Elogio dell’autoerotismo:
non è solo un gioco da ragazzi

Il testo di un medico contro un antico tabù

testo di Joaquin Otuvas* / Fuori Testata**

Nella “stanza degli ospiti” Fuori Testata, il giornale di psicologia che guarda la realtà da un altro punto di vista, viene accolto un contributo del dottor Joaquin Otuvas, docente universitario in Spagna, che tende a rivalutare la masturbazione quale componente della sessualità anche nell’età adulta. Una tesi contro un antico tabù ammantato, come ricorda l’autore, da messaggi ora terrorizzanti (ti ammali, diventi debole, diventi cieco…), ora subdolamente ricattatori (dai un dolore a Gesù, la Madonna piange…). Volentieri ripubblichiamo quel testo, con il corredo delle immagini della scena del film “Nuovo Cinema Paradiso”, quando sullo schermo appariva la conturbante Brigitte Bardot, e di Lucio Dalla: «Mi son steso sul divano / ho chiuso un poco gli occhi / con dolcezza è partita la mia mano». Così cantava in “Disperato Erotico Stomp” Lucio Dalla che ben ne interpreta la funzione consolatoria dopo una cocente delusione. (s.g.)

Dal film “Nuovo Cinema Paradiso” (1988), di Giuseppe Tornatore: quando sullo schermo appariva la conturbante Brigitte Bardot.

Giunto alla soglia dei 70 anni desidero riabilitare una pratica, l’autoerotismo, della quale posso finalmente confessare di essere stato assiduo frequentatore tra i 12 e i 17 anni, talvolta anche in allegra gara con amici.

Ai miei tempi ci voleva del coraggio, dati i messaggi terrorizzanti di educatori e preti, ora terrorizzanti (ti ammali, diventi debole, diventi cieco…), ora subdolamente ricattatori (dai un dolore a Gesù, la Madonna piange…)

La fisicità dell’atto era accompagnata e riscattata da una copiosa produzione fantastica, spesso dotata, lasciatemelo dire, di vivace capacità creativa.

Io e i miei coetanei ci eccitavamo evocando, quasi in un trance onirico, immagini erotiche suggerite da letture, film, figure di dive irraggiungibili, signore della porta accanto altrettanto irraggiungibili. Così curavamo arrabbiature, delusioni, brutti voti, malinconie adolescenziali. Poi c’era l’imbarazzo della immancabile confessione, ma in fondo bastava qualche Ave Maria per aggiustare le cose. Oggi è venuto meno il clima di riprovazione sociale e la pedagogia moderna non colpevolizza più i ragazzi. È rimasta invece l’idea di un atto inconcludente, vano, segno di debolezza inadatto a individui nel pieno vigore, che trova espressione anche in coloriti detti del linguaggio popolare: «non vale una sega», «farsi seghe mentali», «masturbazioni mentali». La pratica si giustifica in adolescenti, ma in adulti suggerisce concetti di mancanza, insufficienza, impotenza.

Ho sempre pensato che un autoerotismo ampiamente corredato di fantasie guidi i ragazzi alla scoperta del sesso e li prepari lentamente a un rapporto amoroso maturo, coltivando il desiderio.

Ma la pratica prescinde dall’età, è democratica e trasversale rispetto a sesso, provenienza, professione, classe sociale.

Mi son steso sul divano

ho chiuso un poco gli occhi

con dolcezza è partita la mia mano.

Così cantava Lucio Dalla che ben ne interpreta la funzione consolatoria dopo una cocente delusione.

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Lucio Dalla (Bologna, 1943 – Montreux, Svizzera 2012).

Io mi spingo più in là e attribuisco all’atto un valore addirittura terapeutico. Un autoerotismo sano, cioè praticato in modo non compulsivo, ha la capacità di recuperare aspetti regressivi di un mondo fantastico-magico andati in parte perduti nel processo di crescita, un po’ come avviene con il gioco.

