G come Guida.
In principio fu Benedetto Croce…
E Napoli si fregiò
di un altro vulcano, questo editoriale

LUNGA VITA AI PICCOLI EDITORI (10)

scheda storica a cura di Salvatore Giannella

La "Medaglia d'oro" per meriti editoriali, conquistata alla Prima Fiera Internazionale del Libro di Bruxelles (1935)

La “Medaglia d’oro” per meriti editoriali, conquistata alla Prima Fiera Internazionale del Libro di Bruxelles (1935)

La Guida Editori di Napoli rappresenta la continuità nel mondo dell’editoria del marchio Guida, già noto nel settore commerciale. Con un catalogo di oltre 3.000 titoli, vanta la pubblicazione di collane prestigiose, che sintetizzano una filosofia imprenditoriale volta a perseguire una costante ricerca del nuovo e un’attenzione ad aree di mercato generalmente trascurate dai grandi editori, insieme con la volontà di essere presenti con proposte originali e stimolanti nel grande territorio della letteratura e saggistica italiana e straniera.

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Dall’album della memoria: l’editore Mario Guida (a destra) con, a sinistra, Edoardo Sanguineti (Genova, 1930 – 2010), poeta e scrittore che ha fatto parte del Gruppo 63. Al centro, un giovane Umberto Eco.

Fondata nel 1920 da Alfredo, capostipite della famiglia, la casa editrice vide, nella prima metà del Novecento, accrescersi sempre più il prestigio culturale grazie alla preziosa collaborazione e all’apprezzato consiglio di autori quali Benedetto Croce, Francesco D’Ovidio, Fausto Nicolini.
Subito dopo la pubblicazione dell’Opera omnia di Francesco D’Ovidio, che conferisce immediatamente importanza e lustro alla casa editrice, nel 1935 l’Alfredo Guida Editore conquista la “Medaglia d’oro” per meriti editoriali alla Prima Fiera Internazionale del Libro di Bruxelles.

Jack Kerouac, nato Jean-Louis Kerouac (pronuncia IPA: [ˈkεʁyːɑc]) (Lowell, 12 marzo 1922 – St. Petersburg, 21 ottobre 1969), è stato uno scrittore e poeta statunitense

Jack Kerouac (Lowell, 1922 – St. Petersburg, 1969), al centro, scrittore e poeta statunitense. A destra, lo scrittore napoletano Domenico Porzio.

Alla fine degli anni Sessanta Mario e Giuseppe, figli di Alfredo, riprendono l’attività editoriale con la sigla Guida Editori che si afferma sul mercato con un catalogo rivolto principalmente alla saggistica, alla filosofia, alla storia, all’arte, al teatro e alla letteratura, tutte opere che combinano sapientemente la rilevanza scientifica con le più attuali richieste del pubblico.

Umberto Eco (Alessandria, 1932) è un semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale.

Umberto Eco (Alessandria, 1932), semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale. per Guida editori Eco ha curato la collana Clessidra, dove un autore affermato “sponsorizzava” un autore nuovo. Per i più curiosi, Eco puntò sullo scrittore Paolo Malvinni.

Una produzione alimentata e ispirata dai più bei nomi della cultura e dell’informazione italiana (Piovani, Tessitore, Galasso, Villani, Giarrizzo, Saitta, Vattimo, Firpo, Sanguineti, Davico Bonino) e un catalogo articolato in collane organicamente concepite e funzionalmente distinte, lontano da ogni imposizione industrializzata, al servizio esclusivo della libera editoria, sono il punto di forza della casa editrice, che oggi è presente nelle librerie italiane non solo con libri di filosofia, storia, saggistica, ma anche con una florida e interessante produzione di narrativa contemporanea. Con la collana Lettere Italiane, infatti, la casa editrice Guida dedica molta attenzione agli autori esordienti nel campo della narrativa e poesia.

Mario Guida con Gillo Dorfles (Trieste, 1910), critico d'arte, pittore e filosofo italiano.

Mario Guida con Gillo Dorfles (Trieste, 1910), critico d’arte, pittore e filosofo italiano.

