Pietro Mennea e Ralph De Palma, i pugliesi più veloci del mondo, salutano l’alta velocità (finalmente) in arrivo da Napoli e sulla linea adriatica

Un muro d’autore a Trinitapoli con la Freccia del Sud vincente. Il più grande pilota automobilistico dai Monti Dauni a Indianapolis. Due giganti della Puglia d’oro salutano l’arrivo delle nuove infrastrutture previste a breve da parte delle Ferrovie dello Stato per collegare comunità ed economie a rischio

ARTI & CULTURE | IL TEMPO DELLA STORIA

testo di Salvatore Giannella, foto di Giuseppe Beltotto

Pietro Mennea e Ralph De Palma, i pugliesi più veloci del mondo, salutano l’alta velocità (finalmente) in arrivo da Napoli e sulla linea adriatica

Un muro d’autore a Trinitapoli con la Freccia del Sud vincente. Il più grande pilota automobilistico dai Monti Dauni a Indianapolis. Due giganti della Puglia d’oro salutano l’arrivo delle nuove infrastrutture previste a breve da parte delle Ferrovie dello Stato per collegare comunità ed economie a rischio

ARTI & CULTURE | IL TEMPO DELLA STORIA

testo di Salvatore Giannella, foto di Giuseppe Beltotto

L’orizzonte che scruto quotidianamente sfogliando i giornali e media vari prevede tra le voci chiave quella relativa alla regione nativa, la Puglia. E sulla panchina dove deposito i ritagli vari, trovo accumulati buone notizie e curiosità storiche incentrate tutte, curiosamente, sulla parola ALTA VELOCITÀ. Sulla Napoli-Bari i treni viaggeranno infatti fino alla velocità di 250 Km/h (la tratta tra i due capoluoghi sarà percorribile in due ore), attraversando molti territori interni per collegare comunità e economie a rischio spopolamento, abbattendo i tempi di percorrenza dalla Puglia verso la Campania, il Lazio e il resto del Centro-Nord e viceversa. “Sarà un modello di infrastruttura realizzata secondo misure e principi di sostenibilità e transizione sostenibile”, assicura il presidente della società di infrastruttura del gruppo FS, Anna Masutti. Investimento totale, alla luce del PNRR e dell’Agenda 2023, da 6,2 miliardi; primi benefici già dal 2023. Sarà anche completato il raddoppio della linea Adriatica, che farà ridurre i tempi della tratta Lecce-Milano.
Per singolare connessione mentale, mi viene da collegare questa buona notizia ad altre due arrivatemi da quelle amate terre: riguarda i pugliesi più veloci del mondo, il velocista Pietro Mennea e, nel riquadro a seguire, il pilota automobilistico Ralph De Palma.
 
Il primo, originario di Barletta, è stato campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980, primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19”72 che costituisce tuttora il primato europeo e presto sarà immortalato in un murale sul muro esterno del nuovo Palasport in via San Pietro a Trinitapoli, che sarà inaugurato entro fine febbraio 2022 e dedicato proprio a lui, la Freccia del Sud.
La “Parabola della vittoria” sul muro d’autore (30 metri di larghezza per 10 di altezza) è firmata dal creativo street artist Daniele Geniale di Andria. È stata voluta da un amico e compagno di gara in gioventù, che ha conosciuto Mennea lontano dai riflettori: Giuseppe Acquafredda, una vita dedicato all’insegnamento delle discipline sportive nelle scuole pugliesi. Contattato, il professor Acquafredda così ricorda quella rara amicizia con Mennea:
 
“Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo durante gli anni del Liceo Scientifico di Barletta. Il mio professore di educazione fisica, Francesco Pistone, tutti gli anni organizzava presso quel liceo i campionati di istituto per poi formare la squadra titolare della scuola. Partecipai alla gara degli 80 metri piani in una pista allestita nello stadio Lello Simeone. Dopo aver vinto tutte le batterie e classificatomi terzo nella finale, dietro a Martucci e a Lorenzo di Fidio, fui contattato dal professore Francesco Mascolo, allenatore dell’Avis Barletta (è stato mio docente di educazione fisica al Liceo Classico Casardi di Barletta, Ndr), che fissò subito un appuntamento con mio padre a Barletta presso la sede avisina nel vecchio Ospedale Umberto I. Il giorno dopo ero un atleta iscritto all’Avis dove da tesserato ho fatto parte della staffetta 4×100 con Pietro, Salvatore Pallamolla e Francesco Gambatesa stabilendo nella 4×100 allievi quel tempo di 44″1 che abbiamo conservato come record pugliese per più di venti anni”.
Pietro Mennea - Murales Trinitapoli

Lo street artist Daniele Geniale, di Andria, al lavoro sul muro del nuovo Palasport di Trinitapoli.

Pietro Mennea (a sinistra) con Giuseppe Acquafredda.

Il racconto di Acquafredda così prosegue: “Ho conosciuto il grande Pietro nel lontano 1968 quando avevo solo 16 anni ed è così cominciata la mia amicizia con lui. Infatti tutti i giorni, con il treno alle ore 14, tornavo a casa, a Trinitapoli, dalla scuola barlettana per il pranzo e alle 14.55 riprendevo il treno per andare a Barletta per gli allenamenti. Puntuale alle ore 15.20 stavo sotto casa di Pietro in Via Pier delle Vigne 10 dove alle 15.30 arrivava il professor Mascolo, con la sua Fiat 500 bianca, per prenderci e accompagnarci al campo per gli allenamenti. Questa storia è durata circa due anni. In questo lunghissimo periodo ho imparato a conoscere l’uomo Mennea. Pietro, appena conosciuto, mi ha dato l’impressione di essere introverso e riservato, ma dopo appena due mesi di frequentazione (gare fuori regione, dormire nella stessa stanza e stare sempre insieme) tirò fuori quello che era il suo vero carattere. Pietro, prima di aprirsi agli altri, doveva conoscere bene chi aveva di fronte e solo dopo metteva fuori il suo vero carattere di estroverso. La frequentazione con Pietro è continuata anche dopo che io ho concluso la mia attività agonistica con l’Avis. Ci vedevamo quasi sempre quando tornava nella sua Barletta. Negli anni ’90 gli diedi una mano a Trinitapoli quando si candidò, come parlamentare europeo, nella lista di Antonio Di Pietro. Dopo la sua elezione fui invitato con altri amici a Bruxelles al Parlamento Europeo dove Pietro doveva presentare una proposta di legge che rendesse punibili penalmente tutti i reati collegati all’uso del doping nello sport. Infatti su questo argomento ha scritto diversi libri.

Pietro Mennea (a destra) con il professor Giuseppe Acquafredda in uno degli ultimi incontri a Barletta.

Ci siamo visti per l’ultima volta a dicembre 2011 nello stadio di Barletta per girare alcune scene del film-documentario su Pietro del regista Sergio Basso, dal titolo 19’72” che rappresenta il tempo dei sui 200 metri piani record mondiale ottenuto a Città del Messico. In quella occasione invitai Pietro che accettò a venire nella scuola dove insegnavo, l’istituto alberghiero di Margherita di Savoia, per avere un incontro con gli alunni sul Doping. In quella situazione ebbi la conferma della sua grande personalità. Infatti noi ci sentivamo spesso su facebook e io nell’approssimarsi dell’evento gli mandai, a gennaio 2013, un messaggio per chiedergli di farmi sapere la data dell’incontro presso l’Istituto Alberghiero. Non rispose con la solita celerità e dopo la mia ulteriore richiesta fatta il 22 febbraio 2013 lui mi rispose con questo messaggio che riporto integralmente:

Caro Giuseppe, purtroppo ora non sono in grado di poter fissare date per incontri. Naturalmente appena mi sarà possibile e con un certo anticipo te lo farò sapere. Pietro.

PS. Mi hanno informato che presenteranno il film-documentario al festival del cinema di Bari, per quanto riguarda invece la messa in onda televisiva, ancora non è stata fissata la data esatta.

Questo messaggio mi è stato inviato esattamente un mese prima che lui morisse. Dalla sua attenta lettura si comprende ancora di più la grandezza morale del nostro caro Pietro Mennea che io porto sempre nel mio cuore. Desidererei tanto che gli amministratori di Barletta contribuissero con un’opera grandiosa ad onorare l’atleta che ha portato, con le sue gesta, la città alla ribalta nazionale e mondiale. A tutt’oggi non si è fatto ancora niente di grande per onorare la memoria di Pietro. Io so aspettare ed ho la speranza che ciò possa avvenire”.

Al velocista di Barletta è dedicata una delle ultime composizioni della "poetessa degli ulivi", Grazia Stella Elia di Trinitapoli (appena arrivato in libreria e nei principali ecommerce il nuovo libro presentato da Daniele Maria Pegorari, Le parole degli antenati, editore FaLvision). Vi compare, con il nome amichevole di Pinuccio, anche il professor Acquafredda. Questi i versi:
 
«Grande Pietro di Barletta / come Pietro il Grande russo. / Grande nella corsa / per vincere te stesso / prima che la gara. / Grande per la semplice umiltà / per la fraterna umanità, / per la straordinaria disponibilità. / Vanto, onore, gloria / per la tua città, / per la Puglia, per l'Italia / e per il mondo dello Sport. / Mai sarai dimenticato. / Nel cuore rimani di chi ti ammira / e un posto speciale / occupi nel cuore / di Pinuccio del Casale, / che tanto ti ama / e diffonde la tua fama.»

Nel nuovo Palasport di Trinitapoli a lui dedicato, Mennea compare oltre che nel murale, anche in un suggestivo busto in terracotta firmato dallo scultore trinitapolese Paolo Alessandro Fanizza, da me incontrato nel suo studio in un pomeriggio all’ombra del cupolone della locale Cattedrale.

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Pietro Mennea - Scultura Fanizza, Trinitapoli

La scultura dedicata a Pietro Mennea dallo scultore Paolo Alessandro Fanizza.

Paolo Alessandro Fanizza, scultore

Lo scultore Paolo Alessandro Fanizza (Trinitapoli, 5 febbraio 1948). L’artista è ripreso sulla terrazza del suo studio all’ombra del cupolone della Cattedrale del suo, e mio, paese natale, dedicata a Santo Stefano, patrono della città pugliese. Fanizza, specializzato nella lavorazione della ceramica, della terracotta e del marmo, ha studiato e lavorato in alcune delle più rinomate botteghe fiorentine prima di tornare nella città natale. Le sue opere sono esposte in molte città italiane ed europee.

FOTOGALLERY

Dalla Puglia a Firenze

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di un testardo autodidatta

LA MEMORIA DIMENTICATA / UN LIBRO E UN FILM

Ralph De Palma, dai monti Dauni

a Indianapolis la storia

del pilota più veloce del mondo

Raffaele De Palma, detto Ralph (Biccari, 1882 – South Pasadena, 1956).

Mi hanno insegnato che la seconda vita di un libro è la migliore: e questa convinzione popolare ben si adatta al libro che ho ripreso in mano dopo averlo letto la prima volta nel luglio del 2019: Ralph De Palma. Storia dell’uomo più veloce del mondo (Agorà editore), dell’operatore culturale e giornalista foggiano Maurizio De Tullio arricchito dalle prefazioni di Andrea De Adamich (indimenticabile campione di Formula Uno) e del bravo giornalista foggiano Geppe Inserra.
 
De Palma è considerato uno dei più grandi piloti automobilistici di tutti i tempi. Nacque a Biccari (Foggia) nel 1882, da dove Raffaele emigrò a dieci anni, e morì in California nel 1956.
 
A oltre mezzo secolo dalla scomparsa, questa prima, avvincente biografia in italiano, frutto di anni di ricerca, ne riassume la vita e la lunga carriera, fatta di incredibili record come le 2.557 vittorie su 2.889 gare cui partecipò, come il record mondiale di velocità (241 km. nel 1919), come la vittoria a Indianapolis nel 1915 e l’epica partecipazione a quella del 1912.
 
Ralph, che ispirò Enzo Ferrari, fu per due volte campione nazionale degli Stati Uniti e una volta campione del Canada. Ed ebbe anche un nipote – Peter De Paolo – che divenne altrettanto bravo come lo zio e come Ralph aveva anche lui nelle vene sangue biccarese, dauno.
 
Mi dice il lodevole autore del libro, De Tullio: “De Palma è stato per milioni di emigranti italiani il primo eroe dello sport”. Il libro ha ispirato anche un film di Antonio Silvestre: L’uomo più veloce del mondo (2020). Su Internet trovate l’approfondimento.
 
Grazie, Maurizio, per questa luce che con cui illumini un pugliese d’esportazione, che merita di entrare nella preziosa documentazione storica Nuova Puglia d’Oro, libro e portale che prende forma dall’idea originale e rivoluzionaria di Renato Angiolillo, il quale raccolse in un volume le biografie delle centinaia di famiglie pugliesi che hanno segnato la storia del Novecento: iniziativa ripresa e integrata oggi dalla Fondazione Valente e dal suo tenace fondatore, l’ex direttore della Banca d’Italia Aurelio Valente (info: nuovapugliadoro.it e anche aureliovalente.it).

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Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog che vuole essere una bussola verso nuovi orizzonti per il futuro, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L'Espresso Genius, il settimanale L'Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri ("Un'Italia da salvare", "L'Arca dell'arte", "I Nicola", "Voglia di cambiare", "Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l'arte dalle guerre", "Guida ai paesi dipinti di Lombardia", "In viaggio con i maestri. Come 68 personaggi hanno guidato i grandi del nostro tempo", "Terra ultima chiamata" (Antiga Edizioni) e, a quattro mani con Maria Rita Parsi, "Manifesto contro il potere distruttivo", Chiarelettere, 2019), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai "La storia siamo noi" (clicca qui per approfondire).

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