Come psicoterapeuta ho poi un altro motivo di apprezzamento: pazienti affetti da grave disagio psichico, che non sono in grado di sopportare l’intimità con l’altro, riescono a confrontarsi con emozioni forti senza la paura di venirne sopraffatti.

Oggi però credo che l’immaginario erotico sia a rischio. Le fantastischerie errabonde sono infatti state abbondantemente sostituite dal crudo realismo dei filmini porno. Assistiamo forse, anche in questo campo, a un processo di omologazione che uccide la varietà creativa individuale?

Temo di sì. È il momento di difendere una pratica liberatoria nel suo esercizio immaginifico più personale e privato contro l’imposizione di stereotipi che sostituiscono la pornografia all’erotismo.

In un’epoca in cui tutto finisce sui network, questo rimane forse l’ultimo spazio di intimità segreta. Difendiamolo con tenacia: finalmente qualcosa che è solo mio!

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* Fonte: Joaquin Otuvas, psicologo e psicoterapeuta. Professore “Libre Universidad de Salamanca” (traduzione dallo spagnolo a cura di Carlo Perez ). ** fuoritestata.it, newsletter della Fondazione Lighea Onlus che si occupa della cura e del reinserimento sociale di persone con disagio psichico e fornisce assistenza psicologica ai pazienti e alle loro famiglie. Il modello di intervento è il risultato dell’esperienza maturata negli anni dal dottor Giampietro Savuto psicologo e psicoterapeuta, insieme alla sua équipe. Lo scopo è quello di portare i pazienti a compiere un percorso evolutivo attraverso un servizio che integri aspetti psicoterapici, riabilitativi e farmacologici. Sede: corso Garibaldi 18, 20121 Milano, tel. 02.72001549. Redazione: [email protected]. Direttore responsabile: Paolo Occhipinti. Coordinamento scientifico: dottor Giampietro Savuto che così spiega l’origine del nome: “La Fondazione Lighea che fa da nostro punto di riferimento si ispira alla magica creatura inventata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il nome viene da un racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. È il nome di una sirena. Sasà, un vecchio professore, la incontra una mattina d’agosto nel mare siciliano cantato da Omero. Con lei vive tre settimane di passione assoluta, finché la vede scomparire tra i flutti. Non la rivedrà mai più e mai più potrà liberarsi di lei”.

A PROPOSITO: A LORO LA PAROLA

Sette frasi celebri e aforismi sulla masturbazione

Confessare a una donna di essersi masturbati pensandola è uno dei complimenti più belli che esistono.

Franco Califano

In occasione dell’Isola dei Famosi un brillante giornalista italiano ha parlato della masturbazione come fosse una malattia, invece è una di quelle cose che Dio ci ha dato e di cui gli siamo grati. Anche io mi masturbo davanti a un film porno. Chi non l’ha mai fatto è un degenere, anche se li guardo solo per completare la ricchezza del mio patrimonio conoscitivo.

Giampiero Mughini, scrittore e opinionista

E così il secolo dei Lumi, che per Kant segna ‘l’emancipazione dell’umanità da uno stato di minorità’, di fronte alla masturbazione si rivela molto più arretrato, ossessivo e persecutorio di quanto non siano stati i secoli precedenti, regolati dalla religione che forse, più della ragione, ha dimestichezza con la carne e con le sofferenze della sua solitudine.

Umberto Galimberti filosofo e psicoanalista

Masturbazione: la prima attività sessuale dell’umanità. Nel diciannovesimo secolo era una malattia; nel ventesimo una cura.

Thomas Szasz, psichiatra

Il sesso è come il bridge: se non hai un buon partner, meglio che tu abbia una buona mano.

Charles Pierce

Non posso farmi santa perché ho sempre in mano l’arma del desiderio.

Alda Merini

Se Dio avesse voluto impedirci la masturbazione, ci avrebbe dato braccia più corte.

George Carlin

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Author: admin

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