco di pedagogia, Rudolf Steiner, che rese pubblico questo metodo d’insegnamento nel 1919, esattamente cento anni fa).

Il treno ad alta velocità da Hong Kong a Guangzhou Canton, partito nell’autunno 2018, sulla linea Canton-Shenzhen-Hong Kong. Segna una pietra miliare fondamentale verso l’obiettivo di una vasta zona economica integrata nel Sud della Cina, che nelle intenzioni di Pechino dovrebbe rivaleggiare con metropoli quali Tokyo e New York

Il treno ad alta velocità da Hong Kong a Guangzhou Canton, partito nell’autunno 2018, sulla linea Canton-Shenzhen-Hong Kong. Segna una pietra miliare fondamentale verso l’obiettivo di una vasta zona economica integrata nel Sud della Cina, che nelle intenzioni di Pechino dovrebbe rivaleggiare con metropoli quali Tokyo e New York.

Scenari affascinanti

Prima di partire ho fatto come papà Max e mamma Valentina, grandi viaggiatori: mi sono documentato sul computer alla voce Guangzhou. Ho scoperto grandi curiosità. Per esempio:

In città ci sono tanti templi, chiese e anche la più antica moschea della Cina, segni di una città aperta agli scambi culturali da molti secoli e di una lunga storia in quanto città commerciale. Ricca di abbondanti risorse naturali e di reperti archeologici risalenti a oltre 2100 anni fa come quelli riportati alla luce appartenenti alla tomba del re del regno di Nanyue.

 

“Le otto scene della città di capra” del nuovo secolo attraggono l’interesse dei visitatori per diversi motivi: il Baiyunshan (“la collina delle nuvole bianche”), il monte Yuexiu, il monte Lianhua (fiore di loto) e il fiume delle perle costituiscono gli scenari più affascinanti.

 

Tra le altre attrazioni da non perdere qui: il tempio ancestrale della famiglia Chen, il cimitero dei martiri di Huanghuagang caduti dall’insurrezione di Guangzhou, il Centro sportivo olimpico e la Fontana a cascata nella piazza della stazione ferroviaria. Infine, da non dimenticare, che Guangzhou è la capitale culinaria della Cina.

Arriviamo a Guangzhou dopo 50 minuti di treno e, salutata la fontana a cascata nella piazza ferroviaria, ci avviamo verso l’ostello del Centro sportivo olimpico.

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Tra apicoltori e artigiani

Un rapido allenamento nelle varie discipline che affronterà la nostra squadra (lancio del giavellotto e del disco, staffetta dei 100 metri, salto in lungo, salto in alto e lotta greco romana) e poi via in uscita per incontri speciali: siamo andati a vedere un allevatore di api che ci ha raccontato il suo lavoro, ha aperto un’arnia, ne sono usciti seicento api. Abbiamo avuto paura che ci pungessero ma l’allevatore ci ha tranquillizzati spiegandoci che quegli insetti pungono quando si sentono in pericolo e invece loro si sentivano al sicuro in mezzo a noi piccoli atleti. La presentazione dell’allevatore e il racconto del suo lavoro è avvenuta tutta in cinese, motivo per cui, caro diario, non so esserti preciso su questo argomento.

Un altro personaggio incontrato è un maestro artigiano che costruisce lire cinesi, strumenti musicali che si suonano con due dita, come la mia amata chitarra. Ci ha mostrato come le fabbrica e poi ci ha anche suonato alcuni brani musicali.

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La Hollywood cinese

Prima di scendere in campo, abbiamo visitato il gigantesco Museo di storia naturale, dove siamo rimasti impressionati dalla vista dei dinosauri, delle piante e delle rocce, dei reperti archeologici. La città è fatta da una zona vecchia, con palazzi in mattoni di terracotta, e una moderna, con una torre alta 600 metri, la Canton Tower: un ascensore panoramico porta in cima alla torre e permette una vista a 360 grandi della città, con la foresta dei suoi grattacieli ma anche i suoi grandi e ordinati giardini. Una sorpresa è stata sapere che gli stabilimenti vicini allo stadio olimpico sono praticamente la Hollywood cinese, dove sono stati girati i film della serie War Stars. Passando davanti, ci è parso addirittura di vedere l’Uomo Ragno…

Dopo aver riposato (in una stanza i maschi, in un’altra le femmine e al centro miss Cindy), il giorno dopo è stato dato il via ai Giochi olimpici. Ogni squadra è stata invitata a dipingere una icona simbolo, come bandiera, e noi di Hong Kong abbiamo dipinto un leone con gli occhi a mandorla. La nostra maestra ha completato la bandiera scrivendo sopra il leone il nome di una antica e gloriosa città greca: TEBE.

Nella squadra dei leoni di Tebe con me c’erano altri alunni cinesi e uno di origine araba, che parlava bene l’arabo, il tedesco e il cinese.

L’amicizia cancella la paura

Un giorno da allenamento, poi è arrivata una serata trascorsa a fare un gioco divertente. Giocavamo a celai, a nascondino, fuori nel buio, tre chilometri di campo, bisognava toccare l’altro, io mi nascondevo nei posti segreti… troppo divertente. Prima di addormentarci, miss Cindy ci leggeva brani dei gialli dello scrittore Roald Dahl; storie di paura, di misteri, da brivido, poi spegneva la luce ma niente paura né sogni cattivi perché ero tra amici e l’amicizia allontana qualsiasi paura.