Info e contatti

logoGuidaEdiGuida Editori

Via Bisignano, 11 – 80122 Napoli

Tel: +39 081290768

Fax: +39 081299744

Email: [email protected]

Sito web: www.guidaeditori.it

 

SUL COMODINO DI ROBERTO GARAVENTA

Il grande ritorno di Hegel con le Lezioni di filosofia della religione III

Il terzo e ultimo volume dell’edizione critica delle Lezioni di filosofia della religione di Hegel contiene i testi delle lezioni dedicate dal filosofo tedesco alla trattazione della “religione compiuta”, cioè della religione cristiana (definita anche religione “assoluta” o “manifesta” o “rivelata”), durante i quattro corsi di filosofia della religione da lui tenuti all’Università di Berlino nei semestri estivi 1821, 1824, 1827, 1831. Nello specifico si tratta a) del manoscritto preparato da Hegel per il primo corso del 1821, b) del testo delle lezioni del 1824 e del 1827, così come è stato ricostruito da Jaeschke sulla base dei quaderni di appunti (Nachschriften2) rimastici di alcuni studenti e uditori di Hegel, e c) di tre brevi scritti (non di mano di Hegel) risalenti al corso del1831: un sunto, a cura di David Friedrich Strauss, del corso stesso, un testo sulla prova ontologica e alcuni fogli sparsi relativi alla filosofia della religione.

Come già nel primo volume (contenente i testi relativi all’“ introduzione” e alla prima parte dei corsi, dedicata al “concetto della religione” 3) e nel secondo volume (contenente i testi relativi alla seconda parte dei corsi, dedicata alla “religione determinata” ), i testi relativi alla “religione compiuta” (oggetto della terza e ultima parte dei corsi) sono pubblicati distinti e separati fra loro, al fine di porre rimedio alle carenze delle edizioni precedenti. In questo modo, questa nuova edizione critica, oltre a permetterci di avere una visione d’insieme dello sviluppo della riflessione filosofico religiosa di Hegel nel periodo berlinese, fa valere, anche editorialmente, la suddivisione, sempre operata da Hegel nel corso delle sue lezioni, tra “concetto della religione”, “religione determinata” e “religione compiuta”.

Per quanto riguarda il contenuto di questo terzo volume, la prima cosa importante da notare è che Hegel – diversamente dalle religioni “determinate”, da lui caratterizzate con l’aiuto di espressioni che non costituiscono delle determinazioni concettuali in senso stretto (religione cinese o della “misura”; religione buddista o dell’“essere-in-sé”; religione indù o della “fantasia”; religione dei parsi o del “bene”; religione egizia o dell’“enigma”; religione ebraica o della “sublimità”; religione greca o della “bellezza”; religione romana o della “finalità esteriore”) – definisce la religione cristiana utilizzando una vera e propria determinazione concettuale: quella del “compimento”. Dal momento che “corrisponde” pienamente (“compiutamente”) al concetto della religione, la religione cristiana è, infatti, die “vollendete” Religion, la religione “compiuta”, la religione “giunta a compimento”.

È vero che tutte le religioni “corrispondono” in qualche modo al concetto della religione, in quanto altrimenti non sarebbero religioni. Tuttavia la religione cristiana è l’unica in cui il concetto stesso della religione è diventato “oggettivo a se stesso”. Infatti, a costituire l’oggetto della religione cristiana è il concetto stesso della religione. Ovviamente, quando parla di “concetto della religione”, Hegel non intende la quintessenza della religione, ovvero l’insieme delle determinazioni che accomunano le diverse religioni (questo sarebbe solo il concetto “astratto” della religione), bensì intende il nucleo razionale della religione, il suo logos interno, che è lo stesso spirito nei suoi tre momenti fondamentali e costitutivi:

  1. lo spirito come unità sostanziale;
  2. il momento del “giudizio” di questa unità sostanziale, ovvero della sua “partizione originaria” (Urteil), da un lato, nello spirito in quanto oggetto e, dall’altro, nello spirito che è il sapere di questo spirito circa sé;
  3. il momento dell’identità mediata dello spirito.

Ora, questi tre momenti, che, in quanto costitutivi del rapportarsi a sé dello spirito, formano il concetto della religione in generale, si ritrovano sì in tutte le religioni, ma, nella religione cristiana, costituiscono il contenuto della rappresentazione (Vorstellung), per cui in questa religione ciò che la religione è “in sé” (= autocoscienza dello spirito, costituita, come tale, dai tre momenti sopraindicati) diventa “per essa”, diventa cioè oggetto della sua rappresentazione: e questo precisamente nell’idea trinitaria di Dio. In ciò sta la differenza fondamentale tra le varie forme di religione “determinata” e la religione “compiuta”.

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L’ALBERO DEI GIOIELLI

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L’albero dei gioielli di Guida Editori

Alcuni titoli e collane della Casa editrice di Napoli per un viaggio privato e misterioso

  • La buona novella di Ilaria Urbani Storie di preti di frontiera, con la prefazione di Roberto Saviano. Tredici testimonianze di sacerdoti che dedicano la propria esistenza agli ultimi. Una Chiesa vicina alle persone e lontana dagli intrighi di palazzo
  • Il lettore creativo di Lina Bolzoni Percorsi cinquecenteschi fra memoria, gioco, scrittura. Il libro ripercorre i vari modi in cui nel Rinascimento si cerca di padroneggiare il territorio che lega la memoria e l’invenzione, la lettura e la scrittura, l’imitazione e la creazione del nuovo.
  • I passatempi musicali di Guillaume Cottrau A.A.V.V. a cura di Pasquale Scialò e Francesca Seller Un’esclusiva raccolta di saggi sulla storia della musica e della canzone a Napoli.
  • Zacinto mia di Antonio Piscitelli Un romanzo ricco di intrighi e sfumature che lasciano il lettore con il fiato sospeso
  • Nuove e antiche meraviglie. Racconti cinesi del Seicento di Pao – Weng, Lao – Jen L’antologia di racconti cinesi classici più letta e più nota in Cina e in Giappone e famosissima in Europa
  • La scomparsa di Georges Perec È possibile scrivere un interno romanzo di ben 326 pagine senza mai utilizzare la vocale “e”? Il celebre Perec ci è riuscito con La scomparsa.
  • Nell’Europa dei secoli d’oro di Giuseppe Galasso I momenti più salienti della storia d’Europa nel “periodo d’oro”: dall’era di Cristoforo Colombo alla Prima Guerra Mondiale.

    Sia concesso al curatore del blog uno strappo alla regola delle stringenti battute per presentare un libro-gioiello scritto da uno storico e scrittore di fama europea, che lo ebbe tra i più stimolanti collaboratori nel decennio in cui diressi il mensile di natura e civiltà Airone (il professor Galasso, che come viceministro ai Beni culturali era stato l’autore della benemerita legge 431 del 1985, appunto la “legge Galasso”, a tutela al paesaggio italiano, curava la rubrica “L’Italia che sogniamo, l’Italia che vediamo”).

    Siglo de oro è, come si sa, la definizione del periodo di maggiore splendore politico, culturale, artistico della Spagna moderna dal tempo dei Re Cattolici, Ferdinando e Isabella, alla fine del secolo XV, fino alla metà del secolo XVII. Per l’Europa il siglo de oro è alquanto più lungo: comprende più secoli, dal tempo di Cristoforo Colombo a quello, almeno, della prima guerra mondiale, nel primo ventennio del secolo XX. Secoli d’oro, perciò, al plurale, in cui l’Europa fu al centro della storia del mondo, conseguì una larga egemonia mondiale e promosse il passaggio dell’uomo dall’epoca pre-industriale a quella industriale, con un enorme avanzamento tecnico e scientifico, senza precedenti e senza confronti nella storia dell’umanità. Di questi secoli d’oro Galasso studia qui vari momenti, aspetti e problemi, che danno una idea complessa, ma chiaramente approfondita e articolata, di quell’Europa e della sua straordinaria originalità e creatività. Le relazioni internazionali, idee come quelle della fraternità e della solidarietà come quelle di popolo e di massa, figure come Luigi XIV, innovazioni giuridiche come quella del Codice Civile di Napoleone, libri come il Candide di Voltaire, e altri saggi di uguale interesse. I “secoli d’oro” della storia d’Europa formano così l’oggetto di una serie di scandagli e di esplorazioni che sistemano in una visione di insieme una civiltà di eccezionale rilievo che, pur non essendo più al centro del mondo, ha un grande futuro alle spalle.

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Author: admin

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