Sadali

“Dopo 10 anni ci ripopoliamo. Grazie al nostro motto: salvare la Sardegna, partendo dalla terra. In un momento, in cui si registra il fallimento dell’industria isolana, dello sviluppo calato dall’alto, è proprio il caso di dirci: rimettiamo le mani nella terra”, racconta Romina Mura, giovane sindaco di Sadali, paese “d’acqua” della provincia di Cagliari. Piccolo centro abitato salito agli onori della cronaca a causa della bizzarra proposta di due giovani blogger, Andrea e Elena, di creare un “ecovillaggio”.

Terra, dicevamo. Perché è proprio alla natura che si chiede aiuto per ripopolare i comuni isolani a rischio estinzione. “Siamo una giovane coppia, io sono lombardo, per 25 anni ho vissuto a Milano poi per amore ho scelto l’Isola. L’idea è nata dal nostro desiderio di ritrovare il contatto col mondo vivente, al di fuori di un contesto urbano, essere in gran parte autonomi per approvvigionamento acqua, cibo, energia”, racconta Andrea. “Non ci interessa puntare sullo sfruttamento del territorio piuttosto agevolare il ripristino dell’ecosistema. E a quanto pare l’idea è piaciuta anche ad altri. Non abbiamo mandato nessuna notizia ai giornali, abbiamo comunicato il nostro desiderio solo a qualche sito amico e, dopo pochi giorni, siamo stati assaliti dalle telefonate. Chiamano soprattutto dal Nord Italia e molti anche con proposte assurde, progetti megagalattici. C’è chi ha già pensato anche al business sostenibile, ma noi rimaniamo con l’idea dell’ecovillaggio e di una convivenza all’insegna del rispetto dell’ambiente. Presto si trasferiranno tre coppie che vogliono condividere con noi uno stile di vita semplice. Sta diventando una bella esperienza di scambio di progetti, tutti gli interessati ci portano idee interessanti e soprattutto stiamo dando una mano all’amministrazione a ripopolare questo paese”.

E il Comune incentiva l’iniziativa, con bonus a giovani coppie, raccogliendo già i primi risultati. “Nel 2010 eravamo 928 abitanti, oggi 940. Sadali è da 10 anni che perde cittadini, adesso li riconquista con i nostri orti fecondi, con l’abbondanza dei prodotti e la produttività dell’agricoltura che la modernità ha spazzato via per due lire”, spiega il sindaco. “E’ da quando questa giovane giunta è stata eletta che cerchiamo ricette per salvarci. Salvare le nostre zone ripartendo dalla nostra storia, che è fatta di terra e sementi, boschi e selvaggina. E salvare le nostre zone vuol dire ripopolarle. Per questo abbiamo creduto in un approccio amministrativo basato sulla valorizzazione del patrimonio immateriale, che sono poi i diritti di cittadinanza. La domanda che ci siamo fatti è: perché una giovane coppia dovrebbe scegliere di vivere qui e non in città? Per questo abbiamo pensato a una spinta: a chi sposta residenza o mette su famiglia offriamo 200 euro in buoni”, precisa Romina Mura.

Ora si aspettano nuovi cittadini che, a detta dei due blogger, chiamano numerosi per ricevere informazioni su come muoversi. Ma dalle pagine del loro “rifugio web”, i promotori precisano: “noi non siamo capi e non dettiamo regole né preferenze circa l’ecovillaggio. Ci piacerebbe che ognuno mantenesse la sua autonomia di spazio e d’azione, al massimo potremmo usufruire insieme di uno spazio comune per varie attività”.

* Fonte: Greenews.info