Ho perso, pareggiato e vinto

Infine sono arrivati i Giochi. Gli organizzatori ci hanno dato magliette bianca, pantaloni lunghi bianchi, calzini e scarpe più le toghe confezionate come quelle dell’antica Grecia. Ho fatto lotta greco romana (ebbene sì, c’è poco da ridere, per un giorno ho fatto il lottatore contro un avversario cinese), ho lanciato il disco, ho corso la staffetta dei cento metri, ho saltato in lungo e in alto, ho lanciato il giavellotto…

Ho perso, pareggiato e vinto. È finita pari nella lotta greco romana, sono arrivato secondo nel disco e nella staffetta, ho saltato un metro e 10 in alto e, in lungo, un metro e 90 senza rincorsa, mentre le soddisfazione più grande l’ho raccolta nel lancio del giavellotto: qui sono arrivato primo dopo i tre lanci, il migliore è stato il terzo, 19 metri e 40, senza rincorsa. Nessuno ha portato a casa una coppa speciale, tutti abbiamo avuto una medaglia con una scritta in cinese inneggiante allo spirito olimpico: partecipare è meglio che vincere.

Al ritorno in treno miss Cindy ci ha fatto i complimenti per i risultati ottenuti. Io ho avuto il regalo più grande dalla visita di mio papà Max: lui mi ha premiato con un supplementare buon gelato alla vaniglia e miele.

Con papà, in auto dalla stazione ferroviaria, sono rientrato a casa dove ho chiesto a mamma Valentina di prepararmi bruschette, piadina e salame. Così mi sono rifatto delle patatine fritte, della pizza cinese e del riso fritto mangiati in trasferta: niente di eccezionale, anche se Guangzhou gode della fama di capitale culinaria della Cina meridionale. A tavola ho capito perché i cinesi e tanti altri al mondo preferiscono venire da turisti in Italia e particolarmente in Romagna, la terra dove sono nato: più che il mare, loro sono attratti dalla cucina e dall’amichevole accoglienza dei romagnoli. (1-continua)

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* Leo Pillot, romagnolo di nascita, trapiantato da sette anni in Hong Kong, con i genitori Massimo e Valentina Giannella, la sorellina Agata e il cane Blacky. Leo e Agata hanno firmato nel 2016 una favola (Il dragone fifone, Edizioni La Vita Felice, Milano, con illustrazioni di Tinin Mantegazza) dove si racconta di Draghìn, un piccolo drago un po’ speciale e un po’ fifone che, tra le cime delle Dolomiti, non voleva sputare fiamme com’era tradizione di tutta la sua famiglia. E di come un saggio, con gastronomici e giusti consigli, riuscì a guarirlo.

A PROPOSITO/ Un’iniziativa da record

Qui Milano: Franco Ascani

premia le finaliste

dello Sport nella Scuola

All’insegna di più sport nella scuola, più educazione

per i giovani, all’Arena 47.166 studenti in pista

con i “Trofei di Milano”: con loro si sono raggiunti

i 3,5 milioni di studenti in pista dal 1964 a oggi

Il Professor Ascani con i bambini premiati.

E intanto all’Arena di Milano si sono conclusi, al termine della “Settimana Olimpica” (20 – 24 maggio) organizzata dall’AICS di Milano e dalla FICTS – Federation Internationale Cinema Television Sportifs (presieduta dal prof. Franco Ascani, Member of Commission for “Culture and Olympic Heritage”) in collaborazione con “Milano – Cortina Candidate City Olympic Winter Games 2026”, i “Trofei di Milano 2019 – Educazione, Cultura e Sport per i Giovani” attività interscolastiche sportive e formative (con iscrizioni gratuite) per 60 Scuole primarie e secondarie di 1° grado della Città Metropolitana di Milano.

Il video dell’ultima giornata:

Unici per riscontro e consensi nel panorama italiano dello “Sport nella Scuola”, i “Trofei di Milano 2019”, giunti alla 56a edizione, hanno registrato la partecipazione di 47.166 studenti di 93 scuole con i quali si sono raggiunti i tre milioni e mezzo di studenti in pista dal 1964 a oggi: un record!

Il presidente del Comitato organizzatore, Ascani, ha premiato le Scuole finaliste (selezionate tra le 93 partecipanti) e ha dichiarato: “Sulla scorta del crescente numero di adesioni, il diritto alla pratica sportiva nella Scuola dell’obbligo è una necessità urgente per trasmettere i valori educativi, formativi e culturali della pratica sportiva”.

Per le Scuole primarie: 1) Ist. Europeo Leopardi, 2) Buon Pastore, 3) Regina Carmeli.

Per le Scuole secondarie di 1° grado: 1) Benedetto Marcello, 2) Cardarelli, 3) Marco Polo (Senago)

La premiazione delle attività formative legate ai “Trofei di Milano” avrà luogo nell’ambito di “Sport Movies & Tv 2019”, Festival Internazionale del Cinema e della Tv Sportiva in programma a Milano dal 25 al 30 novembre.

Classifiche, foto, video sono disponibili sul sito sportmoviestv.com

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Author: admin